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Druuna
ma tu fraintendi proprio.
Nessuno sta parlando di "giusto è ciò che si ritiene in una data epoca".
Rileggiti la spiegazione iniziale di Nicolaj, perchè non l'hai proprio capita.
Sempre se ci tieni tanto a controbattere, perchè sinceramente.... a me frega il giusto eh.
Nicolaj si arrabbia con me perché è convinto che ce l'abbia con lui nonostante lo stiamo vedendo parlare di mera quantità e di rapporti di forza; in realtà mi sto riferendo a chi respinge quanto ha scritto Giò sull'equivalenza relativistica fra i giudizi di valore; lo sa benissimo Giò che sul piano della quantità e della forza non si equivalgono, infatti il grido disperato di chi si sente nel giusto non impedisce il prevalere del branco e del conformismo
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Liquid Sky
Anche dalle mie...
magari siamo vicini e non lo sappiamo
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Troll
i giudizi di valore di Druuna non sono arbitrari e rigettabili nel segno di un giudizio di valore opposto ma attingono a quello che in un'occasione ha chiamato come "l'inesprimibile"
Fine anni 80, o giù di lì, in tv passava una pubblicità di goldoni, dove una tizia, con espressione maliziosetta, faceva "Personal hatu... Per capire... Quello che non si può... [sospiro] Dire"
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Druuna
Non è questione di citare autori, è questione che il relativismo è una determinata cosa (che fa capo a determinati pensatori), di cui Giò dimostra di non aver capito una cippa.
Quindi è lui che vuole fare il pheego, ma dice cavolate.
Cmq per me può continuare a pensare che il relativismo sia "tutto è uguale", resta il fatto che il relativismo non è quello.
la condizione relativistica comporta che i valori siano equivalenti di fronte a un'istanza dirimente che non c'è e li abbracciamo in base a qualunque suggestione avvertiamo determinare la nostra preferenza; Giò non ha mai dubitato che l'omofobia maggioritaria abbia potuto condannare al suicidio un numero di soggetti, dato che sul terreno pratico un'equivalenza nella facoltà di imporsi contro i giudizi avversi non c'è
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Troll
Nicolaj si arrabbia con me perché è convinto che ce l'abbia con lui nonostante lo stiamo vedendo parlare di mera quantità e di rapporti di forza; in realtà mi sto riferendo a chi respinge quanto ha scritto Giò sull'equivalenza relativistica fra i giudizi di valore; lo sa benissimo Giò che sul piano della quantità e della forza non si equivalgono, infatti il grido disperato di chi si sente nel giusto non impedisce il prevalere del branco e del conformismo
non mi pare affatto che Nicolaj sia arrabbiato... piuttosto vedo te in affanno, ma sai...son punti di vista... relativi :ghigno:
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Druuna
Non è questione di citare autori, è questione che il relativismo è una determinata cosa (che fa capo a determinati pensatori), di cui Giò dimostra di non aver capito una cippa.
è una cosa che in sé non avrebbe bisogno di autori, è la cosa per cui ogni valutazione è valutata da un valutatore, e un altro valutatore valuterà diversamente senza che un criterio dirimente fra le due valutazioni possa essere affermato fuori dalla forza e dalla manipolazione che invoca pretestuosi criteri "obiettivi"
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la condizione relativistica comporta che i valori siano equivalenti di fronte a un'istanza dirimente che non c'è
No.
Continuate a parlare di equivalenza, ma non c'entra un tubo.
Io te l'ho detto di rileggere...ma capisco che sia inutile.
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Troll
Nicolaj si arrabbia con me perché è convinto che ce l'abbia con lui nonostante lo stiamo vedendo parlare di mera quantità e di rapporti di forza; in realtà mi sto riferendo a chi respinge quanto ha scritto Giò sull'equivalenza relativistica fra i giudizi di valore; lo sa benissimo Giò che sul piano della quantità e della forza non si equivalgono, infatti il grido disperato di chi si sente nel giusto non impedisce il prevalere del branco e del conformismo
A cosa ti vorresti appellare, se non alla mera quantità ed ai rapporti di forza?
Al "Dio lo vuole"?
I giudizi di valore sono soggettivi. Tu puoi anche pensare che ammazzare un bianco ed ammazzare un nero siano due cose diverse, su un piano di valore. Ciò nondimeno, considerati i rapporti di forza della nostra società, la tua posizione a riguardo soccomberebbe.
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« Ogni cultura ha il suo proprio criterio, la cui validità comincia e finisce con esso. Non vi è alcuna morale umana universale »
(Oswald Spengler da Der Untergang des Abendlandes, I, 55)
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nicolaj198vi
La valutazione giusto/sbagliato dipende dal punto di vista temporale dell'osservatore.
Se la giudichi con la morale dell'Occidente odierno, l'Inquisizione non è moralmente giustificabile. Se potessi chiederlo all'uomo dell'epoca, ti direbbe diversamente.
prima la tua collega mi ha opposto "Nessuno sta parlando di "giusto è ciò che si ritiene in una data epoca", ma a quanto vedo ci sarebbe una cosa come "la morale dell'Occidente moderno" - e nondimeno nessun giudizio di valore per quanto diffuso può vantare una qualità che lo renderebbe "superiore" rispetto a quello del dissenziente perseguitato e dell'eretico stravagante e dell'omosessuale suicida
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nicolaj198vi
Il punto è che l'uomo dell'epoca non esiste più, e all'epoca tu (come osservatore dotato della comune morale odierna) non esistevi. E il tuo sistema di valori nemmeno.
non sono dotato della comune morale odierna e mi auguro che continui ad evolversi in un senso spiacevole per Druuna così da confermare la sua propria impressione di essere una sorta di anticonformista rispetto al gregge o branco