
Originariamente Scritto da
autonomista
aspettavo questa osservazione, che mi consente di allargare di molto la riflessione.
quello che dici tu è un po quello che sta passando nel dibattito politico di questi mesi e che viene evidenziato ogni giorno da lega e alleati a giustificazione del loro disegno di legge.
in poche parole il ragionamento sembra questo (se ho capito bene): i problemi del sud stanno nel fatto che spreca il denaro pubblico in quanto lo stato continua a foraggiare le regioni meridionali senza chiedere conto di come queste vengono utilizzate. obbligando gli amministratori meridionali a usare con critrio i soldi pubblici (eliminando cioè il criterio della spesa storica) questi ridurranno gli sprechi e il clientelismo con un generale progresso socio-economico del mezzogiorno.
questo ragionamento a mio avviso parte da presupposti sbagliati e cioè che i problemi del sud stiano non tanto in una diffusa cultura familista, clientelare e malavitosa ma in una generale deresponsabilizzazione degli amministratori.
falso. amministratori pubblici, imprese, famiglie, singoli cittadini, in altri termini la società meridionale va vista a mio avviso come una società complessa che vive sullo stato. ci sono milioni di cittadini che "campano" grazie ai soldi pubblici, senza dei quali semplicemente "non camperebbero più". è lo stesso principio che riguarda la malavita. se lo stato ostacolasse la vendita di sigarette di contrabbando una fetta importante dell'economia napoletana andrebbe in crisi e non credo che i contrabbandieri e le loro famiglie fonderebbero un consorzio per la distribuzione del tabacco.
io la vedo così. come diceva tomasi di lampedusa al sud cambierà tutto, affinché nulla cambi.