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  1. #191
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    GB: SUNDAY TIMES, 62% VUOLE CHE BROWN SI DIMETTA SUBITO


    Londra, 9 mag. - Dopo la solenne batosta elettorale di giovedi', che ha visto i laburisti perdere 91 seggi, il 62% dei sudditi di Sua Maesta' vuole che Gordon Borwn lasci immediatamente Downing Street. Cio' malgrado la prassi 'costituzionali' britannica gli consente di restare al suo posto. E' quanto scrive il conservatore Sunday Times, che come tutte le testate di Rupert Murdoch, ha abbandonato i laburisti per sostenere i conservatori di David Cameron. Secondo il domenicale solo per il 28% degli elettori Brown potrebbe restare - per il momento - al suo posto.

    AGI News On - GB: SUNDAY TIMES, 62% VUOLE CHE BROWN SI DIMETTA SUBITO

  2. #192
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Tory Reform Group backs a formal Lib-Con coalition as being "in the national interest"


    The Tory Reform Group, representing the centre-left of the Conservative Party, has given its backing to the prospect of a fully-fledged coalition between the Conservatives and Lib Dems.

    Its chairman, Tim Crockford has just released the following statement:

    "The Tory Reform Group congratulates all Conservatives on the election results last Thursday. The Party fought its best campaign in a decade and achieved its best result since 1992. There can be no doubt that the country has rejected Gordon Brown and the Labour Party.

    "It is essential that a stable Government is formed at the earliest possible opportunity. The TRG supports David Cameron’s attempts to form a Government inclusive of Liberal Democrats. David Cameron achieved a swing towards the Conservatives comparable with that of Margaret Thatcher in 1979 and gained more seats than at any General Election for eighty years. All Conservatives should recognise the success that his modernisation of the Party has brought and should support him in creating the stable administration this country so desperately needs.

    "The TRG believes that the country needs a strong Government which can be confident of introducing urgent measures to tackle the enormous deficit which is the legacy of New Labour as well as restoring civil liberties, addressing the challenge of climate change and ensuring a progressive One Nation Government. The next Government must be able to maintain the confidence of the House of Commons and command a Parliamentary majority. The TRG therefore believes that a formal coalition with the Liberal Democrats is in the national interest."

    Jonathan Isaby

    Tory Reform Group backs a formal Lib-Con coalition as being "in the national interest" - thetorydiary

  3. #193
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Ora gli ex amici diventano nemici

    di Gaia Cesare

    Il Giornale, 10 maggio 2010


    Il più infuriato pare sia il miliardario Lord Ashcroft, il principale finanziatore dei Tory. Ha messo 5 milioni di sterline su un'elezione che i conservatori dovevano stravincere e non riesce a darsi pace per l'ingenuità commessa da David Cameron: aver accettato i dibattiti in tv, essere scivolato sui primi due e aver dato troppa visibilità allo sconosciuto Nick Clegg. Ma i mugugni in casa Tory cominciano a fare sempre più rumore. «L'idea della big society? Una cavolata. Impossibile da vendere agli elettori», lamenta un altro deputato conservatore. Mentre il loro leader è alle prese con la trattativa più delicata - il tentativo di trovare un accordo con i liberaldemocratici per andare al governo - molti deputati conservatori, i duri del partito, sono in subbuglio: delusi per il mancato traguardo - la vittoria con una larga maggioranza era un obiettivo possibile e per mesi previsto dai sondaggi - indignati per la linea di credito aperta nei confronti dei liberaldemocratici di Nick Clegg - così lontani per storia e programma dai Tory - e offesi per non essere stato consultati in una fase cruciale per il futuro del Paese e per il proprio destino. La guerra interna è partita, fatta di correnti, di dichiarazioni al vetriolo, di indiscrezioni imbarazzanti e continui logoramenti in stile Prima Repubblica, modello made in Italy. Tutti contro tutti. È una lotta intestina che in questi giorni sta attraversando senza esclusione di colpi bassi non solo il partito Conservatore ma anche gli altri due partiti, il Labour e i Libdem, alle prese anche loro con una resa dei conti intestina degna della peggiore tradizione italiana. Così, magicamente, semmai Cameron raggiungesse il fatidico accordo, nel Regno che oggi sembra molto più «disUnito» di un tempo rischiano di entrare in scena i franchi tiratori, finora quasi sconosciuti nell’Inghilterra delle maggioranza compatte e invece vecchie conoscenze da questa parte delle Alpi. Sono quei parlamentari convinti che Cameron abbia annacquato la tradizione conservatrice con troppi slogan e pochi valori tradizionali, i deputati convinti che sarebbe meglio un governo di minoranza di soli conservatori per non arrivare ad assurdi compromessi con i Libdem e decisi a mettersi di traverso su alcuni argomenti, dai matrimoni omosessuali all’immigrazione, se il loro leader decidesse di spingere la linea del partito su posizioni troppo progressiste.
    Aristocratici e vecchi compagni: nessuno è immune dalle guerre fratricide. Anche in casa Labour il tappo sta per saltare. Il 62% degli inglesi vuole che Gordon Brown ammetta la sconfitta e si dimetta e nel partito ormai cresce la convinzione che se il premier si togliesse di mezzo e se lo avesse fatto immediatamente, un’intesa con i Libdem sarebbe stata e sarebbe a portata. Invece i modi brutali e autoritari del leader laburista - che in una telefonata di consultazioni pare abbia fatto saltare i nervi dell’interlocutore Clegg per l’ennesima volta minacciandolo via cavo - rischiano di compromettere definitivamente le prospettive di intesa e futuro governo con i liberali.
    Vinti e vincitori. Il clima caotico di queste ore non risparmia ovviamente Nick Clegg. Ago della bilancia con i 57 seggi a disposizione, Clegg è sotto il pressing delle fronde interne, quella che non vuole un’intesa coi Tory - e spera nel cosiddetto governo «semaforo», loro gialli, con i laburisti rossi e i Verdi - e quella più a destra, aperta a un’intesa coi Tory ma a condizione che non si rinunci a incassare l’obiettivo più importante: la riforma elettorale in senso proporzionale. Proprio la trattativa sulla riforma elettorale, che pare unire sempre di più gli elettori inglesi - il 60% è per correzioni in senso proporzionale e il 62% per l’introduzione del proporzionale - è il tema che sta spaccando maggiormente Tory e Libdem. Nonostante gli sforzi per tenersi lontani dall’Europa, il modello Europa bussa alle porte di Londra.


    Ora gli ex amici diventano nemici - Esteri - ilGiornale.it del 10-05-2010

  4. #194
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    GB: Maratona negoziale tra Conservatori e Lib-Dem: in palio la riforma elettorale


    Trattative serrate in Gran Bretagna tra Cameron e Clegg. Conservatori e Liberaldemocratici torneranno a incontrarsi nelle prossime ore per la formazione di un governo di coalizione.

    Punto della discordia tra i Tories e i Lib-Dem è la riforma del sistema elettorale cavallo di battaglia di Clegg e visto di buon occhio dalla maggioranza degli inglesi. Riforma di voto a parte, i colloqui sono stati definiti, dal portavoce dei Conservatori, positivi e produttivi: “ Su un punto fondamentale siamo d’accordo: ovvero sulla necessità di azione per la stabilità economica e per la riduzione del deficit di bilancio”.

    Intanto il premier uscente Gordon Brown aspetta di vedere se tocchera’ a lui, in caso di fallimento, negoziare con Nick Clegg. Secondo la stampa britannica le chance a suo favore sembrano diminuire di ora in ora. In caso di coalizione tra Laburisti e Liberaldemocratici Brown dovrebbe farsi da parte o rimanere al suo posto solo fino alla celebrazione di un referendum sulla riforma elettorale.

    L’attenzione nel Regno Unito è dunque puntata sulle trattative tra Cameron e Clegg, trattative che oggi potrebbero avere una conclusione.

    Copyright © 2010 euronews


    GB: Maratona negoziale tra Conservatori e Lib-Dem: in palio la riforma elettorale - Elezioni : notizie, mondo | euronews

  5. #195
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Gb, Labour molla Brown. Clegg in vendita su Ebay

    Lunedí 10.05.2010 10:17


    E' corsa contro il tempo per risolvere il rebus governo in Gran Bretagna. Salgono le quotazioni di una coalizione Conservatori-LibDem, anche se ci sono ancora alcuni nodi da risolvere e scendono invece le possibilità di restare in sella per Brown.

    Dopo molte ore di colloqui nel cabinet office a Whitehall, viale dove si affacciano gli edifici del governo, il ministro- ombra degli Esteri conservatore, William Hague, ha parlato di colloqui "molto positivi e produttivi" su aree-chiave del programma politico, tra cui "riforma della politica, economia, compresa la riduzione del deficit, libertà civili e ambiente... abbiamo convenuto che la parte centrale di qualsiasi accordo sarà la stabilizzazione economica e la riduzione del deficit". E ha aggiunto, "torneremo a incontrarci nelle prossime 24 ore (lunedì, ndr)". Ancora più succinto l'esponente Lib-Dem Danny Alexander, che emergendo nell'assedio dei giornalisti ha parlato di "buone discussioni su un ampio numero di argomenti".

    Le due delegazioni sono poi andate a riferire ai rispettivi leader, David Cameron e Nick Clegg. Intanto quest'ultimo ha visto nel pomeriggio di domenica il premier, Gordon Brown, in un colloquio in cui Clegg - che ha informato Cameron dell'incontro - avrebbe riferito al premier sugli sviluppi della situazione. Segnali positivi tra Tory e Lib-Dem, dunque, che non rappresentano una svolta (i Tory avevano detto che nulla verrà annunciato prima di luinedì sera, quando Cameron incontrerà i suoi deputati), ma che fanno sembrare più a portata di mano un accordo tra le due forze politiche, lontane su molti punti ma che apparentemente pensano di poter trovare terreni di incontro su altri. Tutti sapevano, oltretutto, che era necessario inviare un qualche segnale di speranza ai mercati, che non gradiscono un'eccessiva instabilità politica a Londra.

    I NODI. Uno dei punti su cui le due formazioni sono molto distanti è senza dubbio l'Europa. E una lettera riservata, di cui l'Observer ha preso visione, mostrava tutto il gelo dei Tory verso l'Ue. Il documento redatto da alti funzionari a nome di William Hague (ministro degli Esteri in caso di vittoria) aveva lo scopo di enunciare al "nuovo premier" Cameron l'approccio che un eventuale governo conservatore terrebbe verso l'Ue. Scritta prima del voto, quando Cameron e i suoi speravano di governare da soli, essa recita: "Con la nostra elezione le relazioni britanniche con l'Ue sono cambiate", e poi si esprime fermamente contro qualsiasi ulteriore integrazione europea. Si indicano inoltre i punti su cui il governo conservatore si sarebbe mostrato irremovibile verso Bruxelles: l'impegno di riportare a livello nazionale le competenze in materia di giustizia penale, di politiche sociali e per l'occupazione, durante la prima legislatura.

    Poi c'è la spinosa questione della legge elettorale, che i Lib-Dem vogliono corretta in senso proporzionale, e che secondo molti sondaggi sono in questo appoggiati dalla maggioranza dei britannici (ma non dai Tory). Hague ha parlato di una "riforma della politica" tra gli argomenti toccati, curiosamente la stessa espressione usata da Clegg, evitando il termine "elettorale". In ogni caso la domenica di trattative non ha portato a rotture, e lunedì si continua a parlare.

    Intanto Brown aspetta e spera in un fallimento dei negoziati. Ma le sue chance di rimanere a Downing Street si sono ridotte al lumucino. Crescono le pressioni anche dall'interno del Labour per un passo indietro del premier. Altri due deputati, che portano il totale a tre, hanno chiesto al premier laburista uscente, Gordon Brown, di farsi da parte dopo la sconfitta elettorale di giovedì. Lo rivelano i media britannici. Si tratta di Graham Stringer e di Kate Hoey, ex ministra per lo sport sotto Tony Blair. Si era espresso per le dimissioni di Brown anche il deputato John Mann. "Dopo le elezioni ho parlato con almeno 15 parlamentari Labour, alcuni dei quali hanno sostenuto con forza Brown in questi tre anni...e nessuno di loro pensa che Brown debba restare", ha detto Stringer alla radio della Bbc.

    E NICK CLEGG FINÌ IN VENDITA SU EBAY. Qualche burlone ha deciso di mettere in vendita su eBay Nick Clegg, il leader lib-dem britannico impegnato in colloqui con i Conservatori per formare un possibile governo di coalizione. La descrizione dell' "articolo" in vendita recita: "Creatore e costruttore di re, parla spagnolo... coloro che hanno meno di 220 seggi mi contattino prima di fare la loro offerta. Lo proponiamo a una nazione di perditempo. Per favore non fate offerte se non sapete decidervi". E si aggiunge: imballaggio e spedizione gratuiti. L'ultima offerta per il leader lib-dem, da quanto appare sulla pagina di eBay, è di 999.999 sterline.


    Gb, Labour molla Brown. Clegg in vendita su Ebay - Affaritaliani.it

  6. #196
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    William Hague "optimistic" about making progress in today's talks with the Lib Dems


    The Conservative-Lib Dem talks have just begun for the day and as the Tory quartet enetered the Cabinet Office, William Hague said that the talks were "going well" and that today's meetings would be discussing "specific ideas and proposals".

    He added that he was "optimistic about making further progress very soon".

    Further updates on the talks will be added during the course of the day.

    Jonathan Isaby


    thetorydiary

  7. #197
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    More Labour MPs tell Gordon Brown that the writing is on the wall

    May 10, 2010


    Yesterday came the first calls from Labour MP for Gordon Brown to quit.

    Over the last 24 hours, more Labour MPs have been popping their heads above the parapet to tell Gordon brown through the media that the game is up. Here;s what three former ministers have had to say":

    Graham Stringer, MP for Blackley and Broughton: "I've probably spoken to about 15 Labour MPs since the election – some of them who have been very supportive of Gordon over the last three years, some of whom have been closer to my position – and not one of them thinks he should stay on."

    George Howarth, MP for Knowsley: “I think the proper thing to do, in the interests of the country and in the interests of the Labour party, is for the Conservatives to form a government, for us to be the Opposition and be in opposition in a constructive way and where anything the Conservative party puts forward is in our view in the national interest, to support it. If it isn’t in the national interest, then we should oppose it.”

    Malcolm Wicks, MP for Croydon North: “The Labour party has to be grown-up about this. We’ve suffered a major electoral setback and we’ve just got to take it on the chin. Any prospect of a Labour government staying in power with support from the Liberals in a ragbag coalition depending on assorted nationalists is ridiculous. I don’t think that appeals to common sense, nor would it be accepted by public opinion. We have lost. I think it would look shabby for us to be seen hanging on to the doorknob of Number 10.”

    Jonathan Isaby


    More Labour MPs tell Gordon Brown that the writing is on the wall - LeftWatch

  8. #198
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Coalition talks to reconvene at 10am this morning...

    "The Lib Dems and Tories are due to resume power-sharing talks today amid fears that the pound and Footsie will take another hammering over the political stalemate... In an attempt to calm jittery financial markets, Lib Dem leader Nick Clegg and and Tory leader David Cameron joined forces yesterday to put the economy and the reduction of Britain's record £163bn deficit at the heart of their negotiations. Last night, the pair held their second face-to-face talks in the space of 24 hours, meeting behind closed doors in Parliament. It followed a marathon session, lasting more than six-and-a-half hours, between the Conservative and Lib Dem negotiating teams." - Sky News

    ...as Nick Clegg sets a deadline for their conclusion

    "Nick Clegg, the Liberal Democrat leader, has given himself until the end of today to decide whether to let David Cameron form a government, or instead risk a deal with Labour that might be seen as illegitimate by the public and jeopardise the success of a yes vote in a referendum on electoral reform." - The Guardian

    Benedict Brogan: The full extent of David Cameron's audacity is beginning to emerge

    "He is offering to trade reform of the voting system for a two-year deal with Nick Clegg that would deliver economic and social change and, in particular, the painful cuts needed to reduce the deficit. Suddenly, it is the Conservatives who are the radicals. Insiders say his priority is to agree a formal deal, possibly even a coalition, with Mr Clegg that would secure Lib Dem agreement for Tory proposals to reform the education and welfare systems and, in particular, for immediate spending cuts. In exchange he would agree to hold a referendum on the proposals for voting reform developed by a new commission of inquiry that would conclude during this Parliament. " - Daily Telegraph


    http://conservativehome.blogs.com/
    Ultima modifica di Florian; 10-05-10 alle 12:14

  9. #199
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Stasera sapremo se questa coalizione "unionista" tra Conservatives e Libdems si farà... oppure se logiche di sopravvivenza di partiti sconfitti alle urne prenderanno alla fine il sopravvento.

    A mio avviso Cameron sta agendo bene. Tratta, com'è giusto che sia, da posizioni di forza. I conservatori sono i vincitori, non solo morali, delle ultime elezioni. Sono stati penalizzati da una legge elettorale iniqua e a loro sfavorevole che per la miseria di 16.000 voti non ha consegnato loro la maggioranza assoluta.

    Cameron vuole probabilmente questo "new deal" con i liberaldemocratici, anche perchè un governo di minoranza tory durerebbe assai poco, un anno o giù di lì. I libdem sanno che un'alleanza con i laburisti sarebbe impopolare perchè legittimerebbe di fatto le forze sconfitte (solo il Guardian e la BBC non se ne sono accorti). Quindi Clegg, suo malgrado, è costretto ad andare incontro ad un'alleanza con Cameron.

    Il fatto che i colloqui tra cons e libdem si infittiscono, oggi dureranno più di sei ore, è la prova della volontà da parte di entrambe le forze di giungere ad un accordo che la maggior parte dei cittadini e della stampa chiede. Solo in extrema ratio Clegg tratterà con il Labour chiedendo eventualmente un nome nuovo a capo di un esecutivo progressista (Miliband?).

    I conservatori più duri sono restii a questa alleanza con i libdem e preferirebbero un governo di minoranza. Io ultimamente mi sono convinto che una coalizione, con tutti gli interrogativi del caso, è comunque da preferirsi. Garantirebbe di più Cameron che, altrimenti, dovrebbe fronteggiare con poche forze una difficile ripresa economica e sarebbe svantaggiato in occasione di a nuove e non lontane elezioni politiche.

    Spero dunque che Cameron e Clegg possano annunciare in serata questo difficile accordo.
    Ultima modifica di Florian; 10-05-10 alle 12:33

  10. #200
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Gran Bretagna, intesa Cameron-Clegg: il giorno decisivo, scetticismo fra i Tory


    Il leader dei lib-dem, Nick Clegg si è dato tempo fino a oggi per trovare l’intesa con i Conservatori di David Cameron. Le due ’squadre’ britanniche sono ritornare negli uffici del Cabinet Office, nel cuore di Londra. E’ il giorno cruciale per dare un colpo decisivo a questo matrimonio di governo.

    Il leader dei Lib-Dem, Nick Clegg, ha chiesto ai britannici di “pazientare ancora un poco” mentre William Hague, ministro degli Esteri-ombra, si è detto fiducioso di poter “compiere passi avanti molto presto”.

    Tra le file Tory ci sono ancora molti scettici, ma si incontreranno alle 18.00 per decidere probabilmente i termini dell’accordo. A creare malumori tra gli ultraconservatori è un’unione considerata da qualcuno proprio contro natura.

    “Cameron non si accorderà sulla riforma elettorale neppure se volesse, cambiare un sistema centenario richiede una decisione collegiale”, dice il parlamentare conservatore Malcom Rifkind. A rimarcare questa posizione anche Graham Brady, collega di partito: “Un’eventuale coalizione va discussa, tutti i membri devono potere esprimere i loro dubbi”.


    Gran Bretagna, intesa Cameron-Clegg: il giorno decisivo, scetticismo fra i Tory

 

 
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