Sono stato allevato in una famiglia molto cattolica, in particolare da parte di mamma. Io non sono mai stato un ribelle e ho seguito bene o male la via della fedeltà alla strada che la chiesa cattolica ha previsto per l'indottrinamento dei giovani, dall'asilo in poi. Ho sempre partecipato a vari gruppi e a molte iniziative, seppure in modo ultracritico per via di certi atteggiamenti della gerarchia ecclesiastica che non mi sono mai piaciuti. Ho anche fatto pare per tre mandati del consiglio pastorale parrocchiale
Ero molto affezionato a Giovanni Paolo II, al suo carisma, alla sua capacità di comunicare, e nel momento in cui è stato eletto al soglio pontificio Benedetto XVI ho subito capito che tutto sarebbe cambiato, o meglio, finito.
In realtà la fede non l'ho mai avuta, ma mi piaceva dire di si, un po' per codardia, un po' per non dare dispiaceri ai miei, in particolare a mia madre. Inoltre condividevo alcuni degli ideali della chiesa, rappresentata da GPII, e buoni anche per chi non aveva una fede. Da quando c'è B16 non riesco a condividere nulla con lui, anche le cose che in passato ritenevo degne di impegno ora diventano antipatiche, perché riesco solo a vedere l'arroganza di un papa e dei suoi fedelissimi che sovrasta tutto, anche alcune idee che potrei condividere in linea teorica, e che mi vedevano entusiasta ai tempi di GP2.
Che dire? Da un po' ho smesso di partecipare a tutto, inclusa la messa. Non credo in Dio, l'ho sempre saputo, ma mi spiace, invidio infatti chi riesce a trovare nella fede una speranza particolarmente importanza, soprattutto nei momenti di difficoltà.




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