Adesso devo andare.
Ad maiora!


Adesso devo andare.
Ad maiora!


Abbastanza. I promessi sposi sono un continuo e costante elogio e constatazione dell'opera continua e perpetua della provvidenza.
Non ti pare "un po'" in contraddizione con il Giansenismo?
Prendi il personaggio di Frà Cristoforo, esempio di un costante cammino di conversione e redenzione. Non ti sembra "lievemente" in contraddizione col canone di semipredestinazione tipici del Giansenismo?
Ora, la fascinazione giovanile di Manzoni (e non è l'unico del periodo) per il Giansenismo è nota. Fascinazione , non adesione dogmatica.
Così come viceversa , ed ometti di citarlo, la totale presa di distanza da ogni formulazione paragiansenista in età matura.
E siamo sinceri.
Un po' di fascinazione Giansenista, non nell'ambito degli studi dei sistemi filosofici, ma interiore è prassi di molti. Fascinazione che ricordo, non vuol dire adesione.
Preferisco di no.


Fino a prova contraria sei tu che devi dimostrare che una persona è eretica, non il contrario.
Il processo canonico si svolge in tal maniera.
E qua si parlava però del Rosmini - Uomo- Patriota, non dei Rosminiani.Il problema dell'attuale Chiesa è che ha rivalutato non tanto la figura di Rosmini in sè, quanto il suo pensiero filosofico che venne dichiarato non compatibile col Magistero.
Non è ambigua la proposizione, ma può diventare ambigua l'interpretazione.Ricordati che l'ambiguità di una proposizione è di per sè un problema perchè come ben sai il parlare di un cattolico dev'essere "sì sì, no no".
Anche i Vangeli li puoi interpretare male (Dan Brown ci ha fatto i miliardi) ciò non implica che siano da bandire.
Il P.E. centra sempre. Rectius, se si vuol cercare pagliuzze negli occhi altrui si deve essere pronti ad un ispezione travi.
Sei OT. e non c'entra un cazzo con l'argomento del topic, ma comunque della questione se n'è trattato ampiamente qua su CR: http://forum.politicainrete.net/catt...comunione.html
Preferisco di no.






Le opere filosofiche di Rosmini sono state messe all'indice.
Contra factum non valet argomentum.
No, qua si parla del pensiero filosofico di Rosmini.E qua si parlava però del Rosmini - Uomo- Patriota, non dei Rosminiani.
Giratela come vuoi, il dato di fatto è che Rosmini è stato messo all'indice.Non è ambigua la proposizione, ma può diventare ambigua l'interpretazione.
Anche i Vangeli li puoi interpretare male (Dan Brown ci ha fatto i miliardi) ciò non implica che siano da bandire.
Leggiti questo articolo:
http://www.rosmini.it/objects/Pagina.asp?ID=14
Al di là del carattere apologetico dello stesso - essendo tratto da un sito pro-Rosmini - guardati bene la parte in cui viene evidenziata l'azione dei Papi all'epoca sulle opere di Rosmini.
A me sembra solo un modo per deviare dall'argomento.Il P.E. centra sempre. Rectius, se si vuol cercare pagliuzze negli occhi altrui si deve essere pronti ad un ispezione travi.
Ultima modifica di Giò; 09-05-10 alle 18:05


Le opere di Rosmini congelate per prudenza , sono state riabilitate.
Anche Tasso ed Ariosto per un periodo furono "congelati" e poi riabilitati (ben prima del C.V. II a dirla tutta)
Roma Locuta, Causa Finita
Veramente l'inizio del thread era sulle personalità del Risorgimento a dirla tutta.No, qua si parla del pensiero filosofico di Rosmini.
Ultima modifica di Miles; 09-05-10 alle 18:13
Preferisco di no.


Infatti, e la cosa da ragione alla mia proposizione.
Il 3 luglio del 1854 si tenne la Congregazione Generale con la presenza di tutti i consultori e di otto cardinali; il papa stesso, fatto straordinario, volle presiederla. Tutti, meno uno, convennero che le opere di Rosmini erano immeritevoli di censura, ma non si trovò concordia in merito all’esprimere una formale condanna dei libelli antirosminiani. Dopo cinque ore di discussione, raccolti tutti i pareri, il papa decise di riservare a sé il giudizio definitivo sulla questione.
Dopo diverse esitazioni, l’intenzione di scrivere un breve pontificio, pubblicazione aperta della sentenza, tenuto conto dei vari aspetti della situazione e della somma delicatezza dell’affare, Pio IX si risolse nel far redigere dalla Congregazione, secondo la sua mente, la sentenza di «dimissione» dalle accuse e di farla comunicare “in secretis”, e non pubblicamente, alle due parti.
Preferisco di no.


A proposito di Rosmini "eretico" , sempre dal sito citato dal buon Giò a sostegno della sua presenta eresia:
Questo perchè errato, non vuol dire giocoforza eretico e riguarda solo una minima parte dei lavori del Rosmini.Che non tutto sia corso liscio, potrebbe arguirsi dalla formulazione del decreto, in cui, pur dopo tante aperte imputazioni degli avversari di Rosmini, non si fa cenno alcuno di eresie o di errori, né si ritiene di introdurre neppure la più tenue delle note teologiche, riguardo alle XL Proposizioni, ricorrendo invece a una formula piuttosto generica e forse non molto usitata: haud consonæ videbantur catholicæ veritati (cfr. PAGANI–ROSSI, Vita di Antonio Rosmini, Rovereto, Manfrini, 1959, vol. II, p. 711).
Preferisco di no.


Miles te l'avevo detto di tenere conto del carattere apologetico dell'articolo :sofico:
Infatti, ti avevo dato apposta quest'avvertenza perchè nel decreto Post Obitum non c'è alcuna possibilità di errore nell'interpretare la posizione della Chiesa:
Dopo la morte di Antonio Rosmini Serbati uscirono alla luce, sotto il nome di lui, alcuni scritti, nei quali vengono più chiaramente svolti e spiegati parecchi capi di dottrina, i cui germi erano contenuti nei libri precedenti di questo Autore. Le quali cose mossero a fare studi più accurati non solo uomini prestanti nelle filosofiche e teologiche discipline, ma anche i Sacri Pastori della Chiesa. Questi estrassero dai libri di lui, specialmente postumi, non poche proposizioni, le quali non sembravano conformi alla verità cattolica, e le sottoposero al supremo giudizio della Santa Sede.
Quindi il SS.mo S. N. Leone per divina provvidenza Papa XIII, a cui sopratutto è a cuore che il deposito della dottrina cattolica si conservi immune e puro da errori, diè incarico di esaminare le denunziate proposizioni al Sacro Consiglio degli E.mi Cardinali, Inquisitori Generali in tutta la repubblica cristiana.
Pertanto, come è costume della Suprema Congregazione, impreso un esame diligentissimo, e fatto il confronto di quelle proposizioni con le altre dottrine dell’Autore, massimamente secondo che risultano chiare dai libri postumi; giudicò doversi riprovare, condannare e proscrivere, nel proprio senso dell’autore, come di fatto con questo generale decreto riprova, condanna e proscrive le seguenti proposizioni; senza che, per questo, sia lecito a chicchessia di inferire, che le altre dottrine del medesimo Autore, che non vengono condannate per questo decreto, siano per veruna guisa approvate.
Fatta dipoi di tutto ciò accurata relazione al SS.mo S. N. Leone XIII, la S. S. approvò, confermò il decreto degli E.mi Padri, ed ingiunse che fosse da tutti osservato.
Segue l’elenco delle 40 proposizioni.
Il Decreto venne comunicato ai vescovi con lettera del 7 marzo 1888, da parte del Card. Monaco, segretario del S. Ufficio:
Insieme con questa lettera viene trasmesso a V. E. il decreto generale con cui la Suprema Congregazione degli E.mi Padri una con me Inquisitori Generali, approvando e confermando il SS.mo Signore Nostro Leone XIII, sono condannate e proscritte parecchie proposizioni estratte dalle opere, pubblicate sotto il nome di Antonio Rosmini Serbati. E perciò sollecitata la cura e vigilanza pastorale della Eminenza Vostra, che colla massima diligenza tenga custodite da siffatte condannate dottrine le pecore alla sua tutela commesse; e se per avventura si trovino in codesta diocesi di quelli che tuttavia le caldeggiano, si studi d’indurli ad accettare con docile animo il giudizio della S. Sede. Ma sopra tutto farà opera che le menti dei giovani, segnatamente di quelli che nel Seminario vengono educati a speranza della Chiesa, siano imbevute della germana dottrina della Chiesa, degli approvati Autori e precipuamente dell’Angelico Dottore S. Tommaso d’Aquino.
Bacio intanto all’Eminenza Vostra umilmente le mani.
www.rosmini.it - Antonio Rosmini - Decreto “Post obitum”
Riprovare, condannare, proscrivere.
E nemmeno diffondere.
Ti posso fare una sola concessione, al limite: non possiamo parlare di aperta eresia nel suo grado massimo, ma di posizione erronea e prossima all'eresia.
La sostanza è che la filosofia rosminiana non è compatibile con Santa Romana Chiesa.
Il fatto che dal Concilio Vaticano II la figura di Antonio Rosmini sia stata rivalutata assieme al suo pensiero filosofico - ribadisco - dovrebbe farti riflettere come cattolico e soprattutto come cattolico che segue la Tradizione bimillenaria di Santa Romana Chiesa.
Senza alcun livore, ti faccio notare, inoltre, che "Roma locuta, causa finita" lo si deve dire del decreto Post Obitum, sulla cui chiarezza di proposizioni è impossibile dubitare.
Il documento ratzingeriano invece, guarda caso, è scritto con il solito circiterismo conciliare che il cattolicesimo tradizionale sempre ha giustamente stigmatizzato non in ragione di opinioni arbitrarie e fallaci ma di seri studi condotti seguendo in maniera precisa e rigorosa l'insegnamento di Santa Romana Chiesa, sulla base della filosofia tomista.