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Discussione: Ossezia

  1. #21
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    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=84784

    Mosca | 12 agosto 2008
    Il Cremlino ferma la guerra. 100mila i profughi. L'Ossezia chiede l'annessione alla Russia

    Gori, il terrore sotto le bombe russe
    Ossezia: Bush approva il piano di Kouchner per il ripristino dello status quo (da NY S. Petrone)~ Putin a Bush: "il vostro appoggio alla Georgia minaccia i nostri confini" (da Mosca S. Canciani)
    Vedi anche ~ A Tbilisi sfilano in 150mila a sostegno del governo~ Sarkozy: la Russia deve "mettere la sua potenza al servizio della pace":
    Chiavi crisi caucasica



    Il presidente russo Dmitry Medvedev ha confermato di aver ordinato la cessazione delle operazioni militari in Georgia nel corso di una telefonata con Javier Solana, alto rappresentante per la politica estera e di
    difesa comune dell'Unione Europea: lo ha reso noto da Bruxelles la portavoce di Solana, Christina Gallach, secondo la quale questi ha accolto "con soddisfazione" la notizia, sottolineando "l'importanza della pace e della stabilita' nella regione", e assicurando che l'Ue "e' pronta a contribuire attivamente a una
    soluzione della crisi". Tbilisi pero' ha detto che diversi villaggi georgiani continuano a essere bombardati. Il presidente dell'Ossezia del sud Eduard Kokoity ha annunciato la sua richiesta di annessione alla
    Russia, gia' votata in un referendum sull'indipendenza nel 1992. "Lo abbiamo ripetuto spesso, e voglio confermarlo: siamo in pochi, un popolo diviso. Vogliamo la riunificazione con l'Ossezia del nord. Ormai non si può più parlare di coesistenza con la Georgia nello stesso stato".
    Le condizioni poste da Medvedev
    Da Mosca tuttavia lo stesso Medvedev ha poi pero' posto condizioni per la conclusione del conflitto nella Repubblica caucasica. "Possiamo discutere della questione di un accomodamento definitivo se sono rispettate due condizioni", ha dichiarato il leader del Cremlino, prima di riunirsi con il pari grado Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Unione, in missione di mediazione in Russia. "Innanzi tutto," ha spiegato Medvedev, "le truppe georgiane debbono tornare alle loro posizioni iniziali, ed essere in parte
    smilitarizzate. In secondo luogo", ha aggiunto Medvedev, "occorre sottoscrivere un accordo vincolante, che obblighi a non ricorrere alla forza".
    Il ministro degli Esteri russo: "sarebbe meglio se Saakachvili se ne andasse"
    La Russia non vuole rovesciare il presidente georgiano Mikhaïl Saakachvili, ma "sarebbe meglio" se quest'ultimo lasciasse il potere. Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri russo Sergeï Lavrov.
    "Non è nostra abitudine rimuovere qualcuno o porre qualcun'altro sul trono", ha detto Lavrov in conferenza stampa congiunta con il pari grado finlandese Alexander Stubb, attuale presidente dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Lavrov ha aggiunto che la russia non accetterà alcuna ipotesi di accordo che comporti la permamenza di soldati georgiani, nel quadro di una forza internazionale di peace keeping.
    Cancellato l'incontro Nato-Russia
    L'incontro Nato-Russia, sollecitato ieri da Mosca e che si sarebbe potuto tenere oggi, è stato cancellato.
    Lo ha annunciato la rappresentanza permanente russa presso l'Alleanza Atlantica, sostenendo che l'incontro "è stato bloccato per volonta' Usa", ha riferito un portavoce della missione.

    Dalla Nato, inoltre, è arrivata la conferma che è saltato l'incontro previsto per oggi fra il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer e il ministro degli Esteri della Georgia Iekaterina Tkieshelashvili e il vice ministro degli Interni Iekaterina Zguladze, a margine dei lavori del Consiglio atlantico, che si riunirà in tarda mattinata.
    L'Alto commissariato Onu per i rifugiati aggiorna il numero dei profughi: sono almeno 100.000 le persone sfollate a causa del conflitto fra Georgia e Russia in Ossezia del Sud e in altre regioni georgiane.
    Il tentativo europeo
    Nicolas Sarkozy è arrivato a Mosca. Il presidente francese incontrerà il presidente russo Dmitri Medvedev, poi volerà a Tbilisi per discutere anche con il capo di Stato georgiano, Saakashvili. L'obiettivo del viaggio diplomatico del presidente di turno dell'Unione è di cercare una mediazione per un cessate il fuoco tra Russia e Georgia.

    Le ultime bombe
    Avevano trascorso una notte relativamente tranquilla gli abitanti di Tblisi, senza attacchi aerei nella vicinanze dopo 5 giorni di guerra. Intorno alle 10.30 italiane la notizia di una forte esplosione udita in mattinata nel centro della città. Bombe russe anche su Gori: morto un corrispondente della tv olandese. Il bombardamento, questa notte, ha colpito una sala stampa allestita all'ultimo piano dell'edificio che ospita la radiotelevisione di Stato georgiana nella città, oramai abbandonata da quasi tutti i residenti e dagli stessi militari di Tbilisi. Ma il vice capo dello stato maggiore russo Anatoli Nogovizin, citato dall'agenzia Itar-Tass, smentisce: nessun bombardamento ad opera delle forze russe.

    Gli scontri, intanto, non si placano: aerei russi hanno bombardato in mattinata la città di Gori, in Georgia, vicino alla regione separatista dell'Ossezia del Sud, ferendo diversi civili.

    Soldati e mezzi corazzati provenienti dalla repubblica separatista dell'Abkhazia hanno attaccato questa mattina le forze georgiane nella gola di Kodori, secondo quanto riferisce il governo di Tbilisi. La gola di Kodori era l'unica parte della repubblica separatista dove erano ancora attestate forze georgiane e ieri era giunto un ultimatum da parte russa perché si ritirassero. Mosca ha dispiegato negli ultimi giorni in Abkhazia 9mila soldati e 350 veicoli militari, agli ordini del generale Sergei Chaban.
    Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parla di un eventuale intervento militare italiano, dentro una forza di interposizione europea, nella crisi del Caucaso: "La decisione tocca al consiglio dei ministri europeo. Se serve, non ci tireremo certo indietro".

  2. #22
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    Exclamation Dietro la Georgia c'è Sion

    Russia Vs. Sion
    Marcello Pamio – 12 agosto 2008
    La storia inizia quando l’Ossezia del sud, una regione della Georgia, reclama la propria indipendenza.
    La Russia sta a guardare ammiccando, anche perché fa molto comodo avere all’interno di uno “Stato nemico”, comprato dalle due potenze atomiche Usa e Israele, un satellite che crea destabilizzazione.
    La Georgia (totalmente filo israelostatunitense) non ci sta e bombarda nella notte e alle prima ore dell’alba dell’8 agosto la Repubblica dell’Ossezia.[1]
    La Russia a questo punto non sta più a guardare, e forse era proprio quello che aspettava: invia l’aviazione e inizia lo scontro armato.
    Si parla già di oltre 2000 morti, ma le cifre come sempre accade in questi casi, sono destinate a salire.
    In maniera sincronica, come sempre accade in questi casi, parte la propaganda mediatica, e le immagini che circolano nei telegiornali di Regime sono esclusivamente le immagini di distruzione e morte provocate dall’aviazione russa in Georgia. Ma non arrivano invece le immagini del fuoco georgiano che avrebbe provocato nelle sole prime ore 1600 morti e pesanti devastazioni.[2]
    Come mai le foto e i video si concentrano sulle vittime della controffensiva russa a Gori o in altre città maggiori georgiane, quando almeno tre quarti dei 40.000 profughi censiti dalla Croce Rossa risultano essere osseti?[3]
    Chi ha il potere di controllare i media occidentali? Per quale motivo si fa passare solo una parte della verità amplificandola ad hoc? Domande retoriche, la cui risposta è presto detta, tanto più quando si viene a sapere chi c’è dietro l’affaire

    Fin dall’inizio, sul sito www.debkafile.com molto vicino al Mossad israeliano, si evince che anche in questo scontro armato il piccolo stato di Sion gioca un ruolo importante, naturalmente oltre a l’onnipresente America.
    L'anno scorso – scrive il Mossad - il presidente georgiano ha assoldato da aziende di sicurezza private israeliane varie centinaia di consulenti militari, circa un migliaio, per addestrare le forze armate georgiane in tattiche di combattimento (commando, aria, mare, mezzi armati e artiglieria). Hanno inoltre offerto al regime centrale istruzioni sull'intelligence militare e la sicurezza. Tbilisi ha acquistato anche armi, intelligence e sistemi elettronici per la pianificazione dei combattimenti da Israele. Questi consulenti sono di sicuro profondamente coinvolti nella preparazione dell'esercito georgiano alla conquista della capitale osseta di questo venerdì.
    Nulla di nuovo all’orizzonte: il democratico stato d’Israele, possessore di centinaia di testate atomiche, vende armi e fornisce consulenza d’intelligence e militare a tutti paesi considerati “amici” o semplicemente “utili” per qualche scopo…
    In questo caso la “Gerusalemme non proprio Celeste” deve difendere i propri interessi petroliferi nell’oleodotto Baku-Ceyhan, costruito per non passare nei territori russi, dopo che Vladimir Putin ha rifiutato la collaborazione di un progetto per portare gas ai porti israeliani di Ashkelon e Eilat dalla Turchia.[4] Una pipeline lunga migliaia di chilometri, che partendo da Baku sul Mar Caspio arriva fino a Ceyhan in Turchia senza toccare la Russia.
    Un piccolo tratto di Mediterraneo separa il porto di Ceyhan ad Haifa.
    In questo progetto ovviamente la Georgia deve rimanere indipendente dal vecchio orso russo e soprattutto non avere secessioni che potrebbero creare problemi al proprio interno.

    Ricorda molto da vicino la triste vicenda dell’Afghanistan, quando i talebani erano finanziati, addestrati e armati dall’intelligence militare USA per combattere l’invasione delle truppe sovietiche al confine. Tutto ha iniziato a incrinarsi non a seguito della false-flag dell’11 settembre, ma quando gli “studenti del Corano” hanno iniziato a mettere i bastoni tra le ruote alla costruzione dell’oleodotto (da 1 milione di barili di petrolio al giorno) della statunitense Unocal che doveva passare proprio per il loro Paese. Risultato: i talebani, assieme a decine di migliaia di civili innocenti, sono stati massacrati e le città e i villaggi, rasi al suolo!
    Il 10 agosto del 2008 il quotidiano israeliano Yediot Aharonot ha pubblicato un articolo dove spiega dettagliatamente la questione: «Il combattimento che è iniziato nel fine settimana tra Russia e Georgia ha portato alla luce il profondo coinvolgimento di Israele nella regione. Questo coinvolgimento include la vendita di armi avanzate alla Georgia e l'addestramento di forze di fanteria dell'esercito georgiano. Il ministro della difesa [israeliano] ha tenuto un incontro speciale questa domenica per discutere delle varie vendite di armi israeliane in Georgia, ma finora non è stato annunciato nessun cambiamento di politica. "La questione è tenuta sotto stretto controllo", hanno detto fonti del Ministero della Difesa. "Non operiamo in nessun modo che possa contrastare gli interessi israeliani. Abbiamo declinato molte richieste che implicavano vendite di armi alla Georgia; e quelle che sono state approvate sono state analizzate scrupolosamente. Finora non abbiamo posto limitazioni alla vendita di misure protettive."[5]
    Questa collaborazione, tra Georgia e Israele, non è certo strana se vediamo chi sono gli attori principali.
    Il Ministro georgiano Temur Yakobashvili è ebreo come pure il Ministro della Difesa David Kezerashvili, anzi quest’ultimo è un ex cittadino israeliano.[6]
    Il sito sionista Ynet.news elenca anche altri personaggi israeliani che hanno approfittato della situazione georgiana: «l’ex ministro (israeliano) Roni Milo e suo fratello Shlomo, direttore delle Military Industries, il brigadiere-generale
    (in congedo) Gal Hirsch e il General Maggiore (anche lui in congedo) Yisrael Ziv».[7]
    Roni Milo per esempio ha condotto affari in Georgia per la Elbit Systems e le Industrie Militari, e col suo aiuto le industrie militari israeliane hanno venduto alla Georgia droni, torrette automatiche per veicoli blindati, sistemi antiaerei, sistemi di comunicazione, munizioni e missili.
    Nonostante la falsità mediatica con la quale il Regime è abituato a riempirci la testa, anche in questo caso, ma possiamo dire, come nella totalità degli scontri militari, di attacchi terroristici, di false.flag, esiste sempre un interesse economico dietro.
    Le domande che dobbiamo porci per cercare di capire gli accadimenti, a prescindere da come ci vengono raccontati o romanzati in tivù e nei giornali, è: Cui Prodest? Cui Bono? A chi giova? Chi ne beneficia?

    Per approfondire l’argomento:
    “ La Georgia e l’Israel connection”,
    www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908

    “Governo georgiano, ministri israeliani”
    http://www.effedieffe.com/content/view/4135/166/

    “Georgia: ha perso Israele”
    http://www.effedieffe.com/content/view/4130/166/

    “ Israel backs Georgia in Caspian Oil pipeline battle with Russia ”
    www.debka.com/article.php?aid=1358

    [1] “Il Caucaso in fiamme. La Georgia bombarda l’Ossezia del sud”, Radio Vaticana, 8 agosto 2008
    [2] “Una guerra, due verità”, Alessandro Logroscino, Ansa, 11 agosto 2008
    [3] Idem
    [4] “ La Georgia e l’Israel connection”, www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908
    [5] Idem
    [6] “Governo georgiano, ministri israeliani”, Maurizio Blondet, Effedieffe
    [7] “ La Georgia e l’Israel connection”, www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908



    www.disinformazione.it

  3. #23
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    Anche la Lega a favore della Georgia!

    Da "LA REPUBBLICA" di martedì 12 agosto 2008

    Berlusconi dalla Sardegna impegnato in una "moral suasion" sul suo amico Vladimir La Russa: Partiamo se la Ue lo chiede"
    La Lega: Noi stiamo con Tbilisi"

    MAURO FAVALE ROMA - La diplomazia delle telefonate non basta più. La Lega prende nettamente le parti della Georgia e scuote governo e premier affinché «intervengano subito per una pace immediata».

    Le parole sono del ministro perla Semplificazione, il leghista RobertoCalderoli:

    «Noi della Lega-spiega-siamo sempredallaparte dei popolie non dallaparte dei carri armati: siamo intervenuti per il Tibet, adesso lo facciamo per la Georgia e lo faremo sempre e comunque per qualsiasi popolo che sia in difficoltà o la cui libertà venga messa in gioco».

    Affermazioni che arrivano a pochi minuti di distanza dalle dichiarazioni rese dalministro del- la Difesa, Ignazio La Russa al Tgl :

    «Qualora l`Unione europea lo richiedesse, l`Italia è pronta a intervenire per fare cessare il fuoco e favorire un clima di trattativa per far tornare la pace nella regione».

    E, intanto, una missione dell`Osce, l`Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa, è già presente da tempo con un suo ufficio in Georgia.

    Per ora, però, Silvio Berlusconi, da Porto Rotondo, tiene le fila della diplomazia a modo suo. Il portavoce Paolo Bonaiuti riferisce di una giornata passata al telefono a tessere una rete di contatti tra Unione europea e G8. A «esercitare una "moral suasion" sul primo ministro russo Vladimir Putin, fortemente basata sulla fiduciapersonale che inter- corre tra loro». Dice così, dalle sue vacanze alle Maldive, ilministro degli Esteri Franco Frattini, in stretto contatto con il capo del Governo. L`obiettivo principale di Berlusconi, riferisce il titolare della Farnesina, è quello di «evitare ritorsioni da parte della Russia puntando a trovare una collaborazione con la missione europea che si sta recando a Mosca in queste ore». Tenendo ben presente, però, che «la Russia non va isolata dal contesto internazionale», conclude Frattini.

    E intanto, lo stesso Frattini, fa sapere che il governo è pronto a riferire alle Camere sulla situazione in Georgia, dopo ilvia libera di Fini e Schifani alla convocazione delle commissioni esteri.

    Richiesta a gran voce dall`oppo- sizione (Fassino, per il Pd, aveva sollecitato il governo italiano «ad essere parte attiva sostenendo con convinzione le iniziative di Ue e Osce, mettendo a disposizione gli intensi rapporti di collaborazione che l`Italia con la Russia e le nazioni del Caucaso») la convocazione, però, non c`è ancora stata. Frenano i presidenti delle due commissioni Dini e Stefani. La considerano «prematura»:

    «Bisogna attendere-dicono -l`evolversi della situazione».

    La Farnesina, in serata, fa sapere di «essere disponibile ariferire in tempi brevi alle Camere», nonostante nel pomeriggio lo stesso Frattini avesse parlato di domani come la data giusta. L`unica cosa certa, per ora, pare essere il nome di Enzo Scotti, il sottosegretario agli esteri, che illustrerà la posizione del governo.

    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=31829548


    CALDEROLI IL POPOLO D'OSSEZIA HA VOTATO PER LA RIUNIFICAZIONE RUSSA!

  4. #24
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    La lega tiene sostiene la Georgia solamente perché questa è appoggiata da Israele.

    La lega è il partito che, senza esternare in modo eclatante, ha sempre sostenuto il mondo ebraico.

  5. #25
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    La Lega in politica internazionale ha lo straordinario dono di essere SEMPRE dalla parte sbagliata. Tralascio la politica interna...

    Luca
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  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    La lega tiene sostiene la Georgia solamente perché questa è appoggiata da Israele.

    La lega è il partito che, senza esternare in modo eclatante, ha sempre sostenuto il mondo ebraico.
    Tutto questo vorrà pur dire qualcosa

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Gioàn Padàn Visualizza Messaggio
    Da "LA REPUBBLICA" di martedì 12 agosto 2008

    Le parole sono del ministro perla Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli:

    «[SIZE="4"]Noi della Lega-spiega-siamo sempredallaparte dei popoli e non dalla parte dei carri armati: siamo intervenuti per il Tibet, adesso lo facciamo per la Georgia e lo faremo sempre e comunque per qualsiasi popolo che sia in difficolta'.
    Per principio non credo molto a Repubblica. Comunque anche se fosse vero, in pur essendo pro Padano non appoggio la Georgia, come neanche il Tibet. Le relazioni con Russia e Cina vanno preservate e gli States vanno tenuti a debita distanza. Io ho il mio cervello per ragionare e quindi me ne frego della posizione di Calderoli, che dovrebbe pensare ad autodeterminare i popoli nordici, invece di perdersi in inutili discussioni di politica internazionale.

  8. #28
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    La specialita' del presidente georgiano: apparire sui media

    http://www.russiatoday.com/features/news/28918




    AFP Photo / Vano Shlamov


    August 13, 2008, 6:42

    Saakashvili's personal weapon: the media

    With his face shown daily on nearly all international news channels, Mikhail Saakashvili has been literally making the news. The Georgian President seems to have chosen the media as his battlefield in the conflict. As Russian peacekeepers tackled violence on the ground, Saakashvili fought back - increasingly with soft power - through the airwaves.

    With his polished international image, and fluent English, the American-educated lawyer turned the international news media into his playing field.

    But for Nazi Veshaguri, this is not a game. For five days she’s been worried sick about her son. She hadn’t heard a word from him - and his cell phone appeared to be switched off. Finally, she made contact.

    “He said to me, 'mom I’m alive. I’m safe. And I’ll be back'. Oh, I can’t tell you how relieved I am. It’s been a living nightmare. For five days I didn’t know where he was. I’ve already lost one son. It’s enough in my life. I cannot support my government in this war. I cannot. but I support my Georgia,” Veshaguri said.

    Despite the calls from mothers like Nazi, Saakashvili has no time for their tears. His arsenal lies with the foreign media.

    TV journalists come and go from his office and, since the start of the war, his face has appeared at least four times on CNN, four times on BBC World, and once on Bloomberg TV.

    Only Russian journalists have not been welcomed into his office.

    “We have a feeling that he’s acting too much to the west, to his allies, to the foreign and especially Western media. We were surprised as well that he makes so many statements in English. He knows the public face of his work and I think he does it very well. And I think these last days he’s been giving a lot of interviews with CNN, the BBC and other channels. He knows what he’s doing,” Spanish television journalist Mikel Reparaz says.

    But it’s not only on the foreign front that Saakashvili’s propaganda machine has been working. At home it’s in full swing to raise patriotic feelings among his own people

    Alex Gaelia, a cameraman who has just returned from the frontline, captured the horrors of the conflict.

    “I don’t believe Saakashvili’s image will be better after this war. After so many dead, how can his image be better in Georgia?” Gaelia asks.

    Nano Abisadze, who works for the Georgian Human Rights Centre, says history will judge her president's image.

    “It doesn’t matter if he speaks English or not. He speaks Russian very well too. It’s not about image, it’s about political and economic interest. Saakashvili thinks that for Georgia it’s better to be with the West; and the West have put a lot of money into Georgia. This is why they deal with each other,” she says.

    On Tuesday, thousands demonstrated in front of the parliament building in support of the Government.

    But the demonstrators are more likely to be worried about the facts on the ground than whether or not Saakashvili’s slick media campaign is doing their country any favours.

  9. #29
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    L'elenco delle forniture belliche USA alla Georgia


    http://www.russiatoday.com/news/news/28892







    M-16 Barrels

    August 12, 2008, 17:41
    Revealed: how U.S. funds Georgian arms

    The United States has been providing military and technical support to independent Georgia for almost 15 years. During this period, the overall amount of annual aid from Washington has increased by more than several hundred times, and reached its peak in the financial year till 2006. It has meant that Georgia’s army was well prepared for an attack on South Ossetia. RT offers a brief history of the preparation by the Georgian armed forces for the war.
    • 1994: Georgia received $63,000 under the programme of the International Military Education and Training (IMET).
    • 1995: Georgia received $85,000 under IMET.
    • 1996: Georgia received $302,000 under IMET. It purchased American military equipment for $66.000. Total: $368,000.
    • 1997: Georgia received $312,000 under IMET. It purchased American military equipment for $66,000. It received $700,000 under the programme of the Foreign Military Financing (FMF). Total: $1,068,000.
    • 1998: Georgia received $416,000 under IMET. It received $5,350,000 under EMF. Total: $5,766,000.
    • 1999: Georgia received $394,000 under IMET. It received $7,950,000 under FMF. It purchased American arms for $19,000. It received $9,227,040 under the programme of Additional Defense Expenses (ADE). Total: $17,590,040.
    • 2000: Georgia received $409,000 under IMET. It received $3,000,000 under FMF. It purchased American arms for $3,949,000. It received $575,000 under ADE. Total: $7,933,000.
    • 2001: Georgia received $481,000 under IMET. It received $4,490,000 under FMF. It purchased American arms for $5,171,000. It received $575,000 under ADE. Total: $10,717,000.
    • 2002: Georgia received $889,000 under IMET. It received $55,500,000 under FMF. It purchased American arms for $3,647,000. Total: $60,036,000.
    • 29th April 2002: Pentagon announced the beginning of the Programme of Preparation and Equipment for Georgia (PPEG). The programme was implemented upon Georgia’s request for assistance in order to enhance its abilities to fight against terrorism, in the Pankisi Gorge in particular. The program was planned for 18-20 months. It included special seminars and training as well as supplies of light armaments and other military equipment for the Georgian army. Total budget of the programme was $64,000,000. Also, at least 150 American military experts were sent to Georgia. The Programme of Border Security and Law enforcement, with a budget of $3,200,000, was implemented at the same time.
    • 2003: Georgia received $1,184,000 under IMET. It received $6,900,000 under FMF. It purchased American arms for $9,825,000. It received $4,525,054 under ADE. Total: $22,434,054.
    • 2004: Georgia received $1,040,000 under IMET. It received $12,000,000 under FMF. It purchased American arms for $7,405,000. It received $2,786,257 under ADE. Total: $23,231,257.
    • April 2004: Programme of Preparation and Equipment for Georgia was formally completed. The programme of operation for stabilisation and reinforcement began. It was formally intended for the preparation of Georgian armed forces to be sent to Iraq. The first stage of the program was planned for 18-20 months with a budget of approximately $60,000,000.
    • 2005: Georgia received $1,413,000 under IMET. It received $11,904,000 under FMF. It purchased American arms for $32,044,000. Total: $45,361,000.
    • 2006: Georgia received $1,275,000 under IMET. It received $11,880,000 under FMF. It purchased American for $106,714,000. Total: $119,869,000.
    • 2007: Georgia received $1,235,000 under IMET. It received $10,000,000 under FMF. It purchased American arms for $10,876,000. Total: $22,102,000.
    • September 2007: Beginning of the second stage of the programme of operation for stabilisation and reinforcement.
    • 2008: $800,000 was allocated to Georgia under IMET. $10,000,000 was allocated under FMF. $9,319,000 was allocated for purchase of American arms. Total: $20,119,000.

  10. #30
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    Predefinito

    "Gia' noi abbiamo poche forze dell'ordine, stiamo usando un contingente dell'esercito per la sicurezza delle nostre citta', mi sembra improprio inoltre inviare i carabinieri nei cantieri se poi li mandiamo anche in Georgia mi sembra un regalo alla Russia che in questo momento non lo merita". Lo dichiara il vicepresidente leghista della commissione Difesa della Camera, Ettore Pirovano. "Non vedo spazi - spiega - per un ulteriore sacrificio sociale ed economico da parte dell'Italia. Ci sono situazioni molto piu' gravi dove l'attenzione dei media e delle televisioni e' assolutamnete inesistente come il Darfur o il Corno D'Africa in cui migliaia e migliaia dipersone rischiano di morire e dove i conflitti in queste aree hanno gia' provocato 500 mila morti. E' dunque sbagliato andare a fare effetti cinematografici in Georgia".

    http://www.leganord.org/dblog/artico...?articolo=1222

    Nemmeno la decenza di stare zitti hanno. Lo scopo dei saltimbanchi di regime è - ormai da copione - orientare negativamente l'opinione pubblica occidentale contro la Russia, e allontanare l'una dall'altra Russia ed Europa che dovrebbero essere strategicamente alleate. Mentre il divide et impera americano prosegue alla grande: l'esercitazione “Immediate Response 2008” del 31 luglio in Georgia era la prova generale, poi è scappata un po' la mano e si son trovati almeno qualcuno che ha avuto la decenza di rispondere a tutte le provocazioni, dai missili puntati contro a un tiro di schioppo fino arrivare ai bombardamenti contro gli osseti filorussi.

 

 
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