
Originariamente Scritto da
Mitteleuropeo
Stamattina mi sveglia al telefono un forumista e me lo dice. Io, ancora pieno di sonno, non connetto bene, vado al computer, trovo la tristissima conferma.
Io lo avevo incontrato per la prima volta sull'Ulrichsberg nel 2001 e poi svariate altre volte. Uomo alla mano, di poche parole, ma raramente equivoche. I lunghi discorsi li riservava al grande pubblico, con un paio di frasi mi aveva più volte puntualizzato le sue idee riguardo alla Macroregione prima, che poi divenne Euroregione, il cambiamento dei rapporti con Bossi, su cui non si era mei espresso male, il grande rispetto e stima che aveva per Illy (ricambiato), nonostante avesse avuto qualche perplessità nel vedere con chi era alleato in F-VG. Fino al 2002 aveva nutrito il sogno (nemmeno tanto sogno, i preparativi c'erano, eccome) di esportare il suo partito, l'allora FPOE, anche in F-VG e Veneto. Dopo essere stato criticato per la sua abitudine di incontrare direttamente il popolo della rep.it., costruì un'asse preferenziale con il sindaco di Jesolo Marin (lista autonoma, ex leghisra, poi FI) ed il suo uomo-ombra, il vicesindaco Dal Col. Haider fu invuitato a Jesolo a ricevere la cittadinanza comunale onoraria, e allo stesso tempo Marin fu nominato "corrispondente ufficiale" in Veneto, con la facoltà di delegare qualcuno anche in F-VG. Fu abbastanza presto chiaro chi sarebbe stato il delegato, ma a quel punto Haider fece sapere a chi lo seguiva che avrebbe trattato solo con istituzioni e con partiti che avessero qualche probabilità di vincere elezioni regionali (le uniche che gli interessavano). Non ci volle molto a capire che si riferiva a Forza Italia, corrente di Antonione. Quindi, niente delegati. FI perse le regionali 2003 e Haider non perse tempo ed invitò Illy a continuare il discorso. L'incontro avvenne nel settembre 2003 e Haider rimase sbalordito dalla concretezza e competenza di Illy; molto superiore, come mi disse testualmente, alle chiacchiere vuote ed alle pacche sulla spalla di Antonione. Da quel momento, a parte il tentativo di evitare la guerra in Irak, l'unico scopo in politica estera di Haider fu di proseguire ad ogni costo con L'Euroregione classica: Carinzia, Veneto, F-VG, Slovenia, Istria e Fiume. Haider era la vera anima, il meccanismo instancabile, il motore immobile di Euregio. Non occorreva essere un genio per capire che senza di lui non sarebbe più stata la stessa.
Oggi ero a camminare in montagna e mi ronzavano per la testa certe cose, a cui stamattina presto non avevo nemmeno pensato. In fondo Haider non era mai stato nè di destra, nè di sinistra: era uno dei pochissimi politici europei del dopoguerra ad avere un sistema assolutamente originale, che purtroppo non sapeva spiegare al pubblico: lo si trova in interviste e in libri. In pubblico diceva solo bocconi di sicuro effetto, ma il suo chiodo fisso non era l'immigrazione, lo sciovinismo, la lotta contro sloveni, moschee e donne velate... Era un'altra cosa: la sicurezza che gli Stati Nazionali fossero superati e la fede nelle Euroregioni. Già nel 2002, durante una visita all'FPOE a Vienna, avevo sentito da fonte autorevole come fosse previsto lo smembramento quasi totale della stessa Austria, oltre a quello che sappiamo e a quello che non posso dire. Poi le sconfitte elettorali lo obbligarono a concentrarsi sulla politica interna, fino a quando Illy lo sospinse nuovamente all' Euroregione.
Quella volta a Vienna mi fu detta una frase profetica, sempre da fonte "eccellente": "Il nostro partito sbaglia ad appoggiarsi troppo alla persona Haider, dobbiamo assolutamente uscire da questo culto della personalità, altrimenti, chiunque ci vuole distruggere, basta che gli tagli la corda mentre sta facendo bungee-Jumpying" (o come cavolo si chiama)
Questa frase l'ho rimuginata a lungo sui pendii dello Slavnik.
Ho pensato che l'assassinio politico non rientra nelle tradizione austriaca, Dollfuss fu un caso isolato. Ma Haider poteva dare fastidio solo in Austria? Come mai Galan si è appena tirato addosso l'ira funesta e le velate minacce di Castelli per osar "dividere la Lega Veneta da quella Lombarda"? Calderoli e Frattini sproloquiano, in tono sempre più irrispettoso della volontà popolare (di tutti i coinvolti), di un'Euroregione-mostro, comprendente Lombardia e Baviera? Siamo sempre lì, non dividere la Lega Lombarda e la Lega Veneta. Anche Panto stava mettendo il Veneto di fronte ad una situazione diversa da quella della Lombardia.
Fino a prova contraria posso solo pensare che sia stato un incidente e spero che la polizia carinziana non fermi le indagini, se dovesse sospettare eventuali, ripeto, eventuali, improbabilissimi, interventi da parte di persone di bassa statura morale, magari al di fuori dei confini austriaci.
Ho ricordato Jörgl passeggiando tra i boschi di montagna, in un ambiente simile a quello di quando lo incontrai per la prima volta, allora sotto un diluvio scrosciante.
Mit stillem Gruss