



Anche la fede è apertura al dubbio, altrimenti sarebbe gnosi.
Cristo dice che bisogna aver fede retta e priva di dubbi per salvarsi, ma questo è impossibile: la fede si costituisce attorno al dubbio, proprio perchè il contenuto in cui si ha fede nn appare con evidenza, se lo facesse sarebbe saputo e non creduto: si è convinti in ciò che si crede ma allo stesso non convinti, proprio perchè il contenuto nn appare con evidenza.
La fede è cioè contraddittoria, propugna proposizioni opposte e dunque non esiste: può non sapere la propria contraddittorietà solo isolando il non convincimento, ma nn può negarlo (o il contenuto apparirebbe con evidenza) e dunque si ha sempre fede di credere, si crede di credere.




Convinto rettamente non significa niente. O pensi che una cosa sia vera o che sia vero il suo opposto, o la valuti con un grado variabile di probabilita'.
Chi ha fede in "dio" (definito variamente) considera l'affermazione "dio esiste" come vera. Non semplicemente verosimile.
Altrimenti che razza di fede e'?
Potrei anche essere quella cavia.
Mi sembra pero' che formulare questo genere di ipotesi non porti da nessuna parte.


Gli atei possono dare fastidio solo ai fondamentalisti.









