Dopo la manifestazione antifascista di questo pomeriggio, non c'erano le masse oceaniche, un compagno non del partito, col quale ho avuto in passato alcune polemiche, ma che è comunque persona intelligente, ha mandato a tutti i suoi contatti, la seguente email.
Voi cosa gli rispondereste, per riprendere il filo di un antifascismo di massa e che non sia autoghettizzante?
SCRIVE IL COMPAGNO
Alcune considerazioni, schematiche per la non farla troppo lunga, a caldo al ritorno dal presidio per domandare
adesso che si fa ?
non siamo più ai tempi in cui saremmo stati migliaia, non poche centinaia come oggi, e la sede fascista sarebbe stata “chiusa” dalla manifestazione
siamo in un periodo di maggioranza silenziosa ed assente, inteso come accettazione supina della maggior parte della popolazione di qualsiasi schifezza ci viene buttata addosso (scuola, precarietà, alitalia, discariche, repressione e botte ai poveracci e nuova possibilità di evasione,etc.)
abbiamo alle spalle almeno 30 anni di lavoro culturale, non solo politico, della destra e del capitale che ha fatto diventare senso comune l’idea che non c’è possibilità di cambiare la società, che ognuno deve pensare ai fatti suoi etc.
abbiamo il partito ombra dell’opposizione che si guarda bene di dire e fare qualcosa sulla questione odierna (troppo preso ad applaudire Letizia ed a stringere compromessi ed affari per Expo, Alitalia, etc.)
E noi cosa facciamo? Ci facciamo prendere dall’antifascismo “muscolare” ?
Come spiegare ai ragazzi, e non solo ragazzi, del Torchiera e/o di altre realtà che semplicemente urlare e farsi vedere eroici, duri e puri come oggi serve a poco ?
Che metterla sul piano del confronto fisico e cadere nelle provocazioni di un veccio leghista rincoglionito è in questo momento fare un favore a politici, parte delle forze dell’ordine e gran parte dei media per dipingerci come i soliti estremisti etc, etc.
Sparare musica orrenda a tutto volume e non coinvolgere in altro modo la popolazione assente/silente/ignorante ci mette in un ghetto, ci fa esser visti solo come “quelli dei centri sociali e della sinistra antagonista” che litigano non si sa per cosa con i loro nemici “neri”.
Non si può fare un presidio tutti i giorni o anche tutte le settimane, ma chi vive ed opera nella zona, penso ai ragazzi del Torchiera ed ai Rom, sarà esposto alle minaccie delle teste rasate da domani, per cui serve un approccio, magari più lungo e complesso, per un coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni, o almeno di parte di essa, non solo dei “compagni”.
Abbiamo un sacco di informazioni (e.g. il grande lavoro di Saverio Ferrari) e di motivi per fare capire che razza di gentaglia siano quelli di Cuore Nero e simili, ma non sappiamo utilizzarlo:
l’Antifascismo vince o almeno diventa un argine quando non è solo dei “compagni”, ma diventa senso comune di un gran numero di persone e per fare ciò abbiamo bisogno di un modo diverso di parlare alle persone e di fare battaglia culturale, che è vera battaglia politica.
Ammetto che tradurre in pratica questo modo diverso non è facile e che è più semplice dire cosa non fare.
Per questo spero che i commenti ed i suggerimenti diano indicazioni utili a tutti.
Ciao a tutti,




Rispondi Citando
