



Giusto, credo che sostanzialmente anche Dio, che come recita il Salmo 103 (102 per i riformati) è "lento all'ira e grande d'amore" se ne freghi di questi mortali compiaciuti, e sia più preoccupato di chi, nel Suo Nome, commette ogni sorta di nefandezza.
Per il resto vale il ragionamento di Pascal secondo il quale, sul tema, scommettere è obbligatorio (salvo non essere immortali) in quanto, volenti o nolenti "tutti siamo incastrati", con tanto di conclusione utilitaristica: se Dio non esiste il credente non saprà mai di aver perso la scommessa, se Dio esiste il miscredente dovrà rendere conto della propria superba ignoranza, per cui ......nel dubbio conviene optare per l'esistenza di Dio, anche perchè una gran parte dell'umanità senza la consapevolezza dell'esistenza della polizia in questa vita e della giustizia di Dio in quella futura, non ne vuole sapere di comportarsi in modo lontanamente decente. Ovvio che i credenti che in nome di Dio, per fanatismo o ipocrisia, ne fanno di cotte e di crude, dovranno sperare nell'Infinita Misericordia del Creatore il doppio dei non credenti.
Shalom






Ma la UAAR dovrebbe lottare per la laicità non per l'ateismo dal momento che gli agnostici non hanno nessuna sicurezza della non esistenza di Dio.Si vede che è un'entità democratica e quindi chi ha il 50% +1 dei voti può schiacciare la minoranza come vuole.


Per Engels (il compagno di Marx, maestro di tanti materialisti di oggi, pochi dei quali tuttavia lo hanno letto) in gnoseologia l'agnosticismo è un "materialismo che si vergogna" (ed Engels imputava addirittura a Kant e al suo "idealismo trascendentale" il peccato di "agnosticismo"). Parimenti potremmo dire, che rigurado agli affari teologici, l'agnosticismo è di fatto un ateismo che si vergogna. Il fatto che atei e agnostici in epistemologia si vergognino testimonia che hanno una qualche istintiva percezione (forse una "intuizione sintetica a priori") di avere torto, ma non la lucidità per scoprire perchè e rigettare i loro errori.
Shalom


Non offendere è una regola di vita. Ma dalla discussione mi rendo conto che tu attribuisci alla parola "rispetto" un significato diverso da quello che le attribuisco io.
Tu ti riferisci ad un significato più formale, che riguarda lo stile della comunicazione. In questa accezione siamo d'accordo (quasi sempre).
Ma ti domando come potrei io "rispettare" (nel senso di esserne partecipe) la fede di un mussulmano, che proclama un dio che pretende sacrifici umani, la vendetta ed il sangue innocente; che autorizza i suoi fedeli ad uccidere nel suo nome e a non rispettare i propri fratelli diversi.


Bella pubblicità? Potrei anche convenire sull'aspetto goliardico, ma come mai nessuno si permette di scrivere che Allah non esiste e che la buona novella è che non ne abbiamo bisogno?
Il fatto è che i cd. atei razionalisti sono in realtà solo anticristiani, e che si cagherebbero vigliaccamente sotto al solo pensiero di negare Allah, con le conseguenze del caso.
Sparare sulla croce rossa non è pericoloso. Giusto?
Ke schifo!!!
Cirno




Sconfiggere il laicismo militante e riaffermare le radici cattoliche della cultura italiana ( non dello stato) rappresenta forse una delle prime sfide a cui il pdl dovrebbe dedicarsi.
Certo che anche riprendere in mano le abitudini dei crociati e andarli a trafiggere casa per casa non sarebbe una brutta idea.
"non nobis domine, non nobis, sed nomine tuo da gloriam"