Un'altra notizia:
http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/10626/


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Palagonia
Riapre l'officina costretta a chiudere per colpa del racket
PALAGONIA (CATANIA) - Carmelo Pappalardo ha riaperto a Palagonia la sua officina di riparazione gomme, chiusa da tempo perché danneggiata dal racket delle estorsioni. "E' una piccola grande vittoria della legalità - afferma presidente dell'Associazione antiracket antiusura etnea, Gabriella Guerini - che conferma la nostra fiducia nelle istituzioni: da tre anni, infatti, affianchiamo questo imprenditore che ha avuto il coraggio di ribellarsi al gioco mafioso e di denunciare i suoi estorsori". "La sua tenacia e la sua coerenza - osserva il presidente dell'Asaae - sono state premiate: grazie al Fondo di solidarietà per le vittime del racket, ha ricevuto una piccola somma che gli ha fatto tornare la voglia di rimettersi in gioco, riaprendo la sua officina che era stato costretto a chiudere. L'Asaae continuerà a sostenere lui e la sua famiglia fino a quando la sua vicenda sarà completamente risolta".
01/10/2008
http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb
Mafia: Salvatore Borsellino, in Stato ispiratori strage
2 ottobre 2008
Sanremo."E' vergognoso che a sedici anni di distanza dall'assassinio di Paolo sono stati messi in galera gli autori materiali della strage ma non sono stati ancora colpiti, in nessuna maniera, gli ispiratori.
Alcuni ritengo che si trovino all'interno dello Stato".
Lo ha dichiarato stamani a Sanremo Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice assassinato insieme alla sua scorta nella strage di via D'Amelio, a margine di un incontro con gli studenti nell'ambito della rassegna 'Un ottobre di Pace'. "Ritengo - ha aggiunto - che ci sia un antistato che è riuscito a farsi stato. La vera mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni è permettere che all'interno delle stesse ci siano dei personaggi indegni". Salvatore Borsellino ha poi criticato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il caso Mangano, "fatto passare come un eroe". "Oggi di mafia si sente parlare di meno - ha proseguito - anche perché la mafia, così come la criminalità organizzata, ha cambiato strategie, tanto che diventa più difficile combatterla. Ci sono ancora oggi giudici coraggiosi che hanno tentato di combatterla, ma a differenza di una volta, oggi non vengono più uccisi. Da una parte, infatti, vengono tolti alla magistratura quegli strumenti che servirebbero per condurre la guerra alla mafia; dall'altra, i giudici scomodi vengono rimossi o trasferiti, in modo che non riescano più a fare il loro lavoro".
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9376/48/
Contrada: familiari vittime mafia, un'offesa suo trasferimento
1 ottobre 2008
Palermo. Il trasferimento di Bruno Contrada a Palermo "e' la prova certa che quell'uomo trascina con se' una quantita' di segreti tali da riuscire a ricattare un'intera classe dirigente".
Lo affermano in una nota i familiari di vittime di mafia per voce del presidente Sonia Alfano. "E' il primo caso - afferma - di un condannato che e' in grado di dettare le regole ha preteso il trasferimento a Palermo e lo ha ottenuto. Adesso tocca a tutti gli altri boss mafiosi, i quali potranno immotivatamente scegliere il proprio luogo di dorata detenzione, forti di questo precedente. Non c'e' una sola valida ragione per la quale Bruno Contrada debba essere trasferito a Palermo". Il suo trasferimento, conclude Sonia Alfano, "e' un'offesa per la memoria del giudice Borsellino e di tutte le vittime di mafia. Cominceremo sin da oggi a ribellarci a questa decisione e chiediamo che il mondo dell'associazionismo antimafia prenda una posizione netta sulla vicenda".
AGIContrada: Ass. Georgofili, umanità anche per vittime mafia
1 ottobre 2008
NAPOLI. Bruno Contrada condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è tornato a casa dai suoi cari , così ha stabilito il Giudice di Sorveglianza di Napoli.
Il senso umanitario che pervade le nostre corti di giustizia, consono alle leggi uscite dal Parlamento, è rivolto solo ed esclusivamente verso il reo.
Le vittime di mafia combattono ancora oggi per avere giustizia piena.
Nessuna verità sui “mandanti esterni alla mafia” per le stragi del 1993.
Il Fondo 512 è senza soldi, 16 di noi non hanno ancora avuto neppure un centesimo di quanto il Tribunale di Firenze ha stabilito con sentenze immediatamente esecutive, altri come mia figlia, hanno avuto elemosine che non bastano neppure per curarsi negli ospedali italiani, figuriamoci in quelli più all’avanguardia all’estero, quando la mafia ti fatto contrarre malattie gravissime.
Vogliamo giustizia, senso di umanità verso le vittime di mafia, da questo Stato che ogni giorno da’sempre più motivo di pensare che la mafia ha vinto tutte le sue battaglie.
Giovanna Maggiani Chelli
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9354/48/
» 2008-10-03 217
MAFIA: DOCENTE SUICIDA, IN UNA LETTERA DENUNCE ALLA 'CUPOLA DEI GIUDICI'
PALERMO -
Sono scritti in una lettera, ora agli atti della procura di Patti, i motivi che hanno spinto al suicidio Adolfo Parmaliana, 50 anni, noto e stimato docente universitario messinese, autore di numerose denunce contro la mala amministrazione e i legami tra la massoneria, le cosche mafiose della provincia e i colletti bianchi.
Nella missiva, sequestrata dai carabinieri, il professore - un passato attivissimo nel Pci, prima, e poi nei Ds - avrebbe denunciato una sorta di complotto ordito contro di lui dai vertici della procura di Barcellona Pozzo di Gotto che, recentemente, l'aveva rinviato a giudizio per diffamazione. "Per lui è stato un colpo durissimo - dice il suo legale, l'avvocato Fabio Repici - Si è sentito tradito dalla giustizia".
Nella lettera, Parmaliana punterebbe il dito contro una sorta di "cupola giudiziaria" colpevole, in passato, di avere ignorato le sue denunce su collusioni tra cosche e insospettabili amministratori; ora di averlo punito con un rinvio a giudizio illegittimo, proprio per le battaglie di legalità combattute anche contro certa magistratura. Il docente avrebbe dovuto rispondere davanti ai giudici delle accuse mosse all'ex vicesindaco di Terme Vigliatore, paese in cui viveva, e di due manifesti affissi in paese dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
"Giustizia è fatta - scrisse nel 2005 il professore - gli onesti hanno vinto". "In nessun caso - dice l'avvocato - il mio cliente fece nomi. Le querele sporte contro di lui, inoltre, erano tutte fuori termine e, nonostante ciò, è arrivato il rinvio a giudizio". "Parmaliana era totalmente sfiduciato dalla giustizia barcellonese", continua il legale. Una sfiducia, che - a dire del penalista - l'avrebbe spinto a organizzare il suicidio in modo tale da far ricadere la competenza territoriale su eventuali indagini, non sulla Procura di Barcellona, ma su quella di Patti. Lo proverebbe il fatto che il docente avrebbe scelto di morire buttandosi da un viadotto nel territorio del comune di Patti. Terme Vigliatore darà domani il suo saluto al concittadino da tempo isolato, dicono gli amici, anche da alcuni ex compagni di partito che non avrebbero gradito i suoi attacchi all'ex sindaco diessino Bartolo Cipriano. "E' un'altra vittima di Cosa nostra - commenta il parlamentare del Pd Giuseppe Lumia che ne ricorda le battaglie - bisognerà fare una riflessione seria su cosa è avvenuto in quel territorio, su quanto è stato fatto dalla stessa procura di Barcellona Pozzo di Gotto".
http://www.ansa.it/opencms/export/si...786534537.html
Beppe Lumia si è ' dimenticato ' di invitare il suo partito a fare una riflessione seria, e non solo per quanto concerne Barcellona Pozzo di Gotto...
Il nostro amico Adolfo Parmaliana si è suicidato
di Nicolo Conti - 3 ottobre 2008
Siamo sconvolti e sanguinanti per la morte del professore Adolfo Parmaliana suicidatosi poco più di due ore fa.
Adolfo era stato il maggior artefice dello scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazioni mafiose ed era una delle pochissime persone che combatteva seriamente e con rigore la mafia messinese.
Siamo shokkati dal suo suicidio ma allo stesso tempo arrabbiati poichè la morte di Adolfo è da addebitare a tutti noi ed alle multinazionali dell'antimafia che lo hanno lasciato solo creando intorno alla sua persona un vergognoso isolamento.
Ciascuno di noi ed ogni componente dell'antimafia istituzionale deve avere l'amara ed insopportabile consapevolezza che la sua morte è stata causata da tutti noi. Da chi lo ha criminosamente isolato perchè troppo "scomodo" a chi non gli è stato vicino quel tanto che bastava per evitare un simile gesto.
Le nostre non vogliono e non devono essere parole di circostanza buttate al vento. Vogliamo che ogni esponente dell'antimafia, sociale od istituzionale che sia, faccia un esame di coscienza e prenda consapevolezza di avere una parte di responsabilità in questa morte assurda ed ingiusta, così come la magistratura barcellonese tanto solerte nel rinviarlo a giudizio per diffamazione; una solerzia che forse non ha mai avuto nei confronti dei veri mafiosi contro i quali tanta parte della sua vita Adolfo aveva impiegato non riuscendo forse a sopportare la vergogna per quell'accusa di diffamazione. Un accusa mossagli con delle motivazioni ridicole: Per aver affisso un manifesto nel quale affermava che gli amministratori di Terme Vigliatore, comune sciolto per mafia grazie ad Adolfo, avrebbero dovuto vergognarsi e per aver denunciato una lottizzazione abusiva su un terreno di un componente di quella stessa amministrazione sciolta per mafia. Quanto detto e fatto da Adolfo noi lo facciamo nostro e lo sottoscriviamo. Continueremo a portare avanti quelle stesse denunce che hanno portato gli amministratori a muovergli quell'accusa infondata poichè i fatti denunciati da Adolfo sono assolutamente veri.
Alla famiglia non possiamo che promettere, almeno da parte nostra, tutta la vicinanza ed il calore di cui siamo capaci.
Adolfo era un nostro amico ed il rimorso per non essergli stati abbastanza vicini in dei momenti difficili per lui è un sentimento insopportabile che colpisce noi così come i componenti di quell'antimafia di convenienza che ha fatto di tutto per lasciarlo solo.
Organizzeremo una fiaccolata per Adolfo non solo allo scopo di ricordarlo ma sopratutto per chiedergli scusa per le nostre e le altrui mancanze e per promettergli che riusciremo a farci carico di proseguire la sua lotta.
Tratto da: soniaalfano.it