Concordo, meglio distinguere con attenzione le identità personali da una dominanza come quella americana


Concordo, meglio distinguere con attenzione le identità personali da una dominanza come quella americana
di necessità virtù




Ultima modifica di Maria Vittoria; 16-05-10 alle 09:36
di necessità virtù


Economiche magari no, ma politice certamente, nel senso che aveva un progetto politico, o meglio ne faceva parte.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


di necessità virtù


Loro no, ma non credo proprio che la liberazione delle plebi impoverite e maltrattate del sud fosse nei loro obiettivi, anche se probabilmente erano convinti che sarebbe venuta da sola dopo l'unione. In effetti molto spesso coloro che agiscono sulla spinta di ideali romantici tendono a dimenticare le persone concrete e le loro motivazioni semplici: quello che accadde a Bronte (non l'unico episodio, ma quello più famoso) indica che vi era una volontà di mantenere lo status quo, con ogni mezzo necessario, del resto la maggior parte dei mille era di estrazione borghese. La loro volontà era di fare la storia, riunire l'Italia come missione sacra, spinti da quella visione religiosa del patriottismo che flagellò il 19° secolo per poi portare alla catastrofe della Prima Guerra Mondiale.
Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai
Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)


Che le intenzioni dei garibaldini fossero confuse e contradditorie non discuto. Lo stesso Abba, ritenuto un glorificatore senza se e senza ma, lo ricorda in alcune delle sue lettere.
Non si può mettere in discussione l'entusiasmo patriottico dei 1000 con le calunnie sparse da certa stampa neo-reazionaria di oggi, tanto più se tale afflato condusse alla Prima Guerra Mondiale.
Caro Guy, fu un immane massacro, sono d'accordo.
Ma fu anche il concreto segnale che l'Italia poteva confrontarsi con un nemico più forte di lui (che l'Austria-Ungheria questo era, siamo seri ed onesti) e, guarda un po' metterlo al tappeto.
Poco importa se questo accadde per problemi di statica interna della Duplice Monarchia, visto che essa si giocò tutto sulla caduta dell'Italia, la mise in dificcoltà a Caporetto grazie all'aiuto tedesco e alla nostra stupida noncuranza, ma poi falli' clamorosamente sul Piave la prova finale.
E la Prima Guerra Mondiale fu guerra di massa e di grandi forze, la Massoneria non può essere chiamata in causa, vivaddio.hefico:
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


La propaganda continuò per tutto il secolo con un crescendo emotivo anche sulle riviste di moda, che orientavano il pubblico femminile - pur senza diritto di voto - a sostenere gli uomini impegnati alla riunificazione nazionale.
Questa netta separazione dei ruoli è interessante per noi oggi: le donne studiavano, osservavano, discutevano tra case & botteghe per decidere quali bandiere ricamare & quali militanti aiutare a vivere per combattere meglio.
In pratica, da un punto di vista femminile, i garibaldini vennero considerati molto meritevoli.
Ultima modifica di Maria Vittoria; 17-05-10 alle 07:30
di necessità virtù


Sapevo della cosa di Mazzini, anche se va detto che di fatto la Carboneria era una società segreta simil-massonica se non addirittura in alcuni casi massonica tout court.
Del resto la Carboneria, storicamente parlando, nasce proprio da una 'scissione' della massoneria.
Il punto è questo: la tesi del complotto è un'esagerazione. Il fatto che la massoneria abbia svolto un ruolo significativo è solo una constatazione.
Che gli ideali di chi animò il Risorgimento - soprattutto nelle sue fasi conclusive - fossero per lo meno affini a quelli della Massoneria è altrettanto innegabile.
Poi, ti ripeto, a mio modesto avviso ormai è quasi inutile - in chiave prettamente 'politica' e non 'pour parler' - discutere di certe cose. Fare il processo alle intenzioni di chi ha unito amministrativamente il nostro paese non è mia intenzione. So benissimo che sotto tanta 'merda' - perdonate il termine - liberal-massonica ci fu in primis la buona fede di molti che si arruolarono con Garibaldi - dando prova di VERO eroismo e di forte attaccamento alla Nazione italiana - ed in secundis qualche intuizione positiva da parte di alcuni. Ad esempio, pur non essendo io mazziniano e - soprattutto - pur essendo ben consapevole che il deismo di Mazzini non è conciliabile con le mie convinzioni religiose e politiche, riconosco che la critica alla R.F. e determinate posizioni sulla sfera economico-sociale hanno una validità che il Fascismo seppe giustamente e rettamente riprendere nella sua ottica ideale.
Detto questo, credo che sia onesto, soprattutto da parte di chi ama l'Italia per davvero e non tanto per dar fiato ai denti, riconoscere che un altro Risorgimento sarebbe stato possibile, ma - soprattutto - che i presupposti 'ideologici' che animarono i moti risorgimentali non sono stati i migliori e che questi presupposti purtroppo sono stati la causa di una spaccatura fra Santa Sede e Regno d'Italia che per anni ha creato nelle coscienze di molti italiani devoti delle tribolazioni incredibili.
E non per colpa di Santa Romana Chiesa o del Sommo Pontefice.

