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Mosca | 12 agosto 2008
Il Cremlino ferma la guerra. 100mila i profughi. L'Ossezia chiede l'annessione alla Russia
Gori, il terrore sotto le bombe russe
Ossezia: Bush approva il piano di Kouchner per il ripristino dello status quo (da NY S. Petrone)~
Putin a Bush: "il vostro appoggio alla Georgia minaccia i nostri confini" (da Mosca S. Canciani)
Vedi anche ~ A Tbilisi sfilano in 150mila a sostegno del governo~ Sarkozy: la Russia deve "mettere la sua potenza al servizio della pace":
Chiavi crisi caucasica
Il presidente russo Dmitry Medvedev ha confermato di aver ordinato la cessazione delle operazioni militari in Georgia nel corso di una telefonata con Javier Solana, alto rappresentante per la politica estera e di
difesa comune dell'Unione Europea: lo ha reso noto da Bruxelles la portavoce di Solana, Christina Gallach, secondo la quale questi ha accolto "con soddisfazione" la notizia, sottolineando "l'importanza della pace e della stabilita' nella regione", e assicurando che l'Ue "e' pronta a contribuire attivamente a una
soluzione della crisi". Tbilisi pero' ha detto che diversi villaggi georgiani continuano a essere bombardati. Il presidente dell'Ossezia del sud Eduard Kokoity ha annunciato la sua richiesta di annessione alla
Russia, gia' votata in un referendum sull'indipendenza nel 1992. "Lo abbiamo ripetuto spesso, e voglio confermarlo: siamo in pochi, un popolo diviso. Vogliamo la riunificazione con l'Ossezia del nord. Ormai non si può più parlare di coesistenza con la Georgia nello stesso stato".
Le condizioni poste da Medvedev
Da Mosca tuttavia lo stesso Medvedev ha poi pero' posto condizioni per la conclusione del conflitto nella Repubblica caucasica. "Possiamo discutere della questione di un accomodamento definitivo se sono rispettate due condizioni", ha dichiarato il leader del Cremlino, prima di riunirsi con il pari grado Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Unione, in missione di mediazione in Russia. "Innanzi tutto," ha spiegato Medvedev, "le truppe georgiane debbono tornare alle loro posizioni iniziali, ed essere in parte
smilitarizzate. In secondo luogo", ha aggiunto Medvedev, "occorre sottoscrivere un accordo vincolante, che obblighi a non ricorrere alla forza".
Il ministro degli Esteri russo: "sarebbe meglio se Saakachvili se ne andasse"
La Russia non vuole rovesciare il presidente georgiano Mikhaïl Saakachvili, ma "sarebbe meglio" se quest'ultimo lasciasse il potere. Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri russo Sergeï Lavrov.
"Non è nostra abitudine rimuovere qualcuno o porre qualcun'altro sul trono", ha detto Lavrov in conferenza stampa congiunta con il pari grado finlandese Alexander Stubb, attuale presidente dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Lavrov ha aggiunto che la russia non accetterà alcuna ipotesi di accordo che comporti la permamenza di soldati georgiani, nel quadro di una forza internazionale di peace keeping.
Cancellato l'incontro Nato-Russia
L'incontro Nato-Russia, sollecitato ieri da Mosca e che si sarebbe potuto tenere oggi, è stato cancellato.
Lo ha annunciato la rappresentanza permanente russa presso l'Alleanza Atlantica, sostenendo che l'incontro "è stato bloccato per volonta' Usa", ha riferito un portavoce della missione.
Dalla Nato, inoltre, è arrivata la conferma che è saltato l'incontro previsto per oggi fra il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer e il ministro degli Esteri della Georgia Iekaterina Tkieshelashvili e il vice ministro degli Interni Iekaterina Zguladze, a margine dei lavori del Consiglio atlantico, che si riunirà in tarda mattinata.
L'Alto commissariato Onu per i rifugiati aggiorna il numero dei profughi: sono almeno 100.000 le persone sfollate a causa del conflitto fra Georgia e Russia in Ossezia del Sud e in altre regioni georgiane.
Il tentativo europeo
Nicolas Sarkozy è arrivato a Mosca. Il presidente francese incontrerà il presidente russo Dmitri Medvedev, poi volerà a Tbilisi per discutere anche con il capo di Stato georgiano, Saakashvili. L'obiettivo del viaggio diplomatico del presidente di turno dell'Unione è di cercare una mediazione per un cessate il fuoco tra Russia e Georgia.
Le ultime bombe
Avevano trascorso una notte relativamente tranquilla gli abitanti di Tblisi, senza attacchi aerei nella vicinanze dopo 5 giorni di guerra. Intorno alle 10.30 italiane la notizia di una forte esplosione udita in mattinata nel centro della città. Bombe russe anche su Gori: morto un corrispondente della tv olandese. Il bombardamento, questa notte, ha colpito una sala stampa allestita all'ultimo piano dell'edificio che ospita la radiotelevisione di Stato georgiana nella città, oramai abbandonata da quasi tutti i residenti e dagli stessi militari di Tbilisi. Ma il vice capo dello stato maggiore russo Anatoli Nogovizin, citato dall'agenzia Itar-Tass, smentisce: nessun bombardamento ad opera delle forze russe.
Gli scontri, intanto, non si placano: aerei russi hanno bombardato in mattinata la città di Gori, in Georgia, vicino alla regione separatista dell'Ossezia del Sud, ferendo diversi civili.
Soldati e mezzi corazzati provenienti dalla repubblica separatista dell'Abkhazia hanno attaccato questa mattina le forze georgiane nella gola di Kodori, secondo quanto riferisce il governo di Tbilisi. La gola di Kodori era l'unica parte della repubblica separatista dove erano ancora attestate forze georgiane e ieri era giunto un ultimatum da parte russa perché si ritirassero. Mosca ha dispiegato negli ultimi giorni in Abkhazia 9mila soldati e 350 veicoli militari, agli ordini del generale Sergei Chaban.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parla di un eventuale intervento militare italiano, dentro una forza di interposizione europea, nella crisi del Caucaso: "La decisione tocca al consiglio dei ministri europeo. Se serve, non ci tireremo certo indietro".





Gori, il terrore sotto le bombe russe
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