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Risultati da 81 a 90 di 227

Discussione: garibaldi fu un eroe?

  1. #81
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    Citazione Originariamente Scritto da Rif. Borbonica Visualizza Messaggio
    Caro edera rossa, non sei molto bravo ad eludere le risposte. Noto con rammarico che tu fai parte di quelle persone che si occupano di storia in maniera storiografica, filosofica e ideologica. I tuoi discorsi sono vacui e tortuosi, dici tutto per non dire niente. Io credo di avere una visione Storica scevra da inutili sovrastrutture e più vicino al reale. Per fortuna la documentazione storica è abbondante e ci permette una ricostruzione imparziale e oggettivizzante. Tu continui a citare cose deliranti, ma senza mai portare uno straccio di documento ufficiale. Colgo l'occasione per rispondere al tuo supporter, la laurea la prendono cani e porci, con o senza kit kat, ma non è un pezzo di carta a fare uno Storico!
    anche io noto con rammarico il fatto che si parli della massoneria in chiave
    risorgimentale facendo finta che dall'altra parte la stessa (la quale non è evidentemente un corpo unitario ) non sia stata egualmente presente ed operativa.


    Ruggiero Di Castiglione
    La Massoneria nelle Due Sicilie
    E i "fratelli" meridionali del '700
    Gangemi 2006, 17 x 24 cm, pagine 224, € 20,00

    Alla proto-massoneria di tipo "operativo" si sovrappose nella Napoli del Settecento un istituto, introdotto da mercanti francesi di religione calvinista, che adottò il sistema "speculativo" dei Moderns inglesi. Di conseguenza iniziò, dalla metà del secolo in poi, un aspro conflitto tra le varie potenze latomiche estere per il predominio sulla "fratellanza" meridionale. Austria, Francia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi si affrontarono, senza esclusione di colpi, al fine di ottenere concreti e positivi risultati sull'economia e sulla politica delle Due Sicilie. Un gruppo di coraggiosi "fratelli" riuscì a sottrarsi ad ogni tentativo egemonico costituendo una Gran Loggia Nazionale, orgogliosamente aristocratica, legittimista e spirituale. L'ostilità delle gerarchie ecclesiastiche e le persecuzioni delle autorità poliziesche crearono, quale naturale reazione, in numerosi membri delle varie Obbedienze massoniche del Regno di Napoli e Sicilia un sentimento profondamente anticuriale e antigovernativo. Molti "fratelli" da fedeli realisti si trasformarono in convinti seguaci delle idee rivoluzionarie d'oltralpe, con gravissime ripercussioni di carattere personale e socio-culturale. Lo scontro fu inevitabile e terribile. L'ultima immagine di un secolo pieno di aspirazioni e di illusioni sarà quella dei massoni meridionali che si fronteggeranno gli uni contro gli altri in armi. Il tetro suono della mannaia si sostituirà a quello gioioso delle campane. Le "tenebre" soffocheranno la "luce" e il "chaos" dominerà sull'"Ordo".

    Ruggiero di Castiglione è nato a Napoli nel 1940. Pubblicista, ha insegnato alla L. U.I.S.S. é all'Università di Studi di Cassino (Frosinone). t autore de "I segreti della magia" (in collaborazione con Alberto Cesare Ambesi), "A tela ordita Dio mandò il filo", "Corpus Massonicum" (alla 2° edizione), "Alle sorgenti della Massoneria", "Il maestro di Cagliostro: Luigi d'Aquino", "Domenico Cirillo e la Massoneria di fine '700 a Napoli" e "Una villa massonica nella Napoli del '700". Già direttore responsabile del periodico di cultura e arte varia "L'Incontro delle genti", ha collaborato con molte riviste specializzate come "Arcana" ed "Hiram". Ha partecipato a numerosi convegni internazionali. Alcuni suoi contributi sulla Repubblica Napoletana del '99 sono stati letti a Nizza e a Parigi presso alcuni centri letterari. E presidente dell'Associazione Culturale "VIRBI0".


    http://www.gangemi.com/scheda.asp?id=8849210299

  2. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    che strano la camorra esisteva anche prima di Garibaldi!
    mi sembra che si continui ad attribuire a Garibaldi le cose compiute dai savoia e si continuino ad ignorare i modi di governare dei Borboni. Del resto la Sicilia era da un bel po' che era contraria ai Borboni e le adesioni ai garibaldini furono spontanee. Non mi sembra che in questi tempi Garibaldi sia particolarmente amato; tra leghisti, indipedentisti meridionali, cattolico-tradizionalisti, austriacanti ,e dintorni, mi sembra che almeno su POL a passarsela male sia proprio il buon Garibaldi. Quanto al vaticano credo sia il caso di dire che una rosa non fa primavere e basta sentire quelli di comunione e liberazione per rendersene conto di come la pensi discreta parte del mondo cattolico.
    P.S. ; Garibaldi non ha mai camminato sulle acque, ma come è riuscito, nonostante l'età non più giovine e la forte atrosi, a rompere la sorveglianza delle navi sabaude attorno a Caprera muovendosi su una piccola barca, con un solo remo , semidisteso sul fondo, in mare aperto, è stato abbastanza simile ad un miracolo; e mai vi sarebbe riuscito se non fosse per il fatto che egli aveva cominciato da ragazzino, quando scappò di casa perchè voleva raggiungere l'America, ad avere una grossa dimistichezza con le cose di mare, e poi si sa che qualcuno vigila sugli eroi.
    vedi caro edera rossa
    certo che la camorra esisteva anche nel regno delle due sicilie ma guarda caso la politica autoritaria di Ferdinando II la aveva chiusa in un angolo da cui fu tirata fuori grazie a garibladi che arrivò a napoli, così come aveva fatto mesi prima in sicilia, e aveva bisogno di gente del posto fidata per tenere a bada la sollevazione popolare che aveva già saputo di quel che succcedeva ai contadini che inneggiavano al loro legittimo re, fu un patto immediato e di sangue, mo faccio il leggero sai ricordo di un bel film con franco neo fabio testi e claudia cardinale sulla camorra postunitaria e in un momento del film parlando di un cesto aiossa camorrista promosso a ufficiale di polizia, diventato traditore e nemicissimo della camorra, il consigliere d'assise dice al giudicante" certo che aiossa era un camorrista fu nobilitato nel 1860 e allora era necessario per il re ma ora il governo spinge per eliminare tutti questi excamorristi poliziotti, presidente imputiamolo per falsa testimoniana così ce lo togliamo di torno" cito a memoria ma è questa la frase...
    perfino il cinema degli anni 70 se ne era accorto di ciò aa prop cavou nn ha detto " generale peppino fatti amici campieri, picciotti e guaglioni" no questa fu idea di garibaldi; le cronache dell'epoca riferiscono di due-tre guaglioni armati fuori ad ogni seggio che domandavano il voto, voto palese non segreto e i pochi che non si fecero intimidire furono "raddrizzati" ben bene aa prop cronache coeve riferiscono anche che votarono ben più degli aventi diritto al voto, senza ricordare cosa successe nel resto dell'ex-regno dove si arrivò snche ad incendiare le schede e a riscriverle sempre ad opera di camorristi e garibaldini, come riferiscono quali furono i primi provvedimenti del dittatore garibali e del prodittatore bixio, li sai vero arraffare tutto l'arraffabile, quando vuoi sfolgiamo le raccolte di leggi e decreti anni 1860 e 1861 io lo ho già fatto e ne ho lette di cose interessanti e se leggessimno gli atti ministeriali, decurionali o prefettizzi ne uscirebbero cose pazzesche fuori, oppure si potrebbero consultare gli archivi diocesani poer i carteggi dei curati di campagna...
    ************************
    continuìi a citare a volo d'uccello senza indicare le fonti, ora parli di garibaldi quasi come se fosse un parente stretto di colui che passeggiava sui laghi della galilea; cronisti del tempo al seguito di garibaldi riferivano che "l'eroe" per salire a cavallo aveva bisogno di due aiutanti che lo mettevano di peso in sella oppure seguiva steso in calessino per i dolori, se non ricordo male lo ha scritto anche bixio quindi come vedi io me la prendo la briga di citare; semplice la fuga da caprera, sarà stato anche in quel caso portato a spalla di qualcuno dei suoi tanti manutengoli con la bonarietà dei piemontesi, d'altro canto nel 1812 non successe quasi al stessa cosa all'elba??
    ma la STORIA doveva dire che lo ha fatto in maniera quasi miracolosa visto che già era molto forte l'opera di deificazione dell'eroe con una spinta moralizzatrice e legittimante anche di una infamia perpetrata in barba al diritto patrio al diritto internazionale sia di guerra che di pace e questo lo sai, in barba al rispetto familiare già la mamma di francesco II era savoia eh.
    certo la mente fu cavour ma il braccio fu garibaldi e non gli fu detto fai e non fai gli fu data carta bianca e in sicilia ne morirono tanti per la carta bianca ma anche nel resto dell'arrampicata lungo lo stivale o all'arrivo a napoli solo che i dati ufficiali non lo riportano ve ne sono tracce solo in carteggi dell'epoca e in alcuni archivi decurionali o nelle cronistorie di de sivo, continuo a citare eh...

    se dovessi uilizzarte una ottica giuridica odierna di tipo penalistico sarei costretto a dirti che quella di garibaldi fu associazione a delinquere con concorso materiale ed ideologico in fattispecie di reato con reati svariati ad attribuirsi, 110 e 415 cpp più i singoli reati...
    con l'ottica giuridica dell'epoca c'era quasi tutto il secondo libro del codice criminale vigente da attribuirsi, ho appena controllato codice per lo regno delle due sicilie parte seconda edizione del 1819 in vigore sino al 1861, mo mi dirai che non è così....
    sto cambiando taglio? forse visto che il riferimento massonico è stato sviscerato e svilito quale non pertinente al personaggio, allora sono pertinenti le sue scorrerie furti atti di pirateria omicidi e i suoi commerci nella tratta degli schiavi, tutte cose per cui pendeva una taglia su di lui ed era ricercato in metà sudamerica.
    aa prop quando aderì alla massoneria? bhè aderì nel periodo sudamericano della sua vita cioè anni prima della repubblica romana e molti anni prima del 1860, anche per questo faceva il corsaro, era al servizio di massoni locali cioè dei grossi latifondisti trapiantati da generazioni in sudamerica.
    vedi sto parlando di fatti suoi, non dei savojardi ma la sua vita è costellata di episodi oscuri e per citarli tutti ce ne vorrebbero di pagine, ad esempio ci sono circonstanze molto oscure pure nella sua avventura romana...
    mi fermo sennò vi annoio

  3. #83
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    che strano la camorra esisteva anche prima di Garibaldi!
    mi sembra che si continui ad attribuire a Garibaldi le cose compiute dai savoia e si continuino ad ignorare i modi di governare dei Borboni.
    La camorra pre unificazione ra un'associazione criminale che sopravviveva nelle carceri napoletana e basta. Si occupava della "protezione2" dei carcerati. Folklore o poco più.
    Garibaldi appena giunge a MArsala si dichiara dittaore delle Due Sicilie per nome e per conto di Vittorio manuelo re d'Italia. Quindi non era che l'uomo di paglia del carignano. Ed è sicuramente moralmente responsabile anche dei crimini commessi dopo la sua liquidazione.
    I Borbone potevano governare bene o male, NON ERANO COSE che riguardavano altri che non fossero i REGNICOLI !
    La Sicilia ha sempre aspirato aveder riconosciuta la prpria peculiarità, ma è pur vero che nel 1848-49 ci furla solita UK a aoffiare sulle rivendicazioni inglesi. Ed è innegabile che lo status dei siciliani peggiorò moltissimo sotto casa saboia. Si pass dall'esenzione del militare a 6 anni di naia, in terre lontanissime. Aumentarono in un modo vertiginoso le tasse.
    Sul moto di governare della dinastia borbonica, vieni a farti un giro a sud del Trnto, vedrai coi tuoi occhi che quanto c'è di bello risale a prima del 1860, tutto il brutto dopo.
    E cmq non è una questione di Borbone o di Napoleonidi, ma di stato, uno stato NOSTRO che faccia i nostri interessi e non quelli del famoso "triangolo" e che cmq a noi ci ha sempre considerati NEMICI, ilioti da usare come carne da cannone o come proletariato esterno oltre che come mercato di consumo per le loro merci.
    Solo ricostruendo lo stato fondato dagli Altavilla metteremo fne allo sfruttamento iniziato nel 1860. Tutto il resto è "Bla bla"!

  4. #84
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    Verissimo Principato!quando Garibaldi Divenne Dittatore Elle 2 Sicilie Nom El Re Di Sardegna Camorristi Festeggiarono La Sconfitta Borbonica In Piazza Municipio Con Balli Canti E Applausi

  5. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da Giopizzetto Visualizza Messaggio
    vedi caro edera rossa
    certo che la camorra esisteva anche nel regno delle due sicilie ma guarda caso la politica autoritaria di Ferdinando II la aveva chiusa in un angolo da cui fu tirata fuori grazie a garibladi che arrivò a napoli, così come aveva fatto mesi prima in sicilia, e aveva bisogno di gente del posto fidata per tenere a bada la sollevazione popolare che aveva già saputo di quel che succcedeva ai contadini che inneggiavano al loro legittimo re, fu un patto immediato e di sangue, mo faccio il leggero sai ricordo di un bel film con franco neo fabio testi e claudia cardinale sulla camorra postunitaria e in un momento del film parlando di un cesto aiossa camorrista promosso a ufficiale di polizia, diventato traditore e nemicissimo della camorra, il consigliere d'assise dice al giudicante" certo che aiossa era un camorrista fu nobilitato nel 1860 e allora era necessario per il re ma ora il governo spinge per eliminare tutti questi excamorristi poliziotti, presidente imputiamolo per falsa testimoniana così ce lo togliamo di torno" cito a memoria ma è questa la frase...
    perfino il cinema degli anni 70 se ne era accorto di ciò aa prop cavou nn ha detto " generale peppino fatti amici campieri, picciotti e guaglioni" no questa fu idea di garibaldi; le cronache dell'epoca riferiscono di due-tre guaglioni armati fuori ad ogni seggio che domandavano il voto, voto palese non segreto e i pochi che non si fecero intimidire furono "raddrizzati" ben bene aa prop cronache coeve riferiscono anche che votarono ben più degli aventi diritto al voto, senza ricordare cosa successe nel resto dell'ex-regno dove si arrivò snche ad incendiare le schede e a riscriverle sempre ad opera di camorristi e garibaldini, come riferiscono quali furono i primi provvedimenti del dittatore garibali e del prodittatore bixio, li sai vero arraffare tutto l'arraffabile, quando vuoi sfolgiamo le raccolte di leggi e decreti anni 1860 e 1861 io lo ho già fatto e ne ho lette di cose interessanti e se leggessimno gli atti ministeriali, decurionali o prefettizzi ne uscirebbero cose pazzesche fuori, oppure si potrebbero consultare gli archivi diocesani poer i carteggi dei curati di campagna...
    ************************
    continuìi a citare a volo d'uccello senza indicare le fonti, ora parli di garibaldi quasi come se fosse un parente stretto di colui che passeggiava sui laghi della galilea; cronisti del tempo al seguito di garibaldi riferivano che "l'eroe" per salire a cavallo aveva bisogno di due aiutanti che lo mettevano di peso in sella oppure seguiva steso in calessino per i dolori, se non ricordo male lo ha scritto anche bixio quindi come vedi io me la prendo la briga di citare; semplice la fuga da caprera, sarà stato anche in quel caso portato a spalla di qualcuno dei suoi tanti manutengoli con la bonarietà dei piemontesi, d'altro canto nel 1812 non successe quasi al stessa cosa all'elba??
    ma la STORIA doveva dire che lo ha fatto in maniera quasi miracolosa visto che già era molto forte l'opera di deificazione dell'eroe con una spinta moralizzatrice e legittimante anche di una infamia perpetrata in barba al diritto patrio al diritto internazionale sia di guerra che di pace e questo lo sai, in barba al rispetto familiare già la mamma di francesco II era savoia eh.
    certo la mente fu cavour ma il braccio fu garibaldi e non gli fu detto fai e non fai gli fu data carta bianca e in sicilia ne morirono tanti per la carta bianca ma anche nel resto dell'arrampicata lungo lo stivale o all'arrivo a napoli solo che i dati ufficiali non lo riportano ve ne sono tracce solo in carteggi dell'epoca e in alcuni archivi decurionali o nelle cronistorie di de sivo, continuo a citare eh...

    se dovessi uilizzarte una ottica giuridica odierna di tipo penalistico sarei costretto a dirti che quella di garibaldi fu associazione a delinquere con concorso materiale ed ideologico in fattispecie di reato con reati svariati ad attribuirsi, 110 e 415 cpp più i singoli reati...
    con l'ottica giuridica dell'epoca c'era quasi tutto il secondo libro del codice criminale vigente da attribuirsi, ho appena controllato codice per lo regno delle due sicilie parte seconda edizione del 1819 in vigore sino al 1861, mo mi dirai che non è così....
    sto cambiando taglio? forse visto che il riferimento massonico è stato sviscerato e svilito quale non pertinente al personaggio, allora sono pertinenti le sue scorrerie furti atti di pirateria omicidi e i suoi commerci nella tratta degli schiavi, tutte cose per cui pendeva una taglia su di lui ed era ricercato in metà sudamerica.
    aa prop quando aderì alla massoneria? bhè aderì nel periodo sudamericano della sua vita cioè anni prima della repubblica romana e molti anni prima del 1860, anche per questo faceva il corsaro, era al servizio di massoni locali cioè dei grossi latifondisti trapiantati da generazioni in sudamerica.
    vedi sto parlando di fatti suoi, non dei savojardi ma la sua vita è costellata di episodi oscuri e per citarli tutti ce ne vorrebbero di pagine, ad esempio ci sono circonstanze molto oscure pure nella sua avventura romana...
    mi fermo sennò vi annoio

    Condivido e ti dico anche che edera rossa, in base alle affermazioni che fa, dimostra di non aver mai letto la lettera di la farina a cavour. Grave mancanza e lacuna per uno storico e studioso del periodo.

  6. #86
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    anche io noto con rammarico il fatto che si parli della massoneria in chiave
    risorgimentale facendo finta che dall'altra parte la stessa (la quale non è evidentemente un corpo unitario ) non sia stata egualmente presente ed operativa.


    Ruggiero Di Castiglione
    La Massoneria nelle Due Sicilie
    E i "fratelli" meridionali del '700
    Gangemi 2006, 17 x 24 cm, pagine 224, € 20,00

    Alla proto-massoneria di tipo "operativo" si sovrappose nella Napoli del Settecento un istituto, introdotto da mercanti francesi di religione calvinista, che adottò il sistema "speculativo" dei Moderns inglesi. Di conseguenza iniziò, dalla metà del secolo in poi, un aspro conflitto tra le varie potenze latomiche estere per il predominio sulla "fratellanza" meridionale. Austria, Francia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi si affrontarono, senza esclusione di colpi, al fine di ottenere concreti e positivi risultati sull'economia e sulla politica delle Due Sicilie. Un gruppo di coraggiosi "fratelli" riuscì a sottrarsi ad ogni tentativo egemonico costituendo una Gran Loggia Nazionale, orgogliosamente aristocratica, legittimista e spirituale. L'ostilità delle gerarchie ecclesiastiche e le persecuzioni delle autorità poliziesche crearono, quale naturale reazione, in numerosi membri delle varie Obbedienze massoniche del Regno di Napoli e Sicilia un sentimento profondamente anticuriale e antigovernativo. Molti "fratelli" da fedeli realisti si trasformarono in convinti seguaci delle idee rivoluzionarie d'oltralpe, con gravissime ripercussioni di carattere personale e socio-culturale. Lo scontro fu inevitabile e terribile. L'ultima immagine di un secolo pieno di aspirazioni e di illusioni sarà quella dei massoni meridionali che si fronteggeranno gli uni contro gli altri in armi. Il tetro suono della mannaia si sostituirà a quello gioioso delle campane. Le "tenebre" soffocheranno la "luce" e il "chaos" dominerà sull'"Ordo".

    Ruggiero di Castiglione è nato a Napoli nel 1940. Pubblicista, ha insegnato alla L. U.I.S.S. é all'Università di Studi di Cassino (Frosinone). t autore de "I segreti della magia" (in collaborazione con Alberto Cesare Ambesi), "A tela ordita Dio mandò il filo", "Corpus Massonicum" (alla 2° edizione), "Alle sorgenti della Massoneria", "Il maestro di Cagliostro: Luigi d'Aquino", "Domenico Cirillo e la Massoneria di fine '700 a Napoli" e "Una villa massonica nella Napoli del '700". Già direttore responsabile del periodico di cultura e arte varia "L'Incontro delle genti", ha collaborato con molte riviste specializzate come "Arcana" ed "Hiram". Ha partecipato a numerosi convegni internazionali. Alcuni suoi contributi sulla Repubblica Napoletana del '99 sono stati letti a Nizza e a Parigi presso alcuni centri letterari. E presidente dell'Associazione Culturale "VIRBI0".


    http://www.gangemi.com/scheda.asp?id=8849210299
    http://it.youtube.com/watch?v=KjpbDu2sUuM

  7. #87
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    PER INFORMAZIONI SU GARIBALDI VI INVITO A VISITARE WWW.EDITORIALEILGIGLIO.IT

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    se dovessi uilizzarte una ottica giuridica odierna di tipo penalistico sarei costretto a dirti che quella di garibaldi fu associazione a delinquere con concorso materiale ed ideologico in fattispecie di reato con reati svariati ad attribuirsi, 110 e 415 cpp più i singoli reati...
    con l'ottica giuridica dell'epoca c'era quasi tutto il secondo libro del codice criminale vigente da attribuirsi, ho appena controllato codice per lo regno delle due sicilie parte seconda edizione del 1819 in vigore sino al 1861, mo mi dirai che non è così....
    sto cambiando taglio? forse visto che il riferimento massonico è stato sviscerato e svilito quale non pertinente al personaggio, allora sono pertinenti le sue scorrerie furti atti di pirateria omicidi e i suoi commerci nella tratta degli schiavi, tutte cose per cui pendeva una taglia su di lui ed era ricercato in metà sudamerica.
    aa prop quando aderì alla massoneria? bhè aderì nel periodo sudamericano della sua vita cioè anni prima della repubblica romana e molti anni prima del 1860, anche per questo faceva il corsaro, era al servizio di massoni locali cioè dei grossi latifondisti trapiantati da generazioni in sudamerica.
    vedi sto parlando di fatti suoi, non dei savojardi ma la sua vita è costellata di episodi oscuri e per citarli tutti ce ne vorrebbero di pagine, ad esempio ci sono circonstanze molto oscure pure nella sua avventura romana...
    mi fermo sennò vi annoio
    se dovessi dissociarmi dall'ottica giuridica moderna ( disdicevole e posticcia parodia indeterminata ed indeterminante) prossima al capovolgimento totale dell'originale diritto arcaico romano affermerei senza alcuna ombra di dubbio che garibaldi ; è conforme alla proprietà fondamentale dell' "idea forma -patria" continuità trascendentale trasmutativa di tutto ciò che i nostri maiores reputavano (pro-forma ) ovvero il "fondamentale" adattamento alla tradizione ben oltre qualsiasi senso olistico di continuità atemporale.quindi, Garibaldi incontra Cicerone, Garibaldi incontra Catone in un viatico congiunto ad una linea ben definita dalla continuità,in definitiva ben altro SPESSORE della MAFIOSA e papalina "sacra corona unita" ( nomen omen )

    eutropio che rappresenta la grande tradizione liviana
    ci rende edotti, che il senato, rifiutando la pace con Pirro, fa sapere al re che «fintantoché non lascerà l'italia [cioè la penisola appenninica], non ci potrà essere pace tra lui e i Romani» (2.13.1). Del resto, come abbiamo visto in precedenza, già nel trattato con Cartagine del 306 Roma aveva riservato alla sua sfera d’influenza l’Italia intesa proprio in questo modo. Negli anni compresi nella perduta seconda decade di Livio (292-219), quando il potere di Roma si estendeva decisamente al di là della penisola, la terra Italia diventò un concetto del diritto "religioso romano:" nel 210 il senato si oppose alla nomina di un dittatore in Sicilia, dunque fuori dell’ager Romanus, «il cui confine è l’Italia» (Livio 27.5.15), nel 205 invece non si arrivò al consueto sorteggio delle province consolari, dal momento che a uno dei consoli, che allora ricopriva l’ufficio di pontifex maximus, i doveri religiosi non consentivano in ogni caso di lasciare l’Italia. Risale senza dubbio a questo stesso periodo il principio, valido in teoria ancora in epoca imperiale, per cui la proprietà individuale “quiritaria” (dominmm cx iure Quiritium) del cittadino romano era limitata al territorio dell’Italia (1- Catalano, Aspetti spaziali del sistema giuridico-religioso romano. Mundus, templum, urhs, ager Italia, in Aufstieg und Niedergang..., cit., 2.16.1, pp. 440-553, spec. pp. 525-547).

    saluti

  9. #89
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    anche io noto con rammarico il fatto che si parli della massoneria in chiave
    risorgimentale facendo finta che dall'altra parte la stessa (la quale non è evidentemente un corpo unitario ) non sia stata egualmente presente ed operativa.


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    E i "fratelli" meridionali del '700
    Gangemi 2006, 17 x 24 cm, pagine 224, € 20,00

    Alla proto-massoneria di tipo "operativo" si sovrappose nella Napoli del Settecento un istituto, introdotto da mercanti francesi di religione calvinista, che adottò il sistema "speculativo" dei Moderns inglesi. Di conseguenza iniziò, dalla metà del secolo in poi, un aspro conflitto tra le varie potenze latomiche estere per il predominio sulla "fratellanza" meridionale. Austria, Francia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi si affrontarono, senza esclusione di colpi, al fine di ottenere concreti e positivi risultati sull'economia e sulla politica delle Due Sicilie. Un gruppo di coraggiosi "fratelli" riuscì a sottrarsi ad ogni tentativo egemonico costituendo una Gran Loggia Nazionale, orgogliosamente aristocratica, legittimista e spirituale. L'ostilità delle gerarchie ecclesiastiche e le persecuzioni delle autorità poliziesche crearono, quale naturale reazione, in numerosi membri delle varie Obbedienze massoniche del Regno di Napoli e Sicilia un sentimento profondamente anticuriale e antigovernativo. Molti "fratelli" da fedeli realisti si trasformarono in convinti seguaci delle idee rivoluzionarie d'oltralpe, con gravissime ripercussioni di carattere personale e socio-culturale. Lo scontro fu inevitabile e terribile. L'ultima immagine di un secolo pieno di aspirazioni e di illusioni sarà quella dei massoni meridionali che si fronteggeranno gli uni contro gli altri in armi. Il tetro suono della mannaia si sostituirà a quello gioioso delle campane. Le "tenebre" soffocheranno la "luce" e il "chaos" dominerà sull'"Ordo".

    Ruggiero di Castiglione è nato a Napoli nel 1940. Pubblicista, ha insegnato alla L. U.I.S.S. é all'Università di Studi di Cassino (Frosinone). t autore de "I segreti della magia" (in collaborazione con Alberto Cesare Ambesi), "A tela ordita Dio mandò il filo", "Corpus Massonicum" (alla 2° edizione), "Alle sorgenti della Massoneria", "Il maestro di Cagliostro: Luigi d'Aquino", "Domenico Cirillo e la Massoneria di fine '700 a Napoli" e "Una villa massonica nella Napoli del '700". Già direttore responsabile del periodico di cultura e arte varia "L'Incontro delle genti", ha collaborato con molte riviste specializzate come "Arcana" ed "Hiram". Ha partecipato a numerosi convegni internazionali. Alcuni suoi contributi sulla Repubblica Napoletana del '99 sono stati letti a Nizza e a Parigi presso alcuni centri letterari. E presidente dell'Associazione Culturale "VIRBI0".


    http://www.gangemi.com/scheda.asp?id=8849210299
    sono ben consapevole dei diversi percorsi e delle diverse tradizioni. Cercavo solo di precisare quale era stato il percorso massonico di Garibaldi e di come fosse ben poco condizionato dall'Inghilterra ( E per la verità il suo ingresso lo fece in quella massoneria brasiliana , da poco costituita, che non aveva il riconoscimento neanche del G.O. di Francia), e questo giacchè era di questo che si stava parlando. Sono d'accordo della pluralità delle massonerie , specie settecentesche , e non solo nel territorio meridioanale. Tracce della diffusa consapevolezza di queste differenze ho avuto modo di costatarle persino nel teatro di C, Goldoni ( non nelle più note Donne curiose , ma nel Filosofo inglese e in uno dei primilavori di Ippolito Nievo). Vi era dunque la consapevolezza di differenze . certamente non solo rispetto alla politica ma rispetto all'essenza iniziatica.Non molto tempo fa ho letto il bel libretto di Nico Perrone "La loggia della Philamtropia" sui rapporti tra il danese F. Munter e la massoneria meridionale di fine settecento. Del resto la rivista Hiram sopra riporta non manca di interventi a questo proposito.Una consapevolezza delle differenze che non mi sembra trasparisse dagli nterventi ai quali mi sono riferito. Tutto qua. Mi vien da pensare che quando gli scritti sulla massoneria erano oggetto di attenzioni censorie, vi fosse una maggiore conoscenza che non in tempo di libertà di informazione.

  10. #90
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    Fu un utile idiota, idealista manovrato da gente più furba di lui.

    Nei suoi scritti post-unità, è evidente il pentimento per i suoi atti

 

 
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