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  • un mercenario massone

    26 61.90%
  • un eroe

    16 38.10%
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Risultati da 111 a 120 di 227

Discussione: garibaldi fu un eroe?

  1. #111
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    Citazione Originariamente Scritto da Giopizzetto Visualizza Messaggio
    uhm uhm uhm e cosa dovrei imparare?? mi dici l'argomento così vengo a "squolla" preparato?
    1) non credo proprio di aver una palese incompetenza e di doverla mascherare
    1bis) conclamato ma che che? sei della stessa linea di edera affermi non provi e pretendi che sia verità assoluta
    2) non mi sono identificato come esperto in materia
    3) il livello del tuo stizzimento è pari quasi al livello della tua alterigia e qui ai complimenti arrivo secondo visto che hai cominciato tu
    4) lascia stare continuità e paragone perchè con garibaldi non c'entrano e tu ce li hai infilati a cazzotti
    5) mos maiorum? io conosco la mos napolitana! è quasi inutile che ti risponda dottamente visto il tenore delle tue rfrasi...
    6) mos italicus? e spiegamelo tu!
    7) il rapporto tra diritto arcaico e antropologia spiegamelo tu!!
    7bis) la familia? e spiegamela tu
    7ter) ordo juris? e spiegamelo tu
    8) mi sembrate tu e edera in associazione come ho già scrito ex art 110cpp
    10) ti ho proposto per par condicio una specifica materia ma tu passi il tempo ad offendere e non a dicruterre...voltaire illuminalo!!
    11) orestano??? i so napoletano no sardo!!
    12) come vedi non riesco quasi a risponderti seriamente e ripeto sin dall'iniuzio eri off topic ma non puoi ammetterlo
    13) quando vuoi e dove vuoi possiamo parlare di diritto romano ma fammelo sapè così ripiglio arangio ruiz per ripassare visto che mi hai dato dell'incompetente che fa rima con ignorante
    14) parliamo non solo di diritto romano ma scorriamo i secoli e vediamo
    15) continuo? si parlava DI GARIBALDI E VEDI DOVE SIAMO ARRIVATI?

    sterili ed inutili polemiche di chi non può ammettere di aver guardato per anni con lenti la realtà e la storia o peggio giacobinismi spiccioli per dimostrare di aver ragione a forza senza contraddittorio inteso come elemento filosofico e peggio per alcuni filologico.
    siccome sono educato ti saluto anche io, sai non vorrei che pensassi che essendo io del sud sono lombrosianamente identificato...

    aspetto le tue "dotte" lezioni così...
    siccome sono altrettanto educato , mi tengo volentieri Pisacane come reale rappresentante dei napoletani, e mi tengo anche le citazioni del catalano come dotto giurista (italia come madre di tutte le terre ) oppure quelle del divo Plinio assorto a descrivere l'italia come maestra privilegiata di tutte le terre , (italia terra omnium terrarum alumna eadem et parens,numine deum electa quae caelum ipsum clrius facerat-plinio) o magari il venerabile Catone "verso deinde italiam pecatore alpium latini iuris euganeae gentes,quarum oppida enumerat cato"
    e se il Mazzarino citando l'eneide parla e teorizza l' italiam patriam

    è cicerone stesso a dam manforte al concetto rafforzativo di nazione. Nella pro Sestio Cicerone enumera i fundamenta otiosae dignitatis e nomina tra questi anche la imperilaus e la res militaris (Pro-Sestio 98). L


    con i nostri soldati la libertà, le leggi, il diritto, i processi, l’autorità sul mondo intero, la dignità, la pace, la tranquillità”. Uno Stato con un esercito disciplinato non può subire nessuna schiavitù. Roma vede nella virtù e nell’onore il sommo valore; libertà e dominio dipendono dalle armi, a Roma si preferisce la morte all’asservimento. Questa è l’eredità degli antenati (Phil. 10.20):
    “tutte le nazioni possono subire la schiavitù, non la nostra ”cit 200, dice Cicerone assolutamente convinto, quindi “siamo a tal punto ammaestrati e istruiti dai nostri avi che tutte le decisioni e le imprese le confrontiamo con la dìgnità e il valore” cit 209.

    il giusto concetto di diritto romano lo esemplifica il sardo orestano : eo quod juppiter ipse sanxit ut omnia quae rei publicar salutaria essent,

    il mos rivela quindi " anche tramite la pronunzia" quella trasfigurazione cerimoniale effigiata alla comprensione del "sacer" ristretto ad un'ordine arcaico di comunità nazionale, essa è dunque triplice intesa tra comunità stato, suolo, ed aspetto sacrale .

    Casalino "altro dottissimo esponente del giurismo arcaico" (in le radici spirituali dell'europa) rileva che..
    l'adesione collettiva al mos maiorum avviene Infatti davanti al Popolo, convocato e ordinato (rite et auspicato) secondo la tradizione, nel Comizio, era "mos majorum" che il console ordinasse ai littori di abbassare i fasci, significando con ciò che la sua autorità è certamente potente ma non sovrana poiché l'’imperium gli proviene dal popolo ed esso è, dopo luppiter, l’unico sovrano.

    saluti.

  2. #112
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Mi ribadiscono quanto ho scritto. Se i neoborbonici desiderano insistere con la storiella dello sviluppo economico del Regno delle Due Sicilie (un forumista notoriamente privo di credito parlava di 3^ economia d'Europa) che citino delle fonti autorevoli facilmente reperibili. Io l'ho fatto.
    Rammento che chi si dichiara italiano non è per nulla felice che l'unità italiana sia costata lutti e dolore, deplora pure lo stato di abbandono in cui versava la popolazione meridionale. Contrariamente al razzismo più o meno manifesto dei neoborbonici che provano piacere nel sostenere in che stato di povertà versassero le altre popolazioni italiche.
    Il vero problema e che anche se ti do le numerose fonti bibliografiche (che ci sono), tu non le vai a vedere. Poi fai delle affermazioni assurde, parli di cose che non conosci. Se ti va di fare un confronto storico serio mi sta bene, ma a patto che la finisci con questa cultura da sussidiario.

  3. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Mi ribadiscono quanto ho scritto. Se i neoborbonici desiderano insistere con la storiella dello sviluppo economico del Regno delle Due Sicilie (un forumista notoriamente privo di credito parlava di 3^ economia d'Europa) che citino delle fonti autorevoli facilmente reperibili. Io l'ho fatto.
    Rammento che chi si dichiara italiano non è per nulla felice che l'unità italiana sia costata lutti e dolore, deplora pure lo stato di abbandono in cui versava la popolazione meridionale. Contrariamente al razzismo più o meno manifesto dei neoborbonici che provano piacere nel sostenere in che stato di povertà versassero le altre popolazioni italiche.
    eppure lo stato piu' povero di italia aveva una potenza economica 60 volte superiore al piemonte .443 milioni di ducati contro i 185 di tutti gli altri stati italiani messi insieme pero' irisorgimentalisti puri direbbero che erano 443 milioni per gli sfizi del re li custodiva in un armadio , mentre la napoli- portici era una giostrina a servizio della famiglia reale.Il fatto e' che considerare la storia del sud anteriore al 1860 quasi inesistente e' un atto di lesa maesta' , pero' i cari fratelli d'italia non fanno altro che scovare lati orribili e oscuri nel nostro sud , mentre dei veri fratelli andrebbero alla scoperta di quei secoli .I pesi sulla bilancia si aggiungono solo da un lato purtroppo.

  4. #114
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    Citazione Originariamente Scritto da Rif. Borbonica Visualizza Messaggio
    Il vero problema e che anche se ti do le numerose fonti bibliografiche (che ci sono), tu non le vai a vedere. Poi fai delle affermazioni assurde, parli di cose che non conosci. Se ti va di fare un confronto storico serio mi sta bene, ma a patto che la finisci con questa cultura da sussidiario.
    Se non ti sta bene l'atlante storico Garzanti - che non è un sussidiario - proponi tu un altro testo, continuando a scartarne forse ne troveremo uno condiviso. "Diario d'Italia 1815-1994" della De Agostini?
    Finora quello che scrive di ciò che non conosce hai dimostrato di essere tu, complimenti per l'impegno.

  5. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da o'brigante Visualizza Messaggio
    eppure lo stato piu' povero di italia aveva una potenza economica 60 volte superiore al piemonte .443 milioni di ducati contro i 185 di tutti gli altri stati italiani messi insieme pero' irisorgimentalisti puri direbbero che erano 443 milioni per gli sfizi del re li custodiva in un armadio , mentre la napoli- portici era una giostrina a servizio della famiglia reale.Il fatto e' che considerare la storia del sud anteriore al 1860 quasi inesistente e' un atto di lesa maesta' , pero' i cari fratelli d'italia non fanno altro che scovare lati orribili e oscuri nel nostro sud , mentre dei veri fratelli andrebbero alla scoperta di quei secoli .I pesi sulla bilancia si aggiungono solo da un lato purtroppo.
    Se il Tesoro del Regno contava 443 milioni, cifra che né contesto né confermo, significa che i sovrani napoletani avevano risparmiato assai. Potevano risparmiare meno e potenziare il loro esercito, giacché certo non investivano nel benessere del popolo, quasi interamente analfabeta. E se tale Tesoro fu incamerato dal Regno d'Italia, notizia a me ignota, ma che non contesto, mi sembra si trattò di un normalissimo atto successorio tra il vecchio ed il nuovo Stato.
    Posso darti ragione sull'opportunità di dare maggiore spazio allo studio della storia del meridione d'Italia, ma nonostante ciò il Regno delle Due Sicilie non era evoluto industrialmente, non c'era benessere diffuso, né era politicamente più liberale del Regno di Sardegna. C'è qualcosa di male nell'ammettere questo?

  6. #116
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    Citazione Originariamente Scritto da SolConservator Visualizza Messaggio
    siccome sono altrettanto educato , mi tengo volentieri Pisacane come reale rappresentante dei napoletani, e mi tengo anche le citazioni del catalano come dotto giurista (italia come madre di tutte le terre ) oppure quelle del divo Plinio assorto a descrivere l'italia come maestra privilegiata di tutte le terre , (italia terra omnium terrarum alumna eadem et parens,numine deum electa quae caelum ipsum clrius facerat-plinio) o magari il venerabile Catone "verso deinde italiam pecatore alpium latini iuris euganeae gentes,quarum oppida enumerat cato"
    e se il Mazzarino citando l'eneide parla e teorizza l' italiam patriam

    è cicerone stesso a dam manforte al concetto rafforzativo di nazione. Nella pro Sestio Cicerone enumera i fundamenta otiosae dignitatis e nomina tra questi anche la imperilaus e la res militaris (Pro-Sestio 98). L


    con i nostri soldati la libertà, le leggi, il diritto, i processi, l’autorità sul mondo intero, la dignità, la pace, la tranquillità”. Uno Stato con un esercito disciplinato non può subire nessuna schiavitù. Roma vede nella virtù e nell’onore il sommo valore; libertà e dominio dipendono dalle armi, a Roma si preferisce la morte all’asservimento. Questa è l’eredità degli antenati (Phil. 10.20):
    “tutte le nazioni possono subire la schiavitù, non la nostra ”cit 200, dice Cicerone assolutamente convinto, quindi “siamo a tal punto ammaestrati e istruiti dai nostri avi che tutte le decisioni e le imprese le confrontiamo con la dìgnità e il valore” cit 209.

    il giusto concetto di diritto romano lo esemplifica il sardo orestano : eo quod juppiter ipse sanxit ut omnia quae rei publicar salutaria essent,

    il mos rivela quindi " anche tramite la pronunzia" quella trasfigurazione cerimoniale effigiata alla comprensione del "sacer" ristretto ad un'ordine arcaico di comunità nazionale, essa è dunque triplice intesa tra comunità stato, suolo, ed aspetto sacrale .

    Casalino "altro dottissimo esponente del giurismo arcaico" (in le radici spirituali dell'europa) rileva che..
    l'adesione collettiva al mos maiorum avviene Infatti davanti al Popolo, convocato e ordinato (rite et auspicato) secondo la tradizione, nel Comizio, era "mos majorum" che il console ordinasse ai littori di abbassare i fasci, significando con ciò che la sua autorità è certamente potente ma non sovrana poiché l'’imperium gli proviene dal popolo ed esso è, dopo luppiter, l’unico sovrano.

    saluti.


    uhm uhm uhm
    ora si che mi sento illuminato dal sapere!!
    si si pisacane te lo puoi tenere con te ma non è un reale rappresentante dei napolitani, di rappresentanti sparsi peiri secoli ce ne so tantissimi e mooolto più degni...
    facciamo così tu tientelo io preferisco un uomo del vulture si si un giurista che rifiutò di diventare papa e per non esser costretto a diventarlo scappò sui tetti della napoli seicentesca...
    si chiamava giovan battista de luca, ed è ancor oggi considerato come un dotto giurista un innovatore...
    è il primo che mi è venuto in mente eh
    ti prego non parlar a me di plinio visto che nel mio avatar ho indicato "luogo di pliniana memoria" chiaramente ipotizzabile quindi, mentre tu nn so nn so...
    poi visto che sei tanto bravo e preciso, quasi lezioso direi, mi puoi spiegare la differenza tra constituere e condere per quanto concerne lo jus???
    vorrei capire se si dice jura condere o jura constituere illuminami daai...
    poi mi puoi spiegare nel diritto romano tardo-antico la differenza tra "diritto della forza" e "forza del diritto" visto che tu ti ostini a parlare di diritto romano antico in una discussione su garibaldi...
    aa prop perchè non cerchiamo di andare avanti?? che so arriviamo almeno all'età classica con pomponio e ulpiano eh? così per la 150° risposta al post su garibaldi forse svisceriamo qlcs di diritto romano imperiale e magari inotrno alla 175° risposta tocchiamo il digesto giustinianeo e per la 200° risposta arriviamo che so allo jus commune...
    quando vuoi parlà di orazioni di cicerone dimmelo che mi metto a ripassarle dalla edizione del 1751 in latino commentata dal professor bandiera in mio possesso.....
    mos maiorum? noo, parliamo di mos italicus che nei secoli ha pure cambiato nome...
    oppure delle costituzioni di liutprando eh così cominciamo a capire dove stava 'sta unità del regno italico se c'era, oppure passiamo dal testamento di carlo magno giusto per controllare quel che tu sottilmente cerchi di far passare come mesaggio, cioè l'unità come concetto atavico, mah a me risulta che dalle mie parti c'era il ducato di benevento che comprendeva quasi tutto il sud tranne alcune città costiere come napoli e salerno che erano ducati minori a sè, salvo poi costituirsi in granducato napoli in principato salerno e rimanere il ducato più antico della penisola italica quello di benevento...
    uuuuuh mo mi so perso andando a scorrazzare nell'ottavo secolo va a finire che mi perdo fino alla nascitra del regno di napoli nel undicesimo secolo, ma che sto dicendo??
    se poi vuoi parlare di sovranità come nei tuoi ultimi righi cominciamo dal concetto di "regibus solutus est" O dalla differenza tra la investitura divina e l'investitura terrena, ma questa è filosofia del diritto medioevale e filosofia della politica, sempre off topic...
    mah sarà la fame io mo vado a mangiare...
    TORNIAMO A GARIBALDII!!!

  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Se il Tesoro del Regno contava 443 milioni, cifra che né contesto né confermo, significa che i sovrani napoletani avevano risparmiato assai. Potevano risparmiare meno e potenziare il loro esercito, giacché certo non investivano nel benessere del popolo, quasi interamente analfabeta. E se tale Tesoro fu incamerato dal Regno d'Italia, notizia a me ignota, ma che non contesto, mi sembra si trattò di un normalissimo atto successorio tra il vecchio ed il nuovo Stato.
    Posso darti ragione sull'opportunità di dare maggiore spazio allo studio della storia del meridione d'Italia, ma nonostante ciò il Regno delle Due Sicilie non era evoluto industrialmente, non c'era benessere diffuso, né era politicamente più liberale del Regno di Sardegna. C'è qualcosa di male nell'ammettere questo?
    si c'è molto di male ad ammettere quel che non è vero!!
    i sovrani napoletani gestrivano e reggevano u n regno che nei secoli di vicissitudini ne aveva avute tante ma non scialacquavano denaro a fa guerra a tutto e tutti come i piemontesi che si erano indebitati al punto di spensare le loro donne di famiglia per mogli ai principi di mezza europa quali garanzie "reali"...
    non può essere un atto successorio quando non c'è succesione di forma di stato e di forma di governo, si chiama conquista o meglio appripriazione indebita, sai il diritto internazionale in materia è chiaro...
    l'esercito non era mica mal messo erano semplicemente corrotti i suoi generali, come landi come pianell che ebbero la possibilità di cambiare la storia e non lo fecero visto che in tasca avevano i denari, tantissimi, per comprare la loro complicità ci sono le prove di ciò che dico.

  8. #118
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    Citazione Originariamente Scritto da Giopizzetto Visualizza Messaggio
    uhm uhm uhm
    ora si che mi sento illuminato dal sapere!!
    si si pisacane te lo puoi tenere con te ma non è un reale rappresentante dei napolitani, di rappresentanti sparsi peiri secoli ce ne so tantissimi e mooolto più degni...
    facciamo così tu tientelo io preferisco un uomo del vulture si si un giurista che rifiutò di diventare papa e per non esser costretto a diventarlo scappò sui tetti della napoli seicentesca...
    si chiamava giovan battista de luca, ed è ancor oggi considerato come un dotto giurista un innovatore...
    è il primo che mi è venuto in mente eh
    ti prego non parlar a me di plinio visto che nel mio avatar ho indicato "luogo di pliniana memoria" chiaramente ipotizzabile quindi, mentre tu nn so nn so...
    poi visto che sei tanto bravo e preciso, quasi lezioso direi, mi puoi spiegare la differenza tra constituere e condere per quanto concerne lo jus???
    vorrei capire se si dice jura condere o jura constituere illuminami daai...
    poi mi puoi spiegare nel diritto romano tardo-antico la differenza tra "diritto della forza" e "forza del diritto" visto che tu ti ostini a parlare di diritto romano antico in una discussione su garibaldi...
    aa prop perchè non cerchiamo di andare avanti?? che so arriviamo almeno all'età classica con pomponio e ulpiano eh? così per la 150° risposta al post su garibaldi forse svisceriamo qlcs di diritto romano imperiale e magari inotrno alla 175° risposta tocchiamo il digesto giustinianeo e per la 200° risposta arriviamo che so allo jus commune...
    quando vuoi parlà di orazioni di cicerone dimmelo che mi metto a ripassarle dalla edizione del 1751 in latino commentata dal professor bandiera in mio possesso.....
    mos maiorum? noo, parliamo di mos italicus che nei secoli ha pure cambiato nome...
    oppure delle costituzioni di liutprando eh così cominciamo a capire dove stava 'sta unità del regno italico se c'era, oppure passiamo dal testamento di carlo magno giusto per controllare quel che tu sottilmente cerchi di far passare come mesaggio, cioè l'unità come concetto atavico, mah a me risulta che dalle mie parti c'era il ducato di benevento che comprendeva quasi tutto il sud tranne alcune città costiere come napoli e salerno che erano ducati minori a sè, salvo poi costituirsi in granducato napoli in principato salerno e rimanere il ducato più antico della penisola italica quello di benevento...
    uuuuuh mo mi so perso andando a scorrazzare nell'ottavo secolo va a finire che mi perdo fino alla nascitra del regno di napoli nel undicesimo secolo, ma che sto dicendo??
    se poi vuoi parlare di sovranità come nei tuoi ultimi righi cominciamo dal concetto di "regibus solutus est" O dalla differenza tra la investitura divina e l'investitura terrena, ma questa è filosofia del diritto medioevale e filosofia della politica, sempre off topic...
    mah sarà la fame io mo vado a mangiare...
    TORNIAMO A GARIBALDII!!!
    neanche le basi etimologiche conosci ? sei tremebondo .....

    1 in latino arcaico jure non si pronuncia e non si scrive.



    il rito, la terra, la legge, il diritto,la nominazione "restano concatenate l'una in funzione dell'altra" (antiqam exquirite matrem-virgilio aen 96 ) per comparazione di rapporto gentilizio è valido anche la norma umbro-latina "FAMILIA PROPRIO IURE", "FAMILIA COMUNI IURE" - (optima hereditas- sapienza giuridica romana, volume primo )

    giuristi innovatori ? ma di cosa stai parlando ? ma per piacere, è noto a tutti ! il vero diritto romano per adesione ontologica al suo essere ,nasce e muore al solo fine ultimo di non esser mai cambiato (in caso contrario non sarebbe più diritto romano)

    come rimembra il più grande antichista attualmente vivente (il campano -schiavone)

    http://www.webster.it/libri-ius_inve...8806168933.htm

    "il mos figura come la trasfigurazione simbolica di quest'esperienza,ed il rito tramite il re-ligare rimane in simbiosi con l'attitudine propria della concatenazione dei segni ,e degli apprendimenti (tempi,comportamenti, oggetti, ruoli, formule ripetizioni,gesti omessi,o gesti compiuti ,parole dette o taciute,responsa memorizzati) entrambi vivificati da un congiungimento assiale, per mezzo del quale l'archetipo ed il ripetibile possono insieme travalicare il concetto del tempo e dello spazio, plasmando dunque una forma permanente, una risonanza statica, centrale, autoconfermata dalla stessa durata, e dalla eguale pedissequa ripetizione (carmen come mantra) di modo che essa possa sottrarsi alla multiformità della vita e del divenire. l'obbiettivo in definitiva è una sorta di "equilibrio perenne fondato sulla memoria" sull'oralità spoglia delle architetture concettuali momentanee, la quale diviene una vera e propria organizzazione mentale, una sorta di cassaforte conoscitiva, nata dunque per " autoconservarsi la conoscenza e la coscienza dello ius " integrazione perfetta tra "scientia e prudentia tra episteme e prhonesis " tra il ciceroniano nesso dato ad ars e usus, tra la naturale devozione, sino alla pura gnosi" .

    inutile che incespichi sui pretuncoli "anti italia perchè ab origine - anti roma"

    no ! parliamo di mos maiorum ! dei veri pontefici ....
    parliamo dei campani simmachi devoti regitori del pensiero di plinio

    raccolti nei Panegyrici Latini, tra IV e V secolo, assieme al panegirico a Traiano di Plinio il Giovane, anteposto a tutti gli altri perché ne costituisse il modello.
    quinto aurelio simmaco

    "ottimi principi, padri della patria ,abbiate rispetto della mia età, e che io possa vivere secondo la mia tradizione, questo culto ha assoggettato il mondo alle mie leggi,questi riti han tenuto annibale lontano dalle mie mura".

    garibaldi ha fatto quello che doveva !

    saluti.

  9. #119
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    neanche le basi etimologiche conosci ? sei tremebondo .....

    1 in latino arcaico jure non si pronuncia e non si scrive.



    il rito, la terra, la legge, il diritto,la nominazione "restano concatenate l'una in funzione dell'altra" (antiqam exquirite matrem-virgilio aen 96 ) per comparazione di rapporto gentilizio è valido anche la norma umbro-latina "FAMILIA PROPRIO IURE", "FAMILIA COMUNI IURE" - (optima hereditas- sapienza giuridica romana, volume primo )

    giuristi innovatori ? ma di cosa stai parlando ? ma per piacere, è noto a tutti ! il vero diritto romano per adesione ontologica al suo essere ,nasce e muore al solo fine ultimo di non esser mai cambiato (in caso contrario non sarebbe più diritto romano)

    come rimembra il più grande antichista attualmente vivente (il campano -schiavone)

    il mos figura come la trasfigurazione simbolica di quest'esperienza,ed il rito tramite il re-ligare rimane in simbiosi con l'attitudine propria della concatenazione dei segni ,e degli apprendimenti (tempi,comportamenti, oggetti, ruoli, formule ripetizioni,gesti omessi,o gesti compiuti ,parole dette o taciute,responsa memorizzati) entrambi vivificati da un congiungimento assiale, per mezzo del quale l'archetipo ed il ripetibile possono insieme travalicare il concetto del tempo e dello spazio, plasmando dunque una forma permanente, una risonanza statica, centrale, autoconfermata dalla stessa durata, e dalla eguale pedissequa ripetizione (carmen come mantra) di modo che essa possa sottrarsi alla multiformità della vita e del divenire. l'obbiettivo in definitiva è una sorta di "equilibrio perenne fondato sulla memoria" sull'oralità spoglia delle architetture concettuali momentanee, la quale diviene una vera e propria organizzazione mentale, una sorta di cassaforte conoscitiva, nata dunque per " autoconservarsi la conoscenza e la coscienza dello ius " integrazione perfetta tra "scientia e prudentia tra episteme e prhonesis " tra il ciceroniano nesso dato ad ars e usus, tra la naturale devozione, sino alla pura gnosi.

    inutile che incespichi sui pretuncoli "anti italia perchè ab origine - anti roma"

    no ! parliamo di mos maiorum ! dei veri pontefici ....
    parliamo dei campani simmachi devoti regitori del pensiero di plinio

    raccolti nei Panegyrici Latini, tra IV e V secolo, assieme al panegirico a Traiano di Plinio il Giovane, anteposto a tutti gli altri perché ne costituisse il modello.
    quinto aurelio simmaco

    "ottimi principi, padri della patria ,abbiate rispetto della mia età, e che io possa vivere secondo la mia tradizione, questo culto ha assoggettato il mondo alle mie leggi,questi riti han tenuto annibale lontano dalle mie mura".

    garibaldi ha fatto quello che doveva !

    saluti.

    tremebondo?? stai scherzando spero, dopo libagioni e ambrosia abbondanti...
    scusa ma tu quanti esami di romanistica hai fatto all'università? eh? e mo stai esagerando mo me le fai proprio girare sei il re degli off topic!!!!
    off topic se non lo sai significa che sei fuori tema CHIAROO!!!!
    dovrei pensar male di sto tremenbondo, sai chi mi ricordi? i pirati del bagnasciuga cioè quelli che sulla battigia(la tastiera), notoriamente demaniale, sembrano degli edward teach ma che se si allontanano cento metri dalla riva annaspano....
    io ho parlato si di giuristi innovatori infatti de luca lo era, e tu NON LO SAI visto che sei seppellito dalle tue elucubrazioni latine e non te ne sei accorto e alcune delle tue citazione credo staran facendo rivoltare il mio maestro di diritto nella tomba...
    pretuncoli?? un cardinale vissuto nel seicento quasi papa e tu manco lo capisci , ma che ti fumi??, a quanto pare ne sai poco visto che ti ho citato un preciso episodio della sua vita e tu fai come sempre il lezioso e ti bei NELLA tua alterigia da...
    io ti ho fatto delle precise domande a cui so giò le risposte per vedere che ne pensavi ma tu che come ho già detto ti bei nella tua alterigia non mi rispondi e continui a girar intorno e fare citazioni pseudo-dotte pseudo si si perchè sono sempre off topic e anche border rispetto ai temi che io ho sollevato.....
    tu ti diverti a fare il precisino e a sviar le mie domande continua a fare il furbetto io mi sono scocciato di aver a che fare con un masturbatormentale che rifiuta il contraddittorio e la analisi dottrinale, per l'ennesima volta ti ricordo che qui si parla di garibaldi se vuoi masturbarti col diritto romano e la filosofia del diritto romano apri una nuova discussione e ti risponderò anche oltre la trecentesima risposta ma qui è OFF TOPIC ma insomma non lo capisci che sei un talebano???
    sai che ti dico?? mi hai rotto le scatole risponderti è tempo perso io ti ho citato al volo dei concetti espressi da ludovico muratori sull'origine dei regni nella penisola italica ma tu non te ne sei nemmeno accorto tu sei lì lì a pensare alle tue masturbazioni dirittoromanoidi in una discussione su giuseppe garibaldi E CHE FISH ma nun capisci nemmeno se te lo butto in faccia che sei off topic!!
    non ti risponderò più su questa discussione è troppo sterile se vuoi te lo ho già detto apri na discussione specifica e ti risponderò...
    basta mo' che hai già avuto troppo del mio tempo...
    non te lo meriti il mio tempo...



    P.S.ignorante sarai tu che non sai la differenza tra constituere iura e condere iura, chi ti ha detto che parlavo di diritto arcaico? io parlavo di diritto imperiale e nello specifico di diritto tardo-classico era un tranello che ti ho teso e tu ci sei caduto bello e tronfio, quando vuoi te lo spiego io e ti faccio abbassare la cresta!!!!!!

  10. #120
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    Citazione Originariamente Scritto da Giopizzetto Visualizza Messaggio
    si c'è molto di male ad ammettere quel che non è vero!!
    i sovrani napoletani gestrivano e reggevano u n regno che nei secoli di vicissitudini ne aveva avute tante ma non scialacquavano denaro a fa guerra a tutto e tutti come i piemontesi che si erano indebitati al punto di spensare le loro donne di famiglia per mogli ai principi di mezza europa quali garanzie "reali"...
    non può essere un atto successorio quando non c'è succesione di forma di stato e di forma di governo, si chiama conquista o meglio appripriazione indebita, sai il diritto internazionale in materia è chiaro...
    l'esercito non era mica mal messo erano semplicemente corrotti i suoi generali, come landi come pianell che ebbero la possibilità di cambiare la storia e non lo fecero visto che in tasca avevano i denari, tantissimi, per comprare la loro complicità ci sono le prove di ciò che dico.

    Nei secoli ogni Stato attraversa varie vicissitudini...
    Che il debito pubblico del Regno di Sardegna fosse molto elevato in seguito alle spese belliche è acclarato. Riguardo al tradimento dei generali da te citati, va bene, e con ciò?
    Il diritto internazionale non è chiaro neppure oggi, ed all'epoca lo era meno ancora. Cmq solo per amor di discussione se anche l'annessione del Regno delle Due Sicilie fosse stata illegale dal punto del diritto internazionale questo non avrebbe alcun pregio, giacché è lo stato di fatto che crea al situazione giuridica, nel diritto internazionale.
    Concordo con Sol Conservator nel sostenere che l'Italia meridionale fa parte dell'Italia, e che è illegale, ed è stata illegale in passato, la divisione della nazione italica.
    In ogni caso il mio post ho scritto che: "il Regno delle Due Sicilie non era evoluto industrialmente, non c'era benessere diffuso, né era politicamente più liberale del Regno di Sardegna." Concordi al riguardo?

 

 
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