
Originariamente Scritto da
Πλάτων
I Protestanti rifiutano in toto la possibilità della ragione umana di cogliere la verità, cioè Dio.
Karl Barth, uno dei teologi riformati più celebri (se non il più celebre) del 900, sosteneva appunto che Dio è il totalmente altro (rifacendosi a Kierkegaard), l'assolutamente trascendente, nessuna possibilità per l'uomo di comprenderlo o dimostrarne la necessità.
L'inconoscibilità di Dio è un nodo centrale delle critiche di Lutero al cristianesimo romano, significa cioè buttare all'aria tutta la tradizione teologico-metafisica, sopratutto la scolastica medievale.
I Protestanti rifiutano cioè Tommaso, la dottrina filosofica ufficiale della chiesa.
Questi ragionamenti però mi lasciano dei dubbi.
Per quanto riguarda quello che non è dogma non colgo la differenza pratica, fra:
non riuscire a cogliere la Verità, ma affermare che questa possa essere colta;
non riuscire a cogliere la Verità, ma affermare che questa non possa essere colta;
mi sembrano due dogmi contrapposti, che non dovrebbero portare a differenze pratiche.
Per quanto riguarda invece quello che è dogma, sono d'accordo che nel cristianesimo lo stato debba sottoporsi a questi dogmi, per i motivi che tu citi:
E il cuore della sua filosofia è il rapporto tra ragione e fede, stato e firmamento, Cesare e Dio.
Anche Cristo dice che i compiti di Cesare e di Dio sono diversi, ma non pensa che quelli di Cesare possano eludere la volontà divina: l'armonia tra fede e ragione formalizza questo concetto: se la ragione non testimonia la fede è falsa ragione, la vera ragione testimonia le verità di fede, le rende indubitabili.
Cioè lo stato non può sottrarsi alle leggi di Dio, deve cioè adeguarsi ad esse, ma, appunto, questo significa che lo stato è teocratico.
Il rapporto tra cristianesimo e democrazia è cioè conflittuale, necessariamente.
La seconda oltretutto propugna la libertà e la positività delle leggi, il primo la naturalità e non discutibilità di esse, non c'è cioè libertà al di fuori della verità.
Solo che da questo ragionamento, dai dogmi della Chiesa, dalle parole di Gesù Cristo non si evince quale forma debba prendere lo stato, semplicemente perché non sta scritto da nessuna parte che debba esistere lo stato.
Quindi nel momento in cui questo stato esiste la Chiesa plasma la sua azione come dici tu ma la plasma su un corpo estraneo, quindi non come tendenza alla teocrazia.
La verità è che la Chiesa ci appare plasmare lo stato tendendo a una teocrazia perché la nostra ma anche le altre non sono vere democrazie ma sono più vicine ad essere delle oligarchie, e laddove la Chiesa agisce con queste regole del gioco come se fosse anch'essa una lobby tende a manifestare il suo potere oligarchico e il potere oligarchico della Chiesa tende alla teocrazia.
Quando nel medioevo c'era l'imperatore, il Papa non si comportava forse da imperatore?
Lasciate perdere come funziona oggi lo stato pontificio che non ha nessuna importanza, ma riflettiamo il primo Pietro era forse un imperatore o un lobbista?
In sintesi: per il cattolicesimo l'uomo coglie autonomamente e con evidenza (non x fede) la volontà di Dio e dunque conosce il discrimine a cui adeguarsi, il Protestantesimo nega tutto ciò.