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Discussione: suicidi.

  1. #61
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    Citazione Originariamente Scritto da fulvia Visualizza Messaggio
    Non so se riesco a spiegarmi bene, ma c'è un sentimento che è per me doloroso, ed è un come un senso di vergogna per essere sopravvissuta. Mi chiedo allora se non ci sia anche un senso di vendetta in chi mette in atto una scelta del genere, oppure se è solo la mia fantasia che galoppa.
    credo che non di rado giochi l fattore familiare, so di più casi avvenuti nella stessa famiglia.
    Poi , non so se questi tuoi conoscenti si conoscevano tra loro, sembra che giochi anche il fatto che l'esempio di una persona che ci è vicina può dirci che la cosa può essere fatta. Conosco due docenti universitari legati da un profondo vincolo di maestro allievo ( entrambi ahimè ormai estinti) le cui due mogli sembra avessero scelto la stessa soluzione ( e qualcuno ne ha parlato anche per il più anziano tra i due). Che vi possa essere un effetto imitazione ( per usare una espressione un po' troppo sbrigativa che si sente usare sull'argomento) può anche essere; che sia per punire chi rimane credo sia ben più difficle specie in presenza di più di un caso. Poi credo che la punizione del vivere sia , per chi fa certe scelte, un male che sente così forte da non pensare ad altro. Non credo vogliano vendicarsi di chi rimane; lasciare altri nel rimorso è operazione che richiede un'idea di rapporto causa effetto che mal si adatta a chi pur apparentemente felice decide di abbandonarci.
    Sarebbe un indagare sulle ragioni di un gesto , ma credo che essi stessi non abbianono motivazioni specifiche, ma solo stanchezza del vivere.

  2. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da fulvia Visualizza Messaggio
    Non so se riesco a spiegarmi bene, ma c'è un sentimento che è per me doloroso, ed è un come un senso di vergogna per essere sopravvissuta. Mi chiedo allora se non ci sia anche un senso di vendetta in chi mette in atto una scelta del genere, oppure se è solo la mia fantasia che galoppa.
    Io ho conosciuto quattro persone che si sono suicidate (due le conoscevo molto bene) e fino in ultima istanza non hanno dato particolari segnali di volerla farla finita.

    Grosso modo presentano tutti una serie di problemi relazionali con il prossimo oppure avevano una posizione estremamente precaria a livello professionale (non per buttarla sulla politica ma queste morti sono da addebitare a certi infami venditori di fumo neoliberisti...) che non dava fiducia nel futuro (inteso a lungo termine).

    I suicidi che ho conosciuto non erano assolutamente mossi da un istinto di vendetta ma erano piuttosto ammalati del "mal di vivere".

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo_2 Visualizza Messaggio
    Io ho conosciuto quattro persone che si sono suicidate (due le conoscevo molto bene) e fino in ultima istanza non hanno dato particolari segnali di volerla farla finita.

    Grosso modo presentano tutti una serie di problemi relazionali con il prossimo oppure avevano una posizione estremamente precaria a livello professionale (non per buttarla sulla politica ma queste morti sono da addebitare a certi infami venditori di fumo neoliberisti...) che non dava fiducia nel futuro (inteso a lungo termine).

    I suicidi che ho conosciuto non erano assolutamente mossi da un istinto di vendetta ma erano piuttosto ammalati del "mal di vivere".
    non è solpa della societa

  4. #64
    S'le not u s'farà dè!
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    Citazione Originariamente Scritto da fulvia Visualizza Messaggio
    Non so se riesco a spiegarmi bene, ma c'è un sentimento che è per me doloroso, ed è un come un senso di vergogna per essere sopravvissuta. Mi chiedo allora se non ci sia anche un senso di vendetta in chi mette in atto una scelta del genere, oppure se è solo la mia fantasia che galoppa.
    se c'è forse qualcosa che ci puo' rattristare in casi come questi secondo me è solo non avere compreso il disagio che queste persone stavano vivendo disagi per i quali magari ci hanno anche inviato dei segnali che non abbiamo saputo cogliere !
    Non vedo perchè tu ti debba vergognare di qualcosa forse si potrebbe provare po' di rimorso per non avere capito la situazione che stavano vivendo se erano persone a te molto vicine...

  5. #65
    S'le not u s'farà dè!
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    Citazione Originariamente Scritto da )!()!( Visualizza Messaggio
    Probabilmente chi si suicida é molto egoista.
    anche!

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    non è solpa della societa
    Non sto facendo un discorso generale, mi limito a parlare dei casi che ho conosciuto personalmente in cui le relazioni con/verso il mondo esterno hanno giocato un ruolo determinante.

    Per esempio coloro che hanno avuto un lungo periodo senza lavoro hanno preferito togliersi la vita. Se prendi le statistiche di paesi come la Germania o la Svizzera il numero degli invalidi per cause legate a sindromi depressive è aumentato in maniera vertiginosa a causa del cambio del mondo del lavoro (poi ci sarebbe un discorso a parte su come i governi svizzero e tedesco inculcano un certo tipo di mentalità, ma questo è un altro paio di maniche).

    Non ci sono poi solo suicidi, altri preferiscono prendere un'altra strada e si comportano esattamente come se non avessero nulla da perdere (e quelli a mio avviso sono i peggiori nel caso te li dovessi trovare faccia a faccia).

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da fulvia Visualizza Messaggio
    Non so se riesco a spiegarmi bene, ma c'è un sentimento che è per me doloroso, ed è un come un senso di vergogna per essere sopravvissuta. Mi chiedo allora se non ci sia anche un senso di vendetta in chi mette in atto una scelta del genere, oppure se è solo la mia fantasia che galoppa.
    La sindrome del sopravvissuto, ben descritta da Bruno Bettelheim, è alla base dei tanti suicidi dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. Lo stesso Bettelheim morirà suicida.
    Va detto, però, che l'analisi fatta da Bettelheim si applica a quelle che lui chiama situazioni estreme, come l'essere sopravvissuto ad un universo concentrazionario (il sistema dei lager), che ha minato l'dentità personale del sopravvissuto.

    Lo stato d'animo è simile a quello delle sindromi depressive o paranoidi. Tra l'individuo psicotico e quello affetto dalla sindrome del sopravvissuto esiste tuttavia una differenza fondamentale, in quanto il primo crolla principalmente sotto la spinta di tensioni interne, e non per essere stato esposto a un ambiente eccezionalmente distruttivo. Lo psicotico ha un crollo perché ha investito certe figure significative del suo ambiente del potere di distruggere la sua persona e la sua integrazione. Perciò, mentre la convinzione dello psicotico che esistano persone onnipotenti che dominano la sua vita e meditano di distruggerlo è delirante, il prigioniero dei campi di concentramento ha dato una valutazione corretta della situazione, quando ha osservato che le persone che detenevano un potere assoluto su di lui avevano effettivamente distrutto altri come lui e intendevano distruggere lui pure. La differenza decisiva tra il prigioniero e lo psicotico consiste dunque nel fatto che il primo ha dato una valutazione realistica della propria situazione, il secondo una valutazione delirante. Entrambi però hanno vissuto l'integrazione raggiunta come inadatta a proteggerli, e entrambi sono incapaci di costruirsene una nuova.
    (Bruno Bettelheim, Sopravvivere, Feltrinelli, pag. 39)

  8. #68
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    Sono solo frutto della tua immaginazione
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo_2 Visualizza Messaggio
    Non ci sono poi solo suicidi, altri preferiscono prendere un'altra strada e si comportano esattamente come se non avessero nulla da perdere (e quelli a mio avviso sono i peggiori nel caso te li dovessi trovare faccia a faccia).
    Brutta gentaglia.

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo_2 Visualizza Messaggio
    Non sto facendo un discorso generale, mi limito a parlare dei casi che ho conosciuto personalmente in cui le relazioni con/verso il mondo esterno hanno giocato un ruolo determinante.

    Per esempio coloro che hanno avuto un lungo periodo senza lavoro hanno preferito togliersi la vita. Se prendi le statistiche di paesi come la Germania o la Svizzera il numero degli invalidi per cause legate a sindromi depressive è aumentato in maniera vertiginosa a causa del cambio del mondo del lavoro (poi ci sarebbe un discorso a parte su come i governi svizzero e tedesco inculcano un certo tipo di mentalità, ma questo è un altro paio di maniche).

    Non ci sono poi solo suicidi, altri preferiscono prendere un'altra strada e si comportano esattamente come se non avessero nulla da perdere (e quelli a mio avviso sono i peggiori nel caso te li dovessi trovare faccia a faccia).
    in teoria su quello che dici dovrebbero togliersi la vita parecchie persone perche sono disoccupate

    in verita pero è la mente il fattore chiave e non la fisicita di quello che si ha, è la mente che crea e non il luogo dove sei

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da )!()!( Visualizza Messaggio
    Brutta gentaglia.
    Non ci pensano due volte a farti del male, tanto non perdono assolutamente nulla.

 

 
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