più che stava ci sta una maggioranza acritica


più che stava ci sta una maggioranza acritica




lo so, ma l'errore di fondo l'hanno fatto i Ds.
Invece di dare continuità all'Ulivo, hanno preferito fare il nuovo partito assieme ai popolari, quando dovevano privilegiare gli ulivisti e i democratici della Margherita


Se non aderisce al PSE e si da più o meno quell'identità sì, è finito, tanto Rutelli e qualcuno dei suoi andranno via lo stesso.


ecco si,molto probabilmente il non essere collegati in nessun modo al Pse porterà ad un grave fatto politico che provocherà la reazione degli ex dirigenti ds (Fassino,D'Alema) e della sinistra interna (Vita,Crucianelli),insomma Veltroni farebbe bene a collegare il Partito al Pse perchè se non lo fa perde molto di più che se lo facesse.
molto di più,perde una base,perde i soldi della fondazione della Quercia,perde le regioni rosse ultimi baluardi,perde tutto.
la prova del nove è Pse si o Pse no.


Dovreste far eun referendum e contarvi
ALDE
PSE
GRUPPO COLLEGATO AL PSE MA AUTONOMO
e gli iscritti votano.


da Veltroni ci si aspetterà la solita soluzione papocchio, che in realtà non risolve nulla, il solito "ma anche".
Invece la scelta dev'essere netta: o PSE o PDE, chi ci sta ci sta.
Chiaro che se dovesse scegliere la base, data la stragrande maggioranza di ex Ds, si dovrà optare per il PSE


Veltroni e Bettini fanno i furbi. Dicono "se fallisce il PD", "non si torna indietro", "troppi litigi interni"... sapendo benissimo che la questione del momento non è che qualcuno vuole "tornare indietro", far fallire il PD, o litigare "tra loro". Il punto sono le dimissioni di Veltroni, che si chiedono da mesi e da più parti. Il punto sono le plurime sconfitte subite da Veltroni (e non da Prodi e dal suo governo, come vuol far credere). Il punto è: "PD con o senza Veltroni?" e non "PD o non PD?".
Questi due distolgono da un anno l'attenzione da questo punto con continue manipolazioni mediatiche. Il giorno dopo le elezioni Bettini arrivò a dire che Veltroni aveva fatto recuperare al PD 20-22 punti percentuali: "Siamo partiti con 20, 22 punti di distacco e li abbiamo recuperati" (controllate pure qua: http://www.repubblica.it/2008/04/dir...ile/index.html). Cosi come poi ci hanno ripetuto per mesi che il PD aveva preso il 34% e non il 33,1%. Cosi come poi Veltroni è arrivato a dirci che il PD ora aveva "rimontato" ed era al 30%. Ora abbiamo rimontato ulteriormente e siamo al 25%. Grande Veltroni. Come disse D'Alema, un "flaccido imbroglione".




sottoscrivo in pieno, le colpe non sono solo di Walter, ma è indubbio che egli abbia avuto poteri enormi nelle mani è si sia dimostrato incapace di guidare un partito così grande, complesso e pieno di responsabilità di fronte agli Italiani e alla Storia.
Ha avuto senza dubbio alcune ottime idee di cui dobbiamo fate patrimonio e non buttare via tutto dell'esperienza veltroniana, ma direi che ora si deve voltare pagina.
Questo è un partito che non ha una chiara linea politica nè tattica nè strategica, e non ha nemmeno costruito gli strumenti per poterle definire inequivocabilmente.
Si viaggia con un unanimismo di facciata, ma le divisioni interne sono profonde e laceranti; è ora di un confronto ampio e franco ai livelli alti del partito.
C'è bisogno di contarsi.
C'è bisogno, anche, che si creino i luoghi di discussione tra base e quadri intermedi, che ad oggi mancano (o almeno, qui a Torino mancano).
Anche a livello locale ci sono forti responsabilità di molti.
E tra i giovani non ne parliamo nemmeno visto lo schifo che si è prodotto!
Qui o ci si mette a ridefinire bene il tutto, salvando il salvabile e cambiando lo schifo, oppure sarebbe meglio individuare altre forme per far vivere politicamente il riformismo italiano.
Ma attenzione, i germi del male di cui stiamo soffrendo erano ben presenti in DS e DL, non sono nati da un anno a questa parte, non basterà un ritorno al passato a far vivere il riformismo italiano serve uno scatto in avanti.
E ricordiamoci che senza il riformismo l'Italia non entrerà nel XXI secolo, per cui siamo responsabili delle nostre azioni di fronte alla Storia del nostro paese ed al suo Popolo.