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  1. #21
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Gb/ Elezioni, Financial Times appoggia i Tories

    "I Conservatori offrono la migliore possibilità di un rinnovamento": a due giorni dal voto il Financial Times offre il suo appoggio ai Tories, pur avvertendo che nessuno dei tre principali partiti si è dimostrato convincente nello spiegare agli elettori quale sia esattamente il cambiamento voluto.

    In particolare, "nessuno dei partiti ha affrontato di petto la questione di come sistemare la finanza pubblica, né si sono dimostrati sinceri con l'opinione pubblica sul periodo di austerità che ci attende": "Chiunque entri al numero 10 di Downing Street potrebbe trovarsi vittima di una maledizione del vincitore".

    "I problemi che il Regno Unito si trova a dover affrontare sono gravi, i più gravi dal 1970 a questa parte: allora, come oggi, si parlava di declino del Paese. Ma non sono insormontabili: una leadership forte sotto Margaret Thatcher fece la differenza nel 1979, e oggi è necessaria una identica risoluzione", continua l'editoriale che riconosce i meriti del governo uscente sottolineando però che dopo 13 anni il Labour ha bisogno "di andare all'opposizione per potersi rinnovare".

    Quanto ai Liberal-Democratici, costituiscono un'alternativa "attraente", ma le cui politiche economiche lasciano molti dubbi; rimangono così i Conservatori, "non la scelta perfetta ma con i giusti istinti", sebbene alcune questioni - come l'ostilità preconcetta verso l'Europa - siano "preoccupanti": "La Gran Bretagna ha bisogno di un governo legittimo e stabile per gestire la crisi fiscale e avere un maggior peso all'estero: nel complesso, il partito Conservatore è quello che meglio rispetta queste esigenze".

    Gb/ Elezioni, Financial Times appoggia i Tories - Esteri - Virgilio Notizie

  2. #22
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    L'occhio del grande storico

    di Fabio Cavalera

    BigBen, 04/05/2010


    L’errore del New labour è stato quello di pensare che l’economia del Regno Unito potesse crescere sulle fortune oscillanti dei mercati finanziari trascurando la solidità delle risorse tradizionali dell’industria. Uno squilibrio che alla fine si è trasformato in bancarotta. Ecco la ragione per cui, dopo 13 anni di potere, i laburisti lasceranno Downing Street.

    La Gran Bretagna è a una svolta. I conservatori tornano ad essere il primo partito, però rischiano di non avere la maggioranza assoluta in parlamento. In tal caso, come si risolverà l’incertezza politica?

    L’occhio critico di un grande storico, Eric Hobsbawm, aiuta a comprendere ciò che accade con le imminenti elezioni.

    Professore, negli ultimi 50 anni i britannici hanno prevalentemente scelto fra due partiti, laburisti e conservatori. Ora una terza forza, i liberaldemocratici, spezza il duopolio. Una piccola rivoluzione?

    “In verità, nel ventesimo secolo, il Regno Unito ha sperimentato governi di unità nazionale con la partecipazione di tutti i partiti nelle due guerre mondiali, poi ha conosciuto l’esperienza di governi di coalizione, infine ha avuto governi di minoranza la cui vita dipendeva da altri partiti. Negli anni Venti, quest’ultima fu la situazione in cui si trovarono i governi laburisti che contavano sull’appoggio dei liberali. E ancora: negli anni Settanta né i laburisti né i conservatori avevano un’adeguata maggioranza e, di volta in volta, negoziavano i voti con una molteplicità di forze. Negli anni Ottanta, infine, la spaccatura nel partito laburista e la breve ascesa dei socialdemocratici creò le possibilità di una situazione non con due ma con tre partiti. In breve, il Regno Unito non è stato, esclusivamente, un sistema dominato da due partiti come lo è quello statunitense. Semmai va notato che i governi laburisti hanno dimostrato la vulnerabilità alle terze forze”.

    Tutti i sondaggi della vigilia suggeriscono che ci sarà un “hung parliament”, un parlamento bloccato, ciò può significare un lungo periodo di instabilità per la politica e i mercati. Sono pericoli reali?

    “E’ difficile prevedere come si comporteranno i mercati nel dopo elezioni ma, nell’incertezza sulla formazione di un nuovo governo, difficilmente la reazione potrà essere positiva. L’hung parliament prolungherà il periodo in cui nessun partito sarà disposto a discutere con sincerità sulle misure spiacevoli e necessarie per affrontare la crisi finanziaria, un eventuale governo di minoranza sarà solo nel prendere queste decisioni”.

    Se nessun partito avrà la maggioranza assoluta chi formerà il governo?

    “Ci sono discussioni di carattere costituzionale su questo punto ma è quasi certo che la Regina chiederà al leader del partito che otterrà il maggior numero di seggi in parlamento di provare a formare il nuovo governo. Il che può essere difficile”.

    E’ realistico ipotizzare una coalizione? I Conservatori con i liberaldemocratici?

    “Dubito che una formale coalizione possa essere la soluzione. Il problema è che, quasi certamente, i membri del partito liberaldemocratico, sebbene non necessariamente Clegg, non sarebbero affatto felici di un collegamento con i conservatori e non coi laburisti. Allo stesso tempo una coalizione dei liberaldemocratici con un governo Labour discreditato non sarebbe digerita bene dalla massa dei votanti LibDem. C’è il rischio, in entrambi i casi di una spaccatura dei liberaldemocratici. Più probabile, semmai, è un governo di minoranza che si appella agli altri partiti per ottenerne l’appoggio ma, inevitabilmente, è condizionato da essi. Ciò avviene da alcuni anni nel parlamento scozzese. E funziona bene, grazie all’abilità politica di Alex Salmond, il leader del governo formato dai nazionalisti scozzesi”.

    Questa incertezza non è il segnale del declino del sistema politico britannico?

    “No, è il segnale della delusione e della disaffezione per i due maggiori partiti. La caratteristica di queste elezioni è che, quasi certamente, una maggioranza di votanti è scontenta dei laburisti, ma al tempo stesso non c’è entusiasmo per ciò che dovrebbe essere l’ovvia alternativa, vale a dire per un governo conservatore”.

    Qual è il bilancio di 13 anni di governo laburista? E quali sono stati gli errori di Tony Blair e di Gordon Brown?

    “I tredici anni di governo laburista non sono stati insoddisfacenti, eccetto che per la decisione di Tony Blair di avventurarsi in tanti conflitti armati. Specialmente imperdonabili sono le guerre in Afghanistan e Irak. Ma, nel mezzo della retorica elettorale sui presunti risultati catastrofici di questi 13 anni è bene ricordare che non è proprio così. L’errore maggiore del New Labour, condiviso da Gordon Brown, è stato quello di accettare la logica del libero mercato globalizzato, il neoliberalismo economico. Ha portato l’economia britannica ad essere sproporzionalmente dipendente da Londra come centro della finanza globale, ha determinato la crescita inaccettabile delle diseguaglianze economiche e l’abbandono delle risorse industriali nazionali. Ciò ha reso la presente crisi economica insolitamente seria nel Regno Unito e ha allargato il deficit finanziario” .

    Crede che il modello del New Labour sia tramontato per sempre?

    “Probabilmente sì, perché l’ideologia che vi è dietro, il neoliberalismo economico, è andata in bancarotta”.

    Nella campagna elettorale è nata la stella di Nick Clegg. Il leader liberaldemocratico potrebbe essere il kingmaker nel dopo elezioni. La Cleggmania è un fenomeno destinato a durare?

    “La Cleggmania è la misura della reazione contro entrambi i partiti maggiori. Il futuro politico dei liberaldemocratici è in relazione al risultato delle elezioni e, poiché non avranno la maggioranza assoluta, dipende dalla loro capacità di negoziare con gli altri due partiti nel periodo relativamente breve dell’hung parliament, in cui saranno kingmaker”.

    Perché Nick Clegg è divenuto così popolare? Merito solo della televisione?

    “No, al momento, lui è la voce efficace di un voto di protesta, principalmente del popolo del centro sinistra. Certo. Nick Clegg non era particolarmente conosciuto come leader dei LibDem prima della sua performance televisiva di grande effetto. E’ stato abile”.

    David Cameron è il leader di una destra moderna e riformista?

    “La signora Thatcher rimpiazzò l’Old British Conservative Party, con una organizzazione che propugnava una sorta di guerra di classe in nome del fondamentalismo neo liberista di mercato. Questa tipologia di conservatorismo, dal 1997, non più vincente. Ed è stata rimpiazzata. La politica di Cameron si è spostata al centro, cercando di rappresentare un conservatorismo con maggiori attenzioni alla società e favorevole a uno Stato efficiente, più leggero ma amico”.

    Dunque, Cameron è credibile?

    “Non c’è dubbio che Cameron sia sinceramente in favore di questo cambiamento. Credo però che egli rappresenti una modesta minoranza fra i politici e gli attivisti conservatori. Circostanza che, nel caso di vittoria dei tories, restringerebbe la libertà d’azione del premier Cameron mettendolo in difficoltà”.

    La “Cool Britannia” laburista non esiste più?

    “Cool Britannia fu solo uno slogan pubblicitario, vuoto come lo è la maggior parte degli slaogan. Però nei 13 anni passati il Regno Unito è diventato il paese occidentale più innovativo e fiorente nel campo della cultura e dell’arte e certamente il più cosmopolita. Spero che lo rimanga”.


    Big Ben di Fabio Cavalera Corriere Della Sera




    * Hobsbawn è di formazione marxista.

  3. #23
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Gb, Cameron si appella ai gay:
    "Subito una carta dell'uguaglianza"



    Roma, 3 mag (Il Velino) - A tre giorni dalle elezioni David Cameron assicura “uguali diritti” per i gay in caso di governo conservatore in Gran Bretagna. Il leader Tory ha annunciato che martedì verrà pubblicata una “carta dell’uguaglianza”, con cui il partito supererà definitivamente la famosa “sezione 28”, con cui Margaret Thatcher aveva proibito ad ogni istituzione pubblica di “promuovere l’omosessualità”. Un provvedimento spesso interpretato come un divieto di diffondere persino materiale informativo e che secondo alcuni avrebbe persino impedito ai docenti delle scuole e delle università di trattare la materia per il timore di far perdere all’istituto i fondi governativi. “Il partito conservatore è impegnato per l’uguaglianza dei gay – ha detto Cameron -. Tra i nostri piani per le unioni civili ci sono anche le nostre scuse per la confusione causata dalla sezione 28”.

    Alcuni osservatori attribuiscono l’uscita del leader Tory alla recente pubblicazione di un sondaggio targato PinkNews, secondo cui il consenso degli omosessuali per i conservatori era crollato dal 39 per cento del giugno 2009 al 9 per cento di una settimana fa. Cameron era stato anche contestato due mesi fa per un’intervista concessa alla rivista Gay Times, durante la quale non era apparso particolarmente deciso contro una legge in Lituania al vaglio dell’Europarlamento considerata omofobica dalla comunità omosessuale. “Non ho mai negato che su questo tema i conservatori dovessero intraprendere un viaggio”, ha spiegato Cameron, convinto tuttavia di aver fatto un gran lavoro per modificare la posizione tradizionale del partito sul tema. Per i gay che condividono il nostro pensiero sull’economia, ha concluso il leader Tory, “non è mai stato così facile votarci”.


    (Giampiero de Andreis)


    il VELINO - Gb, Cameron si appella ai gay: "Subito una carta dell'uguaglianza" - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale

  4. #24
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Gb, Cameron si appella ai gay:
    "Subito una carta dell'uguaglianza"



    Roma, 3 mag (Il Velino) - A tre giorni dalle elezioni David Cameron assicura “uguali diritti” per i gay in caso di governo conservatore in Gran Bretagna. Il leader Tory ha annunciato che martedì verrà pubblicata una “carta dell’uguaglianza”, con cui il partito supererà definitivamente la famosa “sezione 28”, con cui Margaret Thatcher aveva proibito ad ogni istituzione pubblica di “promuovere l’omosessualità”. Un provvedimento spesso interpretato come un divieto di diffondere persino materiale informativo e che secondo alcuni avrebbe persino impedito ai docenti delle scuole e delle università di trattare la materia per il timore di far perdere all’istituto i fondi governativi. “Il partito conservatore è impegnato per l’uguaglianza dei gay – ha detto Cameron -. Tra i nostri piani per le unioni civili ci sono anche le nostre scuse per la confusione causata dalla sezione 28”.

    Alcuni osservatori attribuiscono l’uscita del leader Tory alla recente pubblicazione di un sondaggio targato PinkNews, secondo cui il consenso degli omosessuali per i conservatori era crollato dal 39 per cento del giugno 2009 al 9 per cento di una settimana fa. Cameron era stato anche contestato due mesi fa per un’intervista concessa alla rivista Gay Times, durante la quale non era apparso particolarmente deciso contro una legge in Lituania al vaglio dell’Europarlamento considerata omofobica dalla comunità omosessuale. “Non ho mai negato che su questo tema i conservatori dovessero intraprendere un viaggio”, ha spiegato Cameron, convinto tuttavia di aver fatto un gran lavoro per modificare la posizione tradizionale del partito sul tema. Per i gay che condividono il nostro pensiero sull’economia, ha concluso il leader Tory, “non è mai stato così facile votarci”.


    (Giampiero de Andreis)


    il VELINO - Gb, Cameron si appella ai gay: "Subito una carta dell'uguaglianza" - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
    Lo prendo come un tentativo di raggranellare voti all'ultimo secondo, ma senza conseguenze sulle politiche future. Lo spero per Cameron, almeno. Unioni civili fra gay che scimmiottano la famiglia naturale? Non è conservatorismo, è follia. Sarebbe imperdonabile.

  5. #25
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Lo prendo come un tentativo di raggranellare voti all'ultimo secondo, ma senza conseguenze sulle politiche future. Lo spero per Cameron, almeno. Unioni civili fra gay che scimmiottano la famiglia naturale? Non è conservatorismo, è follia. Sarebbe imperdonabile.
    Non è imperdonabile, è il conservatorismo europeo contemporaneo. Quello a cui guarda anche Fini.

    PS: L'America è lontana, molto lontana. E noi viviamo in Europa... dobbiamo farcene una ragione.
    Ultima modifica di Florian; 04-05-10 alle 19:37

  6. #26
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Non è imperdonabile, è il conservatorismo europeo contemporaneo. Quello a cui guarda anche Fini.

    PS: L'America è lontana, molto lontana. E noi viviamo in Europa... dobbiamo farcene una ragione.
    Viva il conservatorismo italiano DOC

  7. #27
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Penso dobbiamo augurarci innanzitutto che Brown finisca terzo. In tal caso, anche qualora Cameron dovesse vincere di un soffio l'alleanza tra conservatori e libdem sarebbe certa. In quest'ottica se Clegg toglie voti al Labour può farci anche piacere visto che difficilmente quegli stessi voti finirebbero ai tories.

    secondo me è molto difficile un alleanza tra tory e libdem dato il tipo di elettorato libdem, comunque secondo le mie previsioni cameron prende la maggioranza assoluta

  8. #28
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Financial Cameron

    di Simone Bressan


    Freedom Land, May 4th, 2010


    But that debate must come after the election. Britain needs a stable and legitimate government to navigate its fiscal crisis and punch its weight abroad. On balance, the Conservative party best fits the bill.

    Anche il Financial Times fa il suo endorsement per David Cameron. E’ il quarto giornale importante – dopo Economist, Times, Sun – che molla i Laburisti e sostiene i Conservatori.


    http://www.freedom-land.it/
    Ultima modifica di Florian; 04-05-10 alle 20:55

  9. #29
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Viva il conservatorismo italiano DOC
    Non mi dire che preferisci il Berlusca!

  10. #30
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    La matita dell'elettore deciderà nel seggio

    di Leonardo Maisano

    Il Sole 24 Ore, 3 MAGGIO 2010





    LONDRA – La speranza Tory si chiama Ulster. E' in realtà una speranza appesa ad un filo e disegna un ipotetico governo di minoranza conservatore con l'appoggio esterno – almeno in occasione dei passaggi parlamentari essenziali – dei partiti unionisti dell'Ulster. A tre giorni dalle elezioni generali inglesi si consolida, infatti, la sensazione di una vittoria di David Cameron ma senza il conforto della maggioranza assoluta dei seggi. Potrebbero mancargli un pugno di deputati e questi, secondo una delle ipotesi più gettonate nel week end, Cameron li chiederebbe al partito Democratic unionist party del reverend Ian Paisley e al concorrente Ulster unionist party. Se i numeri non fossero sufficienti come suggeriscono tutti i sondaggi lo scenario di un parlamento impiccato, e impiccato male, ovvero con numeri largamente incompatibili, sarebbe una realtà. Per la prima volta dal 1974. I Tory ribattono con ostentata sicurezza: i sondaggi effettuati segretamente dal partito darebbero loro un margine molto prossimo alla maggioranza assoluta dei seggi e anche per questo David Cameron ha passato il week end illustrando il suo programma da premier. Mossa che non è piaciuta: i commentatori hanno ricordato al leader Tory che non è corretto dare per scontato l'esito del voto, muoversi come se gli elettori avessero già scelto. In effetti non hanno scelto. Le percentuali cambiano da istituto a istituto, ma tutti ritengono che una fetta abbondante dell'elettorato non abbia ancora deciso a chi dare la propria preferenza. Lo farà nel prossime ore e, in tanti, anche all'ultimo minuto se è vero, come suggeriscono indagini statistiche, che gli inglesi cambiano opinione anche quando sono all'interno del seggio con la matita in mano per mettere la croce sul partito prescelto.



    La matita dell'elettore deciderà nel seggio - Il Sole 24 ORE
    Ultima modifica di Florian; 04-05-10 alle 21:01

 

 
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