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Discussione: Che ne pensate?

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Tutto il male possibile.
    Io speravo che voi sareste riusciti a farmi notare qualche passaggio positivo che non avevo colto, presa dall'incazzatura del momento

    Invece l'incazzatura permane.

  2. #32
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    se ti può consolare ho sentito correr voce che tra alcuni sedicenti ferreriani siano con noi in vista di un premio di entrata in caso di scissione.. (son tattiche politiciste che capitano un po' ovunque, non è niente di nuovo).

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da PRC-Enna Visualizza Messaggio
    perchè, non è forse vero che le realtà collettive sono estremamente diminuite e che anche il Partito dovrebbe porsi l'obiettivo di aggregare (ti posso dire che nella zona mia da tempo si pensa di fare una roba tipo biliardino) cercando così di far avvicinare più gente al partito in quanto Partito.
    Ti consiglio la playstation3 e sky.

  4. #34
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    ...

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Ulaan Baatar Visualizza Messaggio
    Ti consiglio la playstation3 e sky.
    E' arrivato dalla strada il giustiziere della notte, enna devi genufletterti lui ti da consigli di vita proferendo verità da tutti i pori.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Ricevo via email e pubblico il documento di presentazione della nuova segretaria della mia sezione.
    Che ne pensate? Ho ricevuto anche un volantino sulle comunali con uno slogan stile Obama, ve lo risparmio.

    Io posso dire solo che sono incazzata. Criptovendoliani maledetti.

    La segreteria /sezione del Partito della Rifondazione comunis
    RICOMINCIAMO DAL BASSO, A SINISTRA


    La sezione del Partito della Rifondazione Comunista di Gravina saluta l’elezione a segretaria di circolo di Laura Marchetti, una compagna che , per la appassionata militanza politica e per l’esperienza istituzionale, sarà in grado di guidare il partito nei prossimi difficili mesi che vedranno il PRC impegnato a tutti i livelli per
    • rilanciare la lotta sociale e morale contro il governo Berlusconi
    • ricostruire un progetto politico di riunificazione a sinistra
    • partecipare alle competizioni elettorali, a cominciare da quella che interesserà a giugno la nostra città.


    Lalotta contro il berlusconismo


    Forte è oggi la sofferenza sociale. La globalizzazione capitalistica ha mandato i salari al palo e i prezzi alle stelle. Le imprese soppravivvono solo se legate a pratiche speculative o a coperture illegali. I poveri e gli irregolari sono umiliati da strategie securitarie. La paura è diventata il sentimento del tempo e su di essa il potere lavora per mettere a punto micidiali meccanismi istituzionali ed elettorali per ridurre al silenzio ogni voce radicale.
    Di fronte a tutto questo una società docile, un dissenso inesistente, un’opinione pubblica omologata. Il fatto nuovo e forse più grave di questi anni è infatti che per la prima volta , dalla Resistenza, la destra non è solo al potere ma è culturalmente egemone nella società. Essa si presenta perciò, come dice un sociologo intelligente, come un “mostro mite”, attraverso cioè un vero e proprio regime che però non si fonda più sulla coercizione delle azioni ma su una costruzione sotterranea del consenso, su una dolce omogeneizzazione delle idee che fa sì che tutti pensino il pensiero unico e dominante.
    Rifondazione comunista, a Gravina come in Italia, si impegnerà nei prossimi mesi a battere questa omologazione , a disinquinare il senso comune e la mente. Si impegnerà anche a trovare tutte quelle forme d’incontro e comunicazione che possano ricostruire un pensiero critico (dibattiti, volantini, giornalini, cineforum, ecc). Per questo un terreno privilegiato di intervento saranno le giovani generazioni, a partire dalla scuola oggi gettata nel non senso da una Ministra dell’ “istruzione privata” ed esposta anche dai professori più miti ad un pressione autoritaria e disciplinare. La scuola deve ridiventare il luogo della conoscenza critica ma anche lo strumento della democrazia, della costruzione del sentimento di comunità.
    Proprio a partire dal sentimento di comunità va forse rivisto il rapporto con la Chiesa, con le parrocchie. Noi comunisti siamo laici, propugnatori indefessi di uno Stato aconfessionale, multireligioso e multietnico. Molti di noi sono anche atei e fautori di un pensiero senza illusioni e senza superstizioni. Ma non possiamo ignorare la funzione sociale della Chiesa di base, l’azione riaggregativa, soprattutto nei confronti della gioventù: ad essa la parrocchia offre punti di riferimento, spazi, incontri di comunità che la sinistra non può sottovalutare.


    La ricostruzione della sinistra dal basso


    La perdita dei luoghi tradizionali di discussione, le piazze deserte, i giovani seminascosti agli incroci delle strade, i bambini atterriti, quando non proprio ingoiati da buchi neri al centro della città, le donne che escono solo per lo shopping o la spesa. La fine della “piazza”, come luogo di incontro, di festa, di amicizia: come agorà. E’ questa la nuova Italia; è questa oggi Gravina.
    Le nuove forme di controllo favoriscono la separazione, la solitudine, il rintanamento in casa, sotto la prigionia della televisione e del computer. Per fare questo aggrediscono gli spazi e li trasformano da spazi comuni in spazi privati, spesso gravati di abusi. Per questo Rifondazione Comunista si pone innanzitutto come un luogo e offre la sua sezione come una casa in cui venire a parlare, a discutere di politica ma anche – se ci riusciamo - a fare festa, a giocare a carte, a ballare. Una casa del popolo in cui si possa ricostruire uno stile di vita e un’etica comunista: cooperativa, solidale, di mutuo soccorso.
    Da questo nuovo slancio comunitario dovrà e potrà ripartire la nostra azione, da un insediamento dal basso, da uno sguardo più attento al territorio, al popolo, ai suoi bisogni. “Esci partito dalle tue stanze, torna per strada”. E’ la frase di Maiakowski che ha ispirato il nostro ultimo Congresso e che chiede al PRC di rafforzare la sua presenza nei luoghi di studio e di lavoro, nelle piazze e nei mercati, lì insomma dove si svolge la vita vera delle persone e si pongono questioni che hanno a che fare con bisogni reali (dalla vertenza del lavoro a quelle contro l’aumento delle tariffe comunali, a quelle per abbassare le rette sui servizi e sugli asili nido, a quella per gli alloggi pubblici o per bloccare i prezzi di un supermercato, a quelle – sempre più urgenti, sempre più tremende – per la difesa della salute e contro le devastazioni ambientali.
    Dal basso dovrà e potrà ripartire anche l’insieme della sinistra, nonostante il diluvio che l’ha cancellata dalla rappresentanza parlamentare e locale. Una sinistra ampia, unitaria, comunista, ambientalista, femminista, pacifista che abbia l’utopia di un altro mondo possibile, che ponga la prospettiva di nuovi valori, ma che vinca anche nelle lotte quotidiane dimostrando la sua indispensabilità sociale.


    Le amministrative a Gravina


    Lavoro, ambiente, conoscenza. Sarà questo il nostro programma elettorale nelle prossime amministrative dove ci presenteremo con il nostro simbolo (perché esso è simbolo di lotte, sofferenze, vittorie e memoria) ma anche con un forte spirito unitario, sperando di coinvolgere nella nostra proposta politica altri partiti e altre formazioni di centrosinistra, democratiche, progressiste.
    Preambolo al programma sarà perciò il tema della democrazia, del ritorno della democrazia. Anche Gravina infatti, come l’ Italia sotto il berlusconismo, è stata vittima di un “mostro dolce”, di un regime strisciante caratterizzato da un sindaco che ha reso le democrazia docile, che ha messo i partiti in ginocchio per contrattare direttamente, entro uno schema di paure e favori, con i singoli consiglieri. Un metodo personalistico, trasformistico, che ha depoliticizzato le decisioni e mutato la natura della maggioranza di centrosinistra rendendola un’accozzaglia di interessi particolari che, non soddisfatti, si sono rivolti contro il loro stesso fautore.
    Noi siamo i primi a criticare i privilegi della politica: abbiamo uno statuto che impedisce doppie cariche, che limita il potere di assessori, che fa pagare un tributo alto a deputati e senatori. Ma crediamo nel valore costituzionale dei partiti: i partiti che portano la gente a votare, che contribuiscono alla formazione delle opinioni. I partiti che quando non ci sono danno spazio alle corporazioni e alle lobbies, contribuendo alla decadenza della res pubblica.
    L’onnipotenza del singolo è un delirio e gli “uomini della provvidenza” hanno portato l’Italia e la nostra città a un limite nefasto. Perciò ci impegneremo per una restituzione del valore alla politica intesa come azione collettiva dentro e fuori i partiti, guardando alle forze politiche, alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, alle singole individualità. Promuoveremo così nei prossimi giorni un giro di incontri in cui invitare a discutere più persone possibili, per provare a restituire alla nostra città un futuro di ricchezza, di bellezza, di fraternità.


    Pertanto ti invitiamo a partecipare ad una pubblica assemblea presso la sede di Rifondazione Comunista in via Libertà alle ore 17 di sabato 18 ottobre.


    Partito della Rifondazione Comunista c.i.p. c/o via Libertà, Gravina 23 settembre 2008
    Dalle mie parti si dice:"Ciau Nineta". Come dire:"Ciao ti saluto, ormai è finita e non c'è più nulla da fare", si usa anche per riferirsi a qualcosa perso a causa di una cazzata. In entrambi i casi, il significato della frase è utilizzabile per questa possente iniziativa politica! Con gente così, forse riusciamo ancora a perdere qualche punto percentuale e chiudere baracca e burattini.

  7. #37
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    Vabbè, facciamoci del male. Vi posto pure il volantino pseudoobama.

    Il riferimento all'"uccello" per voi è incomprensibile, si tratta di questo enorme coso posto alle porte della città dal sindaco precendente http://www.gravinaoggi.it/images/pg088_1_00.jpg

    Ecco qua, deliziatevi:


    CHANGE
    WE NEED


    Diamo in calce, fedelmente trascritto, il documento con cui la maggioranza (4 su 7 ) del Direttivo PD di Gravina, attualmente diretto dall’ex Sindaco Rino Vendola, ha rassegnato le dimissioni al fine di protestare contro la gestione personalistica del partito da parte del Segretario e contro il conseguente rifiuto di aprire un discorso di prospettiva in direzione di un rinnovato centro-sinistra riformatore e progressista. Ovviamente cogliamo questo come un invito di alto significato politico in quanto teso ad aprire una trattativa amministrativa tra persone per bene e tuttavia riteniamo per ora di prestare attenzione a quel passaggio in cui il documento consiglia di riflettere su quanto silenziosamente si consumain questi giorni. Le indiscrezioni ci dicono che l’ assordante silenzio di cui si fa cenno nel documento si deve al fatto che l’avv. Vendola sta in questo ore riproponendo la propria candidatura alla suprema carica della città.
    E’ questo un segno di crisi, il sicuro segnale di un bisogno di cambiamento da parte di una città che non vuole essere rappresentata da un “uccello”, né tanto meno dall’uccello del sindaco o come oggi si dice, dello sceriffo. Di una città di tradizione democratiche e di sinistra che intende chiudere l’epoca di una gestione egocentrica, schizoide e contraddittoria contornata da un’entourage di cittadini o ricattati o intimiditi o favoriti, per lo più “incaricati” (per meriti o di amicizia o di famiglia o di sudditanza).
    C’è da mettersi dietro alle spalle un’epoca di trasformismo politico inedito in questa città (salvo un Ribaltabile rimasto celebre), in una città sottoposta per altro dalla recente esperienza ad uno scempio edilizio voluto dal vertice e manipolato da speculatori, affaristi, ingegneri e architetti al servizio di un regime governato da un figlio degenere che – come direbbe uno psichiatra – ha infierito sadicamente contro la madre, la madre terra, che l’ha messo al mondo e l’ha nutrito. Il nostro sceriffo non è nuovo a cose di questo genere: era assessore quando la Giunta democristiana decretò la distruzione di Piazza della Repubblica, quella con gli alberi e col chiosco di Damiani che si spingeva fino al lungomare di Porta San Michele (si disse allora :’un lungomare senza il mare’). E’ un avvocato e però quella dell’urbanistica è rimasta la sua vocazione. Ed infatti: ha distrutto il Parco Bimbi della Pineta, ha allargato e ristretto le strade (Via Bari ,Via Ragni), ha chiuso ed aperto parcheggi, ha cancellato dalla topografia della città una strada panoramica che affacciava sulla Gravina (in Cavato Sant’Andrea) ed altre non numerabili piacevolezze del genere. Fortuna che gli è mancato il tempo di compiere altri misfatti, come quello di spianare il “Tuppetto” com’era nelle sue intenzioni o come quello di donare agli amici, agli amici degli amici, ai parenti e ai parenti dei parenti l’acquisito finanziamento di 200 miliardi per il recupero delle periferie
    Tanto per stare nel simbolo, pare che adesso Gravina abbia avuto un sussulto (di stile, di orgoglio civico,di solidarismo , anch’esso essenziale ad una comunità) avendo deciso di voltar pagina tanto per non star più alle dipendenze dell’uccello del suo sceriffo. Che sia stato spodestato precocemente anzi tempo non è perché siamo stati graziati da una qualche divinità (qualche volta la provvidenza della storia fa di questi scherzi) bensì perché è stato il Vendola stesso a volere e ad augurarsi la propria fine (politica). Si è infatti eretto uno splendido monumento alla memoria,un mausoleo funebre che l’indigeno ed il visitatore potranno piacevolmente ammirare (al posto dei paesaggi sulla gravina ed al posto della Cola Cola) a Porta cosiddetta dell’Aquila (angolo Scuola Elementare/accesso alla gravina). E’ l’ultimo., il più bel ricordo di sé che egli ci lascia.
    Per parte nostra riteniamo soltanto di dover rivolgere ai gravinesi l’invito a darsi un colpo di reni. Si può cambiare, come dicono gli americani: Change.We need.

    Partito della Rifondazione Comunista di Gravina c.i.p. c/o via libertà, Gravina 28 settembre 2008

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Vabbè, facciamoci del male. Vi posto pure il volantino pseudoobama.

    Il riferimento all'"uccello" per voi è incomprensibile, si tratta di questo enorme coso posto alle porte della città dal sindaco precendente http://www.gravinaoggi.it/images/pg088_1_00.jpg

    Ecco qua, deliziatevi:


    CHANGE
    WE NEED


    Diamo in calce, fedelmente trascritto, il documento con cui la maggioranza (4 su 7 ) del Direttivo PD di Gravina, attualmente diretto dall’ex Sindaco Rino Vendola, ha rassegnato le dimissioni al fine di protestare contro la gestione personalistica del partito da parte del Segretario e contro il conseguente rifiuto di aprire un discorso di prospettiva in direzione di un rinnovato centro-sinistra riformatore e progressista. Ovviamente cogliamo questo come un invito di alto significato politico in quanto teso ad aprire una trattativa amministrativa tra persone per bene e tuttavia riteniamo per ora di prestare attenzione a quel passaggio in cui il documento consiglia di riflettere su quanto silenziosamente si consumain questi giorni. Le indiscrezioni ci dicono che l’ assordante silenzio di cui si fa cenno nel documento si deve al fatto che l’avv. Vendola sta in questo ore riproponendo la propria candidatura alla suprema carica della città.
    E’ questo un segno di crisi, il sicuro segnale di un bisogno di cambiamento da parte di una città che non vuole essere rappresentata da un “uccello”, né tanto meno dall’uccello del sindaco o come oggi si dice, dello sceriffo. Di una città di tradizione democratiche e di sinistra che intende chiudere l’epoca di una gestione egocentrica, schizoide e contraddittoria contornata da un’entourage di cittadini o ricattati o intimiditi o favoriti, per lo più “incaricati” (per meriti o di amicizia o di famiglia o di sudditanza).
    C’è da mettersi dietro alle spalle un’epoca di trasformismo politico inedito in questa città (salvo un Ribaltabile rimasto celebre), in una città sottoposta per altro dalla recente esperienza ad uno scempio edilizio voluto dal vertice e manipolato da speculatori, affaristi, ingegneri e architetti al servizio di un regime governato da un figlio degenere che – come direbbe uno psichiatra – ha infierito sadicamente contro la madre, la madre terra, che l’ha messo al mondo e l’ha nutrito. Il nostro sceriffo non è nuovo a cose di questo genere: era assessore quando la Giunta democristiana decretò la distruzione di Piazza della Repubblica, quella con gli alberi e col chiosco di Damiani che si spingeva fino al lungomare di Porta San Michele (si disse allora :’un lungomare senza il mare’). E’ un avvocato e però quella dell’urbanistica è rimasta la sua vocazione. Ed infatti: ha distrutto il Parco Bimbi della Pineta, ha allargato e ristretto le strade (Via Bari ,Via Ragni), ha chiuso ed aperto parcheggi, ha cancellato dalla topografia della città una strada panoramica che affacciava sulla Gravina (in Cavato Sant’Andrea) ed altre non numerabili piacevolezze del genere. Fortuna che gli è mancato il tempo di compiere altri misfatti, come quello di spianare il “Tuppetto” com’era nelle sue intenzioni o come quello di donare agli amici, agli amici degli amici, ai parenti e ai parenti dei parenti l’acquisito finanziamento di 200 miliardi per il recupero delle periferie
    Tanto per stare nel simbolo, pare che adesso Gravina abbia avuto un sussulto (di stile, di orgoglio civico,di solidarismo , anch’esso essenziale ad una comunità) avendo deciso di voltar pagina tanto per non star più alle dipendenze dell’uccello del suo sceriffo. Che sia stato spodestato precocemente anzi tempo non è perché siamo stati graziati da una qualche divinità (qualche volta la provvidenza della storia fa di questi scherzi) bensì perché è stato il Vendola stesso a volere e ad augurarsi la propria fine (politica). Si è infatti eretto uno splendido monumento alla memoria,un mausoleo funebre che l’indigeno ed il visitatore potranno piacevolmente ammirare (al posto dei paesaggi sulla gravina ed al posto della Cola Cola) a Porta cosiddetta dell’Aquila (angolo Scuola Elementare/accesso alla gravina). E’ l’ultimo., il più bel ricordo di sé che egli ci lascia.
    Per parte nostra riteniamo soltanto di dover rivolgere ai gravinesi l’invito a darsi un colpo di reni. Si può cambiare, come dicono gli americani: Change.We need.

    Partito della Rifondazione Comunista di Gravina c.i.p. c/o via libertà, Gravina 28 settembre 2008
    Proprio vero: quando hai toccato il fondo, ricominci a scavare!
    Scusa Compagna moderatrice ma stasera sono particolarmente grigio d'umore. Sento pure Santoro che viene messo in difficoltà da Tosi. Siamo proprio alla frutta.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Proprio vero: quando hai toccato il fondo, ricominci a scavare!
    Scusa Compagna moderatrice ma stasera sono particolarmente grigio d'umore. Sento pure Santoro che viene messo in difficoltà da Tosi. Siamo proprio alla frutta.
    Consolati pensando che io con questi personaggi ho a che fare nella vita vera... immaginati le riunioni

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    Scusa Compagna moderatrice ma stasera sono particolarmente grigio d'umore. Sento pure Santoro che viene messo in difficoltà da Tosi. Siamo proprio alla frutta.
    grandissimo intervento adesso dell'amico di abdul

 

 
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