
Originariamente Scritto da
Miles
Io non difendo a spada tratta il Risorgimento come ideologia, ma come sforzo immanente per mettere in atto una cosa necessaria. Sono in buona compagnia, come Cattolico, da Rosmini a Manzoni a Gioberti.
Persone che, se non altro a livello culturale, possono tranquillamente pisciare in faccia a Langone.
Il problema di Langone non è che critica.
Perchè per fare una critica occorre quantomeno analizzare un fenomeno, vedere i pro e i contro, sviscerare l'argomento eccetera.
Langone dice "Mazzini e gli altri erano una manica di cazzari (toppando anche - perchè per es. V.E. II fu massone per necessità politica, ma privatamente assai bigotto), stile scientology, me ne sto sulla mia amaca a sorseggiarmi un drink con aristocratico distacco.
Il fatto poi che questo sia atteggiamento di buona parte della intellighentsia nostrana, sempre pronta a
- cambiare orientamento
- appecorarsi al nuovo orientamento.
Mi rende ancora meno simpatico lo stesso.
Fermo restando che, ma questa è una critica che volgo a 360° , ormai si parla di Risorgimento , come si parla di Milan o Inter al bar, dove tutti si improvvisano storici.
E francamente ha rotto il cazzo come cosa, giacchè come frutti, non fa altro che seguire la lunga (e sbagliata) linea del vizio dell'autodenigrazione nazionale.
Ora mi dirai "no,ma Langone intendeva questo, o quest'altro, facendo un esegesi letterale o metatemporale di tale scritto".
Siamo sinceri.
E' un articolo su Libero, non certo un testo di magistero, per cui certi sforzi sono più tesi a giustificare un autore che si giudica simpatico, non certo per rendere giusta spiegazione del suo pensiero, che di certo non è teso a metafore o simili.
O meglio metafore e dotti riferimenti li troveresti solo te, giacchè dubito fortemente che ne volesse celare qualcheduno.