













Il tuo ragionamento ha 2 punti deboli.
Primo. Le cose che tu menzioni, ossia le costrizioni che hanno subìto le donne in passato, non possono essere una buona ragione per giustificare delle scelte errate. Se il tuo ragionamente avesse forza, chiunque ha subìto delle ingiustizie in passato, avrebbe diritto di infliggere ingiustizie ad altri ora.
Secondo. Non credo che ci sia un legame fra la questione dell'aborto in Italia e le violenze che le donne subiscono nei Paesi Musulmani.
Il punto centrale è un altro. Ossia il fatto che il diritto della donna a tutelare la sua integrità fisica e psicologia prevalga sul diritto dell'embrione a vivere e nascere. Ora, mi consentirai che, se l'integrità fisica, la vita della madre è un concetto molto chiaro, l'integrità psicologica resta, invece, molto più difficile da descrivere ed individuare. Cosa si intende per "integrità psicologica" ?
Temo che questo concetto possa essere allargato per giustificare delle scelte poco giustificabili. Insomma, io credo che tutto ciò meriti una riflessione più attenta, anche in considerazione del fatto, inoppugnabile, che l'altro diritto in questione, quello dell'embrione, è un diritto primario, ossia semplicemente quello di vivere.





