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Discussione: BSN - santadechè

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da Henry Ey Visualizza Messaggio


    ma dove c#### vivi tu?
    curiosi questi signorini simpatizzanti della Destra: prima a ringraziare la Santanchè per il miracolo del milione di voti e ora tutti adosso quasi cercassero uno sfogo alla loro frustrazione, cosi' ora la signora fa compagnia al cavaliere, contenti voi, mi fate pena costretti per 5 anni a subirli al potere

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da C@ndido Visualizza Messaggio
    curiosi questi signorini simpatizzanti della Destra: prima a ringraziare la Santanchè per il miracolo del milione di voti e ora tutti adosso quasi cercassero uno sfogo alla loro frustrazione, cosi' ora la signora fa compagnia al cavaliere, contenti voi, mi fate pena costretti per 5 anni a subirli al potere
    Ma tu i conti come te li fai?
    Nel 2006 alla destra di An c'era già un 1,6% quindi il maggior numero di voti avuti dalla Destra-Fiamma Tricolore(era una coalizione di 2 partiti,non dimentichiamolo) viene già da aree presenti prima della nascita della Destra.
    In più c'è stato uno 0,8% a livello nazionale ottenuto grazie agli ex aennini popolari in certi territori..
    In Piemonte e Lombardia,aree di Lady Billionaire, ci sono stati i risultati più magri.
    Perchè devi sempre fare la figura dello scemo?

  3. #43
    Beffo la morte e ghigno
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    GRAZIE DANIELA.




    martedì 26 agosto 2008

    GRAZIE DANIELA....

    Te lo meriti proprio un grazie , di cuore.
    La tua azione all'interno del partito e' di una straordinaria efficacia : ci ha permesso in un sol colpo di "derattizzare" le nostre schiere, di purificarle dagli opportunisti e dai professionisti della politica.
    Il veleno con il quale tu hai tentato l'assassinio del nostro mondo, s'e' rivelato essere solo una purga che ha mondato le impurita'.
    Quello che vedi nell'immagine e' un simbolo di forza e di onore, di coraggio e di fedelta', e' il simbolo sotto il quale i legioanri dell'antica Roma si ritrovavano uniti gli uni agli altri e, in quella unita', trovavano la forza per affrontare qualunque nemico.
    La tua azione ha portato questo nostro popolo a stringersi attorno all'amato vessillo, alla fiaccola che illumina il nostro cammino, ai valori e agli ideali che sangue e martirio hanno chiesto per la loro venerazione.
    Siamo un popolo che ha pagato i suoi debiti, siamo un popolo che marcia a testa alta nelle pagine della storia e tra le macerie del mondo contemporaneo.
    Grazie per averci fatto ritrovare quella unita' che una vita comoda e borghese in molti casi aveva stemperato ammorbidendo il nostro credo su posizioni certo piu' comode ma, di sicuro, assai meno onorevoli.
    L'etica, l'estetica della politica in termini filosofici sarebbero discorsi inutili da farti, al massimo potresti comprendere l'estetica delle unghie laccate, non altro.
    Tommaso Staiti ha scritto una lettera alla quale non credo vi sia altro da aggiungere per spessore politico, per realta' storica, per pathos e tanathos ed io a quella lettera mi inchino come uomo e come militante.
    Tu mi hai fatto ritrovare i miei fratelli di sangue, quegli uomini e quelle donne con i quali sento di poter dividere ogni passo del cammino, ogni peso con loro diventa lieve e piacevole.
    Siamo un popolo silenzioso, disciplinato e fedele...tutte cose che non appartengono alla tua persona come testimoniano i fatti.
    Non tramiamo contro i nostri fratelli, non scalciamo come puledre in calore in attesa di una monta rasseneratrice, noi stiamo zitti, fermi in una attesa struggente e romantica, in una attesa nobile ed immortale.
    Aspettiamo che ci venga reso il nostro onore, la nostra limpidezza morale, il nostro coraggio senza convenienze.
    Siamo come l'onda del mare che s'infrange sugli scogli...sa di perdere, sa di demolirsi contro la pietra eppure trova dal suo frangersi l'energia e la volonta' per riproporsi in un nuovo assalto.
    NOi siamo quell'onda , quella forza ancestrale che non demorde e che non molla mai.
    Ci facciamo spuma bianca, leggera e delicata ,che accarezza i bimbi sulla spiaggia e ci mutiamo in marosi cupi e feroci quando, con l'ipocrisia , si tenta di assassinare la nostra idea.
    Tu sei una meteora, nulla piu'.
    Nel firmamento delle stelle che, luminose, costellano il nostro cielo, nessuno ti ricordera', nessuno citera' le tue "epiche" frasi, nessuno additera' ai figli il tuo esempio da seguire, le tue orme da imitare.
    Cara Daniela, tu non ci appartieni e non perche' noi non ti si possa comperare -hai dimostrato di avere un prezzo e che tale prezzo non e' neanche d'affezione - ma perche' noi NON TI VOGLIAMO, non ti riconosciamo degna d'esser parte di questo nostro mondo, della nostra storia, dei nostri convincimenti.
    A noi di piacere o compiacere ad un Cicchitto qualunque non ce ne frega niente, anzi riteniamo che sia la "sua " presenza nel PDL a impedirci anche solo di volgere lo sguardo verso quel partito.
    Ci autoghettizziamo?
    Bene.
    Meglio il ghetto che vendere la propria anima per un tozzo di pane, per un proscenio dorato.
    Ma sei davvero sicura che un ghetto con 17 milioni di italaini sia davvero un posto cosi' solitario?
    Credi davvero che la tua lungimiranza politica ti portera' lontano?
    E se domani il tuo nume tutelare dovesse sparire?
    Chi salvaguardera' le istanze e le ambizioni che covi in seno?
    Agli artefatti ho sempre preferito gli originali e che tu apaprtenessi al primo gruppo mi fu chiaro fin da quel primo sventolìo di 20€ dal palco della costituente.
    Anche tu sei una piazzista di te stessa ma, seppure hai imparato bene la lezione, le vette del tuo maestro sono per te inarrivabili.
    Ti auguriamo di compiere presto la tua transumanza, di poterti presto annoverare nelle fila del tuo partito d'orgine nello splendore "velinico" che ti compete.
    E' un augurio che facciamo a te e che implicitamente facciamo a noi stessi .
    Stai lontano dal mare...perche' le onde sono agitate ed i flutti non hanno pieta' dei vili.
    Forza e onore.
    http://bloccosocialenazionale.blogspot.com/

  4. #44
    antonio massmo
    Ospite

    Predefinito Lettera aperta di Staiti alla Santanchè

    Lettera aperta di Staiti alla Santanchè Lettera aperta di Staiti alla Santanchè Segnala Riceviamo e pubblichiamo
    Cara Daniela,
    le cose che sto per scriverti te le avrei dette a voce se tu avessi trovato il tempo per quel colloquio che ti avevo chiesto dopo la “bizzarra” riunione alla quale ho partecipato all’indomani del risultato elettorale di aprile. Ma questo colloquio non è mai avvenuto.
    Troppi i tuoi impegni: per lo studio dei flussi del voto alla Destra; per la preparazione al quesito referendario, (ma ti pare davvero il caso di riaprire le “case chiuse” in un paese che non è finito “a puttane” ma “alle puttane” ?); per la partecipazione al favoloso e raffinato matrimonio di Briatore, con quel tuo spettacolare cappello che ha strappato gridolini d’ammirazione in quel ricercato dandy, ex comunista durissimo e purissimo folgorato, sulla via della Fiat di Agnelli prima, e su quella di Arcore poi, che risponde al nome di Carlo Rossella; e infine per tenere a bada quegli orsi di Storace e Buontempo.
    Pazienza! Capisco e mi adeguo, anche perché non ho nessun motivo di risentimento nei tuoi confronti, ma al contrario, ti ringrazio per la determinazione con la quale hai condotto la campagna elettorale almeno fino all’ultima settimana; quella del “darla o non darla”, delle posizioni “orizzontali e verticali” e della improbabile e poco credibile difesa di ciò che tu pensi sia stato il Fascismo.
    Parte del risultato, buono a mio parere, è dovuto alle tue capacità di apparire, di esserci, ci comunicare, specie nelle due trasmissioni di Santoro, cui dovresti mandare un gran mazzo di fiori. Per intenderci non nutro verso la tua persona quell’astio che invece provo per la nipotina Scicolone-Mussolini. Quando una come lei, senza colpe ma anche senza alcun merito, si trova a portare il peso di quel nome, per il quale centinaia di migliaia di italiani, da una parte e dall’altra, sono andati a morire, ha il dovere morale di non sputtanarlo con un comportamento da pescivendola napoletana.
    Se avessimo avuto quel colloquio, Daniela, ti avrei consigliato di tornare rapidamente a casa: quella di Berlusconi, si intende, dal quale hai ricevuto un imprinting assolutamente indelebile.
    Avresti potuto, e ancora potresti, trovare una sponda utile in Ignazio La Russa, con il quale hai avuto un lungo rapporto, credo proficuo per entrambi. Vedi, cara Daniela, quella dell’MSI e della destra italiana, non è la tua storia e cercare di attribuirtela non è credibile e suona anche un po’ ridicolo. Per età ed esperienze vissute, io sono il primo a sapere che “quella” storia è fatta di luci e di ombre, di cose poco nobili e forse anche vergognose, di vicende oscure, ma anche di pagine esaltanti, di passioni genuine, di sangue versato, di slanci disinteressati, di comunanza con il popolo italiano e di radicamento nella nostra cultura.
    E’, insomma, la “nostra” storia e, come tale, ce la dobbiamo tenere tutta intera (delitti compresi), cercando di nobilitarla buttando alle ortiche tutto ciò che è legato al folklore, alle contingenze storiche; dimenticando le stupide e acritiche rivendicazioni, i pellegrinaggi turistici, le commemorazioni vuote e retoriche, per salvare invece principii e valori fondanti, intuizioni politiche che, credimi, continuano ad essere attuali, persino rivoluzionarie.
    D’altra parte se a quasi tutti (religioni, ideologie politiche, teorie economiche) è consentito di sbarazzarsi senza problemi delle pagine più imbarazzanti e vergognose del proprio passato con disinvolte autocritiche ed ancor più disinvolte auto assoluzioni, perché solo noi dovremmo condannare in toto ed in blocco 80 anni di storia italiana?
    Anche nella ributtante contabilità dei milioni di morti potremmo avere le carte in regola per dire la nostra.
    Quali possono essere i punti fondanti per una moderna azione politica della destra italiana?
    Provo ad elencarteli in rapida sintesi.
    1. Sovranità, dignità e indipendenza dell’Italia proiettate nell’idea forza (la forza del mito) di un’Europa unita, forte economicamente e militarmente, conscia del proprio ruolo e che torni ad essere protagonista sulla scena mondiale. Ciò significa anche che non possiamo più essere il cagnolino scodinzolante ai piedi degli Stati Uniti. Chi ricorda l’atteggiamento servile del tuo amico Berlusconi durante la sua prima visita a Bush, può capirmi benissimo. Per me gli americani non sono stati dei liberatori ma degli occupanti! Le guerre si possono vincere o perdere, ma se si perdono, occorre farlo con dignità e senza fingere di averle vinte. Io non credo che l’Italia debba gratitudine agli americani, ma, anche se così fosse, la gratitudine non è un sentimento eterno; specie in politica estera, con gli scenari che, soprattutto ora, cambiano rapidamente. Allo stesso modo credo che quella americana all’Irak, con le menzogne che l’hanno preceduta, sia stata una vile aggressione che ha provocato danni (vittime, distruzioni, scollamento di una nazione, pulizie etniche e religiose, reazioni a catena nel mondo e nel Medio Oriente in particolare), enormemente superiori a quelli attribuibili a Saddam (morto, tra l’altro, con fierezza, come Josè Antonio Primo De Rivera, come il “Che”, come Allende). Saddam aveva tenuto unito il paese, conteneva l’influenza dell’Iran, e aveva garantito (certo da dittatore) la laicità e la libertà religiosa. Te la senti, Daniela, di lottare contro la condanna a morte di Tareq Aziz? L’America e l’americanismo ci hanno inquinato culturalmente, hanno ucciso le nostre più autentiche tradizioni, ci hanno offerto ed imposto i loro modelli e la loro visione economicistica della vita; gli Usa si comportano con l’arroganza di un impero che tuttavia non possiede una superiore visione del mondo, e della vita che non comprende la ricchezza feconda delle differenze ed inoltre, adesso, ci scarica addosso il prezzo di una gigantesca crisi economica, dovuta alla “sua” finanza virtuale, al “suo” liberismo sfrenato, alla “sua” globalizzazione, figlia di un progetto politico, il mondialismo, che richiede un pensiero unico e che non solo non assicura libertà e progresso al pianeta, ma lo sta portando alla povertà, alla fame e al declino.
    2. Riaffermazione della necessità di uno stato forte ed autorevole. La progressiva distruzione dello stato italiano ci ha regalato l’attuale società, una sorta di poltiglia indistinta fondata sugli egoismi individuali. Finito lo spirito del risorgimento con la sua aspirazione all’Italia unita, finito il Fascismo che rivendicava una missione per la nazione italiana, è finito anche lo Stato, ucciso dai partiti antinazionali e dal liberismo da giungla nel quale viviamo da qualche decennio. Come diceva Prezzolini, lo Stato nasce da un contratto tra briganti (tali sono gli uomini nella loro più intima essenza), che, stanchi di ammazzarsi tra loro, decidono di darsi delle regole per poter stare insieme. Lo Stato deve perciò essere “omnia potens” anche se non “omnia fecens” e la sua eticità dovrebbe essere patrimonio di tutti. Essere contro lo Stato in nome di non si sa quali libertà dalle regole (e qui il tuo amico Berlusconi è un maestro), equivale ad affermare che poiché si è contro le malattie, si è contro gli ospedali che, com’è noto, sono pieni di malattie. E’ vero esattamente il contrario: chi è contro le malattie vuole ospedali efficienti e ben organizzati per meglio combatterle, pur nella consapevolezza che è impossibile eliminarle. Fin qui Prezzolini. Lo Stato deve essere quindi forte ed unito per imporre a tutti il rispetto delle leggi (a tutti, Daniela, a tutti…), potenti e comuni cittadini, al nord come al sud dove, nel 1943, gli USA, oltre alla “loro” democrazia, ci hanno anche imposto il ritorno della mafia.
    3. Politica Sociale. Lo Stato ed una buona politica devono tendere a realizzare il maggior grado possibile di giustizia sociale per avere il massimo possibile di pace sociale. E questo non per adeguarsi ad un astratto principio di uguaglianza che non esiste in natura e nemmeno tra gli uomini, ma per perseguire fini alti e nobili che sono quelli dell’elevazione morale e culturale di tutto un popolo. I lavoratori devono partecipare alla vita delle imprese (pubbliche e private) con l’ingresso dei loro rappresentanti nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo. Forse, se questo fosse accaduto per Alitalia, oggi non ci troveremmo nella presente situazione che, grazie a Berlusconi, finiremo per pagare tutti quanti. Anche la finanza e il capitalismo devono trovare dei confini invalicabili e devono essere richiamati alla loro funzione sociale. Oggi siamo al capitalismo e alla finanza senza patria né regole, i cui padroni sono i moderni usurai. Quindi la necessità della rappresentanza della realtà sociale italiana (lavoro, cultura, impresa autentica , arte, scienza, professioni e mestieri), nelle sedi istituzionali repubblicane. Altro che ridicolo e dannoso Senato delle Regioni!
    Ti sembra, cara Daniela, che con Berlusconi si possa concorrere alla realizzazione di questo progetto politico? Via, non facciamo ridere…!
    Berlusconi è un bugiardo che finisce per credere alle balle che racconta, un vecchio che si illude di sembrare giovane, un uomo senza stile e classe, un piazzista di se stesso, uno che ha come unica stella polare, la difesa dei suoi molteplici e non sempre limpidi interessi. Uno che definisce “eroe” un mafioso e si dimentica di Paolo Borsellino, che si è immolato per uno Stato che non c’era più, e che, lo ricordo con orgoglio, era stato iscritto al FUAN.
    Ma che cosa significa allora essere di Destra?
    Te lo dico con le parole di Adriano Romualdi, uno dei più acuti ed intelligenti uomini di cultura (e di azione) della Destra italiana, scomparso giovanissimo nel 1973 e figlio di Pino, “l’inventore” nel 1946, del MSI:
    “Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberismo o la democrazia o il socialismo.
    Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressisti, materialistici che preparano l’avvento della società plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose.
    Essere di Destra significa, in terzo luogo, concepire lo Stato come una comunità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto”a ciascuno il suo” non significa uguaglianza ma equa disuguaglianza qualitativa.
    Infine essere di Destra, significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea e - in nome di questa spiritualità e dei suoi valori - accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa”.

    Ti pare che “questa” Destra possa essere compatibile con il berlusconismo?
    Da una vita cerco di navigare evitando gli scogli del becero destrismo e del luogo comunismo.
    Il più autorevole rappresentante del primo è Vittorio Feltri con il suo “Libero”, vera bibbia degli “ultras” del moderatismo italiano assetato di sangue, purché a sporcarsi le mani siano gli altri, mentre i più recenti portatori del secondo, sono quei “sanculotti” (se avessero le mutande sarebbero comunque firmate D&G) che hanno contestato il libro “Gli orfani di Salò” nel nome di un’antifascismo di maniera che vede in quella esperienza “il male assoluto”, in ciò, per la verità, confortati dal neoimmune Presidente della Camera Gianfranco Fini.
    In apparenza opposti (Feltri e i sanculotti), ma in realtà eguali nella loro povera obbedienza al pensiero unico globale.
    La Destra che è stata propinata agli italiani negli ultimi quindici anni è quella a cui fa riferimento con splendide parole sempre Adriano Romualdi:
    “La Destra non sarebbe una ideologia, un partito e neppure un’ideologia politica: essa è semplicemente la maggioranza dei cittadini che desiderano che i treni arrivino in orario, che le balie allattino i bambini, che i becchini seppelliscano i morti senza scioperi, contestazioni e altre cause di perturbazione dell’ordine pubblico. La Destra è la società che funziona, il governo dei “competenti”, oltre tutte le ideologie, lo Stato veramente ordinato dove gli studenti non marinano la scuola e i cani non fanno pipì nelle aiuole…”.
    Aggiungici un cenno ai rifiuti di Napoli e tutto diventa di una sorprendente attualità!
    Un po’ poco? Si chiedeva retoricamente Adriano Romualdi: poco, anzi pochissimo.
    “La Destra è slancio vitale, volontà di potenza, spiritualismo laico, estetica della politica, saldezza morale, lealtà, onore, fedeltà alla parola data, coerenza con i propri ideali, amore verso il proprio popolo, capacità di sacrificio”.
    Esattamente il contrario, insomma, di quanto incarnato da Berlusconi.
    Quando ho accettato di entrare in lista (all’ultimo posto: questione di stile), l’ho fatto con lo stesso spirito con il quale, di tanto in tanto, gioco un euro al superenalotto: se mi va bene (ma so che è difficilissimo), divento ricco, se va male, ho perso solo un euro.
    Una piccola speranza, però, ce l’avevo. Chissà mai , mi dicevo, che attraverso le vie misteriose e tortuose si possa arrivare ad un risultato importante: quello di tenere in vita una storia politica, di ridare entusiasmo e speranza a chi li aveva perduti nei tanti tentativi falliti per la pochezza e la povera avidità di personaggini incapaci di soffrire e di costruire un moderno movimento per il futuro.
    Come diceva Beppe Nicolai,: “Questa Italia non ci piace e forse neppure ci appartiene, ma è pur sempre la nostra madre e la dobbiamo amare comunque, anche se è diventata una prostituta”.
    Amarla, per me, significa tentare di costruire una politica fatta di dignità ed impegno e non di posti, assessorati o sottosegretariati.
    Ho l’impressione che tu, e non per colpa tua, concepisca la politica solo come propaganda. Ma se la politica senza propaganda è monca, la propaganda senza politica è niente, al più solo una pesca delle occasioni.
    Una volta l’immigrazione, un’altra l’anti-islamismo o la sicurezza, o le prostitute per strada, trascurando il fatto che altre forze politiche cavalcano questi temi con ben maggior peso e maggior credibilità.
    E i nostri temi forti, quelli davvero nostri e che nessuno ci potrebbe rubare? Dove li abbiamo messi, per quale strana paura non li sbandieriamo? Perché, presto o tardi, i nodi politici verranno fatalmente al pettine.
    Ho finito, cara Daniela, e ti rinnovo il mio disinteressato consiglio: torna a casa.
    Torna tra coloro che ti sono più congeniali anche se, durante la campagna elettorale, con raffinata squisitezza ti definivano “la zoccola dura della destra”.
    Torna tra loro; magari riuscirai ad impedire alla lega di sostituire l’inno di Mameli - brutto, certo, sono io il primo a riconoscerlo, ma anche simbolo di una certa italianità - con “I pompieri di Viggiù”.
    Chiedi al tuo amico di Arcore di assicurarti un posto sicuro per le prossime elezioni europee e ridiventa protagonista di quel mondo luccicante e colorato che ti appartiene; torna ai rotocalchi, alla televisione ed in quei posti dove, tanto tempo fa, c’erano i ricchi e i signori, e anche i ricchi finivano per diventare signori, e ora invece ci sono solo i ricchi.
    Questa Italia, fatta di “lobbies”, di massoni, di affaristi di ogni tipo, di generali senza gloria, di arrivisti di ogni risma, è il degno scenario per questa politica senza ideali, senza valori, senza dignità.
    E in questa Italia ciascuno deve essere al suo posto.
    Con sincerità,
    Tomaso Staiti

 

 
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