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  1. #111
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    Citazione Originariamente Scritto da ilqualunquista Visualizza Messaggio
    Il creditore che ha iniziato a prestare 50 anni fa direi che ha guadagnato a sufficenza. 3 o 4 volte il capitale iniziale. Quindi.
    Tu dimentichi un particolare piccolo piccolo: dopo che fai default, che hai fottuto anche gli italiani che possiedono titoli di Stato, i fondi pensione, le banche e le assicurazioni che le detengono e quindi anche gli azionisti e gli obbligazionisti di queste; dopo che saranno crollate le borse, che parte l'inflazione e che milioni di persone saranno andate per strada; dopo che il PIL cala non del 2% ma del 20% in un anno. Dopo tutto questo chi cazzo ti presta più un euro? Con che cazzo le paghi le energie e le materie prime?
    Per la verità si potrebbe far diventare l'Italia il casino del mondo per i ricchi cinesi, giapponesi ed indiani. Ma saremmo anche un popolo di cornuti.
    Cornuti, mazziati e poveri.
    Vedi tu se ti conviene

  2. #112
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    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    Ma l'Italia ce la fa eccome a pagare il suo debito, non è che non ce la fa. Allora i giapponesi col loro debito al 170% del PIL cosa dovrebbero fare? Harakiri? Anzi, se ci impegnamo e portiamo in 10 anni il debito al 90%, diventiamo anche affidabili
    Perchè fare una figura di merda internazionale, nonchè essere marchiati per sempre con disonore, dopo che abbiamo fatto enormi sacrifici per entrare nell'euro ed evitare il vero pericolo di default ad inizio anni '90? Certo, è un peccato avere avuto un buon debito pubblico fino ai anni '80 ed averlo visto raddoppiare a causa dello sciagurato Craxi, però, fin tanto che c'è bisogna ripagarlo.
    Un default di un paese sudamericano poi non interessa nessuno, visto che sono esposti per pochi miliardi e che pagano "in natura" ossia facendosi occupare dai creditori, un debito grande come quello italiano se non venisse pagato sarebbe tale che nessun altro paese ci farebbe riprendere economicamente nei prossimi 50 anni. Le proprietà italiane all'estero sarebbero probabilmente pignorate e lo stato si troverebbe impossibilitato a fare nulla, quindi la soluzione è decisamente impraticabile, oltre che immensamente stupida. Ma soprattutto, siccome riusciamo benissimo a far fronte al debito, non vedo che problema c'è.

    La religione conta meno di un fico secco, in qualsiasi società passano alle generazioni future sia gli attivi che i passivi. Così come tu hai ereditato da tuo padre il suo conto corrente e la sua casa, allo stesso modo erediti suoi eventuali debiti.
    Vedo che hai dato una lunga risposta, io ne daro´ una piu´ corta, spero sia sufficentemente succosa. Basta che una grossa istituzione o Stato caschi e ne vedremo delle belle, non serve che sia l´Italia puo´ anche essere Citibank UBS o chichessia, ovviamente se casca l´Italia o la Gran Bretagna non pensare che resti un caso isolato, perche´ non sara´ cosi. Per questo stanno tentando disperatamente di salvare tutto. A quel punto i 50 anni di cui parli non importano piu´.

  3. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Tu dimentichi un particolare piccolo piccolo: dopo che fai default, che hai fottuto anche gli italiani che possiedono titoli di Stato, i fondi pensione, le banche e le assicurazioni che le detengono e quindi anche gli azionisti e gli obbligazionisti di queste; dopo che saranno crollate le borse, che parte l'inflazione e che milioni di persone saranno andate per strada; dopo che il PIL cala non del 2% ma del 20% in un anno. Dopo tutto questo chi cazzo ti presta più un euro? Con che cazzo le paghi le energie e le materie prime?
    Per la verità si potrebbe far diventare l'Italia il casino del mondo per i ricchi cinesi, giapponesi ed indiani. Ma saremmo anche un popolo di cornuti.
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    Parlo da semplice osservatore dei fatti, mi sembra sbagliato sbriatare di convenienza a questo punto. E le materie prime si pagano col baratto quando manca la fiducia.

  4. #114
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    Citazione Originariamente Scritto da ilqualunquista Visualizza Messaggio
    E le materie prime si pagano col baratto quando manca la fiducia.
    Hai ragione, per questo l'Argentina ha la possibilità di risollevarsi. Noi che barattiamo? Politici in cambio di petrolio?

    Scritto in origine da enzogiulio
    Tu dimentichi un particolare piccolo piccolo: dopo che fai default, che hai fottuto anche gli italiani che possiedono titoli di Stato, i fondi pensione, le banche e le assicurazioni che le detengono e quindi anche gli azionisti e gli obbligazionisti di queste; dopo che saranno crollate le borse, che parte l'inflazione e che milioni di persone saranno andate per strada; dopo che il PIL cala non del 2% ma del 20% in un anno. Dopo tutto questo chi cazzo ti presta più un euro? Con che cazzo le paghi le energie e le materie prime?
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    Un ottimo riassunto della situazione che si verrebbe a creare. Non hai contato la serie infinita di mazzuolate che ci verrebbero dai patner europei a cui siamo legati e la stima dell'italia. Se ancora ci portiamo dietro l'appellativo di "inaffidabili" per aver cambiato bandiera in due guerre dopo uno scherzo del genere ci relegano sotto i peggiori delinquenti del mondo (e comunque gli italiani già sono mafiosi per cui siamo sulla buona strada). Ci fanno pagare in anticipo anche se ci devono vendere un panino.

    Secondo te chi sarebbe così pazzo da venderci qualcosa? o da farci credito?

    Da furbi sarebbe tirare le cinghia per stare a galla e aspettare che qualcuno affondi per poi dare la colpa a lui
    Il problema è che non vedo molti candidati decisi a dichiarare default prima di noi nell'Unione europea.

  5. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
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    Noi non produciamo abbastanza ricchezza per pagare con soldi veri tutti questi interessi. Li paghiamo emettendo altro debito, e quindi con soldi fasulli tenuti per veri finchè il sistema regge.
    Ora con la crisi produrremo ancora meno ricchezza, e il sangue dalla rapa è stato cavato tutto.

    E' ovvio, chi finora con questo sistema ci ha pappato (il settore finanziario) vuole mantenerlo a tutti i costi. Ma è già crollato, è inutile fare la respirazione artificiale a un morto, sempre morto è.
    Bisognerà aspettare per sapere che piega prendono gli avvenimenti.

  6. #116
    Ridendo castigo mores
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbott Visualizza Messaggio
    oddio, pensavo che certe domande non sarebbero mai apparse nemmeno su POL.

    i Bot sono titoli di Stato, quindi sostanzialmente delle obbligazioni, attraverso le quali lo Stato si finanzia indebitandosi nei confronti di un soggetto terzo (banche, privati, altri Stati, fondi, etc.), debito che poi verrà saldato con gli interessi.

    quale è la cosa che non è chiara?
    non e' chiaro CHI detiene i BOT... Qui qualcuno ha scritto che solo il 20 % e' in mano alle " famiglie" italiane .. il 30 % e' detenuto dalle banche ( quelle che NEL FRATTEMPO facevano acquistare i bond parmalat ..) e che il 50 % e' in mano "estere"

    ed io su questo dato ho ironizzato che SE i fondamentali italiani fossero buoni fare default sarebbe conveniente visto che" sostanzialmente" ADESSO i BOT sono in mano a S-P-E-C-U-L-A-T-O-R-I
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Si un benemerito per aver portato il debito pubblico da 60% del PIL al 120%.Un record che neanche Silvio riesce a battere
    perche' il " caprone espiatorio" si e' rubato DA SOLO il 60% del PIL in SOLI 3 anni in cui era a capo del governo, vero ? ...
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  8. #118
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio

    ed io su questo dato ho ironizzato che SE i fondamentali italiani fossero buoni fare default sarebbe conveniente visto che" sostanzialmente" ADESSO i BOT sono in mano a S-P-E-C-U-L-A-T-O-R-I
    e come potete vedere qualcuno ha gia' sviluppato l' idea un po piu seriamente..


    http://www.comedonchisciotte.org/sit...ticle&sid=5510

    DEFAULT II E III
    Postato il Venerdi 23 Gennaio 2009 (9:40) di davide

    DI URIEL
    wolfstep

    Il post sul default che ho scritto ha fatto piovere una caterva di luoghi comuni (provenienti dalla dialettica politica ” io-ho-salvato-il-paese-dal-default, mi si sazi di fellatio“) riguardo alla situazione di default. Vedro’ di smentirli brevemente, per spiegare che oggi come oggi ci troviamo in una fortunata situazione nella quale possiamo dichiarare il default senza temere troppi casini, se non un lustro di forti scossoni (che e’ comunque meglio di un eterno declino).

    Punto primo: e’ falso che in caso di default non si potrebbero pagare pensioni e compagnia bella. Il debito pubblico in titoli NON partecipa ai pagamenti delle pensioni, ne’ in Italia esistono titoli pensionistici non contributivi. Le pensioni di questo mese si pagano con i contributi versati questo mese, in quanto il sistema e’ retributivo: anzi, un lento declino economico, con il lento calo di occupazione stabile, e’ di gran lunga una minaccia superiore per il sistema pensionistico.



    Di base, i conti attuali del sistema pensionistico italiano sono , apparentemente, buoni. Non nel senso che durera’ tutto bene per anni, ma nel senso che con i tassi attuali di occupazione regolare possiamo ancora farcela. Se liberassimo risorse per investimenti, liberandoci del deficit, probabilmente le cose migliorerebbero.

    Lo stesso dicasi dell’idea secondo cui lo stato non potrebbe piu’ pagare stipendi: la qualita’ del bilancio attuale e’ accettabile entro i parametri di maastricht, e per legge ogni spesa deve avere copertura a bilancio PRIMA di venire approvata, altrimenti il presidente non la firma. Il che significa, in parole povere, che con il 45% di pressione fiscale riusciamo a mandare avanti gli enti pubblici, a meno di quel 3% che Maastricht ci condona. Tradotto in soldoni, se smettiamo di fare debito pubblico dobbiamo “tagliare” solo del 3%.

    Questa ottima qualita’ dei bilanci pubblici (1) e’ la differenza che c’e’ tra l’ Argentina (che non aveva soldi per nulla) e l’ Italia, ed e’ il motivo per il quale non succederebbe quasi nulla, se non un calo del 3% dei soldi per la macchina statale. Quindi no: in caso di default, le pensioni continuerebbero a venir pagate E gli stipendi per gli statali anche.

    MA allora, direte voi, perche’ facciamo debiti?

    Ma noi non stiamo facendo debiti. Questi debiti SONO STATI fatti, in parte dai governi del CAF (Craxi Andreotti Forlani), in parte dai governi “tecnici” che hanno inaugurato la seconda repubblica. Ma oggi non e’ che qualcuno ci presti i soldi per vivere.

    “Il debito pubblico funziona per titoli,che funzionano per rinnovo: tu mi presti 10, e io ti daro’ 1 ogni anno. Quando smetti di rinnovare, io ti ridaro’ i 10. Se continui a rinnovare, devo darti solo 1.

    Quando si parla di debito pubblico si parla di soldi che sono stati incassati trent’anni fa, sono stati sprecati trent’anni fa, sono finiti chissa’ dove, e che non c’e’ piu’ verso di trovare. Oggi quello che facciamo e’ continuare a pagare 1 nella speranza che nessuno, smettendo di sottoscrivere, rivoglia indietro i suoi 10.

    Insomma, quello che voglio far capire e’ che come Italia non stiamo avendo nessun vantaggio dal debito, e che con quei soldi non ci stiamo facendo niente, e’ solo un debito puro che ci trasciniamo. Nessuno ci da’ niente: semplicemente rinunciano a chiedere indietro l’intera somma (prestataci trent’anni fa) se gli paghiamo degli interessi.

    Quindi no: dichiarare default non avrebbe impatti sui conti pubblici, a differenza degli argentini che avevano bisogno di continui prestiti anche per l’ordinaria amministrazione (per via di una pressione fiscale peroniana, etc).

    Altri dicono che se dichiarassimo default, immediatamente verremmo sbattuti fuori dall’ EURO. Onestamente mi piacerebbe, ma e’ assai improbabile. Tutto cio’ che l’ Euro ha da temere da un default italiano e’ che svalutino i titoli che compongono il 14% del monte della BCE. Ma questo al massimo produrrebbe una svalutazione del 14% dell’ indice M0 dell’ Euro.

    Se invece l’Italia venisse espulsa, si verificherebbe l’incubo di tutti i paesi euromediterranei: poiche’ l’Italia dispone ancora di un manufatturiero temibile, se svalutasse la moneta potrebbe letteralmente invadere sia il resto d’europa che il mondo di generi a basso prezzo. E c’e’ poco da fare: l’infrastruttura c’e', appena gli togli la zavorra quella parte.

    Significherebbe avere un complesso produttivo come quello italiano che improvvisamente si mette a fare i prezzi che oggi ci aspettiamo da Cina e Turchia: quanto manufatturiero europeo resisterebbe in queste condizioni?

    Quindi no, quando mi dicono che l’ Italia corre il rischio di venire espulsa mi viene da ridere: piuttosto si tagliano i coglioni e se li mangiano in salmi’. Rendiamoci conto che il bellissimo numero 1936,27 ha quasi apprezzato la moneta del 50%. Uscire dall’euro ci permetterebbe, solo spezzando il cambio di svalutare del 50%. Eh, significa che per fermare i prodotti italiani ci vorrebbero dazi alla frontiera del 50%.

    In ultimo luogo, c’e’ chi dice che (ma questa e’ la scuola dell’ Economist e del Financial Times(2) ) che la “perdita di immagine” del paese sarebbe tale da produrre un vero e proprio embargo contro di noi: tutti ci schiferebbero cosi’ tanto da non voler piu’ guadagnare degli sporchi soldi con noi.

    A queste persone rispondo cosi’: non capivi un cazzo di economia quando ti dicevi comunista, e quindi non ne capisci un cazzo oggi che ti dici riformista. Da che mondo e’ mondo, figlioli, “pecunia non olet”, e se si svaluta la moneta e i tuoi prodotti costano meno, anche se hai l’immagine di uno che mangia bambini… te li comprano lo stesso.

    Se io posso comprare la tal cosa dai perfidi italiani a 3 e dai fantastici tedeschi a 7, e dalle mie parti si vende a 10, il perfido italiano mi fa guadagnare 4 in piu’. E posso sopportare la sua pessima immagine.

    Cose che per i provincialotti alla Massimo d’Alema (che si preoccupano dell’immagine del paese come se l’opinione internazionale fosse la vulgata di un paesello) sono difficili da comprendere.

    Uriel
    Fonte: www.wolfstep.cc
    Link: http://www.wolfstep.cc/343/default-ii/ br> 19.01.2009

    (1)Parlo di qualita’ dei bilanci, non dei servizi. Qui si parla di continuita’ in caso di default. Faccio presente che gli Stati Uniti non potrebbero stare dentro Maastricht.
    (2) Faccio notare che questi due giornali erano troppo impegnati a parlare male dell’ Italia per accorgersi del fatto che in USA stesse montando un problema subprime. E faccio notare che di fronte ad un Obama che non ha ancora parlato seriamente di riformare il sistema finanziario, e di fronte alla conferma nei vertici dell’economia dei colpevoli del disastro, ebbene Financial Times ed Economist hanno il coraggio di rimproverare l’ Italia perche’ non fa riforme abbastanza profonde. Quando inizieremo a ridere di quei cialtroni sara’ troppo tardi.

    DEFAULT III

    L’idea che dichiarare un default ed uscire volontariamente dalla zona euro sia la cosa migliore da fare per il futuro dei nostri figli ha causato (si vede dal numero di commenti) un certo riflesso. I seguaci della corrente “l’euro ci ha salvati, saziamo di pompini gli uomini dell’euro” continuano a postare sterilissime argomentazioni , tra cui la piu’ scontata di tutte, che e’ “postami documentazione sul fatto che funzioni”.

    Bene, siccome siete falsi come dei biglietti da 13 euro (come tutti quelli che stanno a sinistra per darsi una patente di intelligenza) adesso vediamo. E’ NOTO che vi fu un default spagnolo in seguito alla crisi del 1929, e se su Google non se ne trova traccia non so che farci. Cosi’ come e’ noto che ce ne fu un secondo in seguito alla guerra civile, e che la “ristrutturazione” del 1959 di fatto lascio’ in merda i debitori. E questo, anche se lo chiamate “grande ristrutturazione del nuovo corso” e mi puntate addosso il fucile di un caudillo, se non mi date i soldi che avevo sottoscritto a casa mia si chiama default. Google non lo sa? Mi spiace.

    Secondo: mi si continua a dire che se uscissimo dall’euro e svalutassimo la nuova moneta ci troveremmo a dover comprare a caro prezzo, e come se non bastasse ci troveremmo i dazi. Aha. E qual’e’ il problema? Le migliori performance della storia economica italiana sono avvenute proprio in queste condizioni: lira svalutata, costi di acquisto altissimi, dazi enormi. Eppure, in quelle condizioni ci sono stati il boom economico degli anni ‘60 e degli anni ‘80. Cioe’ gli unici due momenti di crescita industriale effettiva del paese.

    A quanto pare, i dati sperimentali mi danno ragione: QUELLE condizioni sono le uniche condizioni nelle quali, dati alla mano, l’ Italia ha mostrato di crescere.

    Adesso, vorrei pero’ chiedere a LORO un pochino di precedenti e di documentazione. A sentire la farloccheide autoproclamatasi intelligente e competente che domina la sinistra, sarebbe possibile per il paese ridurre il debito pubblico dal 106% sino al 60% considerato accettabile.

    Bene, signori. Avete qualche prova che questo sia possibile? E’ mai successo che, con una crescita del 2-3%, un paese ci sia riuscito? Sapete fornirmi una qualsiasi prova, uno straccio di documentazione capace di testimoniare che una simile operazione sia non dico gia’ avvenuta, ma almeno possibile?

    Tutte quelle che i campioni della sinistra intelliggggente sanno proporre sono ARIA FRITTA: “stimolare la crescita” in un paese che paga 75 miliardi di euro di interessi passivi l’anno e’ una cosa che fa ridere i polli. Nessuno c’e’ MAI riuscito e non troverete uno straccio di pezza d’appoggio che dica che sia non dico possibile, ma almeno pensabile. Col 106% del PIL in debito NON-SI-CRESCE , punto.

    “Combattere l’evasione fiscale” e’ l’altro mito che non regge: l’evasione fiscale si combatte, al massimo, in misura dell’ 1-2% del PIL annuo, non di piu’. Per la semplice ragione che, sebbene si tratti di un’operazione giusta, essa ha sull’economia lo stesso effetto che ha un aumento di pressione fiscale, cioe’ un calo di liquidita’. Se vi illudete di poter rientrare del 40% (mitologico assai) di evasione fiscale in meno di 40 anni di lotta progressiva, vi sbagliate di grosso. E no, non avete alcuna documentazione di nazioni che abbiano stroncato il 40% del PIL di evasione fiscale in pochi anni. Non e’ MAI successo.

    Dunque, quale sarebbe la ricetta (che ovviamente saprete documentare ) capace di far uscire il paese dall’ incubo del 106% del PIL di debito in cui si trova? La conduzione virtuosa dei conti pubblici? In un periodo di vacche grasse, con la crescita al 3% (ohhhh, chiudete gli occhi alle vostre figlie) , probabilmente riuscireste a scendere al 99%. E poi? E poi, alla prima crisi, tornerete al 106%.

    La pura e’ semplice verita’ e’ che il default e’ l’ UNICO modo di uscire da quel debito. NESSUNA altra alternativa e’ accettabile, perche’ NON NE ESISTONO DI FUNZIONANTI. Non c’e', non c’e', non c’e’ mai stato e non ci sara’ MAI nessun metodo, nessuna “politica virtuosa” capace di portare un paese che cresce del 2-3% fuori da un deficit del 106% del PIL.
    v I vostri spacciatori di merda, autodichiaratisi intelligenti non si sa bene perche’(1) continuano a ripetervi che il default va evitato, come se esistesse una strada migliore. Ma qual’e’ la strada migliore?

    Avete PROVE del fatto che l’euro forte ci stia beneficiando in qualche modo? Avete prove di questi presunti benefici? No. Li assumete , dite che siano assiomi. E’ cosi’ perche’ e’ cosi’. Avete prove dei benefici dei quali l’italia godrebbe per via della UE? Me le fate vedere? No, troverete le autorevoli dichiarazioni degli stessi politici che sostengono la propria politica: per dimostrare che Prodi abbia fatto bene a portarci nella zona Euro non avete altro che le dichiarazioni di prodi e le opinioni di Prodi. Ma chi cazzo e’ Prodi, se non un politico mediocre che ha fallito due volte il tentativo di governare 5 anni, con un sistema elettorale col quale riesce persino Berlusconi? Ma quale autorevolezza avrebbe, Prodi?

    Visto che andate in giro a mettere in dubbio la fondatezza delle opinioni altrui, adesso proviamo a fare il giochino opposto: diciamo che sia MEGLIO non andare in default, come dite voi.

    Mi fate vedere le prove dei VANTAGGI che avremmo, a tenerci in groppa il debito pubblico? E mi fate vedere LE PROVE del fatto che sarebbe possibile per una nazione uscire da una situazione simile crescendo del 2-3% quando va bene?

    No, perche’ io almeno mi sforzo di ragionare, ma i campioncini dell’economia di sinistra continuano a sbrodolare sentenze su quando male ci farebbe il Default senza uno straccio di prova a sostegno, su quanto staremmo male uscendo all’euro (e ancora zero prove a sostegno) e di quanto sarebbe possibile con una politica virtuosa (che non indicano MAI del tutto) ridurre il deficit, senza che ci siano prove di una nazione che sia mai riuscita in una simile impresa. E no, scendere dal 60% al 30% non e’ come scendere dal 100% al 70%: non e’ lineare.

    Uriel
    Fonte: www.wolfstep.cc
    Link: http://www.wolfstep.cc/348/default-iii/ br> 20.01.2009

    (1) Massimo d’Alema e’ considerato uno dei olitici piu’ intelligenti del paese. Scarseggiano pero’ le prove materiali di tale intelligenza: non si vede nulla di particolarmente intelligente tra le cose fatte, dette o scritte da lui. Si tratta di una fede quam absurdo: D’Alema e’ intelligente perche’ lo dicono tutti, perche’ e’ scritto su GOOGLE, ma se cerchiamo PROVE di tale intelligenza, troviamo un grigio funzionario che non e’ uscito dalla mediocrita’ neanche con la carica di primo ministro.
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  9. #119
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    Siccome nessuno risponde al tale "Uriel" sulla questione, che ci butta in mezzo amenità "sinistrorse" molto variopinte quanto risibili, gli rispondo io:

    Il problema non è affatto se si riesce a risolvere il problema del debito pubblico con un default. E' possibilissimo che in caso di default si riesca a prezzare appunto il debito al 50% 60% del valore. Ma il problema non sta affatto li'.

    Il problema è l'indebitamento privato in Euro. Perchè se tu esci dall'Euro, e con un default tale soluzione è non solo possibile ma direi obbligata, non è che le banche dicono improvvisamente "oopppss" il tuo mutuo ora te lo ristrutturiamo in Lire. Ma manco pe' gnente. All'interno di tutte le tipologie di mutuo e di debito è ben contemplato il rischio di cambio. In brevi termini alla banca od al creditore non gliene frega nulla che tu "passi alle lire" o al lempira dell'Honduras, tu il debito lo hai contratto in Euro e lo paghi in Euro, e ti prendi il rischio di cambio.
    Ergo ne consegue che passando alle lire, e ipotizzando un inflazione al 15% se ci va bene, siamo cosi' favolosamente sicuri visto lo stato comatoso dei sindacati e la capacità strategica dei nostri politici piu' simile a quella dei ratti che a quella di esseri pensanti che il nostro stipendio in Lire incrementi del 15% all'anno o piu'? Senza scala mobile nè nulla di tutto cio'? Sicuri sicuri?
    Io invece sono convinto che siccome non è nemmeno ipotizzabile che i nostri favolosi industriali&c abbiano una capacità produttiva tale da poter reggere uno scenario del genere (ivi compresi gli investimenti produttivi appunto fatti in Euro) che una soluzione del genere ci butta tutti nella strada, a quel punto abbiamo si uno stato senza gravami di interessi, ma tutta la popolazione con le pezze al culo, e se Uriel ha un bel conto in Euro e se frega le palle dell'indebitamento non è che per questo le "favolose soluzioni" prospettate per la risoluzione definitiva dei problema siano cosi' meravigliose cosi' come ce le prospetta.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  10. #120
    Ridendo castigo mores
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    si puo essere contrarii alle idee di Uriel ma non si puo' nemmeno mettere la testa sotto la sabbia

    perche' c' e' il dato di fatto di un debito pubblico esorbitante che
    1) o si riesce a tenere " in equilibrio" pagando gli interessi , cioe' prelevando danaro FRESCO da un attivo di bilancio OVVIAMENTE a danno della crescita 2) si fa default( in modi da definire) e con le grave consequenze del caso .

    ma se deve essere 2 per forza e se si ha comunque ancora un attivo di bilancio legato a dei fondamentali solidi la cosa piu intelligente e' farlo subito invece che svenarsi attraverso 1 per poi finire sempre piu deboli invitabilmente in 2 ...Infatti nonostante tutti i peana e tutte le favole che ci sono state raccontate l' euro non ha fatto bene al " sistema italia" l' ha solo "steccato" lasciandogli dentro l' infezione.

    Ora quindi constatata che l' infezione permane e il corpo si e' indebolito se si e' ANCORA abbastanza forti e sani togliersi il gesso e "operarsi " sarebbe duro ma poi ci si potrebbe riprendere ... se invece si e' inguaribili "operare" affretterebbe solo al fine.
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 
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