



E' qui che il discorso entra in crisi.
Semmai bisogna convincere la maggioranza della popolazione a diventare progressista, e anche a quel punto, per quanto mi riguarda, si è solo all'inizio dell'opera: costruire il Socialismo sulla dittatura democratica della maggioranza, anche in Parlamento, è il modo migliore per vederlo fallire.




rieccoci con le censure...
in proposito di democrazia,citando il caro Manfr!
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chi ha provato a costuirlo mediante la rivoluzione,ha toppato!
il problema è sempre quello.
il socialismo non deve essere imposto,ma deve essere accettato dalla pluralità di agenti che costituiscono la società.
Rosselli per giungere al socialismo suggerisce la via liberale come forma di equiparazione dei diritti e delle libertà dei singoli dinnanzi allo Stato.
lo Stato a sua volta ha il compito di rimuovere gli ostacoli di natura strutturale che impediscano tale percorso.
egli scrive in pieno fascismo,per cui vede nel Socialismo nient'altro che una Democrazia funzionante e accessibile come miglior modello sociale auspicabile.
la cosa magnifica è che questo concetto è riportato nell'art.3 della costituzione,sottoscritta anche dal PCI.
Rosselli scrive "Socialismo è Rivoluzione Morale",indicandone l'indole personalistica e non di sola impostazione strutturale della società e di chi è legittimato a farne le veci.
il Socialismo non può esistere cosi al di fuori delle libertà e dei diritti dei singoli!




Magari iniziamo a pensare quanto tempo ha impiegato il liberalismo per diventare democratico. Mi sembra, salvo alcuni casi, che il processo sia iniziato dopo, e spesso molto dopo, la II G.M.
Il socialismo è ancora all'inizio, e ricordiamoci che all'interno anche della democrazia borghese più avanzata vi sono forze economiche e sociali che per il loro interesse tornerebbero indietro di decenni se i lavoratori e le sinistre (comprese quelle riformiste) allentassero la guardia.

