





Sono un romanticone della fede.... servono anche i panzer, è chiaro: non sono buono.


oltre che essere molto alto, c'hai pure la panzer???
e chi sei??? Galeazzi?


ma è vero non se ne farà più nulla?
UT UNUM SINT!




Purtroppo ieri, il rabbino ha svolto la sua opera di "indottrinamento" e si è permesso persino di alzare la sua voce contro la figura di Pio XII. I padroni di Benedetto XVI hanno dettato le loro regole. Siamo davvero alla rovina .......![]()
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Queste persone anche solo per pronunciare il nome "Pio XII" dovrebbero sciacquarsi la bocca col dentifricio!!!! E' davvero scandaloso che, in un consesso "cattolico" (le virgolette qui sono d'obbligo), sia permesso a simili personaggi esprimere valutazioni su un vero Pontefice e comandi espliciti alla Chiesa!!!!!


IL PRIMO NON CRISTIANO A INTERVENIRE DAVANTI A UN SINODO CATTOLICO
«No alla beatificazione di Pio XII»
Il rabbino Cohen dopo l'intervento al Sinodo: «Non levò la sua voce contro l'Olocausto»
CITTA' DEL VATICANO - Dopo la sua partecipazione al Sinodo, conversando con i giornalisti, il rabbino Shear Cohen ha dichiarato di essere contrario alla beatificazione di Pio XII. «Crediamo che non dovrebbe essere beatificato - ha detto fuori dell'aula del Sinodo - o preso come modello per non aver levato la sua voce, anche se ha cercato segretamente di aiutarci; resta il fatto che non ha parlato, forse perché aveva paura o per altri motivi suoi, e questo noi non possiamo dimenticarlo».
«MAI PIÙ» - Il rabbino capo di Haifa, Shear Yesuv Cohen, ospite del Sinodo dei vescovi in Vaticano, ha precisato di essersi «astenuto» dal fare il nome di Pio XII durante il suo intervento, nel quale ha pure citato l’Olocausto e i difficili rapporti del passato tra ebrei e cristiani. «Io credo che i leader religiosi per non ripetere questo errore dovrebbero parlare», ha detto.
IL PRIMO NON CRISTIANO AL SINODO - Cohen è il primo non cristiano ad intervenire davanti ad un Sinodo cattolico. L'atteso intervento del rabbino capo di Haifa sulle sacre Scritture nel giudaismo rischia ora di creare qualche imbarazzo: l'esponente ebraico infatti, chiedendo l'aiuto dei leader religiosi contro i rigurgiti di antisemitismo, ha attaccato, senza nominarlo, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, una politicizzazione della conferenza biblica di cui forse neppure tutti gli uditori si sono accorti, dato il lungo discorso pronunciato in inglese. Durante il suo intervento Cohen non ha fatto alcun cenno critico a Pio XII, come invece aveva preannunciato ai media. Ma una volta uscito dall'aula del Sinodo, conversando con alcuni giornalisti, ha spiegato di essere contrario alla beatificazione di Pio XII, che «non ha levato la sua voce per difendere gli ebrei dall'Olocausto» e ha chiarito che il suo appello ai leader religiosi perché l'Olocausto non si ripeta più presupponeva un giudizio negativo sull'operato di Pio XII.
Fonte: Corriere della sera, 6.10.2008


Con questo intervento, B XVI ha dimostrato chi siano i soi veri "padroni" ed "amici". Certamente non vi è Cristo tra questi ..... Purtroppo.![]()
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A questo punto sarebbe bene che si vergognasse e si pentisse di questi gravissimi peccati controi la fede, prima che sia troppo tardi .....![]()
Per fortuna, i veri cattolici non lo seguono in queste paturnie e sbandamenti.


Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII
Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della “solidità” della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l’articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen. Quest’ultimo, nel suo intervento dedicato all’interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, in un incontro informale con alcuni giornalisti, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile… Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: «Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell’ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo». All’indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: «La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso».
Fonte: Blog Sacri palazzi di Andrea Tornielli, 7.10.2008