
Originariamente Scritto da
edera rossa
credo che troppo spesso ci si soffermi sulle posizioni dei leader politici e si presti scarsa attenzione a come il consenso attorno agli stessi avvenga da parte di persone che , meno massa informe di quanto spesso si vorrebbe far credere, nello sceglere d sostenere certe battaglie non per questo accettano in toto il pensiero di chi se ne fa principale interprete. Debbo forse essere io, laico ed anticlericale, a rcordare come gl iinsorti veneziani, milanesi o romani, che si schieravano accanto a Manin , a Cattaneo ed a Mazzini , erano spesso persone che non avrebbero rinunciato alla messa domenicale? E di questo se ne rendevano ben conto i tre citati, e tanti altri attori di quel periodo. Forse dovremmo mettere tra gli anticattolici anche Manzoni e Tommaseo? Possiamo semmai dire che in molti il Risorgimento si collegava al grande pensiero illuminista , affermazione che mi sembra evidente se riferita a Cavour o Cattaneo , ma che ritengo pertinente anche per ciò che attiene alla figura di Mazzini ,formatosi anche nella biblioteca del padre ( per certi giornali a sua insaputa,) esponente democratico e massone nella Genova pre-sabauda. Ma anche il Manzoni della Storia della colonna infame , non rendeva forse con questa opera omaggio all'illuminismo del Verri e del suo illustre nonno il Beccaria?
Lo stesso termine Patria arriverà a noi attraverso la pubblicistica , ed i canti mi permetto di aggiungere , del pensiero liberale e democratico che si colloca a cavallo della Rivoluzione Francese. L'idea stessa di Patria nei tempi moderni nasce in contrapposizione al dispotismo monarchico nel quale il re può essere padrone di terre anche lontane e sconnesse tra loro, senza alcuna identità comune che non sia la personale figura del sovrano. La Patria intesa come comunità di liberi la troviamo nel pensiero repubblicano del settecento e la ritroviamo, pressochè intatta, in quello di Giuseppe Mazzini e dei democratici, ma anche dei liberali, del nostro Risprgimento. La chiesa cattolica, per sua stessa natura, tende ad accettare le singole realtà nazionali, le singole patrie, come realtà meramente contingenti, altro è il regno che afferma di predicare; ed in questa dualità si consumò il dramma di numerosi cattolici che cercarono di essere fedeli a due realtà che ritenevano separate : quella della fede religiosa , che vivevano come momento privato, e quella dell'idea di unità italiana che vivevano con intensità pari a quella dei non cattolici.
Il Risorgimento, come accade spesso ai laici, fu scomunicato, non scomunicò. E dalla breccia di Porta Pia passò anche l'autonomia politica dei cattolici, e passò anche la loro possibilità di essere, per usare una esporessione attuale, dei cattolici adulti,; è difficilment eimmaginabile che nella chiesa precedente quella storica breccia fossero stati possibili quei movimenti che , pur nella sofferenza di molti, portarono alla consapevolezza della chiesa giovannea, di quel pontefice che si dichiarò lieto di essere della città che tanto diede al nostro risorgimento, come fece in occasione del ricordo di FrancescoNullo