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Discussione: La resa dello stato

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Credo che le soluzioni siano due:quella yugoslava e quella cecoslovacca,nella prima solo una parte del paese voleva secedere(come da noi) e si è dovuti ricorrere alle armi,nella seconda a nessuno interessava/conveniva l'unità e da buoni fratelli si sono salutati.
    Ma al sud l'unità conviene,basta sentire i meridionali che nei vari forum insultano il nord(come facciamo noi col sud del resto)usando diciamo gli stessi argomenti tipo: a rovinare il regno delle due sicilie sono stati i settentrionali ecc...solo che arrivano alla conclusione opposta,non dicono:siamo noi che vi mandiamo a quel paese e a mai più rivederci,anzi sono contrari anche al federalismo in pratica vogliono che il paese continui esattamente come negli ultimi 60 anni.
    Questo dimostra come i meridionali siano in malafede,usano i metodi mafiosi che ben conoscono:negare tutto e ribaltare i fatti a loro vantaggio.
    Una sera al telegiornale ho sentito Grillo affermare:le riforme che questi politici non vogliono fare sarà l'economia a farle,ecco a mio modesto avviso un paese con la pressione fiscale ai nostri livelli e un debito pubblico mostruoso non può andare avanti ancora per molto,fra qualche anno i soldi non andranno al sud per il semplice motivo che non ne avremo neanche noi e allora vedrete quanto ci metteranno a fare la secessione tra gli applausi di tutto il paese compreso il mio.


    P.S. prima di arrivare a questo non mi stupirei se ci dovessimo sorbire anche un colpo di stato all'italiana roba da repubblica delle banane per intenderci.
    Che il Sud non voglia la divisione è lampante.
    Perché sono stati condizionati dal clientelismo.
    Occorre vedere fino a quando saremo in grado di continuare a fare debiti per mantenere questa situazione.
    Ormai il Nord non crea più ricchezza a sufficienza per soddisfare i bisogni del Sud.

    Il colpo di stato non possono farlo, perché nell’euro tutti gli stati devono essere democratici.

    A meno che si approfitti proprio del colpo di stato per sbatterci fuori dall’euro, ma questa non è una via percorribile.

    Per avere la dittatura vi sono metodi molto più semplici.
    Esempio legge elettorale selettiva. Collegi da 5 deputati con l’attribuzione a mezzo del sistema d’Hondt , senza recupero ne regionale, ne nazionale.

    L’unica cosa certa è il crollo economico.

    Credo che l’operazione più importante che aspetterà all’esercito, sarà proprio fronteggiare la popolazione durante il crollo.

  2. #12
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    Scusate: la fede ha ragioni che la ragione non conosce.

    -------------------------------------------------------------------------------------------------
    P.J.Proudhon: Del principio federativo

    CAPITOLO II


    CONCETTI A PRIORI SUGLI ORDINAMENTI
    POLITICI: REGIME DI AUTORITA'
    REGIME DI LIBERTA'

    Conosciamo i due principi fondamentali ed antitetici di ogni governo: autorità, libertà.
    In virtù della tendenza propria dello spirito umano a ricondurre tutte le idee ad un unico principio, e per conseguenza ad eliminare quelle che gli sembrano inconciliabili con questo principio, si possono dedurre, a priori, due regimi differenti da queste due nozioni primordiali, secondo la preferenza o la priorità accordata all'una o all'altra: il regime di Autorità ed il regime di Libertà.
    Inoltre, poiché la società è composta da individui, si può concepire il rapporto dell'individuo col gruppo, dal punto di vista politico, in quattro modi differenti, ne risultano quattro forme di governo, due per ogni regime:

    I. Regime di Autorità.

    A) Governo di tutti da parte di uno: MONARCHIA O PATRIARCATO
    a) Governo di tutti da parte di tutti: Comunismo o Panarchia.
    Carattere essenziale di questo regime nelle sue due specie è l'INDIVISIONE del potere.

    II. Regime di Libertà.

    B) Governo di tutti da parte di ognuno: DEMOCRAZIA;
    b) Governo di ognuno da parte di ognuno: Anarchia o Autogoverno.
    Carattere essenziale di questo regime, nelle due specie, è la DIVISIONE DEL POTERE.

    Niente di più, niente di meno. Questa classificazione data a priori dalla natura delle cose e razionalmente deducibile, è matematica. Finché la politica sarà considerata come il risultato di una costruzione sillogistica, come naturalmente la ritengono i vecchi legislatori, non può restare di qua, né andare di là. Questo semplicismo è degno di nota; ci mostra fin dalle origini e sotto tutti i regimi, come il potere dello Stato si sia sforzato di dedurre le sue costituzioni da un solo elemento. La logica e la buona fede sono primordiali in politica; qui sta precisamente la trappola.

    Capitolo terzo.


    In quel che precede non si troverà una parola che non sia la più perfetta possibile. Non si procede diversamente nella matematica pura. Il nostro errore principale non è nell'uso delle nozioni, bensì nelle esclusioni che, sulla base di pretesti della logica, ci permettiamo di fare nella loro applicazione.
    a) Autorità-Libertà; ecco dunque i due poli della politica. La loro posizione, diametralmente opposta, contraddittoria, è per noi una garanzia sicura che un terzo termine è impossibile, che non esiste. Fra il sì ed il no, come fra l'essere ed il non essere, la logica non ammette niente.
    b) La connessione di queste stesse nozioni, la loro irriducibilità, la loro dinamica sono ugualmente dimostrate. Esse non procedono l'una senza l'altra; non si può né sopprimere questa o quella, né risolverle in un'espressione comune. Quanto alla loro dinamica, basta metterle a confronto affinché, tendendo scambievolmente ad assorbirsi, a svilupparsi l'una a spese dell'altra, entrino subito in azione.
    c) Da queste due nozioni risultano per la società due diversi regimi, che noi abbiamo chiamato regime di autorità e regime di libertà; ciascuno dei quali può rivestire in seguito due forme diverse, né più né meno. L'autorità appare in tutta la sua magnificenza solo nella collettività sociale; per conseguenza essa non può esprimersi, agire, soltanto attraverso la collettività stessa, o attraverso un soggetto che l'impersonifichi; similmente la libertà non è perfetta fino a che non è garantita a tutti, sia che tutti partecipino al governo, sia che l'incarico non sia stato delegato a nessuno. Impossibile sfuggire a queste alternative: Governo di tutti da parte di tutti, oppure governo di tutti da parte di uno solo: ecco il regime di autorità; governo con la partecipazione di tutti da parte di ognuno oppure governo di ognuno da parte di se stesso: ecco il regime di libertà. Tutto questo è inevitabile come l'unità e la pluralità, il caldo ed il freddo, la luce e le tenebre. Ma, mi dirà qualcuno, non si è forse visto il governo essere appannaggio di una parte più o meno considerevole della nazione, con l'esclusione del resto: aristocrazia (governo delle classi elevate); oclocrazia, (governo della plebe), oligarchia (governo di una fazione)? ....L'osservazione è giusta, questo si è visto; ma questi governi sono governi di fatto, frutto d'usurpazione, di violenza, di reazione, di transizione, d'empirismo, in cui tutti i principi sono simultaneamente adottati, e poi ugualmente violati, misconosciuti e confusi; e noi stiamo ora considerando i governi a priori, concepiti secondo la logica e su un solo principio.
    Nella politica razionale, ancora una volta, niente di arbitrario, che prima o poi non si debba distinguere dalla politica pratica. L'arbitrario in realtà non è un prodotto né della natura né dello spirito: non è né la necessità delle cose né la dialettica infallibile delle idee che lo generano. Sapete di chi è figlio l'arbitrario? Il suo nome ve lo dice: del libero ARBITRIO, della Libertà. Cosa meravigliosa! Il solo nemico contro il quale la Libertà deve stare in guardia, non è in fondo l'Autorità, che tutti gli uomini adorano come se fosse la Giustizia, ma è la Libertà stessa, la libertà del principe, la libertà dei grandi, la libertà delle moltitudini, mascherata d'Autorità.

    __________________________________________________ _____

    Ecco, a noi sta succedendo esattamente questo: stiamo passando da un regime di semi-Libertà ad un regime di Autorità che è voluto e condiviso sempre di più dalla maggioranza dei cittadini perché riassume, a loro insaputa a causa delle false informazioni, il senso del fallimento dello stato che non è in grado di garantire la giusta libertà e la giusta autorità, incarnate nella sovranità delle leggi che devono potere essere fatte o almeno legittimate dal popolo.
    Molti credono che non esista via d'uscita a questa situazione se non una nuova inutile rivoluzione. Ebbene: Proudhon indica le cause esatte (Capitolo VII di Del principio federativo) del passaggio da regime di autorità a quello di libertà e conoscendo le cause si possono meglio dedurre i rimedi. I rimedi, anche nel caso italiano esistono, sono possibili, accessibili alla coscienza di tutti; ma non alle SCELTE di tutti. Per questa ragione è necessario unire i credenti che per la maggior parte sono cittadini semplici che per passione civile hanno creduto nella Lega della prima ora e l'hanno rinnegata quando hanno viste le idee ed i valori traditi per motivi di potere. Se non riusciamo ad unirci, ad organizzarci, a comprenderci, a collaborare, avremo solo buttato via il nostro tempo ed ogni parola scritta con pazienza su questo forum sarà INUTILE. Bah, di che follia collettiva sono priginiere le nostre menti! Sarebbe tanto semplice unirci per una sola cosa da tutti condivisa. E non sappiamo fare neanche questo, perché ognuno ha la sua verità da portare avanti. E qualcuno vorrebbe fare la rivoluzione armata. Pazzesco; no forse meglio: RIDICOLO.

  3. #13
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    caro, caro Paolo...

  4. #14
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    Notizie dei telegiornali di oggi:
    - in Sicilia dipendenti du un museo non andavano a lavorare e quando lo facevano usavano i telefoni per chiamare i parenti.

    - la mafia controllava i supermercati despar, dichiarazione di procuratore siciliano: in sicilia non c'è, e non c'è mai stato, un libero mercato.

    Cito anche un episodio successo quando ero specializzando al policlinico universitario di Udne. Ci fu un periodo in cui vennero assunti per 3 mesi dei tecnici di laboratorio siciliani.
    Il risultato fu un'elevazione delle bollette telefoniche dei laboratori talmente alta da obbligare il primario a inserire dei codici per poter usare i telefoni.
    Il rincaro delle bollette era dovuto alle chiamate attuate dai tecnici a loro familiari in sicilia.
    Basta, basta con questi scrocconi, fannulloni, bugiardi e violenti.
    Credo anche io che ormai la misura sia colma.
    E persino i nostri governanti se ne stanno accorgendo, ormai si parla di federalismo fiscale, si inizia a pretendere un minimo di efficienza.
    D'altronde la parte produttiva del paese è quella che vuole la secessione, vogliono la guerra? Distruggono la parte produttiva del paese.
    Devono inserire i dialetti come lingua obbligatoria nella pubblica amministrazione.
    Voglio vedere un siciliano che parla e scrive in friulano.
    Le persone sono stufe: questa gente è la solita: o ci date quel che vogliamo o ce lo prendiamo con la forza. Basta.
    Basta con le storielle dell'unità, del "non sono tutti mafiosi", basta, basta, ormai non c'è statistica che non confermi tutti i "pregiudizi" sui meridionali.
    Dobbiamo tener duro.
    E magari tenerci in casa un fucile da caccia: nella vita non si sa mai.
    Voglio vedere un siciliano che viene a far la guerra sulle Alpi.
    I bolzanini hanno fatto la resistenza armata e, senza uccidere nessuno, hanno ottenuto l'autonomia.
    Comunque credo che la gravità della questione italiana sia ben più nota, di quanto non sembri, a livello europeo. Me lo fa ritenere il continuo appellarsi al dialogo dei politici. gli interventi dell'esercito, i fischi ai politici.
    Avere una guerra in Italia che, oltretutto, ha regioni che sono confinanti con la ex polveriera jugoslava non credo convenga a nessuno.
    Secondo me l'unica cosa che possiamo fare è andare avanti e boicottare i meridionali (niente pizzeria, niente case ai meridionali, niente assunzioni di meridionali e boicottaggio dei loro prodotti). Insomma una resistenza civile a barbari.
    Iniziare a fare terra bruciata attorno a membri di popoli incivili (che non sono solo i meridionali).

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Dufresna Visualizza Messaggio
    Io non riesco a prospettare per il futuro (prossimo) scenari differenti da questi:

    1° scenario
    Un mix fatale, mercato mondiale sempre più in crisi per via dei grandi stati emergenti e della loro domanda, le mani al collo del sistema centralizzato romano fino ad asfissiare le piccole e medie imprese settentrionali, fallimento dell'economia nazionale in generale, debito pubblico oltre le stelle, l'intero paese dritto dritto a colare a picco con botti e bancarotta finale.... e tutti giù nella merda più totale. Come dicono gli Spagnoli..."mierda por mi, mierda por todos"

    2° scenario
    Escludendo una via democratica (assolutamente utopica per quel che mi riguarda), l'altra soluzione verrebbe dalle armi e non più dalla via diplomatica e civile, si aprirebbero ovviamente soluzioni molto pericolose per tutti, molto simili ad una guerra civile sulla falsa riga dei balcani per intenderci. In questo caso, come in tutte le guerre, si potrebbe anche raggiungere l'agognato scopo, di una o dell'altra parte, ma a che costo? bisognerebbe mettere in conto ovviamente lo spargimento di sangue che ne risulterebbe, con inimmaginabili percentuali di perdite umane annesse e connesse (da ambo i lati).



    Cosa che, in qualità di genitore, francamente non mi auguro nel modo più assoluto, anche perchè saremmo erroneamente presi da un coinvolgente istinto patriottardo, col rischio di assomigliare a mò di fotocopia ai patrioti italici, progettisti dell'attuale stato giocattolo, senza magari raggingere neanche l'obiettivo. In pratica una sorta di déjà vu


    PS: Sono aperte le discussioni...civilmente s'intende, senza aggressioni da parte di estemporanei pseudoforumisti



    In verità un terzo scenario ci sarebbe, ed è quello più conveniente per tutti in tutti i sensi.
    Lo sviluppo economico e la modernizzazione del mezzogiorno sarebbe stata l'unica salvezza di tutti i cittadini della penisola, per primi i padani. Si è proprio così, soltanto attraverso un vero e proprio avanzamento economico e culturale, con una sconfitta definitiva delle mafie e dei malcostumi e quindi con una svolta radicale da parte delle popolazioni meridionali che si salverebbe tutto il paese. Voi direte, sono 150 anni che si è elargito a mani basse in lungo e in largo aspettando vanamente il loro tanto agognato progresso nella speranza che il gap con il resto del paese fosse azzerato, e non ci si è riusciti..... per quale motivo dovrebbe avvenire adesso??? E' giusto, non fa una grinza! Infatti ho omesso di dire "sarebbe stata" e non "sarebbe" la ricetta migliore.
    Pensate se il sud fosse stato in condizioni differenti già nell'immediato dopoguerra, se ci fosse stata una cultura ed uno spirito imprenditoriale diverso, l'effetto minimo più positivo tanto per cominciare sarebbe stata la benchè minima migrazione sulla direttrice sud-nord, il che non è poco, anzi!
    E poi il paese non avrebbe avuto questo dislivello con le famose due velocità, di conseguenza il nord non avrebbe subito nè la colonizzazione nè la depredazione economica a cui siamo giunti.
    Siete d'accordo?

  6. #16
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    In verità un terzo scenario ci sarebbe, ed è quello più conveniente per tutti in tutti i sensi.
    Lo sviluppo economico e la modernizzazione del mezzogiorno sarebbe stata l'unica salvezza di tutti i cittadini della penisola, per primi i padani. Si è proprio così, soltanto attraverso un vero e proprio avanzamento economico e culturale, con una sconfitta definitiva delle mafie e dei malcostumi e quindi con una svolta radicale da parte delle popolazioni meridionali che si salverebbe tutto il paese. Voi direte, sono 150 anni che si è elargito a mani basse in lungo e in largo aspettando vanamente il loro tanto agognato progresso nella speranza che il gap con il resto del paese fosse azzerato, e non ci si è riusciti..... per quale motivo dovrebbe avvenire adesso??? E' giusto, non fa una grinza! Infatti ho omesso di dire "sarebbe stata" e non "sarebbe" la ricetta migliore.
    Pensate se il sud fosse stato in condizioni differenti già nell'immediato dopoguerra, se ci fosse stata una cultura ed uno spirito imprenditoriale diverso, l'effetto minimo più positivo tanto per cominciare sarebbe stata la benchè minima migrazione sulla direttrice sud-nord, il che non è poco, anzi!
    E poi il paese non avrebbe avuto questo dislivello con le famose due velocità, di conseguenza il nord non avrebbe subito nè la colonizzazione nè la depredazione economica a cui siamo giunti.
    Siete d'accordo?

    Per 160 anni (6 generazioni) si è favorito lo sviluppo e il progresso dei cittadini con cultura mafiosa e clientelare. Si sono selezionati positivamente gli individui peggiori.
    Generazioni cresciute in questo modo non cambiano nel giro di anni ma nel giro di generazioni. E ormai non c'è tempo.
    Il fatto che le dinamiche di popolazionie abbiano tempi lunghi è anche uno dei motivi per il quale al nord non si è anocora instaurata la cultura terrona.
    L'educazione dei nostri genitori e nonni (e prima ancora dei loro genitori e nonni) ci ha salvato.
    Nonostante ormai la terronizzazione sia epidemica anche al nord. Eccome.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Dufresna Visualizza Messaggio
    In verità un terzo scenario ci sarebbe, ed è quello più conveniente per tutti in tutti i sensi.
    Lo sviluppo economico e la modernizzazione del mezzogiorno sarebbe stata l'unica salvezza di tutti i cittadini della penisola, per primi i padani. Si è proprio così, soltanto attraverso un vero e proprio avanzamento economico e culturale, con una sconfitta definitiva delle mafie e dei malcostumi e quindi con una svolta radicale da parte delle popolazioni meridionali che si salverebbe tutto il paese. Voi direte, sono 150 anni che si è elargito a mani basse in lungo e in largo aspettando vanamente il loro tanto agognato progresso nella speranza che il gap con il resto del paese fosse azzerato, e non ci si è riusciti..... per quale motivo dovrebbe avvenire adesso??? E' giusto, non fa una grinza! Infatti ho omesso di dire "sarebbe stata" e non "sarebbe" la ricetta migliore.
    Pensate se il sud fosse stato in condizioni differenti già nell'immediato dopoguerra, se ci fosse stata una cultura ed uno spirito imprenditoriale diverso, l'effetto minimo più positivo tanto per cominciare sarebbe stata la benchè minima migrazione sulla direttrice sud-nord, il che non è poco, anzi!
    E poi il paese non avrebbe avuto questo dislivello con le famose due velocità, di conseguenza il nord non avrebbe subito nè la colonizzazione nè la depredazione economica a cui siamo giunti.
    Siete d'accordo?
    La tua idea come è impostata corre .

    Però se noti vi è il seguente filo conduttore.
    Se si fosse operato in un determinato modo al Sud, se ci fosse stato una altra cultura, se ci fosse stato uno spirito imprenditoriale, il Sud sarebbe progredito e questo sarebbe un bene per tutti.

    Si, ma con tale affermazione, si parte dal presupposto che il Sud per migliorare deve venire come noi.
    Ossia assorbire il nostro pensiero. Così affermando dichiariamo che il nostro sistema è migliore. Certamente sarà vero, però in tal modo auspichiamo che la nostra cultura venga imposta.


    Ma questo non va bene. Il Sud ha una altra tradizione, una altra cultura è una altra etnia formatasi in molte generazioni.
    Non possiamo cambiarli e porli al nostro livello, che a noi pare superiore o giusto, ma non è così per loro.
    Non dobbiamo essere presuntuosi di poterli cambiare. Sono esseri liberi, sono popoli liberi e lo devono restare senza essere violentati nel loro sistema.

    L’unico problema è che in senso positivo o in senso negativo, non possiamo stare insieme.
    Vi è un abisso enorme, che noi per convenienza o per ignoranza abbiamo sempre ignorati. Il Nord deve essere libero per conto suo ed il Sud deve essere libero altrettanto.
    Il loro futuro se lo devono scegliere loro.

    Non possiamo cambiarlo.

    La cultura monoteista spinge al concetto missionario.
    Ossia andare tra le genti per convertirli. .
    Questo è un chiodo fisso che noi abbiamo nel Nord, di tutto il Nord.

    Un popolo deve vivere la sua vita.
    E’ poi dal confronto che può decidere i cambiamenti.
    Cambiamenti che non deve fare alle nostre spalle ma al nostro fianco.

    Come vicino, non come coinquilino.

    Il voler continuare insieme è assurdo.
    E adesso la situazione economica lo impone. Non ci è più permesso con il blocco dell’aumento del debito pubblico.
    Non ci è più permesso di sostenere una società che massicciamente cerca di evadere le tasse e che vive di clientelismo.

    Essi hanno altri valori, che noi sottovalutiamo.

    Quattro pazzi ci hanno unito. .
    Decine di milioni nei decenni non possono vivere in un modo che scontenta tutti sia il Nord ,sia il Sud per continuare a sostenere questa assurdità politica che è l’italia.

  8. #18
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    In verità un terzo scenario ci sarebbe, ed è quello più conveniente per tutti in tutti i sensi.
    Lo sviluppo economico e la modernizzazione del mezzogiorno sarebbe stata l'unica salvezza di tutti i cittadini della penisola, per primi i padani. Si è proprio così, soltanto attraverso un vero e proprio avanzamento economico e culturale, con una sconfitta definitiva delle mafie e dei malcostumi e quindi con una svolta radicale da parte delle popolazioni meridionali che si salverebbe tutto il paese. Voi direte, sono 150 anni che si è elargito a mani basse in lungo e in largo aspettando vanamente il loro tanto agognato progresso nella speranza che il gap con il resto del paese fosse azzerato, e non ci si è riusciti..... per quale motivo dovrebbe avvenire adesso??? E' giusto, non fa una grinza! Infatti ho omesso di dire "sarebbe stata" e non "sarebbe" la ricetta migliore.
    Pensate se il sud fosse stato in condizioni differenti già nell'immediato dopoguerra, se ci fosse stata una cultura ed uno spirito imprenditoriale diverso, l'effetto minimo più positivo tanto per cominciare sarebbe stata la benchè minima migrazione sulla direttrice sud-nord, il che non è poco, anzi!
    E poi il paese non avrebbe avuto questo dislivello con le famose due velocità, di conseguenza il nord non avrebbe subito nè la colonizzazione nè la depredazione economica a cui siamo giunti.
    Siete d'accordo?
    Con le centinaia di migliaia di miliardi che il centro nord ha dato al sud, se volevano modernizzarzi hanno avuto un'occasione durata oltre sessanta anni. L'hanno persa e continuano a questuare denaro e posti di lavoro. Questo trascinerà il centro nord sulla china della crisi economica e scatenerà, prima o poi, una rivolta armata. Sarà questo il momento del passaggio dal regime di Libertà a quello di Autorità. Con tutti i "salvatori della patria" che abbiamo a disposizione non ci resta che la scelta del dittatore meno peggio. Spero di vivere abbastanza a lungo per poter ripetere; "Chi fu causa del suo mal (per ignoranza), pianga se stesso".

  9. #19
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    Grande JOT. Quoto tutti: JOT, Quayang, Hellas, Dufresina. Comunque, diffondiamo..altrimenti non serve a nulla. Informiamo..Poi..aggiungo, parlèmm el pù possibil i noster lengu.Studiamole se non le sappiamo..Vedete come cercano di dominarci - da sempre . con il romanesco..il terronico..Ripeto. identità e danee. Adiamo su questo. "Se a un popolo togli la lingua, è morto per sempre"..Tanto per cambiare..devo scappare..Ve saludi

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    Grande JOT. Quoto tutti: JOT, Quayang, Hellas, Dufresina. Comunque, diffondiamo..altrimenti non serve a nulla. Informiamo..Poi..aggiungo, parlèmm el pù possibil i noster lengu.Studiamole se non le sappiamo..Vedete come cercano di dominarci - da sempre . con il romanesco..il terronico..Ripeto. identità e danee. Adiamo su questo. "Se a un popolo togli la lingua, è morto per sempre"..Tanto per cambiare..devo scappare..Ve saludi


    Credimi ci sono un sacco di persone al nord che quando sentono un programma rai in napoletano o presentato da showman con accento meridionale o romano cambiano canale. Siamo stufi (soprattutto in Veneto e Friuli).
    Vorrei veramente sapere che ascolti fanno, al nord, i programmi tipo "festival della canzone di napoli" trasmessi dalla rai.
    Nelle scuole superiori friulane i ragazzi, tra loro, parlano in dialetto (grazie a Dio - ma soprattutto ai genitori-). La nostra televisione locale (telefriuli) trasmette programmi in lingua italiana e Friulana (e non trasmette porno la notte).
    Ci sono leggi regionali a tutela del Friulano.
    Qui non possiamo parlare ognuno con il suo dialetto, perchè non ci capiremmo (e io, personalmente, preferirei l'inglese all'italiano).
    Devono essere le regioni a tutelare i dialetti, trasformandoli in lingue. Anche perchè questo è un passo essenziale per tenere fuori dalle regioni popolazioni criminali (es. i meridionali). Semplicemente inserendo l'obbligo del bilinguismo per l'accesso al settore pubblico.
    Senza contare il fatto che, se il dialetto, assurge a lingua gli estranei non capiscono un tubo (siete mai entrati in un bar bolzanino? Anche se conoscono l'italiano, parlano in tedesco, è un modo efficace per "tenere gli italiani lontani dalle loro terre").
    Infatti, se ci fate caso, tutti i rappresentanti politici di origine meridionale, che operano nelle sedi settentrionali di partiti politici nazionali, sono contrari e/o tendono a ridicolizzare tutte le proposte che sviluppino le lingue locali.
    E' per continaure a vivere a sbafo.
    Hanno ragione i bolzanini.

 

 
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