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Discussione: Parte il Giro

  1. #21
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    Giro: australiano Goss vince 9/a tappa
    Vinokourov in rosa. Carovana arrivata a Cava de' Tirreni


    (ANSA) -CAVA DE' TIRRENI (SALERNO), 17 MAG- L'australiano Matthew Harley Goss (Htc Columbia) ha vinto allo sprint la nona tappa del Giro d'Italia.
    L'australiano ha bruciato il campione italiano Filippo Pozzato, al terzo posto l'americano Tyler Farrar.
    Si e' corsa la frazione da Frosinone a Cava de' Tirreni di 187 km.
    Il kazako Alexandre Vinokourov (Astana) ha conservato la maglia rosa.

    Giro: australiano Goss vince 9/a tappa - Altri Sport - ANSA.it

  2. #22
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    GIRO D’ITALIA
    La nuova frontiera del doping
    Un motore invisibile trucca le bici


    dall’inviato Angelo Costa

    Cava dei Tirreni (Salerno)
    ALTRO DILUVIO, altro straniero: al Giro è diventato un rito. Al termine di un viaggio alluvionato, con acqua a catinelle e strade che diventano lagune, fa festa un australiano, il terzo dall’inizio: Matthew Goss, diavoletto di Tasmania, sbuca alle spalle di Pozzato e gli cancella ogni illusione. Illusi anche quelli che si aspettano il più nobile dei podi di giornata, perché fino a pochi metri dal traguardo a duellare ci sono nientemeno che Evans e Vinokourov: se vanno a caccia anche dei traguardi che non spettano loro, i due primi della classe finiranno per farsi molti nemici.

    DI NEMICI in circolazione se ne profila un altro: rimbalza in carovana il sussurro di una nuova forma di doping, non chimico, ma tecnologico.
    E’ la conseguenza dei controlli a tappeto che hanno ristretto sempre di più la possibilità di migliorarsi buttando giù miracolosi farmaci: adesso si prova a truccare direttamente la bici. Mettendole un motore invisibile.
    Si tratta di un meccanismo dotato di batteria, nascosto dentro il telaio, che regala qualche watt di potenza a chi lo usa: una sorta di ‘pedalata assistita’, simile a quella delle bici che massaie e pensionati utilizzano per andare a spasso in città.
    Per un ciclista di professione, un congegno del genere ha un evidente vantaggio: non lo aiuta ad andar più forte, ma gli permette di risparmiare energie preziose in vista del finale di gara.
    Farlo per cinque ore in una corsa che ne dura sei, in un ciclismo dove le differenze fra i migliori sono minime, è un bonus enorme.
    Di un sistema del genere non c’è traccia solo nelle chiacchiere: della sua esistenza c’è anche la prova. La fornisce il sito GRUBER ASSIST è l’indirizzo di un’azienda austriaca che ha realizzato «il motorino invisibile per bici più leggero e potente che ci sia».
    Di tale prodotto, viene documentato anche il collaudo: ad usarlo in una gara di mountain bike, la Nordkettentrophy, è stato un cicloamatore di nome Marco, che ha chiuso al terzo posto. Di questa prestazione è possibile vedere anche il filmato.

    CHE QUESTA novità possa aver ispirato anche qualche furbone del ciclismo non è solo l’idea venuta a qualche team che non riesce a spiegarsi certi strabilianti attacchi finali: è un sospetto così fondato da aver già messo in guardia chi governa il mondo della bici.
    Già dai mesi scorsi, l’Uci sta studiando un metodo per smascherare chi utilizza le ‘bici a motore’: in progetto un macchinario che, attraverso l’uso di scanner e di rilevatori di onde magnetiche, possa individuare il trucco.
    La scorciatoia, insomma, avrebbe vita breve: chi eventualmente l’ha usata nelle scorse settimane ne potrà conservare il ricordo, chi magari l’ha portata al Giro farà bene ad abbandonarla in fretta.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Sport - pag. 10 - 18 maggio 2010 -




  3. #23
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    Giro: corsa rosa senza vittorie azzurre
    Non c'erano mai state undici tappe senza 'acuti' italiani

    (ANSA) -L'AQUILA, 19 MAG- Continua la serie negativa di vittorie azzurre al Giro d'Italia che oggi fa il suo giro di boa, 11 tappe sulle 21 previste.
    Questa edizione rischia di rimanere negli annali del ciclismo tricolore come quella con i risultati peggiori, almeno nella sua prima parte.
    Undici tappe senza vittorie individuali di 'azzurri' non c'erano mai state.
    Unica consolazione il successo della Liquigas nella cronometro a squadre di Cuneo e i tre giorni in maglia rosa di Nibali.


    Giro: corsa rosa senza vittorie azzurre - Altri Sport - ANSA.it

  4. #24
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    Giro: a Pozzato la 12/a tappa
    Primo successo italiano, Porte sempre in maglia rosa

    (ANSA) - PORTO RECANATI (MACERATA), 20 MAG - Filippo Pozzato (Katusha) ha vinto la 12/a tappa del Giro d'Italia, da Città Sant'Angelo a Porto Recanati di 206 km.
    E' il primo successo italiano.
    L'australiano Richie Porte (Saxo Bank) ha conservato la maglia rosa. Pozzato ha preceduto allo sprint Voeckler, Pineau, Vinokourov, Garzelli e Nibali.

    Giro: a Pozzato la 12/a tappa - Altri Sport - ANSA.it

  5. #25
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    Oggi 28 maggio 2010,

    Là, fra quelle alte montagne dove il cuore del vecchio continente batte ancora quasi ai ritmi di un tempo; là, dove i colori mediterranei si fondono indistinti con quelli della Mitteleuropa; là, in quell’estremo nord lombardo, cerniera spesso aperta o spesso chiusa fra popoli e culture diversi; là, fra il passo del Mortirolo e l’Aprica, una lotta si è svolta di nuovo spettacolare come all’epoca del grande ciclismo, dalla polvere delle strade di Costante Girardengo, all’asfalto “bruciata” di Marco Pantani. Una lotta contro il tempo, contro una manciata di secondi, che ci ha emozionato come credevamo potesse farlo solo la finale di una coppa calcistica.
    Durante l’ostile discesa, i secondi guadagnati sull’erta del 18% sembrano sabbia troppo fine, che sfugge di mano al campione. Il colore della di lui maglia è di nuovo confuso.
    E allora, da qui, anche noi spingiamo quelle nere pedivelle di carbonio sino a novanta, cento giri al minuto. Da qui, anche noi cerchiamo di dargli il cambio, tre o quattro volte, di farlo respirare un poco su quell’ultima salita almeno dove la pendenza si fa più dolce. Da qui, anche noi sentiamo i polpacci ed i quadricipiti farsi duri “come sassi” mentre il battito del cuore è sempre più veloce e non solo per quella fatica. Ma, da qui, restiamo senza fiato. Le voci dei telecronisti e le distanze, tradotte da metri in secondi sullo schermo - spazio/ tempo: massima misteriosa equazione della fisica - ci lasciano senza parole quasi sino all’ultimo chilometro. Quando finalmente scopriamo che il vantaggio si è tradotto in un colore, il rosa, i polmoni ritrovano il ritmo adeguato e le parole escono piano, ma sicure, non più rotte.
    “Sei di nuovo il primo, Ivan” gli sussurriamo, per non disturbargli le gambe, all’orecchio.
    Ricacciati dalla Lombardia e dall'Italia gli spagnoli. Manca la Grandeur d’un tempo e per loro vana ambizione, non partecipano gli svizzeri dei Grigioni. Fantasmi gli avversari d’oltre oceano.
    Fra gli applausi della folla, sembra ritrovarsi la Patria. Il leone italiano, senza mai sollevare i glutei dalla sella, a quattro anni esatti di distanza, riveste la criniera e torna in testa alla classifica, alla carovana, quella vera, a due ruote, del giro d’Italia. L’auspicio è la sua vittoria finale di cui attendiamo fiduciosi il bollettino, domenica 30 maggio.
    Basso, ma grande.

  6. #26
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    Predefinito Rif: Parte il Giro

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Oggi 28 maggio 2010,

    Là, fra quelle alte montagne dove il cuore del vecchio continente batte ancora quasi ai ritmi di un tempo; là, dove i colori mediterranei si fondono indistinti con quelli della Mitteleuropa; là, in quell’estremo nord lombardo, cerniera spesso aperta o spesso chiusa fra popoli e culture diversi; là, fra il passo del Mortirolo e l’Aprica, una lotta si è svolta di nuovo spettacolare come all’epoca del grande ciclismo, dalla polvere delle strade di Costante Girardengo, all’asfalto “bruciata” di Marco Pantani. Una lotta contro il tempo, contro una manciata di secondi, che ci ha emozionato come credevamo potesse farlo solo la finale di una coppa calcistica.
    Durante l’ostile discesa, i secondi guadagnati sull’erta del 18% sembrano sabbia troppo fine, che sfugge di mano al campione. Il colore della di lui maglia è di nuovo confuso.
    E allora, da qui, anche noi spingiamo quelle nere pedivelle di carbonio sino a novanta, cento giri al minuto. Da qui, anche noi cerchiamo di dargli il cambio, tre o quattro volte, di farlo respirare un poco su quell’ultima salita almeno dove la pendenza si fa più dolce. Da qui, anche noi sentiamo i polpacci ed i quadricipiti farsi duri “come sassi” mentre il battito del cuore è sempre più veloce e non solo per quella fatica. Ma, da qui, restiamo senza fiato. Le voci dei telecronisti e le distanze, tradotte da metri in secondi sullo schermo - spazio/ tempo: massima misteriosa equazione della fisica - ci lasciano senza parole quasi sino all’ultimo chilometro. Quando finalmente scopriamo che il vantaggio si è tradotto in un colore, il rosa, i polmoni ritrovano il ritmo adeguato e le parole escono piano, ma sicure, non più rotte.
    “Sei di nuovo il primo, Ivan” gli sussurriamo, per non disturbargli le gambe, all’orecchio.
    Ricacciati dalla Lombardia e dall'Italia gli spagnoli. Manca la Grandeur d’un tempo e per loro vana ambizione, non partecipano gli svizzeri dei Grigioni. Fantasmi gli avversari d’oltre oceano.
    Fra gli applausi della folla, sembra ritrovarsi la Patria. Il leone italiano, senza mai sollevare i glutei dalla sella, a quattro anni esatti di distanza, riveste la criniera e torna in testa alla classifica, alla carovana, quella vera, a due ruote, del giro d’Italia. L’auspicio è la sua vittoria finale di cui attendiamo fiduciosi il bollettino, domenica 30 maggio.
    Basso, ma grande.


    Grande!!


    Giro : Basso ha 51'' su Arroyo
    Scarponi, oggi vincitore, e' quarto a 2'49''

    (ANSA) - APRICA (SONDRIO), 28 MAG - Ivan Basso torna maglia rosa dopo 4 anni. Il varesino della Liquigas ha ora un vantaggio di 51'' sullo spagnolo David Arroyo. Al terzo posto Vincenzo Nibali, compagno di squadra di Basso, con un ritardo di 2'30''.

    Quarto Michele Scarponi, vincitore oggi sull'Aprica, a 2'49''.

    Domani un altro tappone di montagna con il quarto e ultimo arrivo in salita sul Passo del Tonale. La Cima Coppi e' posta sul Passo Gavia a 2618 metri.





    Giro : Basso ha 51'' su Arroyo - Altri Sport - ANSA.it
    Ultima modifica di Alessandro; 28-05-10 alle 20:27

 

 
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