"Se tutto è vuoto di natura propria (vacuità), come può esserci un nirvana (nirvāṇa) ? Se il nirvana esiste, come conseguenza logica si può dire che anche il samsara (saṃsāra) esiste ugualmente?".
A queste domande Nagarjuna (Nāgārjuna) risponde che: il Buddha ha parlato del nirvana in modi diversi, in funzione dei suoi discepoli.
A coloro che sono immersi nella sofferenza del samsara (senza illuderci troppo, noi tutti), che sono impauriti e terrorizzati, il Buddha parla del nirvana che esiste veramente. Il nirvana come la liberazione dalla sofferenza del samsara. Esiste perciò un mezzo per liberarsi dai tormenti del samsara. Solo con questa certezza si decide di seguire la via del Dharma. Questo insegnamento dona una forte motivazione per la pratica.
Solo in seguito il Buddha, ai discepoli che avevano la certezza che il nirvana era reale, insegna che il nirvana non esiste veramente, ma che è simile ad un sogno. Questo risponde anche alla domanda che spesso viene posta: se il nirvana esiste, esiste prima del samsara o dopo il samsara? Infatti non è possibile che il nirvana esiste prima del samsara, per il semplice motivo che trascende la sofferenza del samsara; nemmeno si può affermare che il samsara esiste prima del nirvana, perché il nirvana apparirebbe come una cosa nuova, una nuova creazione, che avviene in un secondo tempo; nemmeno si può affermare che samsara e nirvana possano esistere contemporaneamente, impossibile per uno stesso individuo soffrire e trascendere la sofferenza simultaneamente.
Infine, il Buddha insegna ai discepoli più dotati (che inutile illudersi, non siamo noi) la vera natura del nirvana: nulla di esistente cessa e nulla di non esistente appare. Non vi è nulla da abbandonare, nulla da raggiungere. Rimane la realtà autentica, dharmata (dharmatā) .
Ma prima di avventurarsi in queste vette (naturalmente la sola comprensione razionale, o la ripetizione pappagallesca del concetto, non significa aver realizzato realmente l'ascensione della montagna sino alla vetta), molto più utile partire dall'inizio, dalla base della montagna, e ragionare sulla sofferenza del samsara e descrivere il nirvana come liberazione autentica e irreversibile dal samsara, la cessazione definitiva della sofferenza.




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