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Discussione: Nirvana

  1. #1
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    Predefinito Nirvana

    "Se tutto è vuoto di natura propria (vacuità), come può esserci un nirvana (nirvāṇa) ? Se il nirvana esiste, come conseguenza logica si può dire che anche il samsara (saṃsāra) esiste ugualmente?".
    A queste domande Nagarjuna (Nāgārjuna) risponde che: il Buddha ha parlato del nirvana in modi diversi, in funzione dei suoi discepoli.

    A coloro che sono immersi nella sofferenza del samsara (senza illuderci troppo, noi tutti), che sono impauriti e terrorizzati, il Buddha parla del nirvana che esiste veramente. Il nirvana come la liberazione dalla sofferenza del samsara. Esiste perciò un mezzo per liberarsi dai tormenti del samsara. Solo con questa certezza si decide di seguire la via del Dharma. Questo insegnamento dona una forte motivazione per la pratica.

    Solo in seguito il Buddha, ai discepoli che avevano la certezza che il nirvana era reale, insegna che il nirvana non esiste veramente, ma che è simile ad un sogno. Questo risponde anche alla domanda che spesso viene posta: se il nirvana esiste, esiste prima del samsara o dopo il samsara? Infatti non è possibile che il nirvana esiste prima del samsara, per il semplice motivo che trascende la sofferenza del samsara; nemmeno si può affermare che il samsara esiste prima del nirvana, perché il nirvana apparirebbe come una cosa nuova, una nuova creazione, che avviene in un secondo tempo; nemmeno si può affermare che samsara e nirvana possano esistere contemporaneamente, impossibile per uno stesso individuo soffrire e trascendere la sofferenza simultaneamente.

    Infine, il Buddha insegna ai discepoli più dotati (che inutile illudersi, non siamo noi) la vera natura del nirvana: nulla di esistente cessa e nulla di non esistente appare. Non vi è nulla da abbandonare, nulla da raggiungere. Rimane la realtà autentica, dharmata (dharmatā) .

    Ma prima di avventurarsi in queste vette (naturalmente la sola comprensione razionale, o la ripetizione pappagallesca del concetto, non significa aver realizzato realmente l'ascensione della montagna sino alla vetta), molto più utile partire dall'inizio, dalla base della montagna, e ragionare sulla sofferenza del samsara e descrivere il nirvana come liberazione autentica e irreversibile dal samsara, la cessazione definitiva della sofferenza.
    Ultima modifica di Dorjiev; 30-04-10 alle 12:26

  2. #2
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    Predefinito Rif: Nirvana

    C'è un bellissimo esempio che descrive visivamente il significato di uscire da questa ruota che gira .
    Il significato di liberazione da questa sofferenza è quando il seme si avvicina al "centro" della macina.
    I semi che si trovano vicino al perno non vengono schiacciati dalla mola, è questa la condizione che descrive pienamente quando un essere umano è salvato.
    Deve essere al "centro".
    Questo "centro" è in noi.
    Per essere in questo centro un Maestro come Kabir descrive chiaramente cosa si deve fare: il Maestro è il lavandaio noi siamo l'indumento e il sapone è la Conoscenza.
    Il Maestro attraverso la Conoscenza ci ripulisce di tutta la ganga che si è depositata sulla nostra vita.
    Sono i concetti , le aspettative , la cultura, la paura, la nostra visione che abbiamo sulla vita e sul mondo.
    Noi pensiamo di fare tutta questa pulizia da soli.
    Non è possibile.
    Non è possibile perchè questa cosa non funziona come funzionano le cose nel mondo: è un'altra cosa.
    Qui non entra in gioco l'intelligenza, la sapienza, l'esperienza: tutte cose che ci aiutano a vivere nel mondo.
    L'insegnamento di cui parlano i Maestri, l'insegnamento di cui parla Buddha riguarda la vita che in questo preciso istante mi fa scrivere queste cose. Senza questa "vita" io non potrei scrivere quello che sto scrivendo.
    Non è quello che Z4rdoz ha capito del mondo che gli fa scrivere queste cose , ma è quello che la vita di Z4rdoz sta facendo a Z4rdoz in questo momento che gli permette di scrivere queste cose.
    Le cose che scrive Dorijev glielo sta permettendo la stessa "cosa" che sta permettendo a Z4rdoz di farlo, ma Dorjiev è "Pienamente" consapevole di questo ?
    Non sto parlando di cercare dentro noi stessi un'ovvietà per questo fatto, ma sto chiedendo se noi sentiamo in questa "Piena Consapevolezza" un 'Esperienza.
    Quest' Esperienza è il Nirvana.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 30-04-10 alle 13:41

  3. #3
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev Visualizza Messaggio
    "Se tutto è vuoto di natura propria (vacuità), come può esserci un nirvana (nirvāṇa) ? Se il nirvana esiste, come conseguenza logica si può dire che anche il samsara (saṃsāra) esiste ugualmente?".
    A queste domande Nagarjuna (Nāgārjuna) risponde che: il Buddha ha parlato del nirvana in modi diversi, in funzione dei suoi discepoli.

    A coloro che sono immersi nella sofferenza del samsara (senza illuderci troppo, noi tutti), che sono impauriti e terrorizzati, il Buddha parla del nirvana che esiste veramente. Il nirvana come la liberazione dalla sofferenza del samsara. Esiste perciò un mezzo per liberarsi dai tormenti del samsara. Solo con questa certezza si decide di seguire la via del Dharma. Questo insegnamento dona una forte motivazione per la pratica.

    Solo in seguito il Buddha, ai discepoli che avevano la certezza che il nirvana era reale, insegna che il nirvana non esiste veramente, ma che è simile ad un sogno. Questo risponde anche alla domanda che spesso viene posta: se il nirvana esiste, esiste prima del samsara o dopo il samsara? Infatti non è possibile che il nirvana esiste prima del samsara, per il semplice motivo che trascende la sofferenza del samsara; nemmeno si può affermare che il samsara esiste prima del nirvana, perché il nirvana apparirebbe come una cosa nuova, una nuova creazione, che avviene in un secondo tempo; nemmeno si può affermare che samsara e nirvana possano esistere contemporaneamente, impossibile per uno stesso individuo soffrire e trascendere la sofferenza simultaneamente.

    Infine, il Buddha insegna ai discepoli più dotati (che inutile illudersi, non siamo noi) la vera natura del nirvana: nulla di esistente cessa e nulla di non esistente appare. Non vi è nulla da abbandonare, nulla da raggiungere. Rimane la realtà autentica, dharmata (dharmatā) .

    Ma prima di avventurarsi in queste vette (naturalmente la sola comprensione razionale, o la ripetizione pappagallesca del concetto, non significa aver realizzato realmente l'ascensione della montagna sino alla vetta), molto più utile partire dall'inizio, dalla base della montagna, e ragionare sulla sofferenza del samsara e descrivere il nirvana come liberazione autentica e irreversibile dal samsara, la cessazione definitiva della sofferenza.
    Noi traduciamo "nirvana" come "estinzione", esemplificandolo con il soffio che spegne la fiamma...ma non sappiamo cosa ci sia al di là dell'estinzione del desiderio (poichè di questo si tratta). La dottrina ci dice solo che si estingue la brama, ciò che dà origine alla manifestazione: poi è silenzio. Silenzio della parola, della dialettica.

    D'altra parte "samsara" e "nirvana" sono una diade, una coppia di opposti e perciò stesso falsa, fallace, poichè il due non "è" mai, rappresenta solo un espediente cosmogonico e manifestativo: la sola realtà è l'unità.

    Uno degli assiomi ermetici, riguardo al principio della polarità recita:
    ---------------------

    "Tutto è doppio; ogni cosa possiede dei poli; tutto ha due estremi; simile e dissimile hanno lo stesso significato; i poli opposti hanno una natura identica, ma gradi differenti; gli estremi si toccano; tutte le verità sono soltanto mezze verità; tutti i paradossi possono essere conciliati".
    -------------------------------

    Mi soffermerei sul termine"gradi differenti": samsara e nirvana hanno differenza di grado...l'uno è destinato a "rientrare" nell'altro, a spegnersi nell'altro....poichè dall'altro DERIVA.

    Ne deduciamo?
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Milarepa scrisse dei versi magnifici, in uno di questi spiega come dal punto di vista della Verità Ultima non vi sono fantasmi e neppure dei buddha, né meditanti né meditazione, insomma non vi è il nirvana e quindi neppure il samsara. Questo è il punto di vista della Verità Ultima, ma Milarepa si chiede: se gli esseri viventi non esistono da dove vengono i Buddha? E' solamente dal punto di vista della Verità Convenzionale, che la ruota del samsara e la pace del nirvana esistono e sono insegnati dal Buddha Shakyamuni. Ciò che esiste, la manifestazione, e la sua non esistenza, la natura vuota o non-manifestazione, sono in essenza inseparabili, hanno un unico sapore. L'unione delle due Verità.


    Nagarjuna afferma: " La vera natura del nirvana è la vera natura del samsara, e fra le due non vi è la minima e più sottile differenza".

    Bisogna risalire - come dice bene Guénon - al principio comune del manifestato e del non-manifestato, il quale è veramente il Principio supremo da cui tutto procede e in cui tutto è contenuto. O ancora meglio, sempre Guénon precisa: l'Essere contiene dunque tutto il manifestato; il Non-Essere contiene tutto il non-manifestato, l'Essere compreso; ma la Possibilità universale comprende sia l'Essere che il Non-Essere.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Nirvana

    E' dunque è la Possibilità Universale il primo principio. Con tutto il suo contenuto potenziale. E dunque anche tutto ciò che noi diciamo "sogno".

    Possiamo separare il sogno dal sognatore?
    Solo perchè è un sogno esso vale di meno?
    Ha il sogno la stessa natura del sognatore o no?

    E se proviamo a separare i due....non si tratta già di una sorta di "prima caduta", o "prima ipostasi" se così vogliamo chiamarla?

    Prendiamo l'uomo...quando sogna egli è in un altro stato di coscienza, così noi diciamo....mentre allo stato di veglia egli cambia stato. C'è così grande differenza tra i due stati? O non si tratta di due condizioni similari frutto di un differente orientamento, ma di natura complementare?

    Shiva sogna...e la shakti di fiamma danza intorna a lui....Adamo fu messo in uno stato di sonno profondo, dice il mito, perchè ne fosse tratta Eva ...

    Ma la differenza tra Shiva e Shakti è solo immaginata all'atto della creazione....è un espediente tecnico, diciamo....

    Dove risiede il "due" è il sogno. Ma il sogno è della stessa natura dell'Uno, il sogno E' l'Uno che immagina. E immaginando allontana da sè l'immaginato in una caduta apparente eppure vera al tempo stesso.

    L'occhio dell'Uno non percepisce differenza. L'occhio del Due si.

    Un gioco infinito..che la mente duale non può penetrare.
    Ultima modifica di primahyadum; 02-05-10 alle 11:59
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Il Bodhisattva “Mente Abile” disse: “Il Samsara e il nirvana sono una dualità. Se si percepisce la natura sottostante del samsara, non esiste né la nascita né la morte, né la schiavitù nè la liberazione, e né l’ascesa o la caduta. Una tale comprensione è l’iniziazione al Dharma non-duale.”

    Dal Vimalakirti Nirdesa Sutra 9° capitolo, L’Iniziazione al Dharma Non-Duale
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  7. #7
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    Predefinito Rif: Nirvana

    "Io, Parameshwar, in tutti i tempi mi muovo liberamente ovunque. Io sono presente nei raggi del sole e della luna, in ogni molecola d'aria e in ogni goccia d'acqua. Io sono presente in tutti gli esseri della terra, negli alberi, nei fiori, nella vegetazione. Io sono nella luce e nell'oscurità.
    Io sono nella forma e nel senza forma, nella felicità e nel dolore, nella speranza e nella disperazione. Io vago nel passato, nel presente e nel futuro contemporaneamente. Io sono conoscibile ed inconoscibile, libero ed incatenato. Se in qualsiasi forma, con devozione, tu mi cercherai, là, come tuo alleato, mi troverai."

    Avadhuta Samhita
    Ultima modifica di baba; 07-05-10 alle 18:33

  8. #8
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    "Io, Parameshwar, in tutti i tempi mi muovo liberamente ovunque. Io sono presente nei raggi del sole e della luna, in ogni molecola d'aria e in ogni goccia d'acqua. Io sono presente in tutti gli esseri della terra, negli alberi, nei fiori, nella vegetazione. Io sono nella luce e nell'oscurità.
    Io sono nella forma e nel senza forma, nella felicità e nel dolore, nella speranza e nella disperazione. Io vago nel passato, nel presente e nel futuro contemporaneamente. Io sono conoscibile ed inconoscibile, libero ed incatenato. Se in qualsiasi forma, con devozione, tu mi cercherai, là, come tuo alleato, mi troverai."

    Avadhuta Samhita
    C'entra qualcosa con il Nirvana? onf:
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Il Nirvana, nelle Upanishad l'estinzione dell'io nel Bramhan chiamato Turya, è lo stato di chi, non distinguendo tra gli opposti, ha realizzato l'unità

    o almeno credo...

  10. #10
    Papessa
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    Predefinito Rif: Nirvana

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    Il Nirvana, nelle Upanishad l'estinzione dell'io nel Bramhan chiamato Turya, è lo stato di chi, non distinguendo tra gli opposti, ha realizzato l'unità

    o almeno credo...
    Non mi pare....

    La realizzazione dello stato non duale non implica di per sè stessa l'estinzione.

    E il brano che hai postato somiglia più ad una dichiarazione d'immanenza come la si può trovare qui:
    ------------------------

    Essendo uno e unico, l'Atman Universale è onnipresente e dimora in tutte le cose come la loro essenza.

    Pure essendo uno, unico, appare come molteplice negli esseri,

    come la luna unica si riflette molteplice ovunque nell'acqua.

    (Brahmabindu Upanishad, 12)
    ---------------------------
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