se il pd esplode come e'esploso e si spacca il pdl,di conseguenza non nasce e ritorna allo schema f.i e a.n,quindi e'meglio che il progetto non muoia


se il pd esplode come e'esploso e si spacca il pdl,di conseguenza non nasce e ritorna allo schema f.i e a.n,quindi e'meglio che il progetto non muoia


Non saprei...
Vedo una gran voglia di cambiamento, voglia di cominciare ad intendere la politica fuori dagli schemi che hanno distrutto questo paese, guelfi e ghibellini.
A breve non può pagare, nel lungo potrebbe dare i suoi frutti....ammesso che la P2 glielo consenta.
Personalmente non ho fiducia negli italiani, avvezzi ad accodarsi al potente di turno, ed oggi l'unico che può garantir loro gli ossi avanzati è Berlusconi.




Il pd non è finito. Siamo a conoscenza dei vari scandali a livello locale, ma la pagliuzza, che deve essere confermata dai tribunali prima che dalla gogna mediatica, ci deve far riflettere sull'importanza che deve avere il pd a livello locale, affinchè si richiami fuori dai litigi dei leader e crei una base solida. Il modo è chiaro ma apparentemente semplice; sfruttare le potenzialità del movimento giovanile promuovendo occasioni di formazione per attrarre i giovani alla politica, tornare a parlare nelle fabbriche e nelle scuole rischiando di prendere dei "vaffa", una linea politica chiara che prevenga i dibattiti su eventuali riforme. Credo che i dibattiti su immigrazione ed equiparazione partigiani-repubblichini (seppur importanti) siano dei diversivi imposti dalla destra nel dibattito politico per distrarci dai problemi reali. Noi non dobbiamo cadere in questa trappola evidenziando quali davvero sono le soluzioni per cambiare il paese. Se il Pd intraprenderà questa strada, sarà veramente una grande forza riformista.


Il PD così com'e' stato fino ad ora è destinato a scomparire.
Se si decide di fare CHIAREZZA, il PD può vivere e tornare a vincere.
Chiarezza significa decidere cosa fare da grandi; chiarezza significa scegliere una collocazione internazionale; chiarezza significa tornare a rappresentare i ceti sociali di riferimento classici della sinistra; chiarezza significa non rincorrere la destra sul proprio terreno, scimiottandola e pure male; chiarezza significa mettere fine alla politica inconcludente del "ma anche"; chiarezza significa tutto questo e molte altre cose...
Se per fare chiarezza si perderà per strada qualche pezzo (leggi i teodem), magari per recuperarne altri, ben venga...
Sarei felice di TORNARE A VOTARE E A IMPEGNARMI in un partito in cui finalmente si sa cosa si vuole e come lo si vuol ottenere
E poi meglio un partito al 20% ma sai cosa voti, piuttosto di un 30% che non porta a nulla


Parole sante.
Ma in questo caso non c'era bisogno della fusione a freddo del PD, c'era una volta, neanche tanto tempo fa, un partito chiamato Democratici di Sinistra con una linea politica la quale, anche se non era il massimo (d'alema), non cadeva mai nei sotterfugi dei "ma anche" e soprattutto aveva una precisa collocazione europea e quindi un'identità politica ben definita, che se fosse stato guidato da veri dirigenti avrebbe facilmente superato quella percentuale di voti.


penso che finchè il pd non si darà una linea politica chiara, la discesa continuerà
davvero, io non so come la pensi il pd su questioni socio-economiche , sui temi etici, e sinceramente non capisco molto neanche le posizioni di politica estera
xkè non vi siete messi d'accordo prima
fate un congresso, decidete una linea politica, e poi andate avanti.non necessariamente dovete cambiare segretario, ma la linea di veltroni deve cambiare, eccome.




anche questo è verissimo ma il Pds-Ds ha avuto 4 segretari (Occhetto-D'Alema-Veltroni-Fassino) che comunque avevano avuto anche linee politiche diverse e non si schiodò mai dai soliti risultati (20 e qualcosa nel 1994,21% nel 96),anzi andò peggiorando (elezioni 2001,16,6%),con una lieve ripresa nel 2006 (17 e qualcosa%).
Non è tanto la dirigenza era la pregiudiziale anti-comunista da parte dei moderati (che vedeva nei Ds ancora il Pci,come tutt'ora con il Pd) e la concorrenza a sinistra di molti partiti (Sdi,Rifondazione,Pdci,Verdi),cosa che una forza come i Ds a livello europeo (Spd,Labour,Psoe) non ha,o almeno non in quelle proporzioni.
inoltre la lista dell'Ulivo prese di più di Ds e Margherita divisi,erano buoni segnali comunque.
alla fine poi si è visto che abbiamo affrettato troppo
o troppo tardato,forse facendo un partito-federazione nel 96 tra Pds,Popolari e cespugli vari,forse la situazione sarebbe stata diversa ma non so quanto.
inoltre anche all'epoca ci sarebbero stati scontri aspri sulla collocazione europea per esempio dato che il Ppi ancora era addirittura nel Ppe e non nell'Eldr,insomma un casino.


hai una visione un po' idilliaca di quello che fu il Pds-Ds.
Collocazione europea a parte, era un partito che conteneva in sè posizioni nettamente divergenti, se non addirittura antitetiche: ricordiamo che c'era una corrente liberal da una parte con Morando, su posizioni più liberiste che "sociali", dalla parte opposta la corrente sinistra ds, facente capo a Mussi - Salvi, molto vicini alle posizioni di Prc (e infatti non hanno partecipato al PD)...in mezzo stava una maggioranza quasi acritica, fedele alla figura del segretario e alle linea ufficiale del partito, secondo lo stile del centralismo democratico prioprio del vecchio Pci.
Lo stesso dicasi per la Margherita, in cui la fusione tra Popolari (democristiani) e Democratici (ulivisti) non arrivò mai a compimento...
Tutte queste contraddizioni sono finite dentro il PD: o le si risolve creando i presupposti che qualcuno se ne vada (es. i teodem o i centristi), oppure il PD rimarrà un aborto politico, com'è adesso: unendo quelli che furono i ds (senza la sinistra interna), con la parte democratica ed ulivista della Margherita, si avrebbe già un partito più amalgamato