





Sul federalismo della Lega c'è una cosa che non capisco. Mentre Bossi sia nel libro "Il mio progetto" sia in occasione dell'intervista rilasciata alle Iene sostiene che il federalismo del suo partito prende a modello la Svizzera, Calderoli ed i suoi collaboratori presentano all'approvazione del governo una bozza di federalismo fiscale che di federalista non solo non ha assolutamente niente, ma apparre chiaramente ispirato a mettere nuove tasse per favorire Roma capitale, le regioni del sud ed i numerosissimi comuni che stanno fallendo per cattiva amministrazione. Nella bozza non si accenna alla divisione areale rigida delle competenze e funzioni ai vari livelli dello stato, non si accenna al controllo popolare del potere che discende dalla politica; non si inquadra la sussidiarietà sulla necessità delle regole della democrazia diretta (Remigio Ratti), si ripetono le stantie regole della concertazione che è ormai degenerata in inutile burocrazia e spartizione del potere, si conferma Roma capitale mentre il federalismo non prevede la capitale, non si cambiano di una virgola le competenze dei comuni (accrescendole secondo la regola che tutto ciò che può essere fatto bene a livello comunale deve essere fatto nel comune) e potrei continuare per un mese. Nessuno sembra rendersi conto che, fallito il centralismo statale, i partiti per sopravvivere nelle stesse condizioni di privilegio di oggi, vogliono portarlo a livello regionale, escludendo il popolo dalle scelte che riguardano la vita di tutti. Non sarà col doppio gioco che si risolvono i nostri gravissimi problemi. Solo la forza della parte più cosciente e responabile del popolo può fornire alle istituzioni (e non alle singole persone) la forza, il potere, la garanzia per restituire alla gente lo stato, la regione, il comune e con essi la democrazia. Di certo, nella bozza di Calderoli ispirata al doppiogiochismo in vista dei voti, ci vedo una sola certezza: l'affossamento definitivo nella opubblica opinione di una idea dello stato tanto bella quanto sconosciuta: il federalismo scambiato per un decentramento fiscale fatto malissimo. Maledetti loro!![]()


sul federalismo hanno scritto le migliori penne, non la mia.
a me vengono in mente solo bestemmie rivolte all'allega d'abbozzi.


Tutto vero.
Purtroppo al momento non c'è una formazione politica
in grado di attirare gli elettori delusi.
Certi movimenti regionali ancora non convincono,
non sono forti abbastanza.
A mio avviso un movimento deve comunque rimanere
padano e non solamente regionale altrimento cade nelle grinfie
di questo o quel governatore.




Non pochi decenni di imbecillità ma mezzo millennio di eventi avversi,
a cominciare dalla Controriforma.
Peer rimanere nel secolo passato,
dovresti tenere presente che le due guerre mondiali hanno portato
via gli uomini migliori, ed erano quasi tutti padani.
Il resto degli uomini migliori sono emigrati.
... e quel che è rimasto s'è fatto una cura democristiana durata
mezzo secolo.
Al che capisci che contro mafia, preti e roma rimaneva poco.


http://milano.repubblica.it/dettagli...no-10:59/20100
FEDERALISMO FISCALE, COFFERATI: "SIAMO BEN LONTANI"
"Siamo ben lontani dal federalismo fiscale". Lo ha detto il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, a margine del convegno in Bocconi "Lo Stato imprenditre tra politica e management", interpellato riguardo al ddl sul federalismo fiscale. "Il federalismo fiscale - ha detto - ci sara', se ci sara', fra qualche anno. Lo stesso articolo 2 del testo prevede che le prime leggi delega vengano emanate soltanto dopo sei mesi dall'approvazione dei principi. Si e' ingenerata questa convinzione, frutto della politica, per un uso strumentale del tema, per cui si va a raccontare che siamo al federalismo fiscale. Siamo ben lontani dal federalismo fiscale".(omnimilano.it)
03/10/2008
INDIPENDENZA

