



Il partito una volta era il catalizzatore, gli operai sentivano di avere una struttura politica che li avrebbe rappresentati, ed è sulla base di questa fiducia che molti diritti sono stati raggiunti.
I nuovi "operai" sono i precari, che però non reagiscono perchè non si sentono rapresentati da nessuno. E dire o vi tesserate o sono cavoli vostri non è, sempre secondo il mio modestissimo parere, il modo di porsi. La tessera, come il voto e se c'è, deve venire spontanea in virtù di un rapporto di fiducia, non deve essere pretesa per avere aiuto o per essere ascoltati.
Durru vi ha semplicemente lanciato un segnale e vi ha dato un'informazione: da precario non sapevo dove andare a sbattere la testa per avere informazioni sul mio contratto. La domanda che ci si dovrebbe fare è: perchè? Com'è possibile?


Evitiamo però la demagogia da quattro soldi. Io faccio l'avvocato, sono straimpegnato con la mia specializzazione, sicurezza del lavoro, e quando compagni mi chiedono cosa far eper tutelare i propri diritti dal punto di vista legale li mando sempre alla Camera del lavoro, CGIL, ufficio vertenze, la strada migliore, avvocati specializzati in diritto del lavoro e il fatto di aver dietro il pur criticabile maggior sindacato italiano pesa in qualunque vertenza. Il partito non si deve sostituire al sindacato.
Piuttosto, invece, avere dei comitati popolari che propongono vertenze territoriali nei quartieri, e certo sono un primo riferimento per i precari, è sicuramente importante, però non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani NON E' PRECARIO, e quindi il lavoro politico da fare deve essere nei confronti di tutti i lavoratori, e non solo verso i precari.
Myrddin


Isa, io non sto dicendo che non dobbiamo ascoltare gli elettori o i potenziali elettori. Sto dicendo che ci dobbiamo dotare di strumenti per farlo al meglio (i metodi d'inchiesta) senza mortificare i militanti.
Non è nemmeno questione di tessera, perché nei direttivi delle sezioni (e non solo) c'è gente che non alza nemmeno un dito.
E' un problema di organizzazione interna ed esterna. Non ci deve più essere spazio nel partito per chi parla a vanvera, per chi presume di rappresentare il proletariato, per chi lascia che gli altri lavorino e poi si prende il merito delle cose, per chi pretende di offrire soluzioni per poi tirarsi indietro.
Il centro della questione è che il nostro partito deve dotarsi di un'organizzazione solida, di un metodo scientifico e di militanti operosi e preparati proprio per raccogliere i suggerimenti della classe di riferimento, non del singolo simpatizzante. Abbiamo bisogno di strumenti, di modalità capaci di trasformare i singoli suggerimenti in analisi e proposte operative.
Tutto quello che confonde i piani è semplicemente nocivo.


quando mai è stato detto questo? Per favore non facciamo mistificazioni.
Il problema sollevato da palvesario e da altri compagni è: perchè non hai fatto questa proposta direttamente al circolo della tua zona? perchè non hai provato a impegnarti direttamente per creare qualcosa di simile in modo da poterlo poi portare come esempio operativo?


Mia sorella, laureata in scienze ambientali, si è vista offrire solo lavori come precaria. Nell'azienda dove lavora oggi su dodici dipendenti dieci sono precari, anzi dovrei dire precarie, perchè gli unici due assunti in pianta stabile sono uomini. Resti incinta? Sei fuori, lei ha preso il posto di una dipendente incinta.
E' demagogia? No, è la realtà di moltissimi giovani lavoratori.
L'idea di durrutibus è una vaccata? Se ne può discutere (è un forum) ma comunicargli che non ha diritto a dire la sua perchè non ha la tessera di partito è controproducente, se ha scelto questo forum ci sarà un perchè. Controproducente per voi: le sue idee, giuste o sbagliate, poi vanno altrove.



