





nessuno può sapere cosa ci sia dentro il prossimo, è facile vedere una persona e dire...guarda quello/a è davvero felice! e cosa gli manca?
confidare la propria angoscia è difficile, non si viene capiti, il non sentirsi amati è troppo frequente, c'è chi reagisce e chi si uccide...
la morte viene vista come l'unica via d'uscita dalle sofferenze che non finiscono.
se non si ha più una ragione per vivere, se nella vita c'è solo angoscia e tormento, perchè continuare a soffrire?








Non so se riesco a spiegarmi bene, ma c'è un sentimento che è per me doloroso, ed è un come un senso di vergogna per essere sopravvissuta. Mi chiedo allora se non ci sia anche un senso di vendetta in chi mette in atto una scelta del genere, oppure se è solo la mia fantasia che galoppa.






Inutile sperare che qualcuno sia in ascolto quando non c'è nessuno.
Ci si salva con le proprie forze, con l'ultimo barlume di amore verso la vita, se non verso se stessi, che rimane. ma è difficile, e non sempre viene capito. soprattutto nessuno sarà lì a dirti 'grazie di esserci ancora': è lo strascico più pesante del restare vivi, il fatto che la morte che stai provando dentro passi inosservata agli occhi indifferenti del mondo.
Una ragione di più per farcela da soli...forse.