





Bisognerebbe venderle in tutte le tabaccherie liberamente.


Appunto per questo è giusto che queste persone abbiano la possibilità di rinunciare a svolgere un ruolo (di madre e padre) per il quale non sono pronti.
Certo è davvero giovane...
Non può neanche immaginare quanto è costata quelle legge che oggi si contesta e cosa significasse prima non averla...
Per questo chi è meno giovane di voi rabbrividisce quando tanti giovani la rimettono in discussione senza comprendere od immaginare cosa vuol dire non averla!
Saluti


Non vorrei apparirle scortese ma le pongo un piccolo quesito: le sembra onesto richiamare altri alle responsabilità tanto gravi senza mai averne avuta una???
Saprà che finchè si è minorenni non si ha responsabilità...
Mi scusi e mi giustifichi queste osservazioni ma con oltre mezzo secolo di esperienza mi sento di consigliarle un più attento richiamo "alla responsabilità" non avendone la piena coscienza di cosa vuol dire.
Saluti


Il punto è tutto in questo termine determinante!
IN POTENZA!!! In particolari condizioni potrebbe diventare un individuo umano ma questa affermazione contraddice appunto il fatto che PRIMA NON E' UN INDIVIDUO!!!
Come vede lei stesso si è trovato costretto per onestà ad aggiungere il termine "in potenza" ammettendo che "non è ancora" un individuo!!!!
Saluti


Le passo un paio di articoli di una legge dello stato che guarda un po' afferma quasi le stesse cose:
Articolo 4.
Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405 , o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia.
Articolo 5.
Il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall'incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto. Quando la donna si rivolge al medico di sua fiducia questi compie gli accertamenti sanitari necessari, nel rispetto della dignità e della libertà della donna; valuta con la donna stessa e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, anche sulla base dell'esito degli accertamenti di cui sopra, le circostanze che la determinano a chiedere l'interruzione della gravidanza; la informa sui diritti a lei spettanti e sugli interventi di carattere sociale cui può fare ricorso, nonché sui consultori e le strutture socio-sanitarie. Quando il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, riscontra l'esistenza di condizioni tali da rendere urgente l'intervento, rilascia immediatamente alla donna un certificato attestante l'urgenza. Con tale certificato la donna stessa può presentarsi ad una delle sedi autorizzate a praticare la interruzione della gravidanza. Se non viene riscontrato il caso di urgenza, al termine dell'incontro il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, di fronte alla richiesta della donna di interrompere la gravidanza sulla base delle circostanze di cui all'articolo 4, le rilascia copia di un documento, firmato anche dalla donna, attestante lo stato di gravidanza e l'avvenuta richiesta, e la invita a soprassedere per sette giorni. Trascorsi i sette giorni, la donna può presentarsi, per ottenere la interruzione della gravidanza, sulla base del documento rilasciatole ai sensi del presente comma, presso una delle sedi autorizzate.
Adesso capisce perchè tutti chiedono che la legge venga applicata IN TUTTI I SUOI ASPETTI E nei principi fondamentali:
Articolo 1.
Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
Forse si sta discutendo di qualcosa che non è ben noto a tutti....
Saluti


Continua a parlare di POTENZIALITA'. Anche la 194 prevede la POTENZIALITA' perchè prevede la possibilità di intervenire in modo da far trasformare il feto in individuo:
Articolo 7
....Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.
Proprio perchè QUANDO e SE quelle cellule riescono ad trasformare quella POTENZIALITA' in REALTA' anche QUELLE cellule hanno il diritto di vivere ma FUORI dal corpo della donna!!!
Spero che alla fine capiate la differenza tra POTENZIALITA' di un ammasso di cellule umane viventi (feto) di diventare un bambino ed un bambino!
Sono due cose diverse! anche la legge prevede questa differenza!
Se il feto riesce ad avere una vita autonoma diventa un bambino ed assume la sua dignità di individuo. PRIMA NO!
Il confine è ben chiaro! La stessa amministrazione statale del vaticano riconosce l'individuo alla nascita QUANDO riesce ad avere una vita autonoma e non prima!!!
Insomma il Vaticano si comporta al solito in modo contraddittorio tra il suo comportamento amministrativo e quello spirituale.
Dal punto di vista spirituale il feto è un bambino al concepimento mentre poi dal punto di vista amministrativo lo riconosce come individuo quando ha una vita autonoma dal corpo della madre.
Stì preti....
Saluti


perchè ride se è da innumerevoli post fa che ho aggiunto quell'epiteto "in potenza"? E' tutto scritto...se ha la pzienza di tornare indietro e leggere si accorgerà che la sua reazione di riso ha tardato assai per manifestarsi...e mi chiedo in realtà: ma su che basi ha preteso di criticarmi prima se nemmeno aveva inteso il mio pensiero nella sua completezza?![]()