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Risultati da 121 a 130 di 187

Discussione: Siete conservatori?

  1. #121
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    Citazione Originariamente Scritto da DarkClassWar Visualizza Messaggio
    Calma e sangue freddo, il NO sta vincendo.

    Secondo me le sparate dei compagni che si sono dichiarati qua conservatori sui temi sessuali sono da ricercare in una repulsione verso la vecchia linea politica basata al 99% sull' apertura a questi temi e solo all' 1% sui temi classici dell' agire comunista.
    Secondo me le posizioni portate avanti fin qua dal partito sui temi dei diritti civili sono sacrosante, andrebbe solo ridimensionata la priorità da assegnare a questi temi, spostandola da principale a subordinata dei temi economico-sociale.

    Quindi, ben venga matrimonio omosessuale, adozioni gay (eh si, sono favorevole anche a quelle) e quant'altro, ben venga la legalizzazione delle droghe leggere e la distribuzione gratuita di preservativi... MA SOLO DOPO AVER RIPRESO IL CONTATTO CON I PROBLEMI MATERIALI CHE LA PERSONA COMUNE (categoria a cui mi iscrivo a pieno titolo) SI TROVA AD AFFRONTARE OGNI GIORNO.
    dopo aver ristabilito il legame tra comunisti e masse di lavoratori sfruttate per quel che mi riguarda si può istituire anche il matrimonio di gruppo...

    I temi su cui andrebbe, a mio avviso, cambiata radicalmente la linea sono altri, si pensi al pacifismo che fa di tutte le resistenze un fascio e si permette di andare a dire ai palestinesi come ci si dovrebbe comportare sotto occupazione militare straniera...





    cmq, essere economicamente progressisti e politicamente conservatori a casa mia si chiama in un solo modo: destra sociale.
    chi da della "troia" ad una donna che ha più di un partner ma giudica un grande un ragazzo che fa la stessa cosa può accomodarsi fuori: dall' UDC alla FT di tessere inutilizzate ce ne sono a sfare...

    e a catartica, nonostante sono sicuro non ce ne sia il minimo bisogno, dico: tu cammina a testa alta.
    Ad ogni modo, se passa questo andazzo omofobo e maschilista, io a votare non ci vado o voto per protesta Sinistra critica. Come donna, non sono un'autolesionista. Per me si dovrebbe pensare all' enorme ritardo sui temi economici che colpiscono lavoratori e cittadini, altro che trastullarsi con queste cazzate.

  2. #122
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Ad ogni modo, se passa questo andazzo omofobo e maschilista, io a votare non ci vado o voto per protesta Sinistra critica. Come donna, non sono un'autolesionista. Per me si dovrebbe pensare all' enorme ritardo sui temi economici che colpiscono lavoratori e cittadini, altro che trastullarsi con queste cazzate.
    ma tranquilla, questo andazzo omofobo e maschilista esiste solo in questo forum e tra pochi rimbombati dentro al partito che cmq ligi al centralismo democratico al momento debito faranno ciò che devono fare. questo andazzo non ha spazi nel documento finale votato dal congresso in cui si parla di parità dei sessi e di diritti civili.

    rifondazione comunista è nato come partito comunista e progressista, e continuerà sempre ad esserlo.

    il resto sono solo sparate propagandistiche dei vendoliani e dei poteri forti...

  3. #123
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    Citazione Originariamente Scritto da DarkClassWar Visualizza Messaggio
    ma tranquilla, questo andazzo omofobo e maschilista esiste solo in questo forum e tra pochi rimbombati dentro al partito che cmq ligi al centralismo democratico al momento debito faranno ciò che devono fare. questo andazzo non ha spazi nel documento finale votato dal congresso in cui si parla di parità dei sessi e di diritti civili.

    rifondazione comunista è nato come partito comunista e progressista, e continuerà sempre ad esserlo.

    il resto sono solo sparate propagandistiche dei vendoliani e dei poteri forti...

    Ah, non so, io qui leggo cose orripilanti. Certamente Ferrero, anche solo perchè è valdese, non le condivide assolutamente. Però qui si leggono cose assurde.

  4. #124
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    E' un fatto, però, che alcuni hanno parlato della tua "integrità e dicrezione" e non hanno fatto una piega su "integrità e discrezione" di maschi che in questo thread parlavano della loro vita sessuale (tranne su quelle di leninista che ha nominato un trans). Non che a me interessi la vita sessuale di nessuno, che è un fatto privato, ma semplicemente constato un' attitudine da parte di alcuni che per me è assurda (e anche poco diffusa, ormai, in Italia, per fortuna).
    Però sottolineo che m'hanno dato della liberal, non della poco di buono.
    In realtà avrei preferito essere definita poco di buono anziché liberal

  5. #125
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    Citazione Originariamente Scritto da DarkClassWar Visualizza Messaggio
    cmq, essere economicamente progressisti e politicamente conservatori a casa mia si chiama in un solo modo: destra sociale.
    chi da della "troia" ad una donna che ha più di un partner ma giudica un grande un ragazzo che fa la stessa cosa può accomodarsi fuori: dall' UDC alla FT di tessere inutilizzate ce ne sono a sfare...
    Mi sembra abbastanza un termine abbastanza offensivo e che vuol andare ad attaccare in modo piuttosto indelicato l'altrui punto di vista, mostrando il proprio come unico possibile. Se si vuol far sparate libertarie si abbia il coraggio di metter in dubbio anche se stessi, altrimenti ci si comporta da bertinottiani.
    Oltre a questo, si potrebbe aprire anche una riflessione sul fatto che la proposta economica della destra sociale sia non marxista, ma non entrerei troppo nello specifico perchè, seppure questa sia una forzatura particolarmente discutibile, non sono la persona più adatta ad aprire a riflessioni economiche. Credo inoltre che la seconda parte del discorso che ho evidenziato sia molto lontana dalla realtà, forse a causa dell'elemento eccessivamente denigratorio di cui parlavo in precedenza. Qui, almeno personalmente parlando, non si tratta di dare giudizi su nessuno ma - dato che stiam parlando sui massimi sistemi - di capire che mondo vorremmo. A me di vedere, ma soprattutto di battermi, per un incrocio del carnevale di Viareggio e la sagra della salsiccia, non me ne può fregar di meno, almeno che la loro libertà non sia messa in pericolo; qui sarebbe un altro discorso. Mi sembra che in questo tipo di società ci sia molto più spazio e tolleranza per la questione omosessuale che per quella comunista, la prima può convivere con l'economia di mercato e ritagliarsi al suo interno qualche spazio di sopravvivenza, pur stereotipato. Sopravvivenza che invece, e lo dimostrano i fatti di questi giorni, viene meno per i comunisti a cui mi sento di appartenere e per cui ho qualche preoccupazione in più.

  6. #126
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Però sottolineo che m'hanno dato della liberal, non della poco di buono.
    In realtà avrei preferito essere definita poco di buono anziché liberal
    Catartica, ha poca importanza. L'hanno detto a te, con i maschi, invece, nessuno ha fatto una piega. E c'è perfino chi si è vantato alludendo al fatto di essere etero, come se essere etero o omosessuale fosse una scelta Dal punto di vista scientifico, questa è una cagata pazzesca! Mi dispiace, ma queste sono cose che io non accetto.

    Ps: in Usa liberal vuol dire di sinistra. Per esempio, Monthly Rewiew, che ha rivalutato Gramsci è una rivista liberal, cioè a sinistra del partito democratico.

  7. #127
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    E' un concetto molto confusionario di sinistra, dato che sostiene cause feudali come quella tibetana, non lo prenderei troppo come vanto, almeno personalmente..

  8. #128
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    Predefinito Lenin sulla questione sessuale, femminile e giovanile (condivido tutto)

    Lenin e il Movimento Femminile
    Clara Zetkin (1925)
    [omissis]

    « Non c'è male, non c'è affatto male — disse Le*nin, — ...

    « Così, che cosa è che anima le vostre compagne, le donne proletarie della Germania? A che punto è la loro coscienza di classe, di proletarie? I loro interessi, la loro attività si rivolgono verso le rivendicazioni politiche del*l'ora presente? Su che cosa si concentra la loro attenzione? «A questo proposito, ho sentito dire da compagni russa e tedeschi strane cose. Debbo dirvele. Mi è stato detto che una comunista molto qualificata pubblica ad Amburgo un giornale per le prostitute e tenta di orga*nizzare queste donne per la lotta rivoluzionaria. Rosa ha agito da comunista scrivendo un articolo in cui prendeva la difesa delle prostitute, che sono gettate in prigione per infrazione a qualche regolamento di polizia riguardante il loro triste mestiere. Doppiamente vittime della società borghese, le prostitute meritano di essere compiante. Esse sono vittime, innanzi tutto, del maledetto sistema della proprietà, poi del maledetto moralismo ipocrita. Solo dei bruti o dei miopi possono dimenticarlo.

    « Tuttavia non si tratta di considerare le prostitute come, per così dire, un settore particolare del fronte ri*voluzionario e di pubblicare per esse un apposito giornale.

    « Non ci sono forse in Germania delle operaie in*dustriali da organizzare, da educare con un giornale, da trascinare nella lotta? Ecco qui una deviazione morbosa. Ciò mi ricorda molto la moda letteraria che di ogni prostituta faceva l'immagine di una dolce madonna. E' vero che anche in quel caso la "radice" era sana: la compas*sione sociale, l'indignazione contro l'ipocrisia virtuosa dell'onorata borghesia. Ma questa radice sana, subita la contaminazione borghese, è deperita. In genere, la pro*stituzione, anche nel nostro paese, porrà davanti a noi numerosi problemi di difficile soluzione. Si tratta di ri*condurre la prostituta al lavoro produttivo, di assegnarle un posto nell'economia sociale; ciò che, nello stato attuale della nostra economia e nelle condizioni attuali, è una cosa complicata, difficilmente realizzabile. Ecco dun*que un aspetto della questione femminile che, dopo la conquista del potere da parte del proletariato, ci si pone in tutta la sua ampiezza e esige di essere risolto. Nella Russia sovietica, questo problema ci darà ancora del filo da torcere. Ma ritorniamo al vostro caso particolare in Germania. II partito non può in nessun caso tollerare simili atti inconsulti da parte dei suoi membri. Ciò im*broglia le cose e disgrega le nostre forze. E voi? Che cosa avete fatto per impedirlo? »

    Senza attendere la mia risposta, Lenin continuò: « La lista dei vostri peccati, Clara, non è ancora termi*nata. Ho sentito che, nelle vostre riunioni serali dedi*cate alle letture e alle discussioni con le operaie, voi vi occupate soprattutto delle questioni del sesso e del ma*trimonio. Questo argomento sarebbe al centro delle vo*stre preoccupazioni, del vostro insegnamento politico e della vostra azione educativa! Non credevo alle mie orecchie.

    « Il primo stato in cui s'è realizzata la dittatura pro*letaria è accerchiato dai controrivoluzionari di tutto il mondo. La situazione della Germania stessa esige la mas*sima coesione di tutte le forze rivoluzionarie proletarie per respingere gli attacchi sempre più vigorosi della con*trorivoluzione. Ed ora, proprio ora, le comuniste attive trattano la questione dei sessi, delle forme del matrimonio nel passato, nel presente e nel futuro! Esse ritengono che il loro primo dovere sia di istruire le operaie in quest'ordine di idee. Mi si dice che l'opuscolo di una co*munista viennese sulla questione sessuale abbia una lar*ghissima diffusione. Che sciocchezza, questo opuscolo! Le poche nozioni esatte che contiene, le operaie le cono*scono già da Bebel, e non già sotto la forma di uno schema arido e fastidioso, come nell'opuscolo, ma sotto la forma di una propaganda tagliente, aggressiva, piena di attacchi contro la società borghese. Le ipotesi freu*diane menzionate nell'opuscolo in questione conferisco*no a questo un carattere, a quel che si pretende, "scientifico", ma in fondo si tratta di un garbuglio superficiale. La stessa teoria di Freud non è oggi che un capriccio di moda. Non ho alcuna fiducia in queste teorie esposte in articoli, recensioni, opuscoli, ecc., in breve, in questa letteratura specifica che fiorisce con esuberanza sul ter*riccio della società borghese. Io diffido di quelli che sono costantemente e ostinatamente assorbiti dalle que*stioni del sesso, come il fachiro indù nella contemplazio*ne del proprio ombelico.

    « Mi sembra che questa abbondanza di teorie ses*suali, che non sono in gran parte che ipotesi arbitrarie, provenga da necessità tutte personali, cioè dal bisogno di giustificare agli occhi della morale borghese la pro*pria vita anormale o i propri istinti sessuali eccessivi e di farli tollerare.

    « Questo rispetto velato per la morale borghese mi ripugna quanto questa passione per le questioni sessuali. Ha un bel rivestirsi di forme sovversive e rivoluzionarie: questa occupazione è non di meno, alla fine dei conti, puramente borghese. Ad essa si dedicano di preferenza gli intellettuali e gli altri stati della società vicini a loro. Per questo genere di occupazione non c'è posto nel par*tito, tra il proletariato che lotta ed ha una coscienza di classe ».

    Feci notare che le questioni sessuali e matrimoniali in regime di proprietà privata suscitavano problemi molteplici, che erano causa di contraddizioni e di sofferenze per le donne di tutte le classi e di tutti gli strati sociali. La guerra e le sue conseguenze, dicevo, hanno aggravato all'estremo per la donna le contraddizioni e le sofferenze che esistevano prima nei rapporti tra i sessi. I problemi, nascosti finora, sono adesso svelati agli occhi delle donne, e ciò nell'atmosfera della rivoluzione appena cominciata. Il mondo dei vecchi sentimenti, delle vecchie idee scricchiola da ogni parte. I legami sociali di una volta si in*deboliscono e si spezzano. Si vedono apparire i germi di nuove primizie ideologiche, che non hanno ancora preso forma, per le relazioni tra gli uomini. L'interesse che que*ste questioni suscitano esprime il bisogno di un nuovo orientamento. Qui appare anche la reazione che si pro*duce contro le deformazioni e le menzogne della società borghese. Il cambiamento delle forme matrimoniali e fa*miliari nel corso della storia, nella loro dipendenza del*l'economia, costituisce un buon mezzo per sradicare dallo spirito delle operaie la credenza nella perennità della so*cietà borghese. Fare la critica storica di questa società significa sviscerare senza pietà l'ordine borghese, mettere a nudo la sua essenza e le sue conseguenze e stigmatizzare tra l'altro la falsa morale sessuale. Tutte le strade condu*cono a Roma. Ogni analisi veramente marxista riguar*dante una parte importante della sovrastruttura ideolo*gica della società o un fenomeno sociale notevole deve condurre all'analisi dell'ordine borghese e della sua base, la proprietà privata; ciascuna di queste analisi deve condurre a questa conclusione: « Bisogna distruggere Car*tagine ».

    Lenin sorrideva e faceva cenni di approvazione.

    «Molto bene. Voi avete l'aria di un avvocato che difende i suoi compagni e il suo partito. Certo, ciò che dite è giusto. Ma potrebbe servire soltanto a scusare l'er*rore commesso in Germania, non a giustificarlo. Un errore commesso resta un errore. Potete garantirmi seriamente che le questioni sessuali e matrimoniali non sono discus*se nelle vostre riunioni che dal punto di vista del materialismo storico vitale, ben compreso? Ciò suppone co*noscenze vaste, approfondite, la conoscenza marxista, chiara e precisa, di un'enorme quantità di materiali. Di*sponete in questo momento delle forze necessarie? Se sì, non avrebbe potuto accadere che un opuscolo, come quello di cui abbiamo parlato, fosse usato come materiale di insegnamento nelle vostre riunioni serali dedi*cate alle letture e alle discussioni. Quell'opuscolo lo si raccomanda e lo si diffonde, invece di criticarlo. A che cosa conduce, in fin dei conti, questo esame insufficiente e non marxista della questione? A questo: che i proble*mi sessuali e matrimoniali non sono visti come una parte della principale questione sociale e che, al contrario, la grande questione sociale stessa appare come una parte, un'appendice del problema sessuale. La questione fon*damentale è ricacciata in secondo piano, come cosa se*condaria. Non solo ciò nuoce alla chiarezza della questione, ma oscura il pensiero in generale, la coscienza di classe delle operaie.

    « Altra osservazione che non è inutile. Il saggio Salomone diceva: ogni cosa a suo tempo. Ditemi, vi prego: è proprio questo il momento di tenere occupate le operaie mesi interi per parlare loro del modo con cui si fa all'amore, o come si fa la corte presso i vari popoli, beninteso nel passato, nel presente e nel futuro? Ed è questo quello che fieramente si chiama materialismo sto*rico! In questo momento tutti i pensieri delle operaie, delle donne lavoratrici devono essere rivolti alla rivolu*zione proletaria. È essa che creerà anche una base per le nuove condizioni del matrimonio e i nuovi rapporti tra i sessi. Per ora, veramente, devono passare in primo piano altri problemi, che non quelli che riguardano le forme del matrimonio presso i Maori dell'Australia o i matrimoni contratti tra consanguinei nell'antichità.

    « La storia pone oggi all'ordine del giorno del pro*letariato tedesco la questione dei soviet, del trattato di Versailles e della sua influenza sulla vita delle masse femminili, la questione della disoccupazione, dello svi*limento dei salari, quella delle imposte, e molte altre cose. Insomma, io penso che tale modo di educazione politica e sociale delle operaie non sia affatto quello che occorre, proprio affatto. Come avete potuto tacere? Avre*ste dovuto servirvi della vostra autorità!»

    Al mio amico che mi riprovava spiegai che non avevo perso occasione per criticare, per replicare alle compagne dirigenti, per far intendere la mia voce in luoghi diversi, ma egli doveva sapere che nessuno è profeta in patria e neppure in famiglia. Con la mia critica mi ero attirata l'accusa di restare ancora fedele alle sopravvivenze del*l'ideologia socialdemocratica e dello spirito piccolojborghese di vecchio stile. Tuttavia la mia critica aveva finito per portare i suoi frutti. Le questioni del sesso e del matrimonio non erano più al centro delle nostre discus*sioni nei nostri circoli e nelle nostre riunioni serali de*stinate alle discussioni.

    Lenin continuò a sviluppare il suo pensiero.

    « Lo so, lo so, — egli disse. — Molti accusano an*che me di filisteismo. Ma ciò non mi turba. Gli uccel*lini appena usciti dall'uovo delle concezioni borghesi, si credono sempre terribilmente intelligenti. Bisogna rasse*gnarsi. Il movimento dei giovani è anch'esso contami*nato dalla tendenza moderna e dalla predilezione smi*surata per i problemi sessuali. »

    Lenin calcò con ironia la parola « moderna », con aria di disapprovazione.

    « Mi hanno detto che i problemi sessuali sono anche un argomento favorito delle vostre organizzazioni giova*nili. Non mancano mai relatori su questo argomento. Ciò è particolarmente scandaloso, particolarmente delete*rio per il movimento dei giovani. Questi argomenti possono facilmente contribuire ad eccitare, a stimolare la vita sessuale di certi individui, a distruggere la salute e la forza della giovinezza. Voi dovete lottare anche contro questa tendenza. Il movimento delle donne e quello dei giovani hanno molti punti di contatto. Le nostre donne comuniste devono fare dovunque, insieme coi giovani, un lavoro sistematico. Ciò avrà per effetto di elevarle, di trasportarle dal mondo della maternità individuale in quello della maternità sociale. È necessario contribuire ad ogni risveglio della vita sociale e dell'attività della donna, per consentirle di elevarsi al di sopra della men*talità ristretta, piccolo-borghese, individualista della sua vita domestica e familiare.

    « Anche da noi, una gran parte della gioventù la*vora assiduamente a rivedere la concezione borghese del*la "morale" nei problemi sessuali. Ed è, debbo dirlo, l'elite della nostra gioventù, quella che realmente promette molto. Come voi avete rilevato, nelle condizioni create dalla guerra e dalla rivoluzione, gli antichi valori ideologici crollano, perdono di forza. I nuovi valori non si cristallizzano che lentamente, con la lotta.

    « Le concezioni sui rapporti tra l'uomo e la donna sono sconvolte, come anche i sentimenti e le idee. Si delimitano di nuovo i diritti dell'individuo e quelli della collettività e, quindi, i doveri dell'individuo. È un pro*cesso lento e spesso doloroso di deperimento e di degene*razione. Ciò è egualmente vero nel campo dei rapporti sessuali, per il matrimonio e la famiglia. La decadenza, la putrefazione, la melma del matrimonio borghese, con le sue difficoltà di scioglimento, con la libertà per il ma*rito e la schiavitù per la moglie, la menzogna infame della morale sessuale e dei rapporti sessuali riempiono gli uomini migliori di un disgusto profondo.

    « Il giogo che le leggi dello Stato borghese fanno pesare sul matrimonio e la famiglia aggrava ancora il male e rende i conflitti più acuti. È il gioco della "sa*crosanta proprietà" che sanziona la venalità, la bassezza, l'oscenità. E l'ipocrisia convenzionale della società bor*ghese "per bene" fa il resto.

    « La gente comincerà a rivoltarsi contro queste defor*mazioni della natura. E nell'epoca in cui vacillano Stati potenti, le antiche forme di dominazione scompaiono, tutto un mondo sociale perisce, i sentimenti dell'indivi*duo isolato si modificano rapidamente.

    « Si diffonde una sete ardente di facili piaceri. Le forme del matrimonio e i rapporti tra i sessi nel senso borghese non soddisfano più. In questo campo si appros*sima una rivoluzione che corrisponde alla rivoluzione proletaria. Si capisce che tutta questa matassa straordi*nariamente intricata di questioni preoccupi profondamen*te tanto le donne quanto i giovani. Gli uni e le altre sof*frono particolarmente dell'odierna confusione dei rap*porti sessuali. La gioventù protesta contro questo stato di cose con la foga chiassosa propria dell'età. È compren*sibile. Nulla sarebbe più falso che predicare alla gioventù l'ascetismo monastico e la sanità del sudiciume borghese. Ma non è bene, secondo me, che i prolemi sessuali, posti in primo piano da cause naturali, divengano in que*sti anni la preoccupazione principale dei giovani. Le conseguenze talvolta potrebbero essere fatali.

    « Nel suo nuovo atteggiamento nei riguardi delle questioni concernenti la vita sessuale, la gioventù si richiama naturalmente ai principi, alla teoria. Molti qua*lificano la loro posizione come "rivoluzionaria" e "comunista". Essi credono sinceramente che sia così. A noi vecchi non ce la danno a intendere. Benché io non sia af*fatto un asceta malinconico, questa nuova vita sessuale della gioventù, e spesso anche degli adulti, mi appare molto spesso come del tutto borghese, come uno dei molteplici aspetti di un lupanare borghese. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la "libertà dell'amore", cosi come noi comunisti la concepiamo. Voi conoscete senza dubbio la famosa teoria secondo la quale, nella società comunista, soddisfare i propri istinti sessuali e il proprio impulso amoroso è tanto semplice e tanto insignificante quanto bere un bicchier d'acqua. Questa teoria del "bicchier d'acqua" ha reso pazza la nostra gioventù, letteralmente pazza.

    « Essa è stata fatale a molti giovani e a molte ra*gazze. I suoi sostenitori affermano che è una teoria marxista. Bel marxismo quello per cui tutti i fenomeni e tutte le modificazioni che intervengono nella sovrastrut*tura ideologica della società si deducono immediatamen*te, in linea diretta e senza alcuna riserva, unicamente dalla base economica! La cosa non è così semplice come ha l'aria di esserlo. Un certo Friedrich Engels, già da molto tempo, ha sottolineato in che consiste veramente il materialismo storico.

    « Io considero la famosa teoria del "bicchier di acqua" come non marxista e antisociale per giunta. Nella vita sessuale si manifesta non solo ciò che noi deriviamo dalla natura ma anche il grado di cultura raggiunto, si tratti di cose elevate o inferiori.

    « Engels, nella sua Origine della famiglia, mostra l'importanza propria dello sviluppo e dell'affinamento dell'impulso sessuale in rapporto all'individuo. I rap*porti tra i sessi non sono semplicemente l'espressione del giuoco della economia sociale e del bisogno fisico, dissociati in concetti mediante un'analisi psicologica.

    « La tendenza a ricondurre direttamente alla base economica della società la modificazione di questi rap*porti, al di fuori della loro relazione con tutta l'ideologia, sarebbe non già marxismo, ma razionalismo. Certo, la seta deve essere tolta. Ma un uomo normale, in condizioni ugualmente normali, si butterà forse a terra nella strada per bere in una pozzanghera di acqua sporca? Oppure berrà in un bicchiere dagli orli segnati da decine di altre labbra? Ma il più importante è l'aspetto sociale. Infatti, bere dell'acqua è una faccenda personale. Ma, nell'amore, vi sono interessate due persone e può venire un terzo, un nuovo essere. È da questo fatto che sorge l'interesse so*ciale, il dovere verso la collettività. Come comunista, io non sento alcuna simpatia per la teoria del "bicchier d'ac*qua", benché porti l'etichetta del "libero amore". Per di più, oltre a non essere comunista, questa teoria non è neppure nuova. Voi vi ricordate certamente ch'essa è stata "predicata" nella letteratura romantica verso la metà del secolo passato come "emancipazione del cuore", che la pratica borghese cambiò poi in "emancipazione del*la carne". Allora si predicava con maggior talento d'oggi. Quanto alla pratica, non posso giudicarne.

    «Io non voglio affatto, con la mia critica, predi*care l'ascetismo. Sono lontanissimo da ciò. Il comuni*smo deve apportare non l'ascetismo, ma la gioia di vivere e il benessere fisico, dovuti anche alla pienezza dell'amore. Secondo me l'eccesso che si osserva oggi nella vita sessuale non produce né la gioia né il benes*sere fisico ma, al contrario, li diminuisce. Ora, in tem*pi rivoluzionari, ciò è male, molto male.

    « La gioventù particolarmente ha bisogno della gioia di vivere e del benessere fisico. Sport, ginnastica, nuoto, escursioni, ogni sorta di esercizi fisici, variati interessi intellettuali, studi, analisi, ricerche: imparare, studiare, ricercare quanto più è possibile in comune. Tutto ciò darà alla gioventù molto di più delle teorie e delle discussioni interminabili sulla questione sessuale, sulla cosiddetta ma*niera di "godere la vita ".

    « Mente sana in corpo sano. Né monaco né don Gio*vanni e nemmeno, come mezzo termine, un filisteo tede*sco. Voi conoscete bene il vostro giovane compagno Huz. È un giovane perfetto, ricco di doti, ma temo che non ne venga nulla di buono. Si agita e si getta da un'avventura amorosa ad un'altra. Ciò è un male, per la lotta politica e per la rivoluzione. Io non garantirei, riguardo alla sicu*rezza e alla fermezza nella lotta, delle donne il cui ro*manzo personale si intreccia con la politica, né degli uomini che corrono dietro ad ogni gonnella e si lasciano incantare dalla prima ragazza. No, questo non è compati*bile con la rivoluzione. »

    Lenin si alzò bruscamente, batté la mano sul tavolo e fece qualche passo nella camera.

    « La rivoluzione esige concentrazione, tensione del*le forze. Dalle masse e dagli individui. Essa non può tol*lerare stati orgiastici, del genere di quelli propri delle eroine e degli eroi decadenti di D'Annunzio. Gli eccessi nella vita sessuale sono un segno di decadenza borghese. Il proletariato è una classe che sale. Non ha bisogno di inebriarsi, di stordirsi, di eccitarsi. Non chiede di ubriacarsi né con eccessi sessuali né con alcool. Non deve dimenticare e non dimenticherà la bassezza, il. fango e la barbarie del capitalismo. Attinge i suoi maggiori impulsi alla lotta dalla situazione della sua classe e dall'ideale co*munista. Ciò che gli è necessario è la chiarezza ed ancora una volta la chiarezza. Così, lo ripeto, niente debolezza, niente sciupio o distruzione di forze. Dominarsi, discipli*nare i propri atti non è schiavitù, neanche in amore.

    « Ma scusatemi, Clara, mi sono molto allontanato dal punto di partenza della nostra conversazione. Perché non mi avete richiamato all'ordine? Mi sono lasciato tra*sportare dalla foga. L'avvenire della nostra gioventù mi preoccupa molto. La gioventù è una parte della rivolu*zione. Ora, se le influenze nocive della società borghese cominciano a raggiungere anche il mondo della rivoluzio*ne, come le radici largamente ramificate di certe erbac*ce, è meglio reagire in tempo. Tanto più che tali que*stioni fanno anche parte del problema femminile.»

    Lenin aveva parlato con molta vivacità e convin*zione. Sentivo che ognuna delle sue parole gli veniva dal fondo del cuore; l'espressione del suo viso ne era la prova. Un movimento energico della mano sottolineava talvolta il suo pensiero. Ciò che mi colpiva era di vedere Lenin porre una così grande attenzione, oltre che ai pro*blemi politici più urgenti e gravi, alle questioni secondarie e analizzarle con tanta cura, non limitandosi a ciò che riguardava la Russia sovietica, ma occupandosi anche dei paesi capitalistici. Da perfetto marxista, Lenin affrontava il problema con spirito pratico, sotto qualsiasi forma si manifestasse, e ne valutava l'importanza in rapporto al generale, al tutto. La sua volontà, la sua aspirazione vi*tale, la sua energia, irresistibile come una forza della na*tura, erano tutte dirette ad accelerare l'attività delle mas*se per la rivoluzione. Lenin valutava ogni fenomeno dal punto di vista dell'influenza che può esercitare sulle for*ze, nazionali ed internazionali, con una coscienza svilup*pata, capace di dirigere la rivoluzione, poiché vedeva sem*pre davanti a sé, tenendo pienamente conto della par*ticolarità storica nei differenti paesi e delle diverse tappe nel loro sviluppo, una sola ed indivisibile rivoluzione pro*letaria mondiale.

    « Come rimpiango, compagno Lenin — esclamai — che centinaia e migliaia di persone non abbiano sentito le vostre parole. Per me, lo sapete bene, non avete biso*gno di convincermi. Ma sarebbe estremamente importan*te che la vostra opinione fosse conosciuta dai vostri ami*ci come dai vostri nemici. »

    Lenin sorrise.

    « Un giorno forse pronuncerò un discorso o scrive*rò su questo argomento. Non ora, più tardi. Oggi dob*biamo concentrare tutto il nostro tempo e tutte le no*stre forze su altre questioni. Per ora abbiamo altri pro*blemi più gravi e più ardui. La lotta per il mantenimento e il consolidamento del potere sovietico è ancora molto lontana dall'essere terminata. Dobbiamo ancora trarre i migliori vantaggi possibili dalla guerra con la Polonia. Wrangel [2] è sempre nel sud. Ho la ferma convinzione, è vero, che la spunteremo; il che darà da riflettere agli imperialisti francesi e inglesi e ai loro piccoli vassalli. Ma la parte più difficile del nostro lavoro, la ricostru*zione, resta ancora da compiere.

    « Attraverso questo processo acquisteranno impor*tanza la questione dei rapporti tra i sessi e la questione del matrimonio e della famiglia diverranno problemi cor*renti. Nell'attesa, voi dovete lottare sempre e dovunque. Non dovete permettere che tali questioni siano trattate non marxisticamente, che creino un terreno favorevole per deviazioni e deformazioni dannose. Ed ora vengo al vostro lavoro. »

    Lenin guardò l'ora.[omissis]
    Note
    1. Leo Jogiches (1867-1829): fondatore del Partito Socialdemocratico Polacco.
    2.

    Piotr Nicolaevic Wrangler (1878-1829): generale zarista e ufficiale dell'esercito contro-rivoluzionario del Don.
    3. Grigorii Zinoviev (1883-1936): rivoluzionario bolscevico, membro de Comitato Centrale del PCUS, divenne oppositore di Stalin e venne eliminato durante le Purghe.
    4. Ines Armand (1875-1920): bolscevica e collaboratrice di Lenin, si occupò dell'organizzazione delle operaie.

    http://www.marxists.org/italiano/zetkin/lenin.htm
    Myrddin

  9. #129
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    E' un concetto molto confusionario di sinistra, dato che sostiene cause feudali come quella tibetana, non lo prenderei troppo come vanto, almeno personalmente..
    Da cosa deduci che io sostenga il feudalesimo tibetano? Dove mai l'avrei detto, se non scrivo di politica estera su questo forum? Comunque, nè sono per il feudalesimo tibetano, nè sono pacifista in assoluto, nè sono contro la Cina (nè la adoro acriticamente, però) ma non ho modo qui su questo forum di articolare il mio pensiero.

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Catartica, ha poca importanza. L'hanno detto a te, con i maschi, invece, nessuno ha fatto una piega. E c'è perfino chi si è vantato alludendo al fatto di essere etero, come se essere etero o omosessuale fosse una scelta Dal punto di vista scientifico, questa è una cagata pazzesca! Mi dispiace, ma queste sono cose che io non accetto.

    Ps: in Usa liberal vuol dire di sinistra. Per esempio, Monthly Rewiew, che ha rivalutato Gramsci è una rivista liberal, cioè a sinistra del partito democratico.
    Io in USA verrei arrestata o giù di lì

 

 
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