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Discussione: cittadinanza

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Per acquisire o sospendere il diritto di voto attivo e passivo propendo per un arco di tempo quinquennale: cinque anni di residenza in un Paese credo siano necessari e sufficienti per conoscerne la realtà e poter partecipare alla sua vita politica.
    .................................................. .................................................. ...
    Le attività pratiche da aggiungere al curriculum obbligatorio, dai sei ai diciotto anni di età, potrebbero essere:

    - coltivazione di un orto scolastico con piante commestibili ( sia frutta che verdura)

    - soggiorni estivi separati dalla famiglia genetica e/o legale, con la propria classe

    - un'attività sportiva individuale, una di squadra, una con animali da accudire periodicamente (prima e dopo l'attività sportiva)

    - uso e manutenzione della bicicletta

    Tu con quale altra attività integreresti, e dove preferisci che continuiamo quest'argomento?
    Cinque anni possono essere un periodo congruo.
    Effettivamente qui siamo un po' off-topic, potresti aprire un thread su Tradizione&Identità, presentando ai lettori del forum un riassunto dei nostri cogitamenti, come forse saprai sei parecchio apprezzata dalle nostre parti.

    Riguardo alle attività che proponi trovo che si tratti di spunti interessanti. Credo che non dovremmo individuare delle attività specifiche, ma appunto un percorso da compiere, nel quale le famiglie e la scuola abbiano un ruolo centrale (tra l'altro io sono a favore delle scuole private, sotto supervisione dello Stato e senza costi per le famiglie, tu come la pensi?).
    Innanzitutto immagino che si debba pensare a due programmi differenziati: per i bambini, dai 4 ai 10 anni, ed per gli adolescenti, dagli 11 ai 19. In comune ci potrebbe essere un qualche impegno a contatto con la natura e gli animali (appunto un piccolo orto o giardino, e qualche animale, magari l'equitazione), è importante che non venga vissuto come un impegno opprimente, e che le attitudini personali siano valorizzate, anche in direzioni diverse da quelle "standard", eventualmente. Stesso discorso per l'attività sportiva che è importante, questa tuttavia non deve occupare, tranne per chi lo desideri, un tempo eccessivo nella settimana. Questo può valere allo stesso modo per chi ritenga di avere predisposizione ad attività artistiche di qualunque genere. Aggiungerei una maggiore attenzione allo sviluppo fisico dei giovani con periodiche visite mediche (gratuite).
    Per gli adolescenti soggiorni periodici (non solo necessariamente estivi) lontano dalla famiglia, l'insegnamento di nozioni di base di igiene sessuale, qualche modesta e saltuaria attività lavorativa, l'insegnamento dei pricipi fondamentali che reggono lo Stato, e di quelli che dovrebbero indirizzare il percorso storico della Nazione - e mi rendo conto che qui si entra nel campo dell'ideologia, ma sostengo che l'insegnamento non deve essere neutro. E la Storia, per ricordarci chi siamo, questa si scevra da contaminazioni ideologiche (per quanto sia umanamente possibile). Aggiungo l'insegnamento dell'appartenenza dei due sessi al proprio genere, nel rispetto di una visione tradizionale della società, senza però le discriminazioni che sono esistite in passato. Perlomeno dai 16 anni, l'inizio dell'istruzione militare. In tempi di pace è bene che delle Forze di Difesa facciano parte solo i volontari, se il contingente necessario viene raggiunto, in ogni caso l'appartenenza a queste dovrebbe essere considerata ragione di prestigio sociale. Nel mio modello è prevista l'obiezione di coscienza, ma siccome tutti hanno il dovere di contribuire alla difesa della Patria chi vuole avvalersene dovrebbe essere sottoposto ad un'imposta straordinaria a favore del bilancio della Difesa.
    Infine l'elettorato attivo dovrebbe essere abbassato a 16 anni.

  2. #22
    in silenzio
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    ...

    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Cinque anni possono essere un periodo congruo.
    Effettivamente qui siamo un po' off-topic, potresti aprire un thread su Tradizione&Identità, presentando ai lettori del forum un riassunto dei nostri cogitamenti, come forse saprai sei parecchio apprezzata dalle nostre parti.

    Riguardo alle attività che proponi trovo che si tratti di spunti interessanti. Credo che non dovremmo individuare delle attività specifiche, ma appunto un percorso da compiere, nel quale le famiglie e la scuola abbiano un ruolo centrale (tra l'altro io sono a favore delle scuole private, sotto supervisione dello Stato e senza costi per le famiglie, tu come la pensi?).
    Innanzitutto immagino che si debba pensare a due programmi differenziati: per i bambini, dai 4 ai 10 anni, ed per gli adolescenti, dagli 11 ai 19. In comune ci potrebbe essere un qualche impegno a contatto con la natura e gli animali (appunto un piccolo orto o giardino, e qualche animale, magari l'equitazione), è importante che non venga vissuto come un impegno opprimente, e che le attitudini personali siano valorizzate, anche in direzioni diverse da quelle "standard", eventualmente. Stesso discorso per l'attività sportiva che è importante, questa tuttavia non deve occupare, tranne per chi lo desideri, un tempo eccessivo nella settimana. Questo può valere allo stesso modo per chi ritenga di avere predisposizione ad attività artistiche di qualunque genere. Aggiungerei una maggiore attenzione allo sviluppo fisico dei giovani con periodiche visite mediche (gratuite).
    Per gli adolescenti soggiorni periodici (non solo necessariamente estivi) lontano dalla famiglia, l'insegnamento di nozioni di base di igiene sessuale, qualche modesta e saltuaria attività lavorativa, l'insegnamento dei pricipi fondamentali che reggono lo Stato, e di quelli che dovrebbero indirizzare il percorso storico della Nazione - e mi rendo conto che qui si entra nel campo dell'ideologia, ma sostengo che l'insegnamento non deve essere neutro. E la Storia, per ricordarci chi siamo, questa si scevra da contaminazioni ideologiche (per quanto sia umanamente possibile). Aggiungo l'insegnamento dell'appartenenza dei due sessi al proprio genere, nel rispetto di una visione tradizionale della società, senza però le discriminazioni che sono esistite in passato. Perlomeno dai 16 anni, l'inizio dell'istruzione militare. In tempi di pace è bene che delle Forze di Difesa facciano parte solo i volontari, se il contingente necessario viene raggiunto, in ogni caso l'appartenenza a queste dovrebbe essere considerata ragione di prestigio sociale. Nel mio modello è prevista l'obiezione di coscienza, ma siccome tutti hanno il dovere di contribuire alla difesa della Patria chi vuole avvalersene dovrebbe essere sottoposto ad un'imposta straordinaria a favore del bilancio della Difesa.
    Infine l'elettorato attivo dovrebbe essere abbassato a 16 anni.
    Sono contenta che cinque anni sembrino anche a te un lasso di tempo ragionevole per acquisire i diritti e i doveri della cittadinanza.

    16 anni è una gran bella età, per imparare come baciare (cito da "Tutti insieme appassionatamente) ... dunque possiamo dedurre che si può anche iniziare a votare politicamente.

    La scuola è scuola, per cui deve seguire le normative previste per legge, e fornire il migliore dei servizi possibili; non ho mai capito assurde distinzioni fatte da alcuni fanatici, che vorrebbero alzare barriere e recinti, illogici.

    Purtroppo il tempo è tiranno, e non riesco a scrivere in tutti i Forum in cui vorrei partecipare; se apri thread che credi possano interessarmi, segnalameli. Grazie comunque per la cortese attenzione!
    di necessità virtù

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Sono contenta che cinque anni sembrino anche a te un lasso di tempo ragionevole per acquisire i diritti e i doveri della cittadinanza.

    16 anni è una gran bella età, per imparare come baciare (cito da "Tutti insieme appassionatamente) ... dunque possiamo dedurre che si può anche iniziare a votare politicamente.

    La scuola è scuola, per cui deve seguire le normative previste per legge, e fornire il migliore dei servizi possibili; non ho mai capito assurde distinzioni fatte da alcuni fanatici, che vorrebbero alzare barriere e recinti, illogici.

    Purtroppo il tempo è tiranno, e non riesco a scrivere in tutti i Forum in cui vorrei partecipare; se apri thread che credi possano interessarmi, segnalameli. Grazie comunque per la cortese attenzione!

    Beh i cinque anni riguardavano il lasso di tempo dopo il quale si potrebbe ipotizzare una sospensione dei diritti elettorali ai nostri concittadini continuativamente all'estero. Per uno straniero che voglia acquisire la cittadinanza italiana mi sembra ragionevole un tempo doppio, però in realtà gli anni dovrebbero essere parametrati anche rispetto ad altri requisiti, quindi il discorso richiede contemporaneamente rigidità ed elasticità.
    Riguardo alla scuola mi piacerebbe che mi illustrassi il tuo pensiero. Certamente essa deve obbedire alle norme di legge, ma come sappiamo le norme non sono neutrali, in quanto implicano scelte politiche, ed indirizzano risorse verso certi percorsi piuttosto che altri. Anche definire cosa sia il miglior servizio possibile è, in parte, una scelta politica.
    La settimana prossima spero di riuscire ad iniziare qualche discussione su T&I, e te ne renderò senz'altro partecipe. Inoltre anche se non partecipi molto al forum Camera vorrei avere la tua opinione riguardo all'ipotesi di "riforma costituzionale" relativa al gioco.
    A presto.

    PS: è bello quando si impara prima a baciare che a votare.

  4. #24
    in silenzio
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    Dopo cinque anni di residenza continuativa lontano dalla patria è plausibile che si stia diventando residenti altrove: certo occorre pensare ad accordi internazionali per assicurare che non vi sia un intervallo durante il quale la persona diventa apolide -situazione traumatica da cui è difficile uscire -.
    Forse una norma unitaria che stabilisse per i cambi di cittadinanza sette anni sarebbe più equa in entrambi i casi, sia di emigrazione che di immigrazione.

    La scuola rientra fra i servizi in cui sarà necessario applicare il principio di sussidiarietà, ma il discorso è troppo complesso per questa sede.

    Se pensi anche tu sia meglio imparare prima a baciare che a votare, credo sarebbe opportuno mantenere il voto dai 18 anni.
    di necessità virtù

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Dopo cinque anni di residenza continuativa lontano dalla patria è plausibile che si stia diventando residenti altrove: certo occorre pensare ad accordi internazionali per assicurare che non vi sia un intervallo durante il quale la persona diventa apolide -situazione traumatica da cui è difficile uscire -.
    Forse una norma unitaria che stabilisse per i cambi di cittadinanza sette anni sarebbe più equa in entrambi i casi, sia di emigrazione che di immigrazione.

    La scuola rientra fra i servizi in cui sarà necessario applicare il principio di sussidiarietà, ma il discorso è troppo complesso per questa sede.

    Se pensi anche tu sia meglio imparare prima a baciare che a votare, credo sarebbe opportuno mantenere il voto dai 18 anni.

    Il discorso sulla cittadinanza è stimolante, ed importante, lo continueremo. Idem la scuola, da proseguire in altra sede.

    C'è chi non impara a baciare neppure a 50 anni, l'idealismo dei giovani non può che far bene ad una classe politica responsabile, 16 anni è un'età adeguata (questo non significa che i genitori non abbiano più diritti e doveri nei confronti dei figli, la maggiore età, che può benissimo essere più alta di quella attuale, non va confusa con elementi di partecipazione che è bene i goivani abbiano).

  6. #26
    in silenzio
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    ...

    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Regina di Coppe ha posto la questione riguardo a chi possa dirsi romano.
    Maria Vittoria, mi pare di capire, privilegiava l'appartenenza biologica.
    Per me è fondamentale la dimensione culturale.
    Come proseguiamo?


    Mi sembra non si sia fatto un solo passo avanti; forse perchè è impossibile scindere l'identità biologica dalla dimensione culturale.

    Infatti, se dividi il feto dalla madre lo uccidi; se dividi il neonato dai genitori lo traumatizzi.

    Se educhi il bambino in modo omogeneo - in famiglia e in società - lo fortifichi in modo da aiutarlo a diventare autonomo e indipendente nell'adolescenza, per poter essere collaborativo e donativo nell'età adulta, oblativo in vecchiaia.

    Se l'educazione in famiglia è diversa da quella scolastica lo traumatizzi rendendolo insicuro; se la scuola rinuncia a educare e si illude di istruire solo, deleghi troppe funzioni ai genitori e ai nonni.

    Su avanti, riprendiamo a dialogare

    di necessità virtù

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Mi sembra non si sia fatto un solo passo avanti; forse perchè è impossibile scindere l'identità biologica dalla dimensione culturale.

    Credo che non si debba scindere, entrambe sono determinanti nel rendere ogni persona ciò che è. Bisognerebbe sapere come equlibrare entrambi i retaggi. Il fatto di parlarne, seppure non è un passo avanti, prima o poi ci consentirà di farlo.

    Infatti, se dividi il feto dalla madre lo uccidi; se dividi il neonato dai genitori lo traumatizzi.

    Certo.

    Se educhi il bambino in modo omogeneo - in famiglia e in società - lo fortifichi in modo da aiutarlo a diventare autonomo e indipendente nell'adolescenza, per poter essere collaborativo e donativo nell'età adulta, oblativo in vecchiaia.

    Circa la centralità dell'educazione per le giovani generazioni (rammentando però che, anche se diversamente, l'educazione è un fenomeno che dovrebbe continuare per l'intera esistenza), siamo assolutamente d'accordo, e non siamo neppure distantissimi riguardo a metodi e finalità. In realtà sfido a trovare qualcuno che non sia d'accordo con quanto hai scritto nel capoverso precedente. Ma...poi sappiamo che metodi e finalità per taluni sono completamente diversi da quelli che possiamo desiderare noi.

    Se l'educazione in famiglia è diversa da quella scolastica lo traumatizzi rendendolo insicuro; se la scuola rinuncia a educare e si illude di istruire solo, deleghi troppe funzioni ai genitori e ai nonni.

    Come mi pare di avere scritto altrove sono un sostenitore della scuola privata. Che non significa abbandono delle famiglie a se stesse, ma la pari possibilità per tutti (quindi con fondi pubblici) di scegliere l'educazione per i propri figli più coerente col proprio modello famigliare. Una scuola che sia in stetto raccordo con le famiglie, che trasmetta nozioni ma anche un modello di cittadinanza, e mi permetto di aggiungere un modello che sia più vicino a quello che erà la società, ed i valori che la permeavano, un bel po' di decenni fa. Oggi possiamo superare le rigidità del passato, ed è un bene, ma è necessario anche ricostruire le idealità oggi troppo spesso derise.

    Su avanti, riprendiamo a dialogare

    Sei sempre stimolante, anche se non sei mai semplice

    .

  8. #28
    in silenzio
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    Grazie, cavalierenero6

    a volte mi pare di essere come la voce di uno che grida nel deserto.

    Buona giornata!
    di necessità virtù

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Grazie, cavalierenero6

    a volte mi pare di essere come la voce di uno che grida nel deserto.

    Buona giornata!

    Credo che questo capiti a quasi tutte le persone che cercano di mantenere un pensiero indipendente

    Posso chiederti cosa ne pensi dell'aborto? Ieri ho partecipato ad una discussione http://www.politicaonline.net/forum/...=491035&page=6 (se ti interessa la mia posizione è espressa al post 34).

    Siccome non c'è verso di rivitalizzare la Res Publica come Repubblica, se qui provassimo a passare all'Impero?

    Buona giornata. A presto.

  10. #30
    in silenzio
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    volentieri

    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Credo che questo capiti a quasi tutte le persone che cercano di mantenere un pensiero indipendente

    Posso chiederti cosa ne pensi dell'aborto? Ieri ho partecipato ad una discussione http://www.politicaonline.net/forum/...=491035&page=6 (se ti interessa la mia posizione è espressa al post 34).

    Siccome non c'è verso di rivitalizzare la Res Publica come Repubblica, se qui provassimo a passare all'Impero?

    Buona giornata. A presto.
    Come ho appena scritto nel thread dove mi hai invitato, so che ogni nuova generazione viene concepita dall'incontro di un contributo paterno e di uno materno.

    Credo che fino a quando l'esistenza del feto è vincolata all'unione con la madre tramite il cordone ombelicale, sia indispensabile garantire la libertà della donna a interrompere la gravidanza.

    Quindi sono favorevole a qualunque farmaco o sistema idoneo a evitare il concepimento, o interrompere la gravidanza secondo la volontà della donna.

    Dal momento della nascita i poi, con l'imposizione del nome il neonato entra a far parte della società, per cui la sua vita psicofisica diventa inviolabile, secondo la legislazione vigente entro i confini che la riconoscono.
    di necessità virtù

 

 
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