



se per questo ti fai il te o il caffe' e lo sai che dentro la caffettiera c'e' acqua bollente e potresti ustionartiallora anche casa tua puo crollareNon esistono teche impossibili ad aprirsi..ci può essere un incendio..un terremoto..ti assicuro sono pericolosi, esqualcuno la può aprire apposta..insomma..c'è una possibilità tra milioni che mi trovi il serpente fuori..e questo rischio..in epoca super tecnologica non è necessario correrlo..dal momento che ci sono altri sistemi per produrre energia..e non penso al carbone..
pannellli solari : un tecnico puo cadere dal tetto mentre li installa
eolico : puo arrivarti una pala in testa
idroelettrico : se nn sai nuotare e cadi dentro il lago artificiale
ce l'abbiamo gia nel sottosuolo : radon, uranio, ecc, nn so quale e' piu' diffusoNaturalmente qualche teca velenosa non è un problema..ma migliaia..alla fine qualcosa..può andare storto..e vai oggi e vai domani..tra qualche decennio ci troveremo la radioattività anche nelle mutande..
chiedi a ronnie o grifo statistiche sui morti di tutte le fonti energeticheSe una diga crolla..ci può essere qualche paese distrutto..ma l'acqua non inquina come un reattore che sparge veleno per decine di km quadrati o centinaia a seconda dei testi..
Se vuoi rischiare..buttati col laccio attaccato al piede..e vedrai che ti diverti..invece di progettare centrali piene di serpenti velenosi che aspettano solo disattenzione di qualcuno per uscire..![]()


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A fool and his money can throw one hell of a party.


Se fai qualche ricerca sul web trovi molti resoconti e analisi...
Diciamo che la grafite lasciata bruciare per giorni è stata la causa principale del grande spargimento di sostanze radioattive. Alcuni reattori occidentali sono moderati con grafite (specie quelli gas-cooled, che non sono soggetti a esplosioni tipo quella di Chernobyl), ma in generale la tendenza è stata quella di moderarli ad acqua pesante proprio per questo tipo di rischio.
Comunque si, la situazione era sperimentale e gestita malamente. Le attenzioni dei tecnici, durante il test, erano maggiormente rivolte alle conseguenze "elettriche" piuttosto che alle ripercussioni sul reattore vero e proprio. Non conoscendo i pericoli intrinseci del suddetto reattore, sono andati ad effettuare il test proprio a bassa potenza, ovvero nelle condizioni più critiche. Avendo poi escluso i sistemi automatici di sicurezza e quasi tutte le barre di controllo, non sono poi stati in grado di far fronte al calo di pressione del refrigerante che si è verificato a seguito del test e al consegente aumento di temperatura nel nocciolo.


Vabbè..è inutile..
Non si arriva a capire che migliaia di reattori nucleari con scorie annesse e rilasci e guasti e perdite..saturano l'ambiente in qualche decina d'anni..perchè certe sostanze degradano in millenni..e anche più..e rilascia oggi e rilascia domani alla fine la radioattività ce la troviamo da tutte le parti a livelli altissimi..
Ma tanto..più che il dolor potè il digiuno..e i reattori costano..e la gente vuol guadagnare subito..e saranno solo marginali rispetto al fabbisogno energetico soddisfatto con le fonti fossili..
E cosa succederà dopo..né le rinnovabili né il nucleare potranno risolvere l'inestinguibile sete d'energia..paragonabile solo agli ammalati di peste..che volentieri avrebbero bevuto un fiume..tranne poi scoprire che niente poteva dissetarli..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


l'Italia non fa parte dei paesi evoluti, è evidente.
Il problema non è la sicurezza, ma tutto il resto:
- tempi di costruzione
- costi per la collettività
- smaltimento scorie
- reperibilità dell'uranio
tutti problemi che l'Italia non è in grado di gestire.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


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