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Discussione: Thread di Radical

  1. #741
    "CATTOCOMUNISTA"
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicola Parente Visualizza Messaggio
    Secondo me Burton deve più che altro darsi da fare per creare un forte gruppo dirigente, con responsabilità condivise, che possa portare avanti i radicali negli anni.
    Un giusto consiglio. I partiti migliori sono quelli che mantengono un certo fermento tra i dirigenti e gli iscritti presentando mozioni, scambiandosi informazioni e progetti per Camera in linea con le proprie idee... ma poi hanno Liberamente tra loro che è un "veterano" e saprà consigliargli a dovere.
    E poi il mio consiglio è anche non tirarsi indietro da criticare gli altri. Sempre in modo rispettoso e senza scadere nel personale. Quel che non uccide rinforza e mantenere una voce critica interna è sempre importante.


    Citazione Originariamente Scritto da Nicola Parente Visualizza Messaggio
    Garulfo, piezz' e ministro.
    Ma la tua attività di "motorino" sul nazionale l'hai abbandonata?
    Eri uno dei pochi interessanti da leggere.
    Ma mannaggia! Non posso mica fare 15000 cose! Già non mi aspettavo la vittoria di Venome e poi lui che mi chiede di fare il ministro e ora che mi frullano le idee per la testa son preso dal compito.
    E poi devo lavorare duro anche perchè qualcuno della sua coalizione ha minacciato Mozioni di sfiducia a go go per il futuro prossimo e io poltronista conclamato ci tengo alla mia cadrega!
    Comunque appena ritorna un po' di calma su Camera mi ributterò nella mischia selvaggia del Nazionale (già mi manca un po') coi consueti amici/nemici con cui azzuffarsi .

  2. #742
    AnarcoLiberale ''egoista'
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    non so a chi interesserà ma voglio rendervi partecipe delle idee che influenzano la mie convinzioni:
    (è un bel malloppo ma ammirerò chi lo legge)

    Agorismo
    L'Agorismo è una filosofia politica anarchica fondata da Samuel Edward Konkin III come soluzione ideale per approdare ad una società dove tutte "le relazioni tra persone siano scambi volontari, un libero mercato". Il termine deriva dalla parola greca "agorà", la piazza aperta al libero scambio, alle assemblee e al mercato nelle città-stato greche. Ideologicamente questa teoria rappresenta una rivoluzione all'interno del cosiddetto "anarchismo di mercato". La caratterista fondamentale dell'agorismo, che la distingue da altri filoni anarchici pro-mercato, è la strada che porterà alla nascità della società anarchica. Questa strada viene chiamata counter-economics, e consiste nel passaggio naturale del commercio dai mercati regolamentati e tassati, ai mercati deregolati e non tassati, ovvero i mercati neri e grigi.
    Il trattato definito e sommativo del pensiero agorista è New Libertarian Manifesto, pubblicato da Samuel Edward Konkin III nel 1980. Un anticipo del pensiero agorista è possibile trovarlo in Alongside Night di J. Neil Schulman, pubblicato nel 1979. Tale racconto venne ispirato dallo stesso Konkin e dal famoso romanzo di Ayn Rand, Atlas Shrugged.
    Gli agoristi sono per un mercato del tutto libero e per il diritto assoluto di proprietà. Considerano il diritto naturale e i diritti di proprietà come naturali conseguenze dell'emancipazione e della sovranità individuale. Di conseguenza l'agorismo viene comunemente (anche se non sempre) considerato una corrente dell'anarco-capitalismo. Gli agoristi considerano le proprie idee come un'evoluzione ed il superamento delle idee di Murray N. Rothbard. Konkin descrisse gli agoristi come "rigorosi rothbardiani...e anzi, più rothbardiani di Rothbard stesso".
    Strategicamente gli agoristi difendono e sostengono la counter-economics, ossia l'allargamento progressivo dei mercati neri e grigi.
    Gli agoristi si definisco left-libertarian. In accordo con Konkin, fu lo stesso Murray N. Rothbard a definire Konkin e il suo radicale libero mercato "left" (sinistra). Le ragioni di tale scelta nascono dalla volontà degli agoristi di saldare i rapporti con la corrente New Left, di distinguersi dagli altri anarchici di mercato per via della counter-economics, e perché nell'Assemblea Nazionale Francese la sinistra rappresentava per la maggior parte i liberali e coloro favorevoli al libero mercato. Considerando questo scenario, tutti i libertariminiarchici, conservatori e gradualisti sono considerati "right".
    Prime pubblicazioni
    J. Neil Schulman, editore della rivista di Konkin New Libertarian, fu il primo ad espletare, nella sua opera intitolata Alongside Night, pubblicata nel 1979 e iniziata nel 1974 (quando era editore di New Libertarian Notes), la filosofia agorista. Durante il loro viaggio dell'agosto1975 da New York alla California, Konkin e Schulman, abbozzarono il libro che avrebbero pubblicato insieme e che si sarebbe dovuto intitolare CounterEconomics. Quando questo progetto fallì, Schulman tornò al proprio lavoro iniziale, ovvero Alongside Night, che terminò nel 1979, mentre Konikn tornò ad occuparsi del suo magazine, e iniziò la stesura di New Libertarian Manifesto e An Agorist Primer, pubblicati successivamente con la casa editrice KoPubCo di Victor Koman. Prima della sua morte Konkin terminò il suo manoscritto CounterEconomics, pubblicato anch'esso dalla casa editrice di Koman.
    Counter-economics come teoria rivoluzionaria
    In accordo con le teorie di mercato anarchico agorista, Agorist Revolution in a Nutshell:
    L'agorismo è un anarchismo di mercato rivoluzionario.
    In una società fondata sul mercato anarchico, diritto e sicurezza saranno forniti da istituzioni libere di mercato, e non da istituzioni politiche. Gli agoristi riconoscono dunque che, tali istituzioni, non potranno svilupparsi attraverso riforme politiche, ma, anzi, attraverso veri processi di mercato.
    Quanto il governo sarà più bandito, tanto forte sarà la repressione contro il governo da parte del mercato che fornirà maggiore sicurezza e diritti. Il mercato domanderà tanti servizi di sicurezza quanto sarà grande la sua emergenza. Lo sviluppo di tale domanda arriverà da quei settori dell'economia in continua crescita, ovvero quelli sempre meno sotto il controllo dello Stato (che di conseguenza non permetteranno più allo Stato di avere il monopolio del diritto e della sicurezza). Questo settore dell'economia è la Counter-economics, ovvero l'insieme dei mercati neri e grigi.

    Concetto di proprietà
    Gli agoristi preferiscono il termine "libero mercato" a "capitalismo", soprattutto per non legarsi alle implicazione che questo termine ha assunto nella storia. I favoritismi dei governi verso determinate società sono visti dagli agoristi come la caratteristica che rende maggiormente illegittimo l'intervento statale in diversi mercati. Le restrizioni dello Stato a favore di determinate aziende, secondo gli agoristi, deformano il mercato, rendendo le suddette imprese meno responsabili e meno capaci. Gli agoristi sostengono che i debiti non delle imprese non possono essere cancellati attraverso un decreto del governo e che ogni manager deve essere responsabile per ogni atto compiuto.le lobby
    sono creature create dallo Stato, create per avere due privilegi contro le pressioni del mercato. Il primo consiste nella diminuzione per decreto delle responsabilità e dei debiti delle società verso altri e il secondo nello spostamento delle responsabilità dai singoli individui ad entità astratte e finte. Ognuno del gruppo si assume le sue responsabilità, però i debiti sono ben messi al sicuro.
    Merce Rampart, "Chairman of the Revolutionary Agorist Cadre" in Alongside Night

    Konkin si oppose al concetto di proprietà intellettualee scrisse un articolo, intitolato "Copywrongs", a supporto di tale tesi. Successivamente Schulman criticò queste tesi di Konkin in "Informational Property: Logorights". Mentre Konkin si opponeva alle leggi dello Stato in tema di patenti e copyright, in quanto creatrici di monopoli e distorsioni, che fu tra l'altro la stessa posizione assunta da Benjamin Tucker prima di lui, Schulman cercava di dimostrare come ogni invenzione sia logicamente di proprietà esclusiva dell'inventore.
    [FONT='Times New Roman','serif']A differenza dei mutualisti, gli agoristi sostengono che non c'è bisogno che una proprietà venga continuamente utilizzata per appartenere al legittimo proprietario.
    Azioni politiche
    Gli agoristi tendono ad opporsi rigidamente al voto ed alla partecipazione politica, sostenendo l'impossibilità e l'irrealizzabilità della creazione di una società libera attraverso gli strumenti e i processi politici. La loro azione si dirige prevalentemente su un punto di vista culturale e attivistico.
    Mutualismo
    Il mutualismo è una teoria economica definita nei suoi scritti da Pierre-Joseph Proudhon, che ideò una società in cui ogni persona possiede mezzi di produzione, sia individualmente che collettivamente, con una rappresentanza commerciale equivalente alla quantità di lavoro offerto sul libero mercato. Parte del progetto è l'istituzione di una banca di credito che concede prestiti ai produttori a tassi di interesse sufficienti a coprire appena le spese di amministrazione. Il mutualismo si basa su una teoria economica che stabilisce l'obbligo di ricevere in cambio della vendita di lavoro o di un prodotto del proprio lavoro, l'esatto ammontare del valore venduto in beni o servizi (ricevere meno dell'esatto dovuto è considerato uno sfruttamento, ricevere di più un'usurpazione). Alcuni mutualisti credono che se lo stato non intervenisse, le leggi economiche assicurerebbero agli individui l'ottenimento di proventi esattamente proporzionati alla quantità di lavoro offerta. Altresì i mutualisti si oppongono alle pratiche di prestito, investimento ed affitto, dal momento che non le ritengono attività lavorative ma puramente lucrative, destinate a scomparire dal mercato qualora lo stato cessasse di intervenirvi. Nonostante Proudhon s'opponesse a questo genere di guadagni, disse: "non ho mai inteso vietare o sopprimere, tramite decreti oppressivi, affitti e tassi d'interesse. Credo che tutte queste forme di attività umana dovrebbero rimanere libere e praticabili per tutti". Nella misura in cui assicurino ai lavoratori il diritto di ottenere il pieno ricompenso del proprio lavoro, i mutualisti sostengono i mercati e la proprietà privata. Tuttavia, riconoscono la proprietà privata al proprietario solamente finché questi effettivamente fruisce di questo bene posseduto (concetto, questo, definito "possesso" da Proudhon). Il mutualismo di Proudhon, inoltre, sopporta le cooperative e le associazioni solamente qualora non fosse possibile per il pubblico affidarsi ad industrie private, preferendo perciò una società di imprenditori individuali. Sebbene il mutualismo di Proudhon sia simile alle dottrine economiche degli anarchici individualisti americani del XIX secolo, a differenza di loro, i mutualisti sono favorevoli alle associazioni di grandi industrie. Proprio per questo, alcuni ritengono che il mutualismo è situato tra l'individualismo e il collettivismo. Lo stesso Proudhon descrisse la libertà che perseguiva come la sintesi tra il comunismo e la proprietà. I mutualisti, seguendo Proudhon, si consideravano originariamente liberal-socialisti. Tuttavia, ben presto i mutualisti si sono separati dal socialismo statale, dal momento che non mirano al controllo sociale dei mezzi di produzione. Benjamin Tucker disse di Proudhon che "nonostante si opponesse alla statalizzazione del capitale, cercava di statalizzare i suoi effetti rendendo beneficio a tutti anziché impoverendo i molti per arricchire i pochi." Anche dal punto di vista politico il mutualismo non si limita all'anarchismo o alle idee di Proudhon, ma entro quella tradizione anche altri, quali Kropotkin, ne hanno scritto.
    Storia
    Il termine "mutualismo" ha visto una grande varietà di usi. Charles Fourier usò per primo il termine francese mutualisme nel 1822, nonostante non facesse riferimento ad un sistema economico. Il primo uso del termine "mutualismo" fu nella New-Harmony Gazette di Owenite nel 1826. Nei primi anni trenta dell'Ottocento, infine, un'organizzazione lavorativa a Lione, si definì mutualista in What is Mutualism?. Pierre-Joseph Proudhon ebbe contatti con i mutualisti di Lione e successivamente adottò il termine per descrivere le proprie teorie.
    Concezioni mutualiste del capitalismo
    Il principio del costo
    I mutualisti asseriscono che la maggior parte dei problemi originati dal capitalismo sono dovuti alla violazione del principio del costo, inteso come ragionevole limite del prezzo, come Josiah Warren lo definì. Questo principio deve la sua origine ad Adam Smith nel 1776 e alla sua teoria del valore lavorativo, la quale afferma che il prezzo esatto e ragionevole di qualsiasi cosa è l'esatto corrispondente della quantità di lavoro necessaria a produrla. Proudhon e Warren, lavorando indipendentemente ed accettando entrambi questo assioma, giungono alla conclusione che lucrare sul prezzo (concetto basilare della logica capitalistica) non è etico e morale. Secondo Warren il costo di produzione deve essere il limite del prezzo e chiunque venda beni dovrebbe chiedere non più di quanto egli stesso ha speso per produrlo. Proudhon da parte sua afferma che "il valore reale dei prodotti è determinato dal tempo lavorativo e che tutti i tipi di lavoro dovrebbero essere considerati alla pari", invocando perciò l'uguaglianza di salari e stipendi. In termini di impiego, quindi, un lavoratore non deve essere pagato meno di quanto effettivamente produce.
    Proprietà
    Pierre-Joseph Proudhon fu uno dei più famosi filosofi ad essersi applicato al tema della proprietà, ed è celebre per aver affermato che "la proprietà è un furto", anche se è conosciuto meno per aver altresì detto "la proprietà è insostenibile" e la "proprietà è libertà". Secondo Colin Ward, Proudhion non vide la contraddizione tra queste asserzioni. Ciò accadde perché Proudhon distinse tra ciò che considerava due distinte forma di proprietà spesso unite sotto un'unica etichettatura. Per il mutualista c'è grande differenza tra la proprietà creata grazie alla forza e quella ottenuta grazie al lavoro. La prima deriva dalla conquista e dallo sfruttamento e può essere mantenuta solo tramite lo stato, le leggi e le forze armate. La seconda è la proprietà dei lavoratori quali i contadini o gli artigiani, che hanno diritto ad una casa, a coltivare terra, a possedere strumenti per commerciare. Proudhon affermò che la proprietà degli strumenti di lavoro è essenziale per la libertà, mentre la proprietà che non implica l'uso e la fruizione (per esempio una proprietà data in affitto) da parte del proprietario è causa di tirannia e può potenzialmente condurre la società all'autodistruzione.
    Economia mutualista
    I maggiori pilastri del mutualismo sono le libere associazioni, il mutuo credito, i contratti e il gradualismo. Generalmente il mutualismo è descritto sinteticamente come "libero mercato non capitalistico". Mutualisti contemporanei, quali Kevin Carson, sostengono che il capitalismo è stato fondato su un atto di rapina di massa, simile al feudalesimo", e affermano che il capitalismo non potrebbe esistere senza una struttura statale.
    Libere associazioni
    [FONT='Times New Roman','serif']mutualisti sostengono che l'associazione è necessaria dove sia presente una combinazione organica di forze. per esempio, una operazione che richiede specializzazioni e molti lavoratori che assolvono a compiti differenti. In questa situazione, ogni lavoratore è dipendente dai suoi colleghi e senza una associazione sarebbero costretti a istituire una gerarchia di comando e di subordinazione. Una operazione che può essere eseguita da un individuo senza l'aiuto di lavoratori specializzati non richiede alcun tipo di associazione. Proudhon disse:
    In casi in cui la produzione richeda grandi divisioni del lavoro, è necessario creare una associazione tra i lavoratori, perché altrimenti rimarrebbero isolati in classi di subordinati e superiori, e si verrebbero a creare due classi industriali di capi e di lavoratori stipendiati, che è una cosa ripugnante in una democrazia e in una società evoluta. Ma dove il prodotto può essere ottenuto dalla azione di un singolo individuo o di un ristretto gruppo al massimo (una famiglia, ad esempio), non c'è alcun bisogno di associazioni

    Come Robert Graham fa notare "il socialismo di mercato ideato da Proudhon è strettamente legato alle idee di democrazia industriale ed autogestione dei lavoratori
    Mutuo credito
    I mutualisti credono che il popolo dovrebbe stabilire dei sistemi bancari di credito libero. Le banche essenzialmente creano ricchezza da depositi che non appartengono a loro, lucrando con tassi di interesse sulla differenza. I mutualisti mirano perciò alla realizzazione di banche che concedano liberamente credito, favorendo così gli interessi dei partecipanti, piuttosto che dei banchieri.
    Contratti e federazioni
    Secondo il mutualismo i produttori dovrebbero scambiare i propri beni usando sistemi di contratto. Mentre le definizioni originarie di Proudhon del costo e dell'effettivo valore di un bene erano basate su assiomi circa la relazione tra lavoro e tempo, in seguito aggiunse altri fattori capaci di influenzare un prezzo, quali l'intensità del lavoro e la natura del lavoro preso in considerazione. Inoltre allargò le proprie definizioni di contratto in nozioni di federazione.
    Anarco-capitalismo
    L'anarco-capitalismo è uno degli orientamenti della filosofia politica contemporanea, ed è presente principalmente nel mondo anglosassone, sebbene non manchino oggi importanti esponenti anarco-capitalisti tedeschi, francesi, italiani e d'altra nazionalità.
    Il principale riferimento intellettuale per l'anarco-capitalismo è l'opera dell'economista e filosofo della politica Murray N. Rothbard (1926-1995).
    Apparsa sulla scena americana nel corso degli anni Sessanta, questa teoria politica propone l'instaurazione di una società basata esclusivamente sul libero mercato e nella quale sia eliminato ogni ricorso alla coercizione attraverso il superamento dello Stato, intrinsecamente autoritario secondo gli anarco-capitalisti. Nella sua versione più stretta il libertarismo è anarchico, ed anzi si autodefinisce come l'unica possibilità di dare un contenuto realistico e coerente alla proposta di abolire lo Stato e la violenza che è insita in esso.
    Le origini
    La nascita dell'anarco-capitalismo viene di solito ricondotta all'acutizzarsi delle tensioni che caratterizzarono gli orientamenti interni alla cosiddetta “Old Right” americana costituitasi tra le due guerre in reazione al New Deal di Franklin Roosevelt, considerato espressione di dirigismo. Dalla crisi della coalizione intellettuale repubblicana emerge un movimento di idee volto a radicalizzare il liberalismo di marca jeffersoniana, il quale adotta, per distinguersi e caratterizzarsi, la definizione di libertarianism. Questo fenomeno non è solamente partitico, anche se presto si accompagna negli Stati Uniti alla fondazione del Libertarian Party (Partito Libertario).
    La visione americana
    Alcuni ritengono che la comparsa dell'anarco-capitalismo abbia rimesso in gioco le tradizionali categorie politiche statunitensi e che, in ragione delle loro idee, gli anarco-capitalisti sfuggano ad una classificazione fondata sull'usuale opposizione destra-sinistra.
    Maddox e Lilie, adottando l'approccio al tema delle libertà individuali come criterio essenziale per descrivere le differenti posizioni politiche, e distinguendo tra temi economici (fisco, libertà di contratto, ecc.) e civili (libertà sessuali e relativamente agli stili di vita, uso di droghe, ecc.), definiscono conservatives tutti coloro che privilegiano le libertà economiche rispetto a quelle civili, ascrivendo invece tra i liberals quanti difendono le seconde e ritengono che le prime vadano regolamentate.
    In questo schema, vengono dette populist le ideologie caratterizzate dalla tendenza ad una regolamentazione stretta sia delle libertà civili, sia di quelle economiche, mentre libertarian sarebbe la visione che propugna l'assenza di regolamentazioni sia per le une sia per le altre.
    Opponendosi contemporaneamente a ciò che considerano l'autoritarismo dei populisti ed il liberalismo dei conservatori, da loro giudicato incoerente, i libertari propongono un generale ripensamento delle tradizionali categorie di analisi del dibattito politico contemporaneo. Nel contrapporre radicalmente i diritti dell'individuo al potere dello Stato, essi optano per i primi negando la necessità di qualunque intervento regolatore da parte dell'autorità, percepito come aggressione. Il pensiero libertario sostiene il capitalismo puro sugli interventi dello Stato in campo economico e sociale, ed avversa ogni politica proibizionista. Osteggia inoltre l'imperialismo, così come ogni ipotesi di Stato mondiale, ed appoggia in generale quel diritto alla libertà di azione e di predicazione di sette e piccole comunità che non metta in pericolo il godimento delle stesse libertà per gli altri. L'ordine pubblico, tradizionalmente garantito dallo Stato, secondo il pensiero libertario va assicurato riconoscendo ai singoli il diritto a portare armi e mediante l'affidamento ad agenzie di protezione private in concorrenza tra loro.
    Il libertarismo alla Rothbard
    Il libertario percepisce sé stesso come un liberale coerente, rigoroso, nemico della coercizione, essendo convinto della necessità di affidarsi alla concorrenza per scongiurare l'instaurarsi di una società che operi violenza nei confronti dell'individuo e della sua proprietà.
    In estrema sintesi, un libertario quale Rothbard ritiene che la libertà individuale rappresenti il bene politico supremo e che l'unica soluzione ragionevole per assicurarne un'adeguata protezione stia nella scelta di affidarla ad enti in competizione tra di loro; se il fine è la difesa dell'individuo da ogni aggressione, lo strumento per raggiungerlo sarebbe la libertà di mercato. Nella teoria libertaria le tradizionali istituzioni pubbliche lasciano il posto ad ordinamenti legali scelti dalle persone nel quadro di un mercato competitivo. In questo senso, la componente più radicale del libertarismo propone che anche i servizi della difesa, della giustizia e dell'ordine pubblico si trasformino nel prodotto di aziende private, impegnate a contendersi clienti attraverso il soddisfacimento al meglio delle loro esigenze.
    Ciò porterebbe tra l'altro all'eliminazione della necessità di un'imposizione fiscale da parte dello Stato, che Rothbard contesta perché esso vivrebbe di tassazione per produrre regolamentazione, agendo illegittimamente ed aggredendo costantemente l'indviduo nel suo diritto a disporre dei beni al fine di farne l'uso preferito. Se nel pensiero di Rothbard la regolamentazione equivale ad un'aggressione (o ad una minaccia), l'imposizione fiscale viene assimilata ad un furto, ed ogni entità statuale finisce con l'essere considerata come sostanzialmente illegittima, perché incapace di giustificare gli obblighi che questa fa ricadere sui cittadini.
    Per gli autori del liberalismo classico, lo Stato ha il solo compito di tutelare la vita, la libertà e la proprietà degli individui, e per evitare che esso abbandoni questa missione è necessario definire alcune regole che limitino il potere dei governanti. Il libertarismo considera però falliti i tentativi del costituzionalismo liberale di garantire i diritti individuali nel quadro di un ordinamento statuale. Le classi politiche infatti, avendo a disposizione il monopolio legale della violenza, avrebbero immancabilmente abusato del potere loro conferito allo scopo di esercitare una mera funzione di tutela. In quest'ottica i libertari avrebbero al contrario la vocazione ad “immaginare” e “costruire” forme alternative di convivenza, liberate dalla violenza.
    Né conservatori, né progressisti
    Al fianco di un libertarismo imprenditoriale animato da associazioni, aziende, e singoli imprenditori l'ideologia libertaria sta progressivamente conquistando uno spazio nell'università e nelle riviste accademiche.
    Interpretato secondo le categorie della politica europea, il libertarismo americano viene di solito visto come espressione di un conservatorismo estremo ed al contempo di un sostegno radicale alle libertà individuali. Ciò perché il libertario non intende collaborare (o scontrarsi) né con i progressisti né con i conservatori, ai suoi occhi statalisti nemici in ugual misura delle libertà individuali. Questa sarebbe la ragione per la quale il libertarismo viene criticato da praticamente ogni altro orientamento politico. Lo stesso economista austriaco Hayek, spesso presentato come teorico di un liberismo radicale, ha in realtà subito forti influssi socialisti, sostenendo la necessità che il potere statale mantenga una funzione regolatrice e limiti l'autonomia dei singoli e la loro libertà d'iniziativa.
    Per gli anarco-capitalisti, invece, le funzioni oggi svolte dal Welfare State dovrebbe tornare alle libere associazioni, alle comunità volontarie e allo spirito filantropico.
    In Italia
    Bruno Leoni sin dall'inizio degli anni sessanta utilizza ampiamente taluni scritti di Murray N. Rothbard (soprattutto Man, Economy, and State, che però non può essere definito un testo anarco-capitalista in senso stretto) e introduce nel dibattito alcune importanti riflessioni dello studioso americano (a partire dall'analisi del monopolio: si veda in particolare il saggio "Mito e realtà dei monopoli", del 1965). Leoni, peraltro, influenza a sua volta Rothbard sul tema della produzione libertaria del diritto. Di tematiche anarco-capitaliste, o anarco liberiste, si parlerà in Italia solo nel 1979, quando Riccardo La Conca dà inizio alla rivista Claustrofobia, che dura cinque numeri. Nella seconda metà degli anni '80, La Conca pubblica il volume Democrazia, mercato e concorrenza, primo testo anarco-liberista italiano, influenzato dall'economia neoclassica e dalla scuola di Public Choice.
    In seguito, il libertarismo italiano si arricchisce di altre figure; ossia dapprima Fabio Massimo Nicosia, avvocato e scrittore ("Il sovrano occulto", "Beati possidentes", "Il dittatore libertario", "Anarchia analitica"), che via via assumerà posizioni sempre più critiche nei confronti del cosiddetto movimento libertario italiano, denunciando quella che egli giudica essere una degenerazione reazionaria. Poi Luigi Marco Bassani, Nicola Iannello, Carlo Lottieri, Guglielmo Piombini, Paolo Zanotto e altri, accolgono altri influssi e in particolare temi provenienti dalla Scuola Austriaca (da Mises a Leoni), dal giusnaturalismo lockiano e dall'oggettivismo ateo di Ayn Rand, dall'elitismo, dalla tradizione cattolica e dal realismo politico. Riviste come Élites e Enclave diffondono in Italia i temi del pensiero anarco-capitalista, i cui testi principali sono pubblicati dalle edizioni Liberilibri e dalla Leonardo Facco Editore. Ora in Italia esiste anche un Movimento Libertario (guidato da Leonardo Facco) che si propone di tradurre la teoria libertaria e anarco-capitalista in concrete iniziative sociali, concentrando tuttavia la propria attenzione sugli aspetti strettamente economici, considerati prioritari rispetto a quelli di carattere civile. Ma non tutti i libertari italiani hanno ritenuto di aderire al Movimento Libertario. A causa di quella che reputano essere una tendenza al conservatorismo morale (basata sulla convinzione che una prospettiva libertaria non implichi necessariamente alcuna forma di relativismo etico), alcuni dissidenti (fra i quali Nicosia, Luigi Corvaglia e La Conca) hanno scelto di operare autonomamente, producendo un anarchismo liberale che definiscono "anarchismo analitico", che può essere considerato a metà strada tra l'anarchismo classico ottocentesco e l'anarco-capitalismo.
    Le ultime tendenze
    Dopo essere stato a lungo un movimento eminentemente americano, nel corso degli ultimi decenni l'anarco-capitalismo è diventato un fenomeno globale e soprattutto in Europa sta trovando interpreti di primo livello. Autori come Anthony de Jasay, Hans-Hermann Hoppe (fondatore della società Property and Freedom), Bertrand Lemennicier, Gerard Radnitzsky, Gérard Bramoullé e Jesus Huerta de Soto sono oggi autori che esprimono una loro originale rilettura del pensiero libertario, certamente nutrita della lezione della Scuola austriaca, ma egualmente orientata a far crescere tale pensiero in varie direzioni: dalla teoria monetaria al revisionismo storico, dalla riscoperta del realismo filosofico classico alla critica del positivismo, dalla valorizzazione del diritto evolutivo alla riaffermazione dei diritti individuali.
    Anarchici Analitici
    Gli anarchici analitici nascono per uno scopo ben preciso, a quanto pare, quello di tornare alla radice dei concetti fondanti del pensiero anarchico, per comprendere quali possano essere gli sviluppi più logici e coerenti di fronte alle sfide di oggi. Nascono quindi da una insoddisfazione di fondo sull’evoluzione dell’anarchia che ha preso indirizzi considerati inadeguati e persino incompatibili con i principi storici. Da un lato abbiamo in effetti le forme più aggiornate dell’anarco-comunismo e dell’anarco-sindacalismo declinate in direzione no-global e, a volte, anche vagamente eversiva. Dall’altro lato, si è affermata in Italia la versione più radicale del liberalismo classico, cioè l’anarco-capitalismo, antistatalista fino all’estremo in qualunque settore della vita pubblica, ma tendenzialmente incline a sostenere una legislazione conservatrice sui diritti civili. Questa biforcazione sul cammino della filosofia politica anarchica ha determinato la marginalizzazione delle sue correnti favorevoli, al contempo, al libero mercato e ai diritti civili, e quindi coerentemente libertarie in tutte le dimensioni della vita personale. I numi tutelari di questo nuovo movimento sono individuati dagli stessi promotori in alcuni esponenti di lusso dell’anarchismo individualista americano, come Benjamin Tucker, Josiah Warren e Lysander Spooner, ma anche in socialisti libertari di matrice culturale europea come Proudhon o Max Stirner. L’individualismo romantico ottocentesco viene quindi recuperato, nella speranza di potervi trovare gli strumenti utili per contrastare, da una posizione di anarchismo rinnovato e rinsaldato nei suoi principi cardine, i moderni centri di potere, pubblici e privati. È un anarchismo antistatalista, ma anche po’ sociale e antimonopolista; è antiautoritario, ma anche un po’ comunitario. È il tentativo di coniugare libertà economiche e libertà civili, rispolverando però una sensibilità anarchica forse più europea che statunitense. Ecco quindi che, in quest’ottica, il libero mercato dovrebbe essere difeso dalle grandi concentrazioni industriali, rifiutando l’identificazione tra capitalismo e libero mercato. E la dignità della persona dovrebbe tornare ad essere il fulcro della riflessione anarchica, consentendo la critica di qualunque forma di coercizione, sia essa economica, culturale, politica o religiosa. Si prospetta, quindi, un movimento di pensiero a metà tra l’anarco-collettivismo, incapace di liberarsi dall’abbraccio fatale con lo statalismo e l’autoritarismo; e l’anarco-capitalismo le cui tesi armoniciste inducono ad ignorare i pericoli per l’individuo derivanti dalla concentrazione di potere in mani private e i conseguenti fenomeni di manipolazione delle coscienze e di sfruttamento del lavoro dipendente. Se si aggiunge che la difesa del libero mercato secondo le tesi anarco-capitaliste, più che indirizzata alla libertà personale in se stessa, pare invece profondamente funzionale al ripristino di un ordine sociale di carattere conservatore (si parla di conservatorismo culturale), si può ben supporre che l’obiettivo primario delle future lotte degli anarchici analitici saranno proprio gli esponenti nostrani dell’anarco-capitalismo. Per saperne comunque di più, e certamente in maniera più corretta, si consiglia di dare un’occhiata ai testi di Luigi Corvaglia, come “Ripensare l’anarchia”, o La “Sovranità dell’individuo – Saggio sulla Libertà in America”. Di Fabio Massimo Nicosia, invece, è opportuno ricordare le pubblicazioni di riferimento come “Il Sovrano Occulto” Franco Angeli, e “Beati Possidentes”, Liberilibri, cui dovrebbe seguire a breve un saggio che completa il trittico (“Il Dittatore libertario”, o qualcosa di simile), a chiusura di un percorso intellettuale piuttosto travagliato, che ha visto Nicosia passare dal gruppo dei primi anarco-capitalisti, con Piombini, Vitale, Iannello e Bassani, alla fondazione, in questi giorni, dell’anarchismo analitico con Corvaglia, in polemica crescente con l’evoluzione catto-conservatrice di buona parte del libertarismo italiano. Questo sviluppo “paleo” sta del resto preoccupando anche liberali vicini al libertarismo dell’Ibl, come si evince da dichiarazioni come quelle fatte da Raimondo Cubeddu, che ha spesso parlato, a questo proposito, di liberalismo ridotto a versione secolarizzata del cattolicesimo.
    Che forme prenderà questo movimento in futuro è difficile dirlo. Sul forum di riferimento si parla, anche se con timidezza, della possibilità di dare vita ad un centro studi, o qualcosa di simile. Probabilmente lo scopo è quello di contrapporsi al referente in Italia del pensiero anarco-capitalista e più genericamente libertarian, e cioè l’Istituto Bruno Leoni.
    L’intento è senz’altro encomiabile, purché dia frutti anche solo paragonabili a quelli dell’Istituto diretto da Lottieri, Mingardi e Stagnaro, che sforna periodicamente studi di ogni tipo su temi dell’attualità politica, economica e finanziaria, per esprimere giudizi e fare proposte riformatrici concrete. Oddio, il termine “analitico”, a dire il vero, non si addice tanto alla concretezza mostrata invece dal lato destro del libertarismo italiano. Sa molto di profonde e dottissime elucubrazioni, e poco di realismo. Intendiamoci, gli anarchici analitici nascono da esigenze effettivamente sentite da alcune parti del mondo libertario italiano, come la necessità di avere un riferimento, in termini associativi, di ricerca e di proposta politico-culturale, per idee che potrebbero definirsi, citando Piombini, ultra-left-libertarian, e che dovrebbero porsi lo scopo di incidere sulla cultura politica italiana attraverso un libertarismo dalle venature progressiste, e cioè con obiettivi polemici centrati sul capitalismo di stato o assistito dallo stato, sulle forme più gravi di concentrazione capitalistica, oltre che sul fronte delicato delle libertà civili e della ricerca scientifica, combattendo ogni intromissione della religione, delle comunità locali, delle tradizioni conformiste e delle autorità governative nelle sfere più intime della vita delle persone. Un libertarismo a tutto tondo, quindi. Romantico, illuminista e pragmatico.
    Un tipo di libertarismo simile a quello che tanto disturbava il maestro dell’anarco-capitalismo americano, Rothbard, che amava parlare di nihilo-libertari per indicare i left-libertarians. Oggi i left-libertarians americani sono guidati da personaggi come David Boaz (autore di “Libertarianism: A primer”) e Clint Bolick, ma le loro posizioni paiono una versione edulcorata e laicizzata dell’anarco-capitalismo. È possibile che l’anarchismo analitico voglia posizionarsi alla sinistra dei left-libertarian americani, e quindi caratterizzarsi per un’anima più antidiscriminatoria, democratica ed egualitaria. Lo si potrebbe dedurre da affermazioni come questa, rilasciata da Corvaglia in un’intervista recente: “A differenza della buona parte dei "libertarians", che ritengono il welfare qualcosa di cui disfarsi senza mezzi termini, noi (su questi temi stiamo lavorando con Nicosia, La Conca e altri) stiamo immaginando una transazione al mercato delle funzioni dello stato sociale che permetta di mantenerne le caratteristiche "democratiche". Fra gli ingredienti di questa ricetta ci potrebbe stare l'idea warreniana del costo come limite del prezzo”.

  3. #743
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    Citazione Originariamente Scritto da forrestgump Visualizza Messaggio
    il partito si conferma sempre molto vivo e attivo, creato da nuove persone sul forum coadiuvate da grandi esperti! continuiamo così!
    ciao anche io come te sono nuovo
    speriamo di diventare sempre di più
    ma sopratutto che chi è arrivato solo ora non abbandoni il forum

  4. #744
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    Citazione Originariamente Scritto da Burton Morris Visualizza Messaggio
    Un po' di positività dal compagno Zulux


    Nel weekend ci lavorerò anch'io, grazie per l'ottima missione diplomatica.
    burton devi darti da fare di più
    manca ancora un po' di gente
    inoltre su pol ci sono radicali non iscritti da noi
    quando inizia la preparazione del congresso? mai?
    ho letto che pensavi a novembre...
    lo prepariamo in una settimana?

  5. #745
    Osservatore del teatrino
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    Citazione Originariamente Scritto da zulux Visualizza Messaggio
    burton devi darti da fare di più
    manca ancora un po' di gente
    inoltre su pol ci sono radicali non iscritti da noi
    quando inizia la preparazione del congresso? mai?
    ho letto che pensavi a novembre...
    lo prepariamo in una settimana?
    COn calma.. non abbiamo nessuna fretta...
    i veri radicali sono spiriti liberi... quindi c'è anche la possibilità per cui iscriversi a qualcosa possa andare contro le loro idee libertarie.... quindi anche se non sono iscritti, se sono veri radicali, ci appoggieranno comunque nelle nostre battaglie.
    X

  6. #746
    AnarcoLiberale ''egoista'
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    ecco, come quasi ogni 10 giorni, rilancio un riassunto.... burton ci fai un resoconto?

  7. #747
    Aderisci a Radical
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    Citazione Originariamente Scritto da garulfo Visualizza Messaggio
    Un giusto consiglio. I partiti migliori sono quelli che mantengono un certo fermento tra i dirigenti e gli iscritti presentando mozioni, scambiandosi informazioni e progetti per Camera in linea con le proprie idee... ma poi hanno Liberamente tra loro che è un "veterano" e saprà consigliargli a dovere.
    E poi il mio consiglio è anche non tirarsi indietro da criticare gli altri. Sempre in modo rispettoso e senza scadere nel personale. Quel che non uccide rinforza e mantenere una voce critica interna è sempre importante.
    Ma mannaggia! Non posso mica fare 15000 cose! Già non mi aspettavo la vittoria di Venome e poi lui che mi chiede di fare il ministro e ora che mi frullano le idee per la testa son preso dal compito.
    E poi devo lavorare duro anche perchè qualcuno della sua coalizione ha minacciato Mozioni di sfiducia a go go per il futuro prossimo e io poltronista conclamato ci tengo alla mia cadrega!
    Comunque appena ritorna un po' di calma su Camera mi ributterò nella mischia selvaggia del Nazionale (già mi manca un po') coi consueti amici/nemici con cui azzuffarsi .
    Speriamo si metterà su una bella squadra, qui, per i radicali.
    Figurati se si tireranno indietro da criticare gli altri. Se li conosco bene, è proprio quello che faranno.
    Anche io non ho più tempo per il nazionale Giro sui forum di PD e PDL più che altro (di recente, una bella rissa verbale col moderatore del primo, interessantissima discussione con Bereshit sul secondo).
    Però, vuoi mettere quei mitici thread con Tolomeo vs Bojangles, oppure 20 tizi che si insultano su Alitalia mentre tu o Abbott cercavate di portare qualche dato?

  8. #748
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    è possibile avere delle delucidazioni su come funzionano i congressi?
    basterebbe anche un link.

    - ci si può iscrivere per un intervento?
    - si svolgono qui nel forum o - ad es - su un programma di IM?
    - c'è una memoria storica (ad es documenti programmatici, interventi, ecc...)

    grazie per le eventuali risposte
    V

  9. #749
    legalize individual secession
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    Citazione Originariamente Scritto da domenicolet. Visualizza Messaggio
    ecco, come quasi ogni 10 giorni, rilancio un riassunto.... burton ci fai un resoconto?
    anche secondo me sarebbe un'ottima idea postare ogni tot giorni (10 giorni o due settimane) tutto l'ambaradan con statuto, tutti gli iscritti etc. anche per tenere nelle posizioni in alto il 3d del partito

  10. #750
    AnarcoLiberale ''egoista'
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    Citazione Originariamente Scritto da forrestgump Visualizza Messaggio
    anche secondo me sarebbe un'ottima idea postare ogni tot giorni (10 giorni o due settimane) tutto l'ambaradan con statuto, tutti gli iscritti etc. anche per tenere nelle posizioni in alto il 3d del partito

    mi sei molto simpatico, condivi quasi tutto quello che dico se ti va ti suggerisco di passare dal mo blogogni tanto: http://brigantilibertari.blogspot.com/

 

 
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