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Discussione: Omaggio a Gava

  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Omaggio a Gava

    Omaggio a Gava, cento volte più bravo di Bassolino

    Antonio Gava era uomo dolce, si dice oggi, ed è vero. Ma era anche un simbolo: per decenni è stato indicato dalla sinistra italiana, come incarnazione somatica del rapporto equivoco tra il Palazzo e il malaffare, la camorra, il “lato oscuro della forza”. Gava era insieme il doroteo al quadrato e “l’antistato ala quadrato”. Se si prendessero i fogli di carta in cui, a partire da Fortebraccio sull’Unità, l’Italia della sinistra ha fatto di lui l’icona del “governo del malaffare”, si riempirebbe non uno, ma dieci bastimenti.
    Ma non è di lui che vogliamo parlare oggi. Lo vogliamo solo salutare come un politico di razza e un uomo dolce. Perché lo era.
    Vogliamo parlare di altro: della demenza senile della sinistra, del suo elettroencefalogramma piatto.
    Il processo Andreotti e quello a Gava (più silente, più defilato, ma non meno squassante) hanno eliminato dalla scena nel 1992 -complice un distratto e snob Martinazzoli- la Democrazia Cristiana. Bene, cosa fatta capo ha.
    Ma dopo di lui, dopo la Corrente del Golfo (Gava, Pomicino e Scotti), dopo il genocidio dei dorotei, cosa è successo?
    E’ successo che tutta la classe dirigente della sinistra che ha preso il loro posto, ha avuto un rapporto con la Camorra e il malaffare ancora più equivoco, ambiguo, disastroso, colpevole, vischioso.
    Lo scandalo dei rifiuti è lì a farne da testimone planetario, perché a tutti è chiaro che Bassolino & C. lo hanno costruito passo passo, proprio perché incapaci di spezzare quelle ambiguità dei rapporti col “lato oscuro” della società campana, che con tanta ferocia avevano criticato in Gava, sino ad ucciderlo politicamente.
    Lo scandalo di una società campana che si ritrova oggi dopo 14 anni di governi locali di sinistra, immobile, paludosa, senza progetto, senza servizi, senza vocazione, è lì a dimostrare che là dove la Dc -malamente- aveva avuto delle idee sulla Campania, gli eredi del Pci di idee, semplicemente, non ne hanno mai avuto, se non il culto per la “frase” vuota.
    Lo stesso meccanismo principe usato da Berlusconi per dominare e risolvere l’emergenza rifiuti dimostra come la sinistra ha fatto molto peggio di Gava, perché ha lasciato la gestione del dossier rifiuti alla Camorra. Dopo avere immobilizzato con la nuova super Procura gli interventi demenziali dei magistrati locali (variante impazzita tutta italiana, anch’essa figlia della cultura “legalitaria” degli “anti Gava”), Berlusconi ha semplicemente interrotto -dichiarando “strategici” i siti e facendoli presidiare dall’esercito- il rapporto tra amministrazioni locali e Camorra, togliendo alle prime ogni potere formale di intervento e lasciando loro solo la pura rappresentanza politica nei vari tavoli di concertazione.
    Di questo, solo di questo dovrebbe discutere oggi la sinistra. Dovrebbe inchinarsi a Gava, chiedergli scusa, e iniziare a discutere di come e perché, dopo averlo eliminato dalla scena, la sua gestione del potere locale è stata più condizionata dalla Camorra e dalla malavita di quanto non lo fosse stata nel cinquantennio precedente. Dovrebbe smettere di pensare che il “principio di legalità” consiste nell’abdicare il potere alla magistratura (errore principe del bassolinismo) e va invece posto al centro di un rapporto tutto da costruire tra mondo istituzionale e una società civile che è largamente corrotta, malavitosa, zavorrata.
    Ma chiedere alla sinistra di ragionare, magari anche solo su sé stessa, è oggi sicuramente troppo. cento volte più bravo di Bassolino (L'Occidentale dell'8 agosto)

    Antonio Gava era uomo dolce, si dice oggi, ed è vero. Ma era anche un simbolo: per decenni è stato indicato dalla sinistra italiana, come incarnazione somatica del rapporto equivoco tra il Palazzo e il malaffare, la camorra, il “lato oscuro della forza”. Gava era insieme il doroteo al quadrato e “l’antistato ala quadrato”. Se si prendessero i fogli di carta in cui, a partire da Fortebraccio sull’Unità, l’Italia della sinistra ha fatto di lui l’icona del “governo del malaffare”, si riempirebbe non uno, ma dieci bastimenti.
    Ma non è di lui che vogliamo parlare oggi. Lo vogliamo solo salutare come un politico di razza e un uomo dolce. Perché lo era.
    Vogliamo parlare di altro: della demenza senile della sinistra, del suo elettroencefalogramma piatto.
    Il processo Andreotti e quello a Gava (più silente, più defilato, ma non meno squassante) hanno eliminato dalla scena nel 1992 -complice un distratto e snob Martinazzoli- la Democrazia Cristiana. Bene, cosa fatta capo ha.
    Ma dopo di lui, dopo la Corrente del Golfo (Gava, Pomicino e Scotti), dopo il genocidio dei dorotei, cosa è successo?
    E’ successo che tutta la classe dirigente della sinistra che ha preso il loro posto, ha avuto un rapporto con la Camorra e il malaffare ancora più equivoco, ambiguo, disastroso, colpevole, vischioso.
    Lo scandalo dei rifiuti è lì a farne da testimone planetario, perché a tutti è chiaro che Bassolino & C. lo hanno costruito passo passo, proprio perché incapaci di spezzare quelle ambiguità dei rapporti col “lato oscuro” della società campana, che con tanta ferocia avevano criticato in Gava, sino ad ucciderlo politicamente.
    Lo scandalo di una società campana che si ritrova oggi dopo 14 anni di governi locali di sinistra, immobile, paludosa, senza progetto, senza servizi, senza vocazione, è lì a dimostrare che là dove la Dc -malamente- aveva avuto delle idee sulla Campania, gli eredi del Pci di idee, semplicemente, non ne hanno mai avuto, se non il culto per la “frase” vuota.
    Lo stesso meccanismo principe usato da Berlusconi per dominare e risolvere l’emergenza rifiuti dimostra come la sinistra ha fatto molto peggio di Gava, perché ha lasciato la gestione del dossier rifiuti alla Camorra. Dopo avere immobilizzato con la nuova super Procura gli interventi demenziali dei magistrati locali (variante impazzita tutta italiana, anch’essa figlia della cultura “legalitaria” degli “anti Gava”), Berlusconi ha semplicemente interrotto -dichiarando “strategici” i siti e facendoli presidiare dall’esercito- il rapporto tra amministrazioni locali e Camorra, togliendo alle prime ogni potere formale di intervento e lasciando loro solo la pura rappresentanza politica nei vari tavoli di concertazione.
    Di questo, solo di questo dovrebbe discutere oggi la sinistra. Dovrebbe inchinarsi a Gava, chiedergli scusa, e iniziare a discutere di come e perché, dopo averlo eliminato dalla scena, la sua gestione del potere locale è stata più condizionata dalla Camorra e dalla malavita di quanto non lo fosse stata nel cinquantennio precedente. Dovrebbe smettere di pensare che il “principio di legalità” consiste nell’abdicare il potere alla magistratura (errore principe del bassolinismo) e va invece posto al centro di un rapporto tutto da costruire tra mondo istituzionale e una società civile che è largamente corrotta, malavitosa, zavorrata.
    Ma chiedere alla sinistra di ragionare, magari anche solo su sé stessa, è oggi sicuramente troppo.
    http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=570



    travaglio, impara a rispettare i morti, soprattutto se sono stati vittime di quella casta grazie alla quale tu puoi oggi fare i tuoi soldini, sul sangue di innocenti.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
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    Omaggio a Gava

    «Ritiene la Corte * - scrivono i giudici di Napoli - che risulti provato con certezza che il Gava era consapevole dei rapporti di reciprocità funzionali esistenti tra i politici locali della sua corrente e l'organizzazione camorristica dell’Alfieri, nonché della contaminazione tra criminalità organizzata e istituzioni locali del territorio campano; è provato che lo stesso non ha svolto alcun incisivo e concreto intervento per combattere o porre un freno a tale situazione, finendo invece con il godere dei benefici elettorali da essa derivanti alla sua corrente politica: ma tale consapevole condotta dell'imputato, pur apparendo biasimevole sotto il profilo politico e morale, tanto più se si tiene conto dei poteri e doveri specifici del predetto nel periodo in cui ricoprì l'incarico di ministro degli Interni, non può di per sé ritenersi idonea ed affermarne la responsabilità penale».

    Ancora: «L’imputato aveva piena consapevolezza dell'influenza esercitata dalle organizzazioni camorristiche operanti in Campania sulla formazione e/o l'attività e del collegamento dei politici locali con i camorristi, sicché non potrebbe neanche ritenersi che egli si sia interessato della politica locale senza rendersi conto del fenomeno della compenetrazione della camorra nella vita politica, alla cui gestione avrebbero provveduto, a sua insaputa, gli esponenti locali della corrente… Appare evidente che la consapevolezza da parte dell'imputato dell'infiltrazione camorristica nella politica campana, insieme allo stretto rapporto mantenuto con gli esponenti locali della sua corrente e con le istituzioni politiche del territorio medesimo, nonché all'omissione dei possibili interventi di denuncia e lotta al sistema oramai instauratosi in zona, costituiscono elementi indiziari di rilievo da cui potersi dedurre la compenetrazione dell'imputato nel sistema medesimo, secondo quanto posto in rilievo dalla Pubblica Accusa… Il Gava non risulta essersi concretamente attivato, quale capocorrente della Dc o nelle sue funzioni ministeriali, per porre un argine al fenomeno della contaminazione politica da parte della criminalità nel territorio campano; come nessuna iniziativa ha adottato per la sospensione dei consiglieri comunali, di cui pur conosceva la contiguità alla camorra, sospensione resa possibile dalla Legge entrata in vigore quando era ancora ministro degli Interni». Insomma, il ministro dell’Interno Gava stava con lo Stato, ma anche con la camorra.


    tratto da www.societàcivile.it
    Marco Travaglio

  3. #3
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    grazie drugo, così viene fuori con più in evidenza lo sciacallaggio travagliesco (noto in questi recenti travagliati copia-incolla un certo affanno da parte del tuo eroe. credo sia alle corde. soru gli rinnoverà il contratto?)
    .

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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    grazie drugo, così viene fuori con più in evidenza lo sciacallaggio travagliesco (noto in questi recenti travagliati copia-incolla un certo affanno da parte del tuo eroe. credo sia alle corde. soru gli rinnoverà il contratto?)
    ma sei ancora in piedi a quest'ora?

  5. #5
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    ma sei ancora in piedi a quest'ora?
    col bollino nero chi si muove. e ho anche finito i "compiti".
    c'è un ottimo wifi in questo balcone sulla spiaggia.
    .

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  6. #6
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    Tolomeo, io per Gava da buon cristiano posso solo dire pace all'anima sua e che Iddio lo possa perdonare.
    Poi se dobbiamo farne addirittura uno dinanzi al quale inchinarsi qui si bestemmia...i disastri democristiani in tutto il sud li scontiamo tuttora,ma tu Tolomeo che ne sai...eri in giro a spassartela durante la prima repubblica,no?
    Allora abbi almeno il pudore di tacere.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Tolomeo, io per Gava da buon cristiano posso solo dire pace all'anima sua e che Iddio lo possa perdonare.
    Poi se dobbiamo farne addirittura uno dinanzi al quale inchinarsi qui si bestemmia...i disastri democristiani in tutto il sud li scontiamo tuttora,ma tu Tolomeo che ne sai...eri in giro a spassartela durante la prima repubblica,no?
    Allora abbi almeno il pudore di tacere.
    a me non piace lo sciacallaggio appresso ai morti.
    poi, io difendo non il politico ma uno che è stato sotto processo con accuse infamanti per 13 dico tredici anni, arrestato due volte di notte con manette e televisioni preavvertite, uno così sento di omaggiarlo con tutta la misericordia che merita, almeno per contrastare gli avvoltoi che si avventano sul suo cadavere.
    l'articolo serve inoltre a apire l'escalation della camorra con i regimi sinistri.
    .

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  8. #8
    a.k.a. tolomeo
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    Antonio Gava ha dovuto affrontare un processo lungo 13 anni - con l' accusa di associazione di stampo mafioso basata anche sulle dichiarazioni dei pentiti Pasquale Galasso e Carmine Alfieri - che si è concluso nel 2006 con un' assoluzione irrevocabile in appello dopo la mancata impugnazione da parte della procura generale. E proprio su quel processo - per il quale l' ex ministro aveva chiesto allo Stato 38 milioni di euro di risarcimento - ora si concentrano i commenti politici. Il presidente della Repubblica ha citato «le difficili prove personali» affrontate da Gava. Di più ha fatto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «Ho conosciuto Antonio Gava durante la sua attività di governo. È stato ministro capace, determinato, integerrimo. La sua morte non cancella il torto che ha subito: ricordo il calvario giudiziario di 13 anni che ne hanno minato la salute anche se si è concluso con la piena assoluzione da un' accusa infamante ed infondata» E di «teoremi smentiti» parla anche l' ex Guardasigilli Clemente Mastella: «E' innegabile che sia stato fiaccato nella mente e nel corpo da pesanti accuse che si sono dimostrate del tutto inesistenti». «Un perseguitato politico» lo definisce il figlio Angelo.

    Martirano Dino
    http://archiviostorico.corriere.it/2...80809002.shtml




    Assoluzione piena, nonostante ciò gli avvoltoi non esitano a proporre i loro assurdi e disgustosi teoremi.
    .

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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Antonio Gava ha dovuto affrontare un processo lungo 13 anni - con l' accusa di associazione di stampo mafioso basata anche sulle dichiarazioni dei pentiti Pasquale Galasso e Carmine Alfieri - che si è concluso nel 2006 con un' assoluzione irrevocabile in appello dopo la mancata impugnazione da parte della procura generale. E proprio su quel processo - per il quale l' ex ministro aveva chiesto allo Stato 38 milioni di euro di risarcimento - ora si concentrano i commenti politici. Il presidente della Repubblica ha citato «le difficili prove personali» affrontate da Gava. Di più ha fatto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «Ho conosciuto Antonio Gava durante la sua attività di governo. È stato ministro capace, determinato, integerrimo. La sua morte non cancella il torto che ha subito: ricordo il calvario giudiziario di 13 anni che ne hanno minato la salute anche se si è concluso con la piena assoluzione da un' accusa infamante ed infondata» E di «teoremi smentiti» parla anche l' ex Guardasigilli Clemente Mastella: «E' innegabile che sia stato fiaccato nella mente e nel corpo da pesanti accuse che si sono dimostrate del tutto inesistenti». «Un perseguitato politico» lo definisce il figlio Angelo.

    Martirano Dino
    http://archiviostorico.corriere.it/2...80809002.shtml




    Assoluzione piena, nonostante ciò gli avvoltoi non esitano a proporre i loro assurdi e disgustosi teoremi.

    nessuno nega che Gava sia stato assolto..ma ci sono due livelli di condanna, uno penale e uno politico morale...è stato provato che un dirigente di massimo livello, ex ministro degli interni ( sic!!), sapeva delle convivenze della politica con la camorra ( tu dammi i voti, io non interferisco con i tuoi traffici) e non ha fatto niente, anzi se ne è avvantaggiato…ma come fai a difenderlo.. qui non si parla di destra e sinistra, si parla di valori etici minimi che un politico deve avere..

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    nessuno nega che Gava sia stato assolto..ma ci sono due livelli di condanna, uno penale e uno politico morale...è stato provato che un dirigente di massimo livello, ex ministro degli interni ( sic!!), sapeva delle convivenze della politica con la camorra ( tu dammi i voti, io non interferisco con i tuoi traffici) e non ha fatto niente, anzi se ne è avvantaggiato…ma come fai a difenderlo.. qui non si parla di destra e sinistra, si parla di valori etici minimi che un politico deve avere..
    mammamia !!!
    e io che pensavo che i voti di scambio fossero come quelli tra le coop rosse e i comunisti poi ex ora pd!!!
    si trattava di camorra?
    e dove cacchio l'hai letta questa notizia-sentenza?
    .

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