



non intendevo dire quello
intendevo fare un paragone, come se "se quel topo fosse intelligente ci chiamerebbe Dio"
mi spiego meglio...il discorso che faccio è molto lineare: se immaginiamo un essere estremamente intelligente e con una tecnologia che è milioni di anni avanzata rispetto alla nostra(ammesso ch a quel punto parlare del tempo come lo intendiamo noi abbia ancora senso, e lo spiegherò più avanti), possiamo ipotizzare che sia capace di creare anche un intero universo...e gli abitanti di quell'universo come lo chiamerebbero se non Dio? ecco, quegli abitanti potremmo essere noi
se poi quell'essere avesse anche il controllo della quarta dimensione, cioè del tempo, a differenza di noi che possiamo sperimentarne solo 3....egli sarebbe anche onnipotente, perchè potrebbe fare tutto e modificare qualunque cosa, anzi potrebbe lui stesso creare una serie di avvenimenti... e sarebbe anche eterno, perchè ci sarebbe sempre, anzi il tempo stesso come lo percepiamo noi non avrebbe senso per lui...
e queste non sono proprio le caratteristiche che noi, esseri umani attribuiamo a Dio?
spero di essermi spiegato




Credere e non credere sono strettamente collegati.
In realtà non c'è affatto differenza fra i due. I loro corpi possono essere diversi, ma le loro anime sono le stesse. E l'uomo che cerca la verità deve guardarsi da entrambi. Uno è un pozzo e l'altro è una fossa. Vanno bene se desideri cadere, ma se vuoi avanzare verso la verità devi prendere il cammino che sta nel mezzo. La mente è liberata solo quando si sbarazza di entrambi: sia del credere che del non-credere.
Solo l'uomo che non è né un teista né un ateo, né un credente né un non-credente può intraprendere il viaggio verso la verità.
Tratto da:
Osho Rajneesh
IL LUNGO, IL CORTO, IL NULLA.
Gli insegnamenti del Maestro.
Oscar Mondadori, pagina 40.









