



A quello del bar rispondo molto volentieri.
A quello che viene a pontificare al circolo e poi non muove un dito no. Sai quanti sono venuti dopo le elezioni? Almeno quattro o cinque. Si sono visti durante la campagna elettorale? No. Alle iniziative? Solo quando faceva comodo farsi vedere, ma mica per organizzare, solo per fare la sfilata. Eh no, io mi faccio un culo così, permetti che mi meriti più di altri di determinare la linea del partito? Quando mi sono iscritta per sei mesi almeno sono stata zitta e muta, ho solo fatto la "bidella" ed ho cercato di ascoltare e di imparare quello che i compagni che prima di me hanno perso anni dietro alla politica avevano da dire. Ho fatto la servetta dei bertinottiani, con disciplina e rigore, prima di azzardarmi a dire "Questo non mi piace, io farei così".






CHI FA DECIDE.
(Solita citazione del compagno bixio_cv, onore al merito)
Però Catartica non devi censurarmi. Io ho sempre lavorato in fabbrica, ora purtroppo non mi hanno rinnovato il contratto, per cui usufruisco dell'indennità di disoccupazione. Ho ascoltato la voce della classe operaia più di ogni altro (salvo Max72, credo metalmeccanico pure lui), perchè c'ho vissuto, non per sentito dire. L'operaio non si fa seghe mentali nè sull'educazione nè sulla libertà di critica. Ti ritrovi con delle persone che non hanno coscienza del loro potenziale in quanto classe, per cui si limitano a considerazioni arbitrarie, generiche. In poche parole sono vittime, capitale variabile, perchè non costituiscono classe politica. Su di loro imprime la forza delle immagini, dei luoghi comuni e la cultura della classe dominante, non quella di una organizzazione che difende, promuove il loro interesse e che consenta poi di porre la questione del potere. Per cui non ho prolema, quando un collega viene a chiedere informazioni relative principalmente a tematiche quali l'immigrazione, l'omosessualità, lo stipendio basso, il sindacato immobile, il ricatto dei capi-team, gli straordinari obbligatori... a portare avanti la mia concezione di comunista e di tesserato ad un Partito Comunista, non al Maurizio Costanzo Show nè dell'assemblea d'istituto dove ognuno può arrogarsi il diritto di dire la sua e alla fine non si arriva mai ad una soluzione concreta.tralasciamo me gli altri forumisti. mettiamo che le stesse critiche/idee/rotture di coglioni ti arrivano da parte di un qualsiasi lavoratore dipendente che però voglia/convinzione/tempo di sbattersi non ne ha, cosa gli si risponde? "te on ti sbatti quini non hai diritto di critica?". la sua critica poi la fa sotto forma di votare lega.




non ci siamo capiti.
se il ragionamento è che visto che militi, il comuno lavoratore/elettore che non milita non può muovere critiche, suggerimenti o altro, il rischio è ritrovarsi come certi isndacalisti con cui ho lavorato che non capivano perchè fuori da una fabbrica occupata gli operai gridavano "il sindacato è dei lavoratori", visto che loro erano sempre stato convinti che fosse bastato prendere il voto di quelli iscritti al sindacato...

