http://www.repubblica.it/2008/09/sez...pi-19sett.html
Il presidente russo lancia una nuova sfida all'occidente
"Non ci faremo rinchiudere dietro una nuova cortina di ferro"
Medvedev attacca di nuovo la Nato
"Ha provocato il conflitto in Georgia"
Dmitri Medvedev
MOSCA - Nuovo durissimo attacco del presidente russo Dmitri Medvedev alla Nato e all'occidente. Il leader del Cremlino ha accusato l'Alleanza atlantica di aver povocato il conflitto georgiano e ha avvertito che Mosca non si farà ricacciare nell'autoritarismo né richiudere dietro una nuova cortina di ferro.
Parlando a un incontro con rapresentanti di organizzazioni non governative, il presidente russo dice che "i colleghi europei mi dicevano che la Nato avrebbe provveduto alla sicurezza europea. E cosa ha deciso la Nato? Non ha fatto altro che provocare il conflitto". Quindi invita a firmare un "grande trattato europeo" perché "l'attuale sistema di sicurezza mondiale risulta ormai scassato".
"Noi siamo sospinti dietro la cortina di ferro. Ma voglio sottolineare ancora che non è questo il nostro percorso. Noi abbiamo fatto la nostra scelta. Non è possibile un ritorno al passato" dice Medvedev indicando che il "tracciato scelto" non è basato "su uno sviluppo autonomo dietro a muri spessi e a una nuova cortina di ferro".
"Dovremo costantemente rafforzare la nostra sicurezza nazionale - aggiunge Medvedev - Modernizzare l'esercito, aumentare la capacità di difesa per portarla a un livello adeguato".
Il leader del Cremlino di fatto ribatte alle dichiarazioni fatte ieri dal segretario di Stato americano Condoleezza Rice secondo cui la Russia è "sempre più autoritaria al suo interno e aggressiva verso l'esterno", il che la porta sempre più verso l'isolamento.
Medvedev sottolinea infine l'opinione pubblica russa ha mostrato la sua maturità e responsabilità durante l'aggressione georgiana all'Ossezia del Sud. "La nostra gente ha mostrato maturità e responsabilità". Il conflitto nel Caucaso non ha avuto alcun impatto sulla stabilità del Paese, né ha incitato alla xenofobia e all'odio etnico. "Questo prova che la nostra democrazia si sta sviluppando ed è in grado di proteggere se stessa. E lavoreremo intensamente per raggiungere l'obiettivo prefisso, la creazione di una società democratica in cammino".
(19 settembre 2008)





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