

Ildige, messa così è fin troppo semplificata. Vero è che gli agoristi si definiscono left-libertarians, ma tale accezione non ha nulla a che vedere con il socialismo e/o il collettivismo. Però se ti può interessare vanno molto d'accordo con i mutualisti di Kevin Carson, pur rimanendo entrambi fermi sulle rispettive ed opposte concezioni della proprietà.![]()




Johm, stai prendendo un granchio. I paleo, sono isolazionisti nel senso che non vogliono intromettersi negli affari degli altri paesi. Ma sono Austriaci, quindi dubito fortemente che possano veramente credere di poter tirar su un muro e non commerciare più con il resto del mondo. Del resto non è proprio Ron Paul a sostenere che l'Iran è un paese come un altro con cui continuare a scambiare beni nel reciproco interesse?
Il multiculturalismo è un'altra cosa.


Non credo neppure io che possano alzare muri. Ma non credo farebbero parte di comunità a stretto contato con mussulmani e atei.
Noi abbiamo seri problemi a capirci credo, possibile che mi esprima così male?? Sono i PaleoCon che sono isolazionisti. Per me Ron Paul è un PaleoLibertario che fa propaganda PaleoLibertaria dento un partito conservatore quale è il Partito Repubblicano, ma quando parla di Iran lo fa da PaleoConservatore per attirarsi consensi PaleoCon, un po' come Bob Barr ma al contrario, che sta nel Libertarian Party, ma che probabilmente è un PaleoCon.
Cosa è per te il multiculturalismo?
Eh no caro, stavolta non mi freghi... non mi metto a discutere se hai intenzione di dare alle parole un significato del tutto particolare. Se vuoi sapere cos'è, o se è qualcosa di diverso da quello tu pensi che sia, come disse Hillel il Vecchio a Shammai "... vai e studia".![]()


E no, io ad esempio do alla parola inflazione il suo vero significato, non quello che gli danno tutti.
Mi rispecchio abbastanza in queste parole comunque:
Per Multiculturalismo si intende la libertà degli individui di poter scegliere il proprio stile di vita a seconda della propria estrazione socio-culturale in contrapposizione al multicomunitarismo, cioè l'appartenenza e la totale fedeltà di un individuo ad una certa comunità e cultura.
Secondo Zygmunt Bauman, finché queste due filosofie si confonderanno: "il multiculturalismo “farà il gioco della globalizzazione priva di freni politici”. “Le forze globalizzatrici hanno mano libera con tutte le loro devastanti conseguenze, di cui la più diffusa è la montante ineguaglianza intersociale e intrasociale.”
Il sociologo polacco inoltre, afferma che“l’antica […] consuetudine di giustificare l’ineguaglianza con l’inferiorità di determinate razze è stata sostituita dall’immagine, all’apparenza più umana, di una fortissima disuguaglianza di condizioni umane dovuta all’inalienabile diritto di ciascuna comunità di perseguire il tipo di vita desiderato. Il nuovo culturalismo [multiculturalismo], al pari del vecchio razzismo, mira a placare gli scrupoli morali e a interpretare la realtà dell’ineguaglianza tra uomini o come una condizione che travalica la capacità d’intervento umana (nel caso del razzismo) o come uno stato di cose in cui gli esseri umani non dovrebbero intervenire”.
Per entrambe le posizioni, si tratta di accettare l’ineguaglianza: nella precedente formula razzista l'accettazione del "diverso" era mirata a modificare e selezionare l'uomo secondo il criterio dell’«ordine sociale perfetto» eliminando e scartando le razze e culture inferiori incapaci di riprodurre standard umani decenti.
Nella nuova formula multiculturalista, sempre secondo Bauman invece, questa accettazione è mirata a trovare “forme di coabitazione soddisfacenti o quanto meno accettabili: se non appare possibile alcuna revisione dell’ordinamento sociale […] allora appare logico che chiunque abbia diritto di cercare il proprio posto nel fluido ordine della realtà e di accettare le conseguenze di tale scelta”.