LETTERA APERTA
agli amici Direttore e Redattori di FAMIGLIA CRISTIANA
Cari Amici,
ci rivolgiamo alla vostra cortese attenzione dopo aver letto l'editoriale di
Beppe Del Colle e la rubrica "In Famiglia" sul numero 27 della Vostra
Rivista. Entrambi i pezzi trattano le problematiche relative ai rilievi
dattiloscopici da effettuare, anche sui bambini al di sopra dei sei anni di
età, onde consentire un censimento reale dei nomadi presenti sul territorio
nazionale. Poiché pensiamo, legittimamente, di lavorare tutti, noi e voi,
per il bene della Chiesa, Vi chiamiamo amici, e con franchezza da amici
vogliamo parlarvi.
Prescindiamo dal tono generale dei Vostri articoli citati, nei quali la
proposta di Maroni viene definita tout court come "indecente", e il ministro
dell'Interno viene accusato, nientemeno, di razzismo. Lo slancio può prender
la mano anche alle migliori penne. Ma ci sembra però che sia ben più grave
una superficialità nell'affrontare il problema, che non è quello di
"schedare" (parola molto suggestiva), bensì di poter identificare con
certezza. E il problema non è da poco, non solo ai fini della pubblica
sicurezza (che rientra tra i doveri del ministro dell'Interno) ma anche a
tutela degli stessi bambini, che troppo spesso subiscono violenze di ogni
genere, fisiche, sessuali, psicologiche, e vengono addestrati a delinquere
fin dalla più tenera età. È cosa a tutti arcinota che questi bimbi sono di
continuo oggetto di scambi o locazioni tra genitori sciagurati, che non
esitano a trarre profitto dai figli, che dovrebbero amare ed educare,
istruendoli al crimine o "affittandoli" ad altri, per gli stessi scopi.
Non abbiamo forse sotto gli occhi fin troppe di queste terribili storie?
Bambini che, anziché andare a scuola e giocare, si devono prostituire,
oppure devono borseggiare, rubare nelle case, o essere usati per suscitare
pietà nelle richieste di elemosina. Di fronte a questo disastro, a questo
continuo crimine contro l'infanzia, ci scandalizza un rilievo di impronte
per iniziare la prima cosa necessaria, ossia stabilire l'esatta identità
delle persone, e quindi poter ricostruire i nuclei familiari, e quindi poter
anche, ove necessario, sottrarre bimbi infelici alla potestà di genitori
indegni? Questo, a parer Vostro, è razzismo?
Non diventa ben più razzista un "buonismo" aprioristico, che con discutibile
interpretazione del sacrosanto concetto di "accoglienza", porta, all'atto
pratico, a lavarsi le mani? Accogliamo, non facciamo nulla, possiamo sempre
girare la testa dall'altra parte. Noi, in fondo, la casa e il lavoro e la
famiglia sana l'abbiamo. Non hanno pace invece quei bimbi infelici, trattati
e commerciati come bestie, costretti ad atti ignobili che li segneranno per
la vita. Ma noi siamo "buoni". o sotto sotto preferiamo la soluzione più
comoda, cioè non affrontare realmente il problema?
Del resto, cari amici di Famiglia Cristiana, ci sembra francamente che
questa presa di posizione sui provvedimenti di Maroni non faccia che
ribadire una Vostra linea politica decisamente antiberlusconiana (presente
anche nella vignetta di Vignazia, dove con un pizzico di malafede si scorda
che questo governo sta già facendo qualcosa per i redditi delle famiglie. ).
Non vogliamo certo contestare le Vostre opinioni politiche, ma ci sembra sia
giusta carità ricordarvi solo alcune cose.
Anche se non stiamo a ribadire che il centrodestra è al potere per una
scelta chiara e netta del popolo (sovrano), vorremmo ricordarvi che il
governo Prodi, che si insediò a Palazzo Chigi con una maggioranza
risicatissima, grazie anche all'appoggio dato a suo tempo dalla Vostra
Rivista, si appoggiava, per la sua sopravvivenza, su gruppi politici
dichiaratamente anticristiani e portatori di istanze che davvero non ci
sembra facciano parte della tradizione della Chiesa e della sua dottrina
sociale. Le "famiglie alternative" (Dico, Pacs, ecc.), l'aborto come
"diritto", l'uso della droga, la totale confusione etica nel voler sostenere
una presunta "normalità" dell'omosessualità. tutte queste belle cose, e
altre ancora, venivano agilmente digerite da un Presidente del Consiglio e
da alcuni suoi collaboratori che pur si definivano cattolici, ma "adulti" (e
nessuno ci ha ancora spiegato bene cosa sia un cattolico adulto). E non
parliamo di un terrorismo fiscale, teso a far sempre di più degli italiani
un popolo di sudditi anziché di cittadini.
Lungi da noi il dire che Berlusconi e Bossi siano perfetti cristiani. Non lo
sappiamo, né francamente ci interessa. Ci interessa però vivamente un
Presidente del Consiglio che ha ribadito al Santo Padre i valori della
sacralità della vita e della famiglia. Ci interessa un ministro di questo
governo che ha rifiutato la sponsorizzazione al "Gay Pride". Ci interessa un
Governo che sta affrontando i problemi del Paese, e riconosce il valore
della sussidiarietà. Ci interessano insomma i fatti, anche perché, nel voler
volare troppo nelle alte sfere dell'astrazione, si rischia di scordare che
esiste un popolo italiano, che ha il diritto di essere governato, e
governato bene. E questo popolo (sovrano) non ha bisogno di fremere per i
diritti degli omosessuali, o di sperimentare nuovi tipi di famiglia, o di
vedersi garantiti aborto e droga, o di accogliere ad occhi chiusi chiunque
entri sul suo territorio, magari per rubare, uccidere, stuprare. Ha bisogno
di sicurezza, giustizia efficiente, lavoro, casa, e rispetto delle sue
tradizioni e delle sue radici. E così potrà anche realizzare un'accoglienza
intelligente e rispettosa, nel rispetto di norme di civile convivenza.
Poiché, lo ribadiamo, lavoriamo entrambi per amore della Chiesa, su questi
temi ci piacerebbe aprire un dialogo con Voi. E in tale attesa Vi giunga il
nostro fraterno saluto
Paolo Deotto





