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Discussione: Ossezia

  1. #11
    Il Longobardo
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    La Georgia pensava di eliminare i secessionisti con l'appoggio degli USA massonici senza considerare che la Russia ha le palle e gli altri nò.
    Il caos nel caucaso è stato creato ad arte dal capitale globale per sfruttare la situazione economica dei diritti dei popoli non gli importa nulla.

  2. #12
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Sarebbe interessante chiedere ai 120 consiglieri militari inviati dagli Usa a Saakashvili cosa ne sapessero dell'attacco che i georgiani preparavano contro l'Ossezia... Le armi stesse provengono sempre da oltre Atlantico... E del resto sono in gran parte grandi aziende Usa del petrolio che hanno finanziato l'oleodotto Btc (Baku-Tbilisi-Ceyhan) che porta il petrolio dall'Azerbaigian alla Turchia passando dalla Georgia a cui difesa han messo proprio il fantoccio Saakashvili... Ma quando si provoca troppo e si tira troppo la corda, la corda rischia anche di spezzarsi e di provocare la reazione di chi non si fa mettere i piedi in testa da questi dilettanti allo sbaraglio.

  3. #13
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Sarebbe interessante chiedere ai 120 consiglieri militari inviati dagli Usa a Saakashvili cosa ne sapessero dell'attacco che i georgiani preparavano contro l'Ossezia... Le armi stesse provengono sempre da oltre Atlantico... E del resto sono in gran parte grandi aziende Usa del petrolio che hanno finanziato l'oleodotto Btc (Baku-Tbilisi-Ceyhan) che porta il petrolio dall'Azerbaigian alla Turchia passando dalla Georgia a cui difesa han messo proprio il fantoccio Saakashvili... Ma quando si provoca troppo e si tira troppo la corda, la corda rischia anche di spezzarsi e di provocare la reazione di chi non si fa mettere i piedi in testa da questi dilettanti allo sbaraglio.
    Giusto un mese fa Condoleeza Rice è sbarcata in Georgia. Quando si dicono le coincidenze...

  4. #14
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    E adesso e' sbarcato in Georgia quello squallido personaggio che risponde al cognome di Kouchner, ministro degli esteri francese e del mondialismo imperante

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7552921.stm

  5. #15
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    originale http://www.contr-tv.ru/common/2816/

    traduzione http://www.effedieffe.com/content/view/4123/183/




    Chi ha ordinato alla Georgia la guerra e come comportarsi


    Assistiamo a una nuova guerra nel territorio dell’ex URSS. “La Georgia restaura la sia interezza” con mezzi bellici.
    Atti simili della Serbia in Kosovo, in Croazia e Bosnia sono stati tacciati dalla comunità internazionale come “genocidio”.
    Ma l’ONU in una situazione del genere non riesce a prendere una decisione.
    Perchè?

    La risposta non tarderà a chiarirsi se capiremo a chi conviene una nuova guerra tra Georgia e Ossezia.
    Ha bisogno della guerra l’Ossezia del sud?
    Per quale motivo?

    Nessuno ne parla.
    Sono le truppe georgiane che hanno bombaardato Tkhinvali e non quelle dell’Ossezia, Tbilisi.
    E’ Saakashvili che ha bisogno di Tskhinvali e non di Tbilisi il presidente dell’Ossezia del sud, Kokoyti.
    La guerra è necessaria alla Russia?

    Non funziona.
    La Russia è in una situazione complicata: deve aiutare i suoi concittadini ma non lo può fare, perchè essi ritrovano nel territorio di un altro Stato.
    Se li aiuta la comunità internazionale li giudica, se non lo fa sono scontenti gli abitanti del Caucaso, che si sentono traditi dal potere centrale.
    Tensione ai confini.
    Gli svantaggi sono chiari.
    Della guerra ha bisogno la Georgia?

    Morti nelle famiglie georgiane, volontari dal Caucaso, guerra partigiana nel caso di vittoria e vergogna nel caso di sconfitta.
    L’economia georgiana è molto debole, c’è miseria.
    Ma davvero una guerra con vittime e perdite permetterebbe alla Georgia di risolvere i suoi problemi economici?
    No, la guerra è una intensificazione della tensione con la Russia, dalla quale dipende una gran parte del benessere georgiano.
    Della guerra ha personale bisogno Sakashvili?

    Potrebbe essere molto probabile, ma i georgiani non sono guerrieri, sono commercianti.
    La probabilità di una vittoria militare della Georgia è praticamente nulla, mentre quella di una sconfitta è enorme.
    Perchè rischiare?
    Allora chi ha bisogno della guerra?

    Della guerra hanno bisogno gli USA.
    I vantaggi per Washington sono così lampanti e numerosi, che i dubbi su chi firma una nuova fase del vecchio conflitti si dissipano immediatamente.

    - Aumento dell’autorità degli USA agli occhi della comunità internazionale e del popolo georgiano.
    - Smembramento della Georgia dalla Russia e avvicinamento all’Occidente.
    - Creazione di tensione ai confini della Russia, per comprometterla.
    - Attrazione della Russia in un conflitto, come tanto spesso è successo nella nostra storia (il popolo non perdonerà al potere i morti).
    - Qualunque guerra porta all’acquisto di armi non solo di chi nella guerra è impegnato, ma anche di altri.

    Il venditore numero uno di armi al mondo è l’America.
    E’ ora di intendere che i conflitti ai confini della Russia sono intrapresi da forze esterne.
    Questo è stato possibile dopo la disintegrazione e l’indebolimento del nostro Paese.
    Questi conflitti continueranno con le stesse forze.
    Esse hanno bisogno della nostra instabilità esterna ed interna.

    Questo significa che è iniziata non una guerra tra Ossezia e Georgia, ma una guerra civile in cui i figli in una grande Paese si ritrovano da una o l’altra parte della barricata.
    Questo significa che il conflitto tra Georgia e Ossezia può essere spento solo con la rinascita di una unico Stato.
    In nome della pace e della stabilità, Cartagine deve essere ricostituita.
    Nikolaj Starikov

    Traduzione dal russo per EFFEDIEFFE.com di C. G.

  6. #16
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    INTERVISTA AD ALEXANDER DUGIN

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282445

    «La Russia vada avanti, adesso deve cadere Tbilisi



    Chiede «la conquista di Tbilisi», mette il presidente georgiano Saakashvili di fronte a due opzioni: «O si consegna ai russi per farsi processare o deve morire». Alexander Dugin è il leader del movimento Eurasia, uno dei gruppi che sostiene la politica di ritrovato orgoglio nazionalistico. Conosce bene Putin, oggi primo ministro, che ascolta volentieri i suoi consigli. Dugin incarna, anche fisicamente, il prototipo dell’intellettuale russo. È alto, magro, ha gli occhi azzurri e si è fatto crescere la barba lunga, alla Solgenitsin. Porta sempre un voluminoso revolver, che esibisce alla cinta. La settimana scorsa era in Ossezia del Sud e oggi è in stretto contatto con i leader della regione secessionista. Su quel conflitto ha idee chiarissime (e bellicose), come dimostra in questa intervista concessa al Giornale.
    La Russia non sta esagerando nell’Ossezia del Sud?
    «Niente affatto, dovevamo intervenire, perché l’esercito georgiano ha aperto il fuoco sui nostri caschi blu, ma soprattutto perché conduce una politica di genocidio verso gli osseti. Hanno bombardato i civili, provocando almeno duemila morti e trentamila profughi, hanno fatto pulizia etnica nei villaggi. Non potevamo rimanere indifferenti».
    Ma ora i georgiani si stanno ritirando, non basta?
    «Assolutamente no. È stato il presidente della Georgia a cominciare questa crisi. È un nuovo Hitler, perché ha attaccato popolazioni innocenti e non armate. Era nostro dovere fermarlo per non ripetere gli errori della storia. Non c’è che una soluzione: conquistare Tbilisi e riportarla sotto il nostro controllo».
    Eppure Saakashvili è stato eletto democraticamente...
    «Guida un regime criminale, paragonabile ad Al Qaida o alla Germania nazista. Era da decenni che non si assisteva a un genocidio di queste dimensioni. Di fronte a sé ha due opzioni: o si consegna ai russi e accetta di farsi processare a Mosca oppure deve morire».
    Eppure anche i russi sono intervenuti in Cecenia e non certo con i guanti. Lui no e voi sì?
    «I massacri contro i civili in Ossezia del Sud sono documentati, mentre il nostro intervento in Cecenia era mirato contro i terroristi, non contro la popolazione civile. Qui i georgiani vogliono annientare un popolo».
    Ma ora il conflitto rischia di allargarsi. Dopo la Georgia toccherà all’Ucraina?
    «Sì, perché il governo ucraino si sta comportando allo stesso modo di quello georgiano. Ha riabilitato i nazisti ucraini, perseguita i russi ortodossi e appoggia Tbilisi nel genocidio nell’Ossezia del Sud. Ha addirittura mandato lì dei soldati, mentre al fianco degli osseti del sud ci sono volontari ucraini. Così non si può andare avanti».
    Dunque guerra anche in Ucraina?
    «La situazione lì è molto seria e la crisi sta per esplodere. Ci sono due popoli con due opzioni geopolitiche, due visioni del futuro. Da una parte i russofoni che hanno come riferimento il Cremlino, la religione ortodossa, l’Eurasia. Dall’altra gli ucraini che guardano agli Stati Uniti, all’Occidente, alla Nato. I primi stanno con gli osseti, i secondi con i georgiani. Come può il Paese rimanere unito? Le divisioni in Ucraina sono gravi, profonde, irreparabili».
    Ma questo rischia di destabilizzare tutta la regione, non è preoccupato?
    «Ribadisco non siamo stati noi ad iniziare questo processo. Certo, che sono preoccupato, ma ad essere aggrediti sono i russi e dobbiamo difendere i nostri diritti, a cominciare da quelli umani».
    «Ribadisco non siamo stati noi ad iniziare questo processo. Certo, che sono preoccupato, ma ad essere aggrediti sono i russi e dobbiamo difendere i nostri diritti, a cominciare da quelli umani».
    Che lei sappia, il Cremlino condivide le sue opinioni?
    «Io parlo per me, ma credo che in questo momento un’ampia maggioranza dei poteri russi la pensi allo stesso modo»

  7. #17
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    http://www.corriere.it/esteri/08_ago...4f02aabc.shtml

    Putin: «Gli Usa stanno intervenendo nel conflitto»

    Russia: «Il più è fatto». Saakashvili: «Firmo la tregua, ma fermateli»

    Medvedev: «Le forze russe controllano Tskhinvali». Saakashvili: «Il 90% delle vittime georgiane sono civili»


    (Ap) TBILISI - La maggior parte dell'operazione «per costringere la Georgia alla pace è stata portata a termine e ora il capoluogo sudosseto Tskhinvali è sotto il controllo della forze russe». Lo ha dichiarato il presidente della Russia, Dmitri Medvedev, mentre il presidente georgiano, Mikhail Saakashvili, firmava la tregua sotto gli occhi del ministro francese degli Esteri Kouchner, inviato dell'Ue, e del finlandese Aleksander Stubb, presidente dell’Osce. Il conflitto rischia di allargarsi: infatti il primo ministro russo Vladimir Putin ha accusato gli Usa di intervenire in Georgia. Secondo il premier russo aerei americano stanno riportando in Georgia le truppe di stanza in Iraq e richiamate da Saakashvili.
    LA RISPOSTA DI MOSCA - La Russia ha subito chiarito che la tregua è accettata solo con il ritiro completo delle forze georgiane dall'Ossezia del sud e un accordo tra Tbilisi e la provincia secessionista. «I peacekeeper russi continueranno a proteggere i loro concittadini. Faremo anche in futuro tutto il possibile per difendere la vita e la dignità dei cittadini russi», ha proseguito il capo del Cremlino. «Il 90% delle vittime georgiane sono civili. L'ho visto con i miei occhi. Per Dio, bisogna fermarli!», ha risposto Saakashvili, che ha confermato che i rappresentanti dell’Ue si recheranno in lunedì sera a Mosca per tentare di convincere le autorità russe ad accettare il cessate il fuoco. Dove martedì si recherà anche Sarkozy.
    ABKHAZIA - In precedenza il ministero della Difesa russo aveva intimato alle forze georgiane in Abkhazia, la provincia separatista georgiana filorussa, di deporre le armi. «Invito» respinto dalla Georgia. L'ultimatum riguarda le truppe georgiane presenti nella zona di interposizione vicina al confine con l'Abkhazia, nella regione attorno a Zugdidi, circa 1.500 uomini armati pesantemente e bene equipaggiati delle brigate speciali di polizia che, secondo Mosca, si stanno concentrando in quella zona. «La richiesta di deporre le armi è stata fatta per evitare un'escalation inaccettabile del confronto armato, tenendo presente la possibilità di provocazioni violente da parte georgiana», ha aggiunto un portavoce del ministero russo. La Russia ha incrementato il proprio dispiegamento militare in Abkhazia: secondo il generale Alexander Novitsky, comandante del contingente d'interposizione russo, Mosca ha ormai schierato un'intera sotto-divisione di paracadutisti, per un totale di oltre 9 mila uomini, appoggiata da più di 350 mezzi corazzati. Ma il portavoce del ministro georgiano dell'Interno ha detto che le forze georgiane non deporranno le armi, e ha rigettato l'ultimatum. Il capo della forza russa in Abkhazia, Sergei Chaban, ha riferito che l'ultimatum è scaduto alle 8 ora italiana. «Tutte le necessarie misure di rinforzo saranno attuate», ha affermato.

    «RIUSCIREMO A DIALOGARE CON I RUSSI» - In queste ore tuttavia il presidente georgiano Mikhail Saakashvili si è detto «certo che Georgia e Russia riusciranno a trovare i modi per regolare il conflitto in corso». Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass citando una conferenza stampa dopo l'incontro fra Saakashvili e gli inviati di Francia e Finlandia. Bernard Kouchner, capo della diplomazia francese, ha annunciato alla radio Rtl che il presidente Sarkozy sarà martedì a Mosca per «tentare di finalizzare» un accordo di cessate il fuoco.
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    BOMBE SU TBILISI - Non si fermano intanto i bombardamenti russi su Tbilisi. All'alba un obiettivo militare nella periferia della capitale georgiana è finito nel mirino dei raid moscoviti. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero georgiano dell’Interno, dopo che nella città era stata udita un'esplosione. Secondo il portavoce Shota Utiashvili, dapprima è stato colpito il villaggio di Kodjori, a una decina di chilometri dalla capitale, dove si trova la base di un battaglione delle forze speciali. Poi è stata la volta del monte Makhata, che sovrasta la città ad appena 5 chilometri dal centro: l'obiettivo era un'installazione radar per il controllo del traffico aereo. Non si è avuta notizia di vittime. La Georgia teme che la Russia possa attaccare da terra Gori (dove è nato Stalin). «Gori viene bombardata dal cielo e dall'artiglieria», ha detto il portavoce del ministero dell'Interno, aggiungendo che Tbilisi ha ricevuto informazioni secondo le quali soldati e carri armati russi si preparano a un attacco di terra. «L'obiettivo della Russia non è l'Ossezia del Sud ma tutta la Georgia e la sua rotta energetiche e non si fermerà finché non ci avrà conquistato», ha ammonito Saakahvili. «I russi sono comandati da Putin che dirige personalmente le operazioni militari».
    «I GEORGIANI CONTINUANO A TIRARE» - D'altra parte il comandante delle forze russe di mantenimento della pace ha affermato che la Georgia continua i suoi tiri su Tskhinvali malgrado le sue dichiarazioni sul ritiro delle sue truppe. «In alcune zone sotto la responsabilità dei soldati russi c’è stato un confronto attivo» nella notte tra domenica e lunedì, ha dichiarato Marat Koulakhmetov. «Anche una delle postazioni russe è stata bombardata dall’aviazione georgiana» ha detto Koulakhmetov. È di 18 morti e di quattro aerei abbattuti il bilancio delle perdite russe, secondo fonti ufficiali di Mosca.
    NUOVO MONITO DI BUSH - In un'intervista rilasciata a Pechino dall'emittente Nbc e trasmessa domenica sera, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush è tornato a criticare Mosca, definendo «inaccettabile la violenza» della Russia nei confronti della Georgia. Il presidente americano ha detto di aver riferito questo messaggio sia al premier russo Vladimir Putin, da lui incontrato venerdì a Pechino, sia al presidente russo Medvedev. Bush nell'intervista ha detto di aver espresso a Putin la sua preoccupazione per la situazione in Georgia «per la risposta sproporzionata della Russia, e gli ho detto che noi fermamente condanniamo i bombardamenti al di fuori dell'Ossezia del Sud», ha detto Bush. Ma i russi hanno messo in guardia la Casa Bianca: «Terremo sotto controllo attentamente il trasporto di militari georgiani con aerei Usa e reagiremo in modo adeguato», ha detto il vicecapo dello stato maggiore russo Anatoli Logovitsin al presidente Dimitri Medvedev, senza specificare se intenda le forze georgiane rientrate dall'Iraq o altro.

    FRATTINI - «Se la presidenza francese dell'Ue dopo la missione di Kouchner a Tbilisi dovesse decidere di affiancare le forze di Mosca che da anni su mandato internazionale presidiano l'Ossezia del sud, anche l'Italia manderà le sue truppe» ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista alla Stampa. L'idea di inviare truppe italiane in Sud Ossezia vede contrario Marco Rizzo dei Comunisti italiani: «Cosa andrebbero a fare le nostre truppe e perché? Dopo la dubbia indipendenza del Kossovo, allora dovrebbero essere indipendenti secondo lo stesso principio anche le due regioni della Abkhazia e Ossezia. O forse il principio della indipendenza non vale più perché la Georgia è filo-occidentale? È ora di finirla con questo losco teatrino dei due pesi e delle due misure». Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ha invitato a non strumentalizzare il conflitto nel Caucaso per questioni interne italiane.

    11 agosto 2008

  8. #18
    rural resistance
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Il burattino Shakasvili, volendo approfittare della momentanea assenza del premier Putin a Pechino, ha cominciato dalla sera al mattino a bombardare e adesso comincia ad aver paura e invece di tornare a cuccia invoca l'aiuto di zio Sam e sodali vari? Chi semina vento raccoglie tempesta. E la Russia ha tutto il diritto di rispondere.
    BINGO!

  9. #19
    14/05/48 Schiavi di Sion
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    Ma come mai Uncle Sam non fa un intervento come in Kosovo?

    Se i progetti iraniani andranno in porto ne vederemo delle belle, alla faccia dei Frattini dei Pacifici, della Fiammetta, dei Reibman e dei Farina...

  10. #20
    leghista nero
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Il burattino Shakasvili, volendo approfittare della momentanea assenza del premier Putin a Pechino, ha cominciato dalla sera al mattino a bombardare e adesso comincia ad aver paura e invece di tornare a cuccia invoca l'aiuto di zio Sam e sodali vari? Chi semina vento raccoglie tempesta. E la Russia ha tutto il diritto di rispondere.
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    Ossezia libera!

 

 
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