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  1. #91
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Clegg: Tories hanno diritto di formare il governo

    Leader Lib-Dem: operare nell'interesse nazionale

    Gb/ Clegg: Tories hanno diritto di formare il governo - Wall Street Italia

    Roma, 7 mag. (Apcom) - Il Partito Conservatore, in quanto formazione che ha conquistato la maggioranza relativa dei seggi e la maggior percentuale del voto popolare, ha il diritto di formare il nuovo governo britannico: lo ha dichiarato il leader dei Liberal-Democratici, Nick Clegg, il cui partito ha ottenuto un risultato assai inferiore a quello previsto. Clegg, giunto al quartier generale del suo partito, ha invitato i dirigenti politici a operare "nell'interesse nazionale", aprendo apparentemente la strada ad un accordo con i Tories di David Cameron; tuttavia, a dividere i due partiti rimane la riforma elettorale in senso proporzionale voluta dai Lib-Dem, appoggiata invece dai laburisti del premier uscente Gordon Brown. Brown ha però espresso l'intenzione di cercare di varare un governo di coalizione, e d'altronde la prassi gli concede il primo tentativo; ma con un rifiuto dei Lib-Dem non vi sarebbero i numeri per poter reggere in Parlamento, anche perché con i risultati attuali (con una trentina di seggi ancora da assegnare) sembra improbabile che una coalizione Lib-Lab possa raggiungere la maggioranza assoluta.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  2. #92
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Verso un'ipotesi Con-Lib?

  3. #93
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    David Cameron diventerà Primo Ministro. Ecco perchè.

    Philip Johnston sul Telegraph:
    David Cameron will be PM – and here's why – Telegraph Blogs

  4. #94
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Simone Bressan: In previsione di un possibile accordo con i liberaldemocratici, fonti vicine ai conservatori britannici non escludono di offrire la possibilita' di modificare l'attuale legge elettorale attraverso un referendum, riservandosi pero' di fare campagna contro qualunque modifica del sistema attuale.


    Freedomland, il blog di Simone Bressan

  5. #95
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Vittoria solo a metà per i Conservatori, costretti a cercare alleanze poco congeniali per governare. Il Labour comunque è messo peggio: Manfr arriva ad ipotizzare, con fare ottimista, una sorta di mega-coalizione formata da 5-6 partiti e partitucoli. Mah, questo scenario mi sembra francamente poco probabile: sarebbe un'agonia.
    I Conservatori, usciti dalle urne rafforzati (primi nei voti e nei seggi), ancorchè non trionfanti, hanno tutto il diritto - e così sarà - di "provare". Magari Cameron riuscirà a varare un governo di minoranza, proporre qualche riforma urgente, e portare il paese nuovamente al voto entro un anno o due. Magari cercherà pure un compromesso coi Libdem, sempre per approvare le cose più importanti, per poi terminare un esperimento innaturale nel momento propizio.
    Ma di sicuro Brown non ha più alcun titolo per restare in carica. Ha fallito, è stato rimosso dagli elettori. Il paese si è spostato verso i Tories, punto.
    Cameron è il futuro, in un modo o in un altro. Brown è il passato. Sarebbero dignitose rapide dimissioni da parte sua, onde evitare spettacolini penosi.

    Oggi io non festeggio. C'è poco da festeggiare. Le elezioni inglesi potevano andare meglio per i Conservatori.
    Ma un dato è certo: l'era del New Labour è definitivamente, inappellabilmente tramontata. Un mezzo moto di soddisfazione non me lo leva nessuno

  6. #96
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    Predefinito Rif: I Conservatori di PiR stanno con Cameron

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Il programma di Clegg, e la sua base elettorale, è radicalmente avverso ai conservatori, anche se lui personalmente non si farebbe problemi ad allearsi con loro. Tuttavia, vista la sconfitta, per i Libdems la riforma elettorale diventa ancora più importante, e solo Brown può farla.

    Brown che avrebbe anche l'appoggio dei Verdi, della sinistra dell'Ulster socialdemocratica e liberale, e dei gallesi del Plaid Cymru, quindi col voto libdem ce la farebbe.

    Sperùma ben
    ad avere la maggioranza assoluta? Dubito, anche ammettendo che arrivino alla maggioranza assoluta + 1 comunque Clegg ha spazzato il campo da utopistiche previsioni dicendo che chi vince le elezioni deve provare a governare.

    Una coalizione eterogenea come prospetti tu sarà realistica in Italia memore del pentapartito e delle convergenze parallele ma è un vero choc per chi conosce la politica inglese

    Sto seguendo Sky News e BBC News e già stanno dicendo "che spettacolo da terzo mondo che stiamo dando" e quando gli inglesi parlano di terzo mondo parlano di Europa a sud e a ovest della Francia e a est della Germania...

    Insomma anche se sulla carta fosse possibile una coalizione Brancaleone di sinistra con i lab e i Lib Dem sarebbe per traghettare gli inglesi alle prossime elezioni che si terranno tra sei mesi

    Se invece si presentassero Conservatori e Lib Dem ci sarebbero forse piu' spazi di manovra ma credo che anzichè 6 mesi si tornerà a votare trà 12
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-05-10 alle 14:07

  7. #97
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Brown tradito dall'elettore fluttuante

    Brown tradito dall'elettore fluttuante - LASTAMPA.it

    Cos’è successo al New Labour, che con Tony Blair nel 1997 aveva vinto con una maggioranza di 179 seggi, infliggendo ai Tory la loro peggior sconfitta dal 1832?

    Come mai il New Labour è finito così? Perché i Conservatori, guidati da un privilegiato come David Cameron, e i Libdem, guidati da un altro privilegiato come Nick Clegg, hanno avuto risultati così buoni? Una risposta è che il Labour di Gordon Brown è parso abbandonare quella zona sfuggente chiamata centro per quella più confortevole dell’organizzazione tribale socialista e della guerra di classe. Questo ha certamente puntellato il voto dello zoccolo duro e consentirà al partito di vivere per nuove battaglie, ma significa anche che il Labour di Gordon Brown non sta pescando là dove potrebbe intercettare quei voti fluttuanti indispensabili a una strategia vincente. Nel 2005, all’inizio delle tre settimane di campagna elettorale, i sondaggi davano Blair sconfitto con 60 seggi. Invece vinse con 65. Cos’era successo? Con il suo istinto politico, aveva intuito dove fossero le zone erogene economiche del voto fluttuante e quanto fossero progredite socialmente. L’aveva capito anche perché lui, a differenza di Brown che era nato nella «tribù» laburista scozzese, aveva «scelto» di entrare nel partito e ne era diventato il leader scalandolo dall’esterno. Per lui era stata una scelta da consumatore, come lo è quella dell’elettore fluttuante, pronto a cambiare partito come a cambiare chiesa. Nelle società pluraliste, c’è un mercato degli adepti che va conquistato.

    Lo zoccolo duro degli elettori sostiene il suo partito come fosse una squadra di calcio - che vinca o che perda. L’elettore fluttuante invece sceglie secondo il suo tornaconto personale e segue il successo. E’ impossibile vincere un’elezione senza attrarre questi elettori spesso volubili, e ai partiti tocca sedurli. Tuttavia, come il centro, anche loro sono in continuo movimento. Dove vadano, è la storia della Gran Bretagna post-bellica.

    Furono i reduci della Seconda Guerra Mondiale a votare massicciamente per il Labour, portando la pianificazione centralizzata del tempo di guerra nella previdenza sociale e nell’economia. I conservatori, accettando la nuova distribuzione della ricchezza, ma promettendo di regolarla meglio, nel 1951 vinsero e governarono per 13 anni. Quello che nel 1964 li fece perdere fu il fatto che venivano visti come estranei al Paese, degli aristocratici ex allievi delle grandi scuole private. Così in effetti erano Eden, MacMillan e Home. Vinse la meritocrazia nella persona del laburista Harold Wilson.

    Margaret Thatcher «rubò» al Labour «Syd», l’operaio specializzato, e lo sedusse con il miraggio della proprietà. Ispirati dalla sua mossa leninista contro il Partito conservatore del «noblesse oblige», nel 1983 Tony Blair, Gordon Brown, Peter Mandelson e Alistair Campbell progettarono il New Labour per riconquistare «Syd» che però nel 1992, come ben capì Blair, era diventato un po’ più ricco e si era trasformato nel «Mondeo Man»: artigiano autonomo, con villetta bifamiliare gravata da mutuo e Ford Mondeo. Anche lui era diventato un conservatore e Blair capì che, tassando i ricchi, tassava le sue aspirazioni. Così il socialismo si trasformò nella Terza Via e nel 1997, con una maggioranza travolgente di 170 voti - un’autentica sorpresa -, il New Labour scoprì che i Mondeo Man erano milioni.

    Nel 2001 l’uomo qualunque era diventato una donna, la Worcester Woman: casa più grande nei sobborghi, auto 4x4, due bambini. Voleva più soldi per scuole e ospedali e meno tasse. «Rubando» ai Tory lo schema del partenariato pubblico-privato (Private Finance Initiative) - il privato costruisce scuole, ospedali e carceri e li affitta al governo - Blair riuscì di nuovo a comperare gli elettori fluttuanti.

    In questa elezione 2010 l’elettore fluttuante è stato identificato in una nuova entità socio-economica: Motorway Man, l’uomo dell’autostrada. Lui/lei vive in una delle aree residenziali costruite negli ultimi cinque anni lungo le autostrade, perché è un tecnico o un junior manager che viaggia per ore, mangia e naviga in rete nei caffè delle aree di servizio e sogna di possedere una casa più grande - e magari mandare i figli a una scuola privata diventando senior manager. L’ultima volta ha votato per Blair, ma ora non pensa più che i conservatori, e soprattutto Dave Cameron, siano estranei rispetto alla sua realtà e alle sue aspirazioni, mentre è preoccupato che la sua casa ora valga meno del mutuo.

    Così la stazione di servizio dell’autostrada è diventata il campo di battaglia di questa elezione: lì, a parte gli addetti alle pompe di benzina, ci sono ben pochi elettori dello zoccolo duro Labour. Il Motorway Man ha lo stesso Dna dell’elettore fluttuante che è stato la doppia elica nel corpo Labour come in quello Tory almeno dal 1945. Tony Blair l’avrebbe identificato e inglobato in un nuovo Centro: quello dove la battaglia si vince spingendo l’avversario alle ali estreme, perché essere visti come «moderati» fa vincere le elezioni ed essere visti come «estremisti» le fa perdere.

    Richard Newbury
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #98
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    Predefinito Rif: I Conservatori di PiR stanno con Cameron

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    ad avere la maggioranza assoluta? Dubito, anche ammettendo che arrivino alla maggioranza assoluta + 1 comunque Clegg ha spazzato il campo da utopistiche previsioni dicendo che chi vince le elezioni deve provare a governare.

    Una coalizione eterogenea come prospetti tu sarà realistica in Italia memore del pentapartito e delle convergenze parallele ma è un vero choc per chi conosce la politica inglese

    Sto seguendo Sky News e BBC News e già stanno dicendo "che spettacolo da terzo mondo che stiamo dando" e quando gli inglesi parlano di terzo mondo parlano di Europa a sud e a ovest della Francia e a est della Germania...

    Insomma anche se sulla carta fosse possibile una coalizione Brancaleone di sinistra con i lab e i Lib Dem sarebbe per traghettare gli inglesi alle prossime elezioni che si terranno tra sei mesi

    Se invece si presentassero Conservatori e Lib Dem ci sarebbero forse piu' spazi di manovra ma credo che anzichè 6 mesi si tornerà a votare trà 12
    Concordo, gli inglesi non accetterebbero mai una riedizione di Brown al premierato, non dopo una sconfitta chiara ed innegabile, tantomeno sulla base di una coalizione sgangherata fra laburisti, libdem e 3-4 partiti regionali minori (il tutto con una maggioranza comunque risicatissima!). Come ho detto, la palla passa a Cameron, ma fra uno-due anni al massimo, ad essere buoni, si torna alle urne. Per il Labour è probabile la candidatura di Miliband, ma non tutti lo vedono di buon occhio.

  9. #99
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Inghilterra al voto

    Inghilterra al voto - Nove in punto, la versione di Oscar - Radio 24

    A Nove in punto Leonardo Maisano, corrispondente de Il Sole 24 ORE da Londra, William Ward, giornalista de Il Foglio e Panorama e Richard Newbury, saggista e storico ed editorialista de La Stampa.

    Ultima modifica di Bèrghem; 07-05-10 alle 14:16
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  10. #100
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    Predefinito Rif: *** Aspettando Cameron ***

    Gb/ Elezioni: Hung Parliament e puzzle per il governo -IL PUNTO

    David Cameron senza maggioranza assoluta, Gordon Brown non affatto sicuro di mantenere l'incarico e Nick Clegg alle prese con una rivoluzione fallita: la performance elettorale si è chiusa con una sconfitta (più o meno grave) per tutti i leader dei principali partiti, dando vita a uno "Hung Parliament" (il primo 'Parlamento sospeso' dal 1974) dal quale sarà complicato far uscire un governo "forte e stabile", come ha promesso Brown.

    Cameron è sicuramente colui che ha meno da rammaricarsi: dopo tutto, la maggioranza assoluta era un'ipotesi lontana e i Tories hanno conquistato il maggior numero di seggi e la maggior parte del voto popolare (il 36% contro il 29% dei laburisti), il che dà loro legittimità alla luce di un possibile tentativo di varare un governo di minoranza o coalizione. Cameron non ha convinto del tutto il uso elettorato, ma Downing Street non sembra poi così lontana anche se la prassi vuole che ad avere la prima possibilità di formare un esecutivo sia il premier uscente.

    Brown invece vede il Labour tenere oltre le aspettative ma, paradossalmente, a frustrare le sue aspirazioni è il deludente risultato dei Liberal-Democratici che - anche se manca ancora la certezza aritmetica - lascerebbero una ipotetica coalizione Lib-Lab senza la maggioranza assoluta: i giochi quindi si complicano e per il leader laburista trovare la soluzione del rompicapo potrebbe rivelarsi alla fine impossibile.

    Clegg deve incassare la sconfitta più amara di tutte: il partito Liberal-Democratico è passato dalla possibile rivoluzione di farla finita con l'eterno bipolarismo alla conferma della "ghettizzazione" alla quale lo condanna di fatto l'attuale sistema elettorale: pur avendo guadagnato un punto percentuale nel voto popolare (sfiorando il 23%), i Lib-Dem si ritrovano con un pugno di deputati in meno.

    Clegg si trova nella posizione di "king maker": al momento però l'ago della bilancia può pendere numericamente solo dalla parte dei Tories, come ha indirettamente ammesso lo stesso leader Lib-Dem, e il partito di Cameron è quello che non ha alcuna intenzione di concedere la riforma elettorale che per la terza forza è l'unica garanzia di poter contare di più in futuro.

    Clegg ha concesso che i Tories hanno il diritto a "provare di essere capaci di governare nell'interesse nazionale", una formula che sembra escludere a priori la possibilità di una mano tesa a Brown ma è però ambigua: se l'interesse nazionale dovesse passare dalla riforma del sistema elettorale - ancora una volta definito "inadeguato" - l'asse Lib-Lab potrebbe tornare un'ipotesi allettante, anche se non sufficiente da sola per garantire la governabilità.

    Quanto ai partiti minori, gioiscono i Verdi che per la prima volta portano a Westminster un loro eletto; tra i nordirlandesi gli unionisti del Dup guadagnano 8 seggi - perdendo però clamorosamente il seggio del loro leader, Peter Robinson - mentre lo Sinn Fein elegge quattro rappresentanti; sei deputati anche per il partito nazionalista scozzese mentre rimangono fuori gli xenofobi Bnp e Ukip (quest'ultimo con oltre 800mila voti). Non contando lo Sinn Fein - i cui deputati sono soliti rifiutarsi di giurare fedeltà alla Corona - solo il Dup è sicuramente disponibile ad un'alleanza con i Tories, mentre le altre formazioni sono di preferenza schierate più a sinistra.

    L'affluenza si è fermata al 65%, sotto la percentuale prevista dai sondaggi della vigilia ma tre punti oltre quella delle consultazioni precedenti; la Commissione Elettorale ha però annunciato di voler aprire un'inchiesta sugli elettori rimasti fuori dai seggi, che hanno chiuso le porte all'ora prevista nonostante le code.

    Gb/ Elezioni: Hung Parliament e puzzle per il governo - punto -2- - Esteri - Virgilio Notizie

 

 
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