





Sono contrario. Dovrebbe essere consentito solo in caso di violenza sessuale, di pericolo per la vita o di grave pericolo per la salute della madre ed in caso nascituro presenti malformazioni o malattie tanto gravi da impedirne la vita come essere umano (ad esempio il caso di chi nasce con solo una frazione del cervello).


pensa: anch'io sono contraria alla disparità di condizione tra i sessi, ma in senso opposto.
le donne hanno dovuto conquistarsi, dopo millenni di omicidi e oppressioni, il diritto A DISPORRE DEL PROPRIO CORPO, contro la legge paternalista degli stati.
la posizione dell'uomo è FIN TROPPO tenuta in considerazione, visto che, come ti hanno fatto notare LA GRAVIDANZA AVVIENE NEL CORPO DELLA DONNA, CHE NON E' UNA SEMPLICE INCUBATRICE![]()








Veramente hai quotato solo una parte del mio post...cmq riguardo alla violenza sessuale la ragione è di mera opportunità. Astrattamente non sarei favorevole - peraltro non è obbligatorio che chi ha subito violenza abortisca- però se la donna vivesse quella situazione come inaccettabile, dal punto di vista piscologico, credo che socialmente sia preferibile tutelare il suo equilibrio mentale. Tantopiù che si tratta di un'ipotesi di fatto residuale.


cmq vorrei chiarire una cosa:
nessuna donna si diverte ad abortire.
Quindi DI FATTO nessuna donna è contenta che esista l'aborto.
Il problema viene dall'esterno della donna:
- dalla condizione di ignoranza in cui alcune donne sono costrette
- dall'impossibilità di scegliere se e quando restare incinta
- dalla mancanza di mezzi di pianificazione delle nascite
- dalla violenza maschile
ecc. ecc.