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Discussione: Aborto

  1. #151
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    Citazione Originariamente Scritto da MariaVittoria C Visualizza Messaggio
    Come ho già scritto spesso, so che la vita inizia al momento del concepimento, e che ogni nuova generazione avviene dall'incontro genetico di una componente paterna e da una materna, corresponsabili e diverse entrambe dalla nuova generazione.

    La legge deve stabilire dove inizia il diritto e il dovere di vivere della nuova generazione, in relazione col diritto e il dovere delle generazioni precedenti.

    Credo che fino a quando le possibilità di vita del feto dipendono dal cordone ombelicale che ne vincola l'esistenza alla madre, la volontà della donna sia determinante.

    Così, sono favorevole a qualunque farmaco garantisca una libera scelta riguardo all'accettazione o al rifiuto del concepimento e della gravidanza.

    Dal momento della nascita in poi la nuova generazione umana viene tutelata dalla società: con l'imposizione del nome la sua incolumità psicofisica diventa inviolabile, secondo la legislazione vigente, quindi entro i confini che la riconoscono.
    Il tuo richiamarti alla legislazione vigente significa che concordi con qualunque essa sia?

  2. #152
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    Citazione Originariamente Scritto da Flykez Visualizza Messaggio
    Non ci dovrebbe essere nessuna lotta per far capire queste cose e attuarne i conseguenti diritti. Si è lottato per avere qualche diritto in piu' per le donne e qualche in meno per gli uomini, adesso che si vuol fare, il contrario?

    Ma hai ragione tu nel dire che il discorso è molto ampio; spero solo che qualcuno pensando all'aborto riesca a visualizzare il problema in un'ottica diversa che va oltre i 9 mesi di gestazione.
    non credo che dare diritti alle donne significhi toglierne agli uomini....
    non c'è un'ottica diversa dalla gestazione, visto che è la gestazione IL processo in questione, e la donna il suo soggetto.

  3. #153
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Vorrei sapere da chi è favorevole all'aborto entro quale termine dall'inizio della gravidanza, secondo loro, questo può effettuarsi. Se non sbaglio la legislazione italiana vigente pone come limite il 90° giorno. Va bene anche a voi, e se sì, oppure no, perchè?
    Capisco le ragioni di chi non considera l'embrione un essere umano - anche se non si può negare che sia tale in potenza - e che quindi non si ponga il problema se sopprimerlo o meno, mi sembra però che quando parliamo di feto parliamo già di un essere umano (il feto è considerato tale al 60° giorno dall'inizio della gravidanza), e vorrei sapere perchè il presunto benessere psichico e/o economico della madre debba essere maggiormente tutelato della vita del nasciuturo.
    E' vero che l'aborto non è certo una scelta piacevole per una donna (una mia carissima amica si è trovata in difficoltà in passato, e ci ha pensato, ma poi non ha abortito, quindi conosco quasi direttamente il problema), ed è anche vero che proibendolo (tranne che in casi particolari) non si potrà contrastarne completamente il fenomeno clandestino, se non altro perchè lo Stato non è perfetto. Nego tuttavia che esista una presunta libertà di fare ciò che si vuole della propria vita, senza assumersi le responsabilità dei propri comportamenti. Le gravidanze indesiderate derivano da un comportamento della persona, non dalla grazia della divinità, e si deve fare tutto il possibile per evitarle, senza limitare il diritto a manifestare la propria sessualità, ma se si resta incinte per propria responsabilità, è doveroso accettarne le conseguenze.
    non sono di avviso molto diverso dal tuo, senonchè, lascerei a chi conosce bene il processo di sviluppo e crescita del feto, decidere un termine entro cui potere praticare l'IVG minimizzando al massimo problemi e danni.
    Sarebbe comunque un termine convenzionale.

    Il punto è che la legge, non solo la 194, ma tutte le leggi di uno stato civile, devono mirare a dare a TUTTI i suoi cittadini, uomini, donne, omosessuali, transessuali e tutti i generi che possono esistere, la possibilità di esprimere liberamente la loro sessualità, insegnando loro a prendersi responsabilità in materia di procreazione e cura dei minori.

    Solo se tutti possono scegliere, si può poi parlare di responsabilità delle scelte, altrimenti bisogna ammettere che chi non ha avuto scelta, abbia anche la facoltà di recedere dagli obblighi in cui è stato/a costretto/a.

  4. #154
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    L'aborto come questione sociale e' molto semplicemente specchio di quanto in vacca siano andati i valori comuni negli ultimi cento anni o giu' di li'.
    La nascita di un figlio e' dal punto di vista naturale uno, se non il, momento piu' importante di una vita (scopo della vita e', dopo tutto, riprodursi e diffondersi il piu' possibile).
    Il fatto che questo momento venga subordinato a considerazioni che tutto sommato sono piuttosto triviali al confronto (carriera, soldi, cosi' via) dimostra quanto ci siamo allontanati dalle nostre origini naturali. Alcuni possono considerare cio' come evoluzione, io faccio un po' fatica.

    Lasciando perdere i discorsi esistenziali, io sono in genere contrario. Prevedo anche io eccezioni come gravi malformazioni, violenze sessuali e cosi' via. Una cosa che mi ha sempre incuriosito invece e' vedere come le persone favorevoli all'aborto siano in genere contrarie alla pena di morte. Mi sembra una contraddizione piuttosto evidente.

  5. #155
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    Citazione Originariamente Scritto da Dru_na Visualizza Messaggio
    non sono di avviso molto diverso dal tuo, senonchè, lascerei a chi conosce bene il processo di sviluppo e crescita del feto, decidere un termine entro cui potere praticare l'IVG minimizzando al massimo problemi e danni.
    Sarebbe comunque un termine convenzionale.

    Il punto è che la legge, non solo la 194, ma tutte le leggi di uno stato civile, devono mirare a dare a TUTTI i suoi cittadini, uomini, donne, omosessuali, transessuali e tutti i generi che possono esistere, la possibilità di esprimere liberamente la loro sessualità, insegnando loro a prendersi responsabilità in materia di procreazione e cura dei minori.

    Solo se tutti possono scegliere, si può poi parlare di responsabilità delle scelte, altrimenti bisogna ammettere che chi non ha avuto scelta, abbia anche la facoltà di recedere dagli obblighi in cui è stato/a costretto/a.
    Beh il nostro discorrere si basa sul presupposto che le persone siano ragionevolmente informate e sostanzialmente libere di determinare il proprio comportamento. E' vero che l'informazione non è sufficiente, ed è difficile determinare in che misura le scelte non siano condizionate. Libertà di scelta che assume significati diversi anche a seconda del modello culturale di società in cui si vive. Ma sulla necessità di queste due condizioni siamo d'accordo mi sembra (anche se in pratica può significare qualcosa di un po' diverso tra me e te).
    Invece non sono sicuro che esistano diversi generi oltre a quello maschiele e femminile, e l'omosessualità eccetera non ne siano che una delle possibili manifestazioni, piuttosto che un genere a se stante, cmq è certo che la legge deve riguardare tutti i cittadini, e gli stranieri che vivono nello Stato. D'altra parte è vero che una disciplina dell'aborto deve esistere, in quanto l'entità del fenomeno - reale e potenziale - è innegabile, e quindi limitarsi a vietarlo tout court non avrebbe senso. Come ho scritto sono favorevole ad una revisione della vigente normativa in senso restrittivo. Riguardo al termine del passaggio da embrione a feto concordo con te, con l'avvertenza che la scelta politica deve prendere in seria considerazione il dato scientifico-tecnico, ma non esserne subordinata. Naturalmente la posizione di chi rifiuta l'IGV anche per gli embrioni va considerata. Ovvio che in una società complessa le leggi talvolta debbono discostarsi dall'ideale di ciascuno di noi.
    Anche per questo sono favorevole ad una maggiore uniformità culturale, che non significa conformismo, in quanto permetterebbe una vita più serena in ogni Nazione.

  6. #156
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    Citazione Originariamente Scritto da SimpleJJ Visualizza Messaggio
    Infatti. E le seghe cosa sono??? Genocidio???
    Se non sai o non capisci la differenza tra uno spermatozoo e un embrione è un problema tuo..

  7. #157
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Beh il nostro discorrere si basa sul presupposto che le persone siano ragionevolmente informate e sostanzialmente libere di determinare il proprio comportamento. E' vero che l'informazione non è sufficiente, ed è difficile determinare in che misura le scelte non siano condizionate. Libertà di scelta che assume significati diversi anche a seconda del modello culturale di società in cui si vive. Ma sulla necessità di queste due condizioni siamo d'accordo mi sembra (anche se in pratica può significare qualcosa di un po' diverso tra me e te).
    Non è quello che significa per me o per te, ma il fatto che ci sia una sufficiente diffusione di informazione e di strumenti pratici, il che NON C'E', quindi non si può ragionare dando per scontato ciò che scontato non è.

    Se tutte le donne fossero informate, cosapevoli e libere di scegliere, dubito che ci sarebbe bisogno di porre il problema dell'aborto......

    Invece non sono sicuro che esistano diversi generi oltre a quello maschiele e femminile, e l'omosessualità eccetera non ne siano che una delle possibili manifestazioni, piuttosto che un genere a se stante, cmq è certo che la legge deve riguardare tutti i cittadini, e gli stranieri che vivono nello Stato.
    la difficoltà di vedere ogni persona come portatrice di un patrimonio di desideri sessuali, caratteristiche corporee e identità UNICA e non assimilabile a una categoria riducibile a soli 2 o 3 termini, è dovuta all'abitudine culturale estremamente sedimentata e radicata di vedere solo due sessi come "naturali".
    Tuttavia dagli studi antropologici e sociologici degli ultimi 10 anni, pare sia estremamente riduttivo della realtà del mondo pensare in modo binario.

    D'altra parte è vero che una disciplina dell'aborto deve esistere, in quanto l'entità del fenomeno - reale e potenziale - è innegabile, e quindi limitarsi a vietarlo tout court non avrebbe senso. Come ho scritto sono favorevole ad una revisione della vigente normativa in senso restrittivo.
    io invece penso che vadano solo migliorati i controlli affinchè la legge sia applicata meglio.
    Riguardo al termine del passaggio da embrione a feto concordo con te, con l'avvertenza che la scelta politica deve prendere in seria considerazione il dato scientifico-tecnico, ma non esserne subordinata. Naturalmente la posizione di chi rifiuta l'IGV anche per gli embrioni va considerata. Ovvio che in una società complessa le leggi talvolta debbono discostarsi dall'ideale di ciascuno di noi.
    Anche per questo sono favorevole ad una maggiore uniformità culturale, che non significa conformismo, in quanto permetterebbe una vita più serena in ogni Nazione.
    L'uniformità culturale, oltre a non essere desiderabile, è quanto mai improbabile nel mondo moderno.
    va bene per le società tradizionali molto statiche, gerarchiche e chiuse.
    Quindi rinunciaci subito: è irrealizzabile, al di là del fatto che, personalmente, non credo porti maggiore felicità.

    Lo stress deriva dalla possibilità di scelta: ma eliminare la scelta per eliminare lo stress è un discorso totalitarista.

  8. #158
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    Citazione Originariamente Scritto da Curufinwe Visualizza Messaggio
    L'aborto come questione sociale e' molto semplicemente specchio di quanto in vacca siano andati i valori comuni negli ultimi cento anni o giu' di li'.
    La nascita di un figlio e' dal punto di vista naturale uno, se non il, momento piu' importante di una vita (scopo della vita e', dopo tutto, riprodursi e diffondersi il piu' possibile).
    Il fatto che questo momento venga subordinato a considerazioni che tutto sommato sono piuttosto triviali al confronto (carriera, soldi, cosi' via) dimostra quanto ci siamo allontanati dalle nostre origini naturali. Alcuni possono considerare cio' come evoluzione, io faccio un po' fatica.
    non esiste una condizione "naturale" dell'uomo.

    L'uomo è sempre sociale, costruisce sempre regole, stabilisce norme e convenzioni.

    io credo che se vai a vedere il film The Millionaire ti renderai conto di quanto culo abbiamo ad essere nati in Europa, con tutti i difetti della cultura europea.

  9. #159
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    Citazione Originariamente Scritto da Dru_na Visualizza Messaggio
    non esiste una condizione "naturale" dell'uomo.

    L'uomo è sempre sociale, costruisce sempre regole, stabilisce norme e convenzioni.

    io credo che se vai a vedere il film The Millionaire ti renderai conto di quanto culo abbiamo ad essere nati in Europa, con tutti i difetti della cultura europea.
    Si, indubbiamente l'uomo, da quando esiste la storia, e' un essere sociale, non lo nego. Eppure la condizione naturale sotto sotto c'e' ancora, l'abbiamo solo soppressa molto bene.
    Per quanto riguarda il culo di essere nati in Europa, ci si becca tutti i pregi ma anche tutti i difetti di vivere in una societa' altamente industrializzata. I pregi materiali sono innumerevoli, sono meno certo che siano cosi' infiniti dal punto di vista psicologico.

  10. #160
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    Citazione Originariamente Scritto da cavalierenero6 Visualizza Messaggio
    Perchè gratis?
    Per un fatto di educazione sanitaria, ovvero abituiamo le persone ad usare i profilattici (oggi una confezione costa mediamente 6 euro).
    Inoltre è un discorso puramente economico, quanto costa curare le malattie sessualmente trasmissibili? Quanto costa una interruzione di gravidanza?

    Fatti due conti distribuire preservativi conviene ....

 

 
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